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Mediazione obbligatoria 2026: materie, costi

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 6 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Mediazione obbligatoria 2026: materie, procedura e costi

Dal 2013 la mediazione civile e’ condizione di procedibilita’ per numerose categorie di controversie. La riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) ha ampliato le materie obbligatorie e introdotto la mediazione demandata dal giudice. Questa guida illustra quando e’ obbligatoria, come funziona la procedura, quanto costa e cosa cambia nel 2026.

  • Materie soggette a mediazione obbligatoria nel 2026
  • Procedura: dal deposito della domanda all’accordo
  • Costi dell’organismo e incentivi fiscali
  • Conseguenze del mancato tentativo e mediazione demandata

1. Cos’e’ la mediazione e quando e’ obbligatoria

La mediazione civile e’ un procedimento stragiudiziale nel quale un terzo neutrale (il mediatore) assiste le parti nel raggiungere un accordo amichevole. E’ disciplinata dal D.Lgs. 28/2010, profondamente riformato dal D.Lgs. 149/2022 (riforma Cartabia), entrato a regime il 30 giugno 2023.

L’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, come modificato dalla riforma, prevede che chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a determinate materie deve preliminarmente esperire il procedimento di mediazione. In mancanza, il giudice dichiara l’improcedibilita’ della domanda (rilevabile anche d’ufficio entro la prima udienza).

Materie obbligatorie nel 2026

Le materie per le quali la mediazione e’ condizione di procedibilita’ sono:

  • Condominio
  • Diritti reali (proprieta’, usufrutto, servitu’, ecc.)
  • Divisione
  • Successioni ereditarie
  • Patti di famiglia
  • Locazione e comodato
  • Affitto di aziende
  • Risarcimento del danno da responsabilita’ medica e sanitaria
  • Risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicita’
  • Contratti assicurativi, bancari e finanziari
  • Associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opere di ingegneria, societa’ di persone (novita’ Cartabia)

Per le controversie di valore fino a 5.000 euro la mediazione non e’ obbligatoria, ferma restando la possibilita’ di ricorrervi volontariamente.

In sintesi. Se la tua controversia rientra in una delle materie sopra elencate, devi depositare la domanda di mediazione prima di andare in giudizio. Senza questo passaggio, il giudice dichiarera’ l’improcedibilita’.

2. La procedura passo per passo

Il procedimento si svolge davanti a un organismo di mediazione iscritto nel registro del Ministero della Giustizia. La scelta dell’organismo spetta alla parte istante, salvo diverso accordo contrattuale o clausola compromissoria.

Fasi principali

1. Deposito della domanda. La parte istante deposita la domanda presso l’organismo prescelto, indicando le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa. L’organismo, entro 30 giorni, fissa la data del primo incontro informativo.

2. Primo incontro informativo. Il mediatore illustra alle parti le modalita’ e finalita’ della mediazione. Se una parte non si presenta senza giustificato motivo, il giudice puo’ desumerne argomenti di prova e condannare la parte assente alle spese del successivo giudizio (art. 8, comma 4-bis D.Lgs. 28/2010).

3. Sessioni di mediazione. Se le parti accettano di proseguire, il mediatore conduce sessioni (anche separate, “caucus”) per individuare i punti di accordo. La durata massima e’ di 3 mesi, prorogabili di altri 3 mesi di comune accordo.

4. Accordo o verbale negativo. Se si raggiunge l’accordo, il mediatore redige un verbale che, omologato dal tribunale su istanza di parte, ha forza esecutiva. Se le parti non trovano l’accordo, il mediatore puo’ formulare una proposta conciliativa (mediazione valutativa); il rifiuto ingiustificato di una proposta “ragionevole” puo’ avere conseguenze sulle spese giudiziali.

Assistenza dell’avvocato. Dalla riforma Cartabia l’assistenza di un avvocato e’ obbligatoria in mediazione per le materie soggette a obbligo. L’avvocato partecipa attivamente, non e’ un mero spettatore.

3. Costi, tariffe e agevolazioni fiscali

Le spese di mediazione si compongono di: spese di avvio (fisse, a carico dell’istante) e indennita’ di mediazione (variabile, a carico di entrambe le parti in caso di prosecuzione). Le tariffe sono stabilite dal D.M. 150/2023 e si basano sul valore della controversia.

Valore controversia Spese avvio (istante) Indennita’ totale (per parte)
Fino a 1.000 euro 40 euro 60 euro
Da 1.001 a 5.000 euro 40 euro 130 euro
Da 5.001 a 10.000 euro 40 euro 240 euro
Da 10.001 a 25.000 euro 40 euro 360 euro
Da 25.001 a 50.000 euro 40 euro 600 euro
Da 50.001 a 250.000 euro 40 euro 1.000 euro

Gli importi si intendono per singola sessione e possono aumentare se la mediazione dura piu’ incontri. Gli organismi possono applicare tariffe superiori al minimo tabellare, previo accordo con le parti.

Credito d’imposta

In caso di successo della mediazione (accordo raggiunto), le parti beneficiano di un credito d’imposta sulle indennita’ corrisposte all’organismo, fino a un massimo di 600 euro per parte (art. 20 D.Lgs. 28/2010). Il credito e’ utilizzabile in compensazione nel modello F24. Sono inoltre esenti da imposta di registro gli accordi di mediazione di valore fino a 50.000 euro.

Esempio 1 — Controversia condominiale da 18.000 euro

Il condominio “La Quercia” e’ in lite con un condomino per danni al lastrico solare, quantificati in 18.000 euro. Prima di ricorrere al tribunale, il legale del condominio deposita domanda di mediazione. Costo: 40 euro di avvio + 360 euro di indennita’ per parte (totale condominio: 400 euro). La mediazione dura due incontri (3 mesi). Le parti trovano un accordo: il condomino versa 14.000 euro. Il condominio risparmia le spese processuali (contributo unificato circa 450 euro, spese legali stima 3.000-5.000 euro per grado) e ottiene il credito d’imposta di 360 euro.

Esempio 2 — Controversia bancaria da 80.000 euro

Marta ha un contenzioso con la banca per un investimento in strumenti finanziari che ritiene collocati in modo non adeguato, con danno stimato in 80.000 euro. I contratti assicurativi, bancari e finanziari rientrano tra le materie obbligatorie. Il suo avvocato deposita domanda di mediazione. Indennita’ stimata: 1.000 euro per parte. Se la banca non si presenta o rifiuta una proposta ragionevole del mediatore, in caso di successiva condanna in giudizio il giudice puo’ aumentare le spese processuali a carico della banca del 25% (art. 13 D.Lgs. 28/2010).

4. Mediazione demandata e conseguenze dell’inadempimento

Oltre alla mediazione obbligatoria ex lege, la riforma Cartabia ha rafforzato la mediazione demandata dal giudice: il tribunale puo’, fino all’udienza di precisazione delle conclusioni, invitare le parti a procedere alla mediazione. Se le parti aderiscono all’invito, il processo viene sospeso per 3 mesi. La mancata adesione ingiustificata viene valutata dal giudice ai fini delle spese di lite.

Chi non partecipa al primo incontro informativo senza giustificato motivo subisce tre conseguenze: (1) il giudice puo’ desumerne argomenti di prova contro di lui; (2) puo’ essere condannato al versamento di una somma equivalente al contributo unificato dovuto per il giudizio; (3) rischia la condanna alle spese processuali anche in caso di vittoria nel merito.

Per le controversie in materia di locazione e comodato, la mediazione obbligatoria si affianca alla specifica procedura di sfratto. In questi casi e’ consigliabile avvalersi di un avvocato fin dalla fase della domanda di mediazione per impostare correttamente la strategia difensiva. Consulta anche la guida alla negoziazione assistita per conoscere le alternative stragiudiziali disponibili.

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La mediazione richiede una strategia legale precisa: scegliere l’organismo, impostare la domanda e gestire la proposta del mediatore sono passaggi che incidono sull’esito del successivo giudizio.

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Domande frequenti

Cosa succede se non faccio la mediazione obbligatoria prima di andare in giudizio?

Il giudice dichiara l’improcedibilita’ della domanda giudiziale, rilevabile d’ufficio entro la prima udienza oppure su eccezione del convenuto. Il processo si blocca e si deve tornare davanti al mediatore. E’ quindi indispensabile esperire il tentativo prima di depositare l’atto di citazione o il ricorso.

La mediazione e’ obbligatoria anche per le controversie di condominio?

Si’, il condominio e’ una delle materie storicamente soggette a mediazione obbligatoria dal D.Lgs. 28/2010. Qualunque lite condominiale (spese, lavori straordinari, distanze, rumori, ecc.) richiede il preventivo tentativo di mediazione, indipendentemente dal valore.

L’accordo di mediazione e’ esecutivo come una sentenza?

L’accordo sottoscritto dai legali delle parti ha gia’ valore di titolo esecutivo per le obbligazioni di somme di denaro, di consegna e rilascio di beni mobili e per le scritture private autenticate. Se le parti non sono assistite da avvocati, occorre l’omologazione del tribunale perche’ l’accordo acquisti forza esecutiva.

Posso scegliere io l’organismo di mediazione?

Si’, l’istante sceglie liberamente tra gli organismi iscritti nel registro del Ministero della Giustizia. Se il contratto con la controparte prevede una clausola di mediazione, si applica l’organismo indicato nel contratto. In assenza, la scelta e’ libera; il convenuto puo’ proporre un organismo diverso entro 15 giorni dal deposito della domanda.

Quanto dura la sospensione del processo durante la mediazione?

La durata massima del procedimento di mediazione e’ di 3 mesi, prorogabili di altri 3 mesi con accordo delle parti. Se entro tale termine non si raggiunge un accordo, il mediatore redige verbale negativo e il processo riprende dal punto in cui era rimasto sospeso.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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