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Donare titoli e investimenti: imposte, costo fiscale e cosa sapere

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Donare titoli e investimenti: imposte, costo fiscale e cosa sapere
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 10 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Trasferire investimenti a figli o familiari mentre si è in vita — donando azioni, ETF o un intero dossier titoli — è una scelta sempre più frequente per anticipare il passaggio generazionale. Ma come funziona dal punto di vista fiscale? E cosa succede al «costo» di quei titoli ai fini delle imposte future?

Vediamo imposta di donazione, franchigie e il nodo del costo fiscale che si trasferisce al donatario.

In sintesi

  • La donazione di titoli sconta l’imposta di donazione, con franchigie elevate tra parenti stretti.
  • Tra genitori e figli (e coniuge) la franchigia è di 1 milione di euro per beneficiario, con aliquota del 4% sull’eccedenza.
  • Il costo fiscale dei titoli si trasferisce al donatario: la plusvalenza emergerà alla sua futura vendita.
  • Donare non «azzera» la plusvalenza latente: la sposta sul beneficiario.

L'imposta di donazione e le franchigie

La donazione di strumenti finanziari rientra nell’imposta sulle donazioni, che dipende dal grado di parentela. Tra i parenti più stretti le franchigie sono ampie: per coniuge e figli (parenti in linea retta) l’imposta si applica con aliquota del 4% solo sulla parte che eccede 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Per fratelli e sorelle la franchigia è inferiore e l’aliquota più alta; per gli altri soggetti le condizioni sono meno favorevoli.

Beneficiario Franchigia Aliquota sull'eccedenza
Coniuge e figli (linea retta) 1.000.000 € ciascuno 4%
Fratelli/sorelle 100.000 € ciascuno 6%
Altri parenti Nessuna (o ridotta) 6%
Estranei Nessuna 8%

Il nodo del costo fiscale

Qui sta l’aspetto più importante e meno conosciuto: quando doni titoli, al beneficiario si trasferisce anche il costo fiscale di acquisto. Significa che la plusvalenza latente non scompare con la donazione: emergerà quando il donatario venderà i titoli, calcolata sulla differenza tra il prezzo di vendita e il tuo costo originario.

Esempio

Doni a tuo figlio azioni che avevi pagato 20.000 € e che oggi valgono 50.000 €. La donazione (sotto franchigia) non sconta imposta di donazione. Ma se domani il figlio le vende a 55.000 €, la plusvalenza tassabile sarà calcolata sul tuo costo (20.000 €), non sul valore alla donazione: 35.000 € imponibili al 26%.

Donazione o successione?

Donazione e successione condividono franchigie e aliquote, ma hanno logiche diverse. La donazione anticipa il trasferimento e «cristallizza» alcune scelte mentre si è in vita; la successione interviene al decesso. Per i titoli, un elemento da considerare è proprio il trattamento del costo fiscale, che può differire tra i due casi: nella pianificazione conviene valutare entrambe le strade. Il tema della successione del dossier titoli è approfondito a parte nell’hub Fiscalità.

Va inoltre ricordato che le donazioni possono rilevare ai fini del calcolo complessivo in sede di successione futura: la pianificazione del passaggio generazionale va vista nel suo insieme, non operazione per operazione.

Aspetti pratici

Sul piano operativo, la donazione di titoli avviene tramite trasferimento tra dossier e, a seconda dei casi e degli importi, può richiedere l’intervento di un notaio. È bene coordinare l’operazione con l’intermediario e verificare in anticipo gli adempimenti, anche per documentare correttamente il costo fiscale trasferito, che servirà al donatario in futuro.

Errori da evitare

  • Credere che donare azzeri la plusvalenza latente: il costo fiscale si trasferisce al beneficiario.
  • Non documentare il costo di acquisto originario, lasciando il donatario senza prova ai fini della futura vendita.
  • Ignorare le franchigie per grado di parentela, sovrastimando l’imposta dovuta tra genitori e figli.
  • Pianificare la donazione senza considerarne l’effetto nel quadro complessivo del passaggio generazionale.

Quando conviene farsi seguire

Donazione e successione di strumenti finanziari hanno effetti fiscali che si intrecciano: una pianificazione d’insieme evita sorprese.

Un professionista può aiutarti a scegliere tempi e modalità del trasferimento e a documentare il costo fiscale.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Quanto si paga per donare titoli a un figlio?

Tra genitori e figli l’imposta di donazione si applica con aliquota del 4% solo sulla parte che supera 1 milione di euro per beneficiario. Sotto questa soglia non è dovuta imposta di donazione.

Donare azioni cancella la plusvalenza?

No: il costo fiscale si trasferisce al donatario, e la plusvalenza emergerà alla sua futura vendita, calcolata sul costo di acquisto originario.

Meglio donare o lasciare in eredità?

Dipende dagli obiettivi: la donazione anticipa il passaggio, la successione interviene al decesso. Franchigie e aliquote sono analoghe, ma il trattamento del costo fiscale e gli effetti complessivi vanno valutati insieme.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Investimenti esteri e adempimenti

Quadro RW, IVAFE e doppia imposizione:

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.