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Azioni Alfio Bardolla Training Group: cosa fa, dividendi e fisco

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Azioni Alfio Bardolla Training Group: cosa fa, dividendi e fisco
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Alfio Bardolla Training Group (ABTG): la formazione in Borsa

Alfio Bardolla Training Group è un’azienda particolare a Piazza Affari: vende formazione finanziaria — corsi, eventi e coaching su investimenti e «libertà finanziaria». È stata la prima società italiana di financial training a quotarsi. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cos’è il business della formazione, perché dipende molto dal brand del fondatore, e come si tassa, senza giudizi di valore.

  • Settore: formazione finanziaria personale · corsi, eventi, coaching
  • Profilo: small cap molto legata al brand del fondatore
  • ISIN IT0005244030 · ticker ABTG · Euronext Growth Milan
  • Società italiana → 26% IT · dividendi storicamente incostanti

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Alfio Bardolla Training Group Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan. Sul fronte dividendi: distribuito circa 0,076 € per azione sull’esercizio 2023; nessuna distribuzione sull’esercizio 2024 e nessun dividendo atteso nel 2026. Contenuto informativo e didattico: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

Alfio Bardolla Training Group (ABTG) è un caso di scuola interessante: un’azienda che non vende un prodotto fisico né un servizio finanziario, ma formazione. Insegna a investire e a gestire i propri soldi attraverso corsi, eventi dal vivo, programmi online e coaching. Capire come «fa soldi» un’azienda così — e quali rischi specifici corre — è il modo serio di avvicinarsi al titolo, senza giudizi di valore né target di prezzo.

La useremo anche per spiegare concetti validi per molte small cap: cosa significa un business molto legato a una persona (qui, il fondatore), perché una piccola azienda può pagare un dividendo un anno e non quello dopo, e come si tassano dividendo e plusvalenza. Una premessa di metodo: una scheda che parla di un’azienda di formazione finanziaria non è essa stessa formazione finanziaria, ed è bene tenere separate le due cose.

Carta d’identità: ABTG in breve

DenominazioneAlfio Bardolla Training Group S.p.A.
TickerABTG (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005244030
MercatoEuronext Growth Milan (ex AIM Italia)
SettoreFormazione finanziaria personale · corsi, eventi, coaching, consulenza
Sede e domicilio fiscaleItalia
ParticolaritàPrima società italiana di financial training a quotarsi (2017)

Alfio Bardolla Training Group è, per sua stessa definizione, uno dei principali operatori italiani della formazione finanziaria personale: attraverso corsi, eventi, programmi di coaching e contenuti online insegna ai privati a investire, a gestire il denaro e a costruire quella che il marketing del settore chiama «libertà finanziaria». Si è quotata nel 2017, prima azienda italiana del suo genere ad approdare in Borsa.

Il codice ISIN (IT0005244030) è la «targa» del titolo, da usare nel tuo home banking. Il prefisso «IT» segnala che è una società italiana: conta per la fiscalità (tassazione semplice al 26% e possibile accesso al PIR). Da tenere a mente: ABTG è un’azienda piccola, scambiata sull’Euronext Growth Milan, quindi un titolo per natura volatile e poco liquido, molto diverso da una blue chip del FTSE MIB.

Che cosa fa Alfio Bardolla Training Group

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. ABTG guadagna principalmente vendendo formazione: pacchetti di corsi, biglietti per eventi dal vivo, abbonamenti a contenuti, programmi di coaching e percorsi più avanzati. Il modello tipico di queste aziende è attrarre molte persone con contenuti introduttivi a basso costo (o gratuiti) e poi proporre prodotti formativi via via più costosi.

  • Corsi ed eventi — il cuore del business: formazione su investimenti, immobiliare, trading, imprenditorialità, venduta dal vivo e online.
  • Coaching e percorsi avanzati — programmi personalizzati e di accompagnamento, di norma a prezzo più alto.
  • Attività collegate — il gruppo si descrive come composto da realtà complementari che operano nella formazione, nella consulenza e negli investimenti.

La chiave per leggere ABTG è capire che è un’azienda di servizi «leggeri»: non ha grandi impianti, magazzini o capitali immobilizzati, ma vive della capacità di attrarre continuamente nuovi clienti e di convincerli a comprare formazione. Questo rende i ricavi sensibili al marketing, alla reputazione e alla fiducia del pubblico — fattori più volatili di quelli di un’azienda industriale.

È un settore, quello della formazione finanziaria «pop», anche piuttosto discusso: convive con un marketing aggressivo e con promesse di guadagno che attirano critiche. Per l’investitore questo significa che la reputazione è un asset fragile e cruciale: una campagna mal percepita o un’inchiesta mediatica possono colpire i ricavi più di quanto accadrebbe a un’azienda di prodotti. Capire questa dipendenza dal «sentiment» è parte integrante della lettura del titolo.

Un altro tratto del modello è la scalabilità: una volta prodotto, un corso online può essere venduto a molte persone con costi aggiuntivi limitati. Questo, in teoria, consente margini elevati quando i volumi crescono. Il rovescio è che la crescita dipende quasi interamente dalla spesa in marketing e dalla capacità di trasformare il pubblico «curioso» in clienti paganti: se il costo per acquisire un cliente sale o la conversione cala, la redditività ne risente in fretta. È un business potenzialmente brillante ma anche sensibile, dove i numeri possono muoversi molto da un anno all’altro.

Per leggere i conti di un’azienda così conviene guardare non solo i ricavi, ma la loro qualità: quanta parte è ricorrente (abbonamenti, percorsi pluriennali) e quanta è invece «una tantum» legata a singoli eventi o campagne. Ricavi più ricorrenti danno maggiore prevedibilità; ricavi molto legati a singole iniziative sono più volatili. È un’analisi che la singola scheda non può fare al posto tuo, ma che è bene tenere a mente quando si guarda un titolo di questo tipo.

Il rischio «brand del fondatore»

Ecco l’angolo più importante per capire questo titolo: ABTG è fortemente legata al brand del fondatore. Il nome stesso dell’azienda è quello di una persona, e gran parte della sua notorietà, del suo marketing e della fiducia dei clienti ruota intorno a quella figura. È un esempio limpido di quello che in finanza si chiama «rischio chiave-uomo» (key person risk).

Perché è un rischio? Perché quando il valore di un’azienda dipende molto da una singola persona — la sua immagine, la sua capacità di attrarre pubblico, la sua reputazione — l’azienda diventa vulnerabile a tutto ciò che riguarda quella persona: un problema di salute, un disimpegno, un danno reputazionale, una successione mal gestita. Per una società di formazione costruita sul nome del fondatore, questo legame è ancora più stretto che altrove.

Il rovescio è che, finché il brand «tira», quel legame è anche un punto di forza: dà riconoscibilità, fedeltà dei clienti e capacità di vendere. Ma per chi investe la domanda chiave è: quanto del valore dell’azienda sopravvivrebbe senza la persona che le dà il nome? Più la risposta è «poco», più il titolo è esposto al rischio chiave-uomo. È un concetto che vale per molte piccole aziende fondate e identificate con il loro creatore, e che ABTG illustra meglio di tante altre.

Per attenuare questo rischio, un’azienda costruita su una persona può lavorare nel tempo a «istituzionalizzare» il marchio: creare un team di formatori riconoscibili, prodotti che non dipendano da una sola figura, una struttura manageriale solida. Quanto e come ciò avvenga è uno dei punti che l’investitore attento osserva. Finché il valore resta troppo concentrato sul fondatore, però, il titolo va letto come una scommessa anche sulla continuità e sulla reputazione di quella persona, non solo sui numeri dell’azienda.

I dividendi (incostanti) di ABTG

Sul fronte dividendi, ABTG ha una storia incostante, ed è bene saperlo con precisione per non farsi aspettative sbagliate. Sull’esercizio 2023 la società ha distribuito un dividendo di circa 0,076 € per azione. Sull’esercizio 2024, invece, non ha distribuito dividendi, scegliendo di destinare l’utile a riserve; e per il 2026 non è atteso alcun dividendo.

In pratica. Un anno la cedola c’è, l’anno dopo no: 0,076 € per azione sull’esercizio 2023, poi nulla. Per questo non ha senso parlare di un «rendimento da dividendo» stabile su ABTG: la distribuzione dipende di volta in volta dalle scelte della società e dall’andamento dell’utile, non da una politica regolare come quella delle grandi utility.

Questa incostanza è tipica di molte piccole aziende in crescita: quando c’è utile e la società ritiene di non avere usi migliori della cassa, può distribuire; quando preferisce reinvestire o prudenzialmente trattenere, non distribuisce. Per l’investitore significa che il «motore» di un eventuale guadagno su ABTG è soprattutto la plusvalenza (la rivalutazione del titolo), non una rendita periodica affidabile.

Se il tuo obiettivo è incassare cedole regolari, ABTG non è il titolo adatto: la cedola può esserci o non esserci di anno in anno. Per capire la differenza tra titoli da rendita e titoli orientati alla crescita è utile la guida dividendi o accumulazione. Quando un dividendo c’è, comunque, viene tassato come spieghiamo qui sotto insieme alla plusvalenza.

C’è anche una lezione generale da portare a casa: su una piccola azienda non bisogna leggere un singolo dividendo come se fosse una promessa per il futuro. Il fatto che ABTG abbia pagato 0,076 € su un esercizio non significa che lo rifarà; e il fatto che non abbia distribuito l’anno dopo non significa necessariamente che l’azienda vada male — può semplicemente aver scelto di trattenere la cassa. Per le small cap, più che guardare la cedola del singolo anno, conta capire la politica di fondo e la solidità dei conti.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Su ABTG la fiscalità segue le regole semplici delle azioni italiane. L’eventuale dividendo subisce una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dall’intermediario italiano: lo ricevi già netto, senza dover dichiarare nulla. Trattandosi di una società italiana, non c’è alcuna complicazione da doppia imposizione estera (vedi la tassazione dei dividendi).

La plusvalenza — la differenza positiva tra prezzo di vendita e di acquisto — è anch’essa tassata al 26% e può essere compensata con le minusvalenze realizzate su altri titoli fino al quarto anno successivo. Su un titolo volatile come una small cap questo conta: se vendessi in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata ma potrebbe abbattere guadagni futuri (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Se compri in più momenti a prezzi diversi — frequente su un titolo volatile — il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico è importante per sapere quanta plusvalenza o minusvalenza emergerà alla vendita.

ABTG dentro un PIR

ABTG può stare in un PIR? Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, è proprio il tipo di titolo che può riempire il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario, riservato alle società più piccole. L’ammissibilità del singolo strumento va comunque verificata con l’intermediario, ma il profilo «piccola impresa italiana» è quello giusto.

Il vantaggio del PIR è l’esenzione fiscale sui redditi (dividendi e plusvalenze) degli strumenti ammissibili detenuti per almeno 5 anni. Su un titolo dove il rendimento atteso è soprattutto nella plusvalenza — perché il dividendo è incostante — l’esenzione del 26% sul capital gain dopo cinque anni sarebbe il beneficio più rilevante. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, non riduce di un centesimo il rischio, che su ABTG è elevato.

Il PIR ha regole stringenti — tetti agli importi, vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici, vincolo da pesare su un titolo volatile), necessità di un intermediario che offra il «contenitore» — e non serve a detenere una sola azione, ma a costruire un paniere di strumenti italiani ammissibili. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra ABTG dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni ABTG dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso a Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma non tutte: verifica prima). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005244030 o il ticker ABTG e invii l’ordine. Su un titolo poco liquido come questo, l’ordine «con limite» di prezzo è quasi sempre più prudente di quello «a mercato».

Sui costi guarda le commissioni del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo). Il vero nodo di una small cap così è la liquidità: con pochi scambi lo «spread» tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio, e potresti faticare a comprare o vendere ai prezzi che vedi a schermo.

Verifica infine che il tuo intermediario consenta effettivamente di negoziare i titoli dell’Euronext Growth Milan, perché non tutte le piattaforme li rendono disponibili. E ricorda che, su un titolo così sottile, anche piccoli ordini possono muovere il prezzo: frazionare l’acquisto in più tranche con ordini a limite è spesso più sensato che entrare tutto in una volta a mercato.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

Meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non possiamo dartela noi: dipende dai tuoi obiettivi, dall’orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente la scommessa — qui, una piccola azienda di formazione legata a un brand — senza pagare commissioni di gestione annue, ma concentri tutto su un solo titolo volatile. Con un ETF possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente. Su una small cap esposta al rischio chiave-uomo, la differenza di rischio tra le due strade è particolarmente marcata.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, piccola e ad alto rischio, di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su un titolo come ABTG questa logica è quasi obbligata: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente, accanto a un nucleo stabile. Per ragionare sul peso da dare a un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi specifici di ABTG

ABTG è una small cap volatile, legata al brand del fondatore. È un titolo poco liquido dell’EGM, esposto al rischio chiave-uomo e alla reputazione in un settore — la formazione finanziaria «pop» — anche discusso. Il dividendo è incostante e può mancare.

I rischi specifici sono marcati. Il primo è il rischio chiave-uomo: il valore dell’azienda dipende molto dalla figura e dalla reputazione del fondatore. Il secondo è il rischio reputazionale e regolatorio: il settore della formazione finanziaria è sensibile a critiche, inchieste e all’evoluzione delle regole sulla pubblicità di prodotti e servizi finanziari, fattori che possono colpire rapidamente i ricavi e l’immagine dell’azienda.

Il terzo è il rischio di business: i ricavi dipendono dalla capacità di attrarre continuamente nuovi clienti, e possono calare in fretta se cambia il «sentiment» del pubblico o aumenta la concorrenza. Il quarto è la scarsa liquidità e l’alta volatilità tipiche di una small cap: gli scambi sono ridotti, lo spread può essere ampio e il prezzo reagisce in modo violento alle notizie.

Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su ABTG solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente — o dimezzarsi. E, vista la natura del business, vale la pena ribadire una cosa ovvia ma importante: comprare l’azione di un’azienda di formazione finanziaria non sostituisce in alcun modo lo studio personale dei propri investimenti, né trasforma il titolo in un «consiglio» su come gestire i propri soldi.

Domande frequenti

Che cosa fa Alfio Bardolla Training Group?

Vende formazione finanziaria personale: corsi, eventi dal vivo, programmi online e coaching su investimenti, immobiliare e gestione del denaro. È stata la prima società italiana di financial training a quotarsi in Borsa, nel 2017.

Alfio Bardolla Training Group paga dividendi?

In modo incostante. Ha distribuito circa 0,076 € per azione sull’esercizio 2023, ma nessun dividendo sull’esercizio 2024 e nessuno è atteso nel 2026. Non è un titolo da rendita regolare: la distribuzione dipende di anno in anno dalle scelte della società.

Cos'è il «rischio brand del fondatore»?

È il rischio che il valore dell’azienda dipenda troppo da una singola persona — qui il fondatore che dà il nome alla società. Problemi di salute, reputazione o successione di quella persona possono colpire pesantemente i ricavi: in finanza si chiama rischio chiave-uomo.

Come si tassano dividendo e guadagno su ABTG?

L’eventuale dividendo subisce la ritenuta del 26%; la plusvalenza alla vendita è anch’essa tassata al 26% e può essere compensata con minusvalenze su altri titoli. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.

Le azioni ABTG si possono mettere in un PIR?

Sì, è il tipo di small cap italiana fuori dal FTSE MIB che riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario; l’ammissibilità del singolo titolo va verificata con l’intermediario. Il PIR offre l’esenzione fiscale dopo 5 anni ma non riduce il rischio, alto, del titolo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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