Approfondimento

GenerAzione Previdente (Generali): come funziona il PIP

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GenerAzione Previdente (Generali): come funziona il PIP
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026


GenerAzione Previdente è il PIP (Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo) di Generali Italia, uno dei più diffusi in Italia grazie alla rete del gruppo. È iscritto all’albo COVIP.

Vediamo come funziona, quali linee offre, l’opzione LifeCycle, quanto costa — con la nota onesta sui costi dei PIP — e il trattamento fiscale.

In sintesi

  • È un PIP assicurativo: previdenza complementare individuale, aperta a chiunque.
  • Offre la storica gestione separata Generali (con garanzia) e fondi interni ESG.
  • Propone l’opzione LifeCycle gratuita, che riduce il rischio avvicinandosi alla pensione.
  • I PIP hanno in genere l’ISC più alto: i costi vanno confrontati. Il fisco è quello comune.

Cos'è (e come funziona)

GenerAzione Previdente è una forma di previdenza complementare individuale a base assicurativa, sottoscrivibile da chiunque. Opera a contribuzione definita e per capitalizzazione: i contributi versati confluiscono in una posizione individuale che si rivaluta con i rendimenti, senza garanzia di rendimento minimo (salvo la parte affidata alla gestione separata). Si può alimentare con versamenti liberi e con il TFR, e a fine percorso il capitale può diventare rendita, capitale o un mix.

Le linee di investimento

Il piano si basa su più linee a rischio crescente, combinabili anche con l’opzione LifeCycle:

Linea Profilo Adatto a chi…
Gestione separata (storica Generali) Garanzia del capitale, stabilità è vicino alla pensione o vuole protezione
Obiettivo Protezione Prudente ha bassa propensione al rischio
Fondi interni ESG Bilanciati/azionari, rischio crescente ha un orizzonte medio-lungo

La gestione separata e la linea Obiettivo Protezione sono pensate per essere usate soprattutto nell’ambito dell’opzione LifeCycle.

L'opzione LifeCycle

GenerAzione Previdente offre l’opzione LifeCycle in forma gratuita: l’investimento viene modificato automaticamente dal fondo, riducendo progressivamente il rischio man mano che ci si avvicina all’età della pensione. È utile per chi non vuole gestire da solo i passaggi tra linee ed evita di restare troppo esposti alle azioni a ridosso del traguardo.

I costi: il punto delicato dei PIP

PIP: la nota onesta sui costi

I PIP, come categoria, hanno storicamente l’ISC più elevato tra le forme di previdenza complementare (lo certifica COVIP), più alto di fondi negoziali e aperti. Poiché i costi si sottraggono al rendimento ogni anno, su orizzonti di 30-35 anni anche pochi decimi di punto in più pesano molto sul capitale finale. Prima di sottoscrivere, confronta sempre l’ISC sul comparatore COVIP con quello di un fondo negoziale o aperto. Se sei un dipendente con un negoziale di categoria, quello viene quasi sempre prima (costa meno e dà il contributo del datore). Un PIP ha senso soprattutto per chi non ha alternative o cerca la flessibilità dei versamenti.

Il fisco

Il vantaggio fiscale è uguale per tutti i fondi

Il trattamento fiscale è identico per qualunque forma di previdenza complementare (negoziale, aperto o PIP): contributi deducibili dal reddito fino a 5.164,57 € l’anno; rendimenti tassati al 20% (12,5% sulla quota in titoli di Stato), comunque meno del 26% degli altri investimenti; prestazione finale tassata al 15%, che scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9% dopo 35 anni. A cambiare tra un fondo e l’altro non è il fisco, ma costi (ISC), comparti e gestione. Per i dettagli vedi gli approfondimenti dell’hub.

Errori da evitare

  • Sottoscrivere il PIP senza confrontarne l’ISC con quello di un fondo negoziale o aperto.
  • Ignorare il contributo del datore che si otterrebbe con un negoziale di categoria.
  • Guardare la rendita «promessa» senza considerare quanto i costi erodono il montante nel tempo.
  • Confondere la gestione separata garantita con i fondi interni, che non sono garantiti.

Quando conviene farsi seguire

Capire se un PIP è la scelta giusta richiede di confrontare i costi con le alternative disponibili.

Un professionista indipendente può aiutarti a confrontare PIP, fondi aperti e negoziali senza conflitti di interesse.

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La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Che cos'è GenerAzione Previdente?

È il PIP (Piano Individuale Pensionistico assicurativo) di Generali Italia, una forma di previdenza complementare individuale aperta a chiunque. Opera a contribuzione definita e offre la storica gestione separata Generali (con garanzia) e fondi interni ESG, con opzione LifeCycle gratuita.

Cos'è l'opzione LifeCycle di GenerAzione Previdente?

È un meccanismo gratuito che modifica automaticamente l’investimento riducendo il rischio man mano che ci si avvicina alla pensione, senza che l’aderente debba cambiare linea manualmente.

Conviene GenerAzione Previdente o un fondo negoziale?

Se hai accesso a un fondo negoziale di categoria, di norma è più efficiente per costi e dà anche il contributo del datore. Un PIP ha senso soprattutto per chi non ha un fondo di categoria. Confronta sempre l’ISC sul comparatore COVIP; il fisco è identico per tutte le forme.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.