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Assegno di mantenimento figli 2026: calcolo e linee guida dei tribunali

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 19 Marzo 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Assegno di mantenimento figli 2026: calcolo, percentuali e linee guida dei tribunali

Il mantenimento dei figli minori (e maggiorenni non autosufficienti) in caso di separazione o divorzio e disciplinato dall’art. 337-ter, comma 4, c.c. Nel 2026 molti tribunali italiani applicano tabelle parametriche che tengono conto dei redditi di entrambi i genitori, delle spese ordinarie e straordinarie, e del tempo di permanenza del figlio con ciascuno. Questa guida illustra criteri, calcolo pratico ed esempi numerici.

  • Base normativa: art. 337-ter, comma 4, c.c.
  • Criteri di calcolo e tabelle dei tribunali 2026
  • Distinzione tra spese ordinarie e straordinarie
  • Esempi con redditi e assegni reali

1. Fondamento normativo e principi generali

L’art. 337-ter, comma 4, c.c. stabilisce che ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. Il giudice, ove necessario, stabilisce la corresponsione di un assegno periodico che, salvo accordo contrario, e automaticamente aggiornato agli indici ISTAT.

Il mantenimento dei figli si basa su tre principi fondamentali. Primo: il figlio ha diritto a un tenore di vita adeguato alle possibilita economiche dei genitori, non alla semplice sopravvivenza. Secondo: entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento in proporzione al proprio reddito (e non in misura uguale). Terzo: il contributo si esprime sia in forma diretta (spese che ciascun genitore sostiene quando il figlio e con lui) sia in forma indiretta (assegno periodico versato al genitore collocatario).

Contributo proporzionale, non paritario. Se un genitore guadagna 3.000 euro/mese e l’altro 1.000 euro/mese, il primo contribuisce al mantenimento in misura tre volte superiore rispetto al secondo, non al 50%.

Il diritto al mantenimento da parte dei genitori si estende anche ai figli maggiorenni che non abbiano ancora raggiunto l’indipendenza economica per ragioni non imputabili a loro stessa volonta (studio, ricerca di lavoro, malattia). La Cassazione ha chiarito che il figlio maggiorenne che studia all’universita ha diritto al mantenimento fino al conseguimento della laurea, tenuto conto dei tempi medi del corso di studi. L’obbligo cessa quando il figlio raggiunge l’indipendenza economica o quando il ritardo nel completamento degli studi e imputabile a sua negligenza.

2. Come si calcola l’assegno: metodo e tabelle 2026

In assenza di accordo tra le parti, il calcolo dell’assegno di mantenimento e effettuato dal giudice sulla base di una pluralita di parametri. Molti tribunali italiani (tra cui Milano, Roma e Torino) hanno adottato linee guida proprie che traducono questi parametri in formule operative, pur non essendo vincolanti.

Il metodo del tribunale di Milano (linee guida 2024)

Il tribunale di Milano utilizza da anni un metodo parametrico che considera: il reddito netto di entrambi i genitori, il costo medio di mantenimento di un figlio in quella fascia di reddito familiare (stimato sulla base delle tabelle ISTAT sulle spese delle famiglie), la percentuale di tempo trascorso con ciascun genitore, e le spese dirette sostenute da ciascuno. La formula base determina prima il costo globale di mantenimento del figlio (spese mensili stimate) e poi ripartisce tale costo tra i genitori in proporzione al reddito.

Assegno = (Costo globale figlio × quota % genitore obbligato) – Spese dirette genitore obbligato

Il costo globale mensile di mantenimento di un figlio, secondo le stime ISTAT e le linee guida dei tribunali, varia indicativamente tra 700 e 1.500 euro/mese a seconda dell’eta del figlio e del reddito familiare complessivo. Per famiglie con reddito complessivo netto di 4.000-5.000 euro/mese, il costo stimato per un figlio si colloca tipicamente intorno a 900-1.100 euro/mese (comprensivo di vitto, vestiario, istruzione, attivita ricreative e quota di mantenimento abitativo).

Spese ordinarie e straordinarie

Le spese di mantenimento si distinguono in ordinarie (gia incluse nell’assegno: vitto, vestiario ordinario, materiale scolastico corrente, trasporti abituali) e straordinarie (escluse dall’assegno e da ripartire separatamente: spese mediche specialistiche, apparecchi ortodontici, attivita sportive extracurricolari, libri universitari, viaggi studio, patente). Le spese straordinarie vengono tipicamente ripartite al 50% tra i genitori, salvo diversa proporzione stabilita dal giudice.

Voce Tipo Inclusa nell’assegno Ripartizione straordinarie
Vitto e vestiario corrente Ordinaria Si
Libri e materiale scolastico ordinario Ordinaria Si
Trasporti abituali (scuola bus) Ordinaria Si
Medico di base e farmaci da banco Ordinaria Si
Spese mediche specialistiche Straordinaria No 50% ciascuno (di norma)
Attivita sportive / corsi extrascolastici Straordinaria No 50% (previo accordo)
Apparecchi ortodontici Straordinaria No 50% ciascuno

3. Esempi numerici di calcolo 2026

Esempio 1 — Un figlio, redditi asimmetrici, collocazione prevalente presso la madre

Reddito netto mensile padre: 3.200 euro. Reddito netto mensile madre: 1.100 euro. Reddito familiare complessivo: 4.300 euro/mese. Figlio di 11 anni, collocazione prevalente presso la madre (circa 70% del tempo), con il padre un fine settimana su due e parte delle vacanze. Costo globale stimato del figlio: 950 euro/mese. Quota a carico del padre (proporzionale al reddito): 3.200/4.300 = 74% = 703 euro. Il padre e con il figlio circa il 30% del tempo e sostiene direttamente circa 200 euro/mese di spese. Assegno netto: 703 – 200 = circa 500 euro/mese. Arrotondato e determinato dal giudice in 520 euro/mese, con adeguamento ISTAT annuale.

Esempio 2 — Due figli, redditi piu equilibrati, collocazione paritaria

Reddito netto mensile padre: 2.500 euro. Reddito netto mensile madre: 1.900 euro. Reddito familiare complessivo: 4.400 euro/mese. Due figli di 8 e 13 anni, collocazione paritaria (50% con ciascun genitore per accordo). Costo globale stimato per due figli: 1.600 euro/mese. Quota a carico del padre (proporzionale al reddito): 2.500/4.400 = 57% = 910 euro. Con collocazione paritaria, entrambi sostengono direttamente circa il 50% delle spese ordinarie (ciascuno circa 800 euro/mese). Assegno del padre alla madre: 910 – 800 = 110 euro/mese. In questo caso il tribunale puo anche non disporre un assegno e limitarsi a regolare le spese straordinarie (al 50%).

4. Spese straordinarie, revisione e figli maggiorenni non autosufficienti

La gestione delle spese straordinarie e spesso fonte di conflitto tra gli ex coniugi. Per ridurre le controversie, molti tribunali prevedono che le spese straordinarie di importo superiore a una certa soglia (di solito 100-150 euro) debbano essere concordate preventivamente tra i genitori. In mancanza di accordo, il genitore che intende sostenere la spesa straordinaria deve comunicarla all’altro con congruo anticipo; se l’altro non risponde o non vi e urgenza, la spesa puo essere sostenuta e poi richiesta in rivalsa per la quota di spettanza.

Revisione dell’assegno

L’assegno di mantenimento per i figli e soggetto a rivalutazione ISTAT automatica. Puo essere revisionato su istanza di parte in caso di variazione significativa della situazione economica di uno dei genitori (promozione, perdita del lavoro, pensionamento) o delle esigenze del figlio (cambio di scuola, inizio dell’universita, particolari necessita sanitarie). La revisione non e retroattiva: produce effetti dalla presentazione della domanda.

Figli maggiorenni non autosufficienti

Il diritto al mantenimento si estende ai figli maggiorenni che non abbiano ancora raggiunto l’indipendenza economica. La Cassazione ha chiarito che il genitore non convivente ha l’obbligo di mantenere il figlio che studia fino al conseguimento del titolo, purche il percorso di studi sia condotto con la diligenza ordinaria e i tempi di completamento siano compatibili con i tempi medi del corso. Il figlio maggiorenne deve dimostrare la diligenza nel percorso formativo; il genitore obbligato puo chiedere la cessazione del mantenimento se il figlio non si iscrive all’esame con continuita o abbandona gli studi.

Per l’impatto del mantenimento dei figli sull’assegno al coniuge, si rinvia alla guida sul mantenimento dell’ex coniuge 2026.

Coordinamento tra assegni. Il giudice determina l’assegno per i figli e quello per il coniuge in modo coordinato, tenendo conto del reddito complessivo disponibile di ciascuna parte. L’aumento dell’uno influenza l’altro.

Valuta il caso con un avvocato civilista

Il calcolo dell’assegno di mantenimento per i figli richiede un’analisi dettagliata dei redditi, delle spese effettive e dei tempi di frequentazione. Un avvocato specializzato puo aiutarti a ottenere un assegno equo o a contestarne uno sproporzionato.

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Domande frequenti

L’assegno di mantenimento per i figli e deducibile fiscalmente?

No. A differenza dell’assegno divorzile per il coniuge (che era deducibile fino al 2018), l’assegno di mantenimento per i figli non e mai stato deducibile per chi lo paga e non e mai stato imponibile per chi lo riceve (sia nei procedimenti ante che post 2019). Analogamente, le spese scolastiche e sanitarie sostenute direttamente per i figli possono dare diritto a detrazioni IRPEF, da ripartire tra i genitori in proporzione all’assegno.

Se il padre non paga l’assegno, cosa puo fare la madre?

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento per i figli integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.), punibile con la reclusione fino a un anno. Sul piano civile, la madre puo procedere con il pignoramento dello stipendio o del conto corrente del padre moroso, utilizzando il decreto di omologazione o la sentenza come titolo esecutivo.

Come si gestiscono le spese straordinarie non concordate?

In assenza di accordo, il genitore che intende sostenere una spesa straordinaria deve comunicarla preventivamente all’altro. Se l’altro genitore non risponde entro un termine ragionevole (di solito 5-10 giorni) o in caso di urgenza, la spesa puo essere sostenuta e la quota di spettanza richiesta in rivalsa. In caso di controversia, il giudice valuta la necessita e la ragionevolezza della spesa.

L’assegno di mantenimento per i figli cessa automaticamente alla maggiore eta?

No. L’assegno cessa quando il figlio raggiunge l’indipendenza economica, non al compimento dei 18 anni. Il figlio maggiorenne che studia o che non riesce a trovare lavoro per ragioni non a lui imputabili ha diritto al mantenimento. Il genitore che vuole far cessare l’obbligo deve chiedere un provvedimento giudiziale e dimostrare che il figlio ha raggiunto o potrebbe raggiungere l’autonomia economica.

Con la collocazione paritaria, il mantenimento si azzera?

Non necessariamente. Anche in regime di collocazione paritaria (50/50), se i redditi dei genitori sono molto diversi, il genitore con reddito maggiore puo essere tenuto a corrispondere un assegno all’altro per compensare la differenza di capacita di spesa nell’interesse del figlio. Solo quando i redditi sono molto simili e la collocazione e davvero paritaria il tribunale puo non disporre assegni, prevedendo solo la ripartizione delle spese straordinarie.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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