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Affidamento figli minori 2026: condiviso, esclusivo e collocazione prevalente

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 25 Marzo 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Affidamento figli minori 2026: condiviso, esclusivo e collocazione prevalente

In caso di separazione o divorzio, il tribunale disciplina l’affidamento dei figli minori applicando il principio della bigenitorialita e l’interesse superiore del minore. L’art. 337-ter c.c. prevede l’affidamento condiviso come regola generale, mentre quello esclusivo e una deroga riservata a situazioni specifiche. Nel 2026 la riforma Cartabia ha introdotto novita procedurali significative per la tutela dei minori.

  • Affidamento condiviso: regole dell’art. 337-ter c.c.
  • Affidamento esclusivo: quando si applica (art. 337-quater c.c.)
  • Collocazione prevalente e casa coniugale
  • Come il giudice decide nell’interesse del minore

1. Il quadro normativo: artt. 337-ter e 337-quater c.c.

La disciplina dell’affidamento dei figli in caso di crisi della coppia (sia coniugata sia convivente) e contenuta negli artt. 337-bis ss. c.c., introdotti dalla L. 54/2006 che ha riformato il sistema dell’affidamento. Prima del 2006 l’affidamento esclusivo a uno dei genitori era la regola; con la riforma del 2006 l’affidamento condiviso e diventato la regola generale, con l’obiettivo di garantire al figlio il diritto di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori.

L’art. 337-ter c.c. stabilisce che il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi. Il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Nell’adottare i relativi provvedimenti il giudice tiene conto dell’accordo tra le parti, salvo che esso sia contrario all’interesse dei figli.

L’art. 337-quater c.c. disciplina l’affidamento a un solo genitore (esclusivo), che e possibile quando l’affidamento all’altro sarebbe contrario all’interesse del minore. Il giudice deve motivare la decisione di discostarsi dalla regola dell’affidamento condiviso.

Principio guida. L’affidamento condiviso non significa che il figlio trascorra esattamente il 50% del tempo con ciascun genitore: significa che entrambi i genitori partecipano alle decisioni importanti sulla vita del figlio. I tempi di permanenza fisica possono essere diversi (collocazione prevalente).

La riforma Cartabia ha introdotto rilevanti novita procedurali: il tribunale puo disporre la mediazione familiare anche d’ufficio (salvo in caso di violenza domestica o abuso) e deve sempre sentire il minore che abbia compiuto 12 anni, nonche il minore di eta inferiore se capace di discernimento. Il parere del minore viene acquisito dal giudice o, nei casi piu complessi, attraverso il consulente tecnico d’ufficio.

2. Affidamento condiviso e collocazione prevalente

L’affidamento condiviso implica che le decisioni di maggiore importanza per la vita del figlio (scuola, salute, residenza, religione, attivita sportive significative) vengano prese di comune accordo dai genitori. Le decisioni di ordinaria amministrazione possono essere prese autonomamente dal genitore che si trova con il figlio in quel momento.

La collocazione prevalente

Nel regime di affidamento condiviso, il figlio ha di regola una residenza principale presso uno dei genitori (il genitore collocatario), con tempi di frequentazione regolari con l’altro genitore. La collocazione prevalente presso la madre e statisticamente la situazione piu diffusa in Italia, sebbene la giurisprudenza piu recente stia ampliando la frequentazione paterna in applicazione piu rigorosa del principio di bigenitorialita.

Il regime di collocazione paritaria (50% con ciascun genitore) e teoricamente possibile ma richiede una serie di condizioni pratiche: residenze vicine, calendario scolastico compatibile, rapporto sufficientemente collaborativo tra i genitori. Molti tribunali italiani, tra cui quello di Milano, hanno adottato linee guida che prevedono tempi di frequentazione standard come punto di partenza della negoziazione.

Assegnazione della casa coniugale

L’art. 337-sexies c.c. prevede che il giudice possa assegnare il godimento della casa familiare al genitore con il quale i figli convivono in via prevalente, anche se non ne e proprietario. L’assegnazione della casa ha funzione protettiva per i figli (tutela della loro continuita ambientale) e non ha finalita compensative verso il coniuge economicamente piu debole. Cessa quando il genitore assegnatario contrae nuovo matrimonio o convivenza stabile, oppure quando i figli raggiungono l’autonomia economica.

Tipo di affidamento Decisioni condivise Tempo con figlio Frequenza applicazione
Condiviso con collocazione prevalente Si, entrambi i genitori Asimmetrico (es. 70/30) Circa 85% dei casi
Condiviso paritario (50/50) Si, entrambi i genitori Paritario Circa 10% dei casi
Esclusivo a un genitore Genitore affidatario Prevalente con affidatario; frequentazione limitata altro Circa 5% dei casi

3. Affidamento esclusivo: presupposti e conseguenze pratiche

L’affidamento esclusivo (art. 337-quater c.c.) si dispone quando l’affidamento all’altro genitore sia contrario all’interesse del minore. La giurisprudenza ha individuato le principali ipotesi in cui ricorrono questi presupposti: gravi problemi psicologici o di dipendenza di un genitore; violenza domestica o abusi sul minore; comportamento alienante nei confronti dell’altro genitore; assenza prolungata e disinteresse totale per la vita del figlio; conflittualita talmente intensa da rendere impossibile qualsiasi forma di co-genitorialita.

Il genitore affidatario esclusivo ha il potere di adottare autonomamente tutte le decisioni relative al figlio, ordinarie e straordinarie, senza necessita di consultare l’altro genitore. Quest’ultimo mantiene pero il diritto di visita (salvo nei casi piu gravi) e il dovere di contribuire al mantenimento del figlio.

Esempio 1 — Affidamento condiviso con collocazione prevalente

Anna e Luca si separano. Il figlio Matteo ha 9 anni. Il tribunale dispone l’affidamento condiviso con collocazione prevalente presso la madre: Matteo vive con Anna dal lunedi al venerdi e con Luca un fine settimana su due (venerdi sera-domenica sera) piu meta delle vacanze scolastiche. Entrambi i genitori decidono insieme le scelte di scuola, medico curante e attivita sportive. Luca corrisponde un assegno di 600 euro/mese per il mantenimento di Matteo. Il Comune di residenza di Matteo e aggiornato presso la madre (collocazione prevalente).

Esempio 2 — Affidamento esclusivo per problematiche gravi

In un procedimento contenzioso, il CTU (consulente tecnico d’ufficio psicologo) accerta che il padre presenta una dipendenza da alcol non trattata e ha avuto episodi di comportamento aggressivo in presenza della figlia di 6 anni. Il tribunale dispone l’affidamento esclusivo alla madre, con diritto di visita del padre in spazio neutro per un’ora alla settimana alla presenza di un operatore, con possibilita di revisione dell’affidamento al termine di un percorso terapeutico documentato. Il padre mantiene l’obbligo di contribuire al mantenimento della figlia.

4. Come il giudice decide: criteri e consulenza tecnica d’ufficio

Il giudice valuta l’affidamento sulla base di una pluralita di criteri: la relazione affettiva del figlio con ciascun genitore, la capacita genitoriale di ciascuno, la disponibilita di ciascun genitore a favorire il rapporto del figlio con l’altro genitore, la continuita degli affetti e delle relazioni sociali del figlio, la situazione abitativa e la vicinanza alle scuole.

La CTU psicologica

Nelle cause contenziose con figli, il giudice dispone spesso una consulenza tecnica d’ufficio affidata a uno psicologo o neuropsichiatra infantile. Il CTU valuta le capacita genitoriali di entrambi i genitori attraverso colloqui individuali, test psicologici e osservazione delle interazioni genitore-figlio. La relazione del CTU ha un peso significativo sulla decisione del giudice, anche se non e vincolante. I costi della CTU (solitamente 2.000-4.000 euro) sono posti a carico di entrambe le parti in parti eguali, salvo diversa determinazione del giudice.

L’ascolto del minore

Dal 2013 (L. 219/2012) e obbligatorio sentire il minore che abbia compiuto 12 anni, e anche il minore piu piccolo se capace di discernimento. La riforma Cartabia ha rafforzato questa garanzia prevedendo che l’ascolto avvenga direttamente da parte del giudice o, se necessario, tramite il CTU o uno psicologo dell’eta evolutiva. Il punto di vista del minore non e vincolante ma deve essere considerato dal giudice.

Per le implicazioni economiche dell’affidamento, in particolare il calcolo dell’assegno di mantenimento, si rinvia alla guida sull’assegno di mantenimento figli 2026.

In sintesi. L’affidamento condiviso e la regola, ma il contenuto concreto (tempi di permanenza, collocazione prevalente, casa coniugale) viene modellato dal giudice sulle specifiche circostanze di ogni caso. La collaborazione tra genitori rimane il fattore piu determinante per il benessere del figlio.

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Domande frequenti

Un figlio puo scegliere con quale genitore vivere?

Il desiderio del figlio viene ascoltato dal giudice, ma non e vincolante. A partire dai 12 anni il minore deve essere obbligatoriamente sentito. Il giudice valuta il desiderio del figlio insieme a tutti gli altri criteri, bilanciando la volonta del minore con il suo interesse oggettivo. Spesso il desiderio espresso dai minori risente delle dinamiche familiari in corso e deve essere interpretato con cautela.

L’affidamento puo essere modificato dopo la sentenza?

Si. L’art. 337-quinquies c.c. prevede che i provvedimenti sull’affidamento possano essere revocati o modificati al mutare delle circostanze. Se la situazione di un genitore cambia significativamente (trasferimento, nuovo lavoro, problemi di salute), o se emergono nuovi elementi rilevanti per l’interesse del figlio, e possibile tornare davanti al tribunale per la revisione dell’affidamento.

L’affidamento condiviso si applica anche alle coppie non sposate?

Si. Le norme sugli artt. 337-ter ss. c.c. si applicano a tutti i figli, indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Le coppie non sposate che si separano devono ricorrere al tribunale per la disciplina dell’affidamento, con le stesse regole applicabili ai coniugi. La riforma Cartabia ha unificato il rito per tutte queste situazioni.

Cosa si intende per “alienazione parentale” e come si gestisce?

Con alienazione parentale si intende il comportamento di un genitore volto a danneggiare il rapporto del figlio con l’altro genitore. La giurisprudenza italiana non riconosce la cosiddetta “PAS” come sindrome clinica, ma considera il comportamento alienante come elemento rilevante nella valutazione delle capacita genitoriali, che puo portare a modifiche dell’affidamento a sfavore del genitore alienante.

La casa coniugale assegnata al genitore collocatario puo essere venduta?

Il genitore proprietario non puo vendere la casa coniugale senza il consenso dell’altro o l’autorizzazione del giudice, finche dura il diritto di assegnazione. Il provvedimento di assegnazione e trascrivibile nei registri immobiliari e opponibile ai terzi acquirenti (art. 337-sexies c.c.). La cessazione del diritto di assegnazione avviene al compimento dell’autonomia economica dei figli o per sopravvenuta convivenza o nuovo matrimonio del genitore assegnatario.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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