Chi compra un’obbligazione per la prima volta spesso resta spiazzato: il prezzo «quotato» è uno, ma l’importo addebitato è un altro, leggermente più alto. Non è un errore: è il rateo di interesse, e capirlo evita confusione e sorprese in dichiarazione.
Vediamo la differenza tra corso secco, rateo e prezzo tel quel, con un esempio numerico.
- Il corso secco è il prezzo «pulito» dell’obbligazione, quello quotato sul mercato.
- Il rateo è la quota di cedola maturata dall’ultimo stacco fino al giorno dell’acquisto, che spetta al venditore.
- Il prezzo tel quel (o «sporco») è quello che paghi davvero: corso secco + rateo.
- La distinzione ha effetti fiscali: il rateo pagato all’acquisto si recupera alla cedola successiva.
Perché paghi più del prezzo quotato
Le obbligazioni maturano interessi giorno per giorno, ma li pagano solo a scadenze prefissate (le cedole). Se compri un titolo a metà tra due cedole, è giusto che tu riconosca al venditore la parte di interesse già maturata in quel periodo: è il rateo. Per questo l’importo che paghi (il tel quel) è pari al prezzo quotato (il corso secco) più il rateo maturato.
- Corso secco quotato: 99,00 (su valore nominale 100).
- Cedola annua 3%, sono passati 4 mesi dall’ultimo stacco: rateo ≈ 1,00.
- Prezzo tel quel = 99,00 + 1,00 = 100,00: è l’importo effettivo per 100 di nominale.
- Alla cedola successiva incassi l’intero 3%, recuperando di fatto il rateo anticipato.
L'effetto fiscale del rateo
Il rateo che paghi all’acquisto non è un costo perduto: rappresenta interessi che incasserai alla cedola successiva. Sul piano fiscale, il sistema tiene conto di questo meccanismo in modo che tu venga tassato sulla cedola al netto del rateo già «comprato». Gli intermediari italiani in regime amministrato gestiscono in automatico questi calcoli; con un broker estero o in regime dichiarativo occorre prestare attenzione.
La tassazione della cedola segue la natura del titolo: 12,5% per i titoli di Stato e assimilati, 26% per i corporate.
Corso secco e variazioni di prezzo
Ragionare in corso secco serve anche a confrontare correttamente i titoli e a capire i guadagni in conto capitale. La plusvalenza da negoziazione si misura sulle variazioni del corso secco (più precisamente, sul prezzo al netto della componente di rateo), non sul tel quel. Confrontare due obbligazioni guardando il tel quel sarebbe fuorviante, perché incorpora ratei diversi a seconda del momento.
In pratica: usa il corso secco per valutare e confrontare, ricorda che il tel quel è ciò che esce dal conto, e lascia che sia l’intermediario (in regime amministrato) a gestire i calcoli fiscali del rateo.
Sotto la pari, alla pari, sopra la pari
Un’ultima nota utile: il corso secco si confronta con 100 (il valore nominale rimborsato a scadenza). Un titolo «sotto la pari» (es. 97) offre, oltre alla cedola, un guadagno in conto capitale a scadenza; uno «sopra la pari» (es. 103) comporta una perdita in conto capitale che riduce il rendimento effettivo. È il motivo per cui due titoli con la stessa cedola possono avere rendimenti effettivi molto diversi: dipende dal prezzo a cui li compri.
Errori da evitare
- Pensare di essere stati sovrafatturati quando l’addebito supera il prezzo quotato: è il rateo.
- Confrontare due obbligazioni guardando il prezzo tel quel invece del corso secco.
- Ignorare l’effetto del prezzo (sotto/sopra la pari) sul rendimento effettivo a scadenza.
- In regime dichiarativo o con broker esteri, non considerare il rateo nel calcolo fiscale della cedola.
Quando conviene farsi seguire
Il regime amministrato di un intermediario italiano gestisce in automatico ratei e plusvalenze; chi opera all’estero deve farlo correttamente da sé.
Un professionista può verificare la corretta tassazione di cedole e plusvalenze obbligazionarie nel tuo caso.
La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.
Domande frequenti
Perché pago più del prezzo dell'obbligazione?
Perché al corso secco (prezzo quotato) si aggiunge il rateo, cioè la cedola maturata dall’ultimo stacco e dovuta al venditore. La somma è il prezzo tel quel, l’importo effettivamente addebitato.
Il rateo è un costo che perdo?
No: rappresenta interessi che incasserai alla cedola successiva. Fiscalmente il sistema ne tiene conto per non tassarti due volte.
Su cosa si calcola la plusvalenza?
Sulle variazioni del corso secco, non sul tel quel. Per i titoli di Stato la tassazione è al 12,5%, per i corporate al 26%.
Fonti ufficiali
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.
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