Approfondimento

Azioni Cofle (CFL): cosa fa, dividendi e fiscalità

in
Azioni Cofle (CFL): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Cofle (CFL): la componentistica per OEM, dividendi e tasse

Cofle è una PMI emiliana che produce cavi di comando, attuatori e sistemi di controllo per veicoli industriali, macchine agricole e movimento terra. È un fornitore di componentistica per i grandi costruttori (OEM), quotato su Euronext Growth Milan, e distribuisce un dividendo. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, quanto ha distribuito e come si tassa.

  • Settore: componentistica veicolare · cavi di comando e attuatori
  • Dividendo per esercizio: 0,25 € (2022), 0,17 € (2023)
  • ISIN IT0005465619 · ticker CFL · Euronext Growth Milan
  • Società italiana → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (ISIN e dividendi per esercizio) e Cofle Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.

Cofle è un buon esempio di «fornitore di componenti» quotato in Borsa: un’azienda che non vende un prodotto riconoscibile dal consumatore, ma un pezzo essenziale che finisce dentro i mezzi di lavoro di mezzo mondo. È una PMI industriale che distribuisce un dividendo, ma resta una small cap quotata su un mercato meno liquido del listino principale.

Qui la usiamo per imparare a leggere un’azione di componentistica per OEM quotata su Euronext Growth Milan: come si interpreta una storia di dividendi, come funziona la fiscalità italiana del dividendo e della plusvalenza, quando un PIR azzera quelle imposte e quali rischi specifici porta una small cap legata al ciclo industriale. Niente giudizi di valore né target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.

Carta d’identità: Cofle in breve

DenominazioneCofle S.p.A.
TickerCFL (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005465619
MercatoEuronext Growth Milan (EGM) – mercato per le PMI in crescita
SettoreComponentistica veicolare · cavi di comando e attuatori
Sede e domicilio fiscaleItalia (distretto della meccanica emiliana)
In Borsa dal2021 (quotazione su Euronext Growth Milan)

Cofle è un’azienda italiana del distretto della meccanica emiliana, specializzata nella progettazione e produzione di cavi di comando, attuatori e sistemi di controllo per veicoli e macchinari. In termini semplici: i componenti che trasmettono un comando — dalla leva o dal pedale all’organo da azionare — in mezzi industriali, macchine agricole, attrezzature da movimento terra e veicoli speciali. Un prodotto poco visibile, ma indispensabile per il funzionamento di tantissime macchine da lavoro.

Il codice ISIN (IT0005465619) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nel broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala che è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice del dividendo e di possibile accesso al PIR. La quotazione su Euronext Growth Milan ti dice che parliamo di una PMI: un dettaglio che, come vedremo, conta molto sui rischi e sulla liquidità.

Che cosa fa Cofle: il comando dietro la macchina

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. Cofle progetta e produce componenti per il controllo e l’azionamento dei mezzi. La sua offerta ruota attorno ad alcuni filoni:

  • Cavi di comando — i sistemi a cavo che trasmettono comandi meccanici (per esempio l’azionamento di una leva, di un freno o di un cambio) sui mezzi industriali e agricoli.
  • Attuatori e sistemi di controllo — dispositivi che azionano meccanismi e funzioni di una macchina, anche con componenti elettrici ed elettronici.
  • Soluzioni su misura per i costruttori — versioni personalizzate sviluppate insieme ai clienti per le loro specifiche applicazioni.

È un classico business B2B rivolto agli OEM (Original Equipment Manufacturer), cioè i grandi costruttori di mezzi e macchine che integrano i componenti di Cofle nei propri prodotti. Per l’azionista questo significa che il fatturato dipende dalla domanda di veicoli industriali, macchine agricole e attrezzature da movimento terra: settori legati al ciclo degli investimenti e, in parte, all’andamento dell’agricoltura e delle costruzioni.

La conseguenza pratica è che Cofle è un titolo ciclico: quando i clienti OEM aumentano la produzione di mezzi, la domanda di componenti sale; quando rallentano, scende. Essere fornitore di componentistica dà solidità tecnica e relazioni durature, ma lascia meno controllo sui propri volumi e meno potere di prezzo rispetto a chi vende un prodotto finito con un marchio forte. È un aspetto che torna utile anche per capire la variabilità dei risultati e del dividendo.

L’azienda ha una vocazione internazionale: serve clienti in diversi mercati e produce anche all’estero, il che le dà diversificazione geografica ma la espone all’andamento dell’industria globale e, per le vendite fuori dall’area euro, ai cambi. Sul tema dei rischi torniamo nell’ultima sezione.

Il fornitore OEM e il mercato EGM

L’angolo che rende Cofle un titolo interessante da studiare è la sua natura di fornitore OEM: un’azienda che vive «dietro le quinte» dei grandi costruttori di mezzi. È un modello con luci e ombre. La luce è che, una volta entrati nella catena di fornitura di un costruttore con un componente affidabile, si creano rapporti duraturi: cambiare fornitore costa al cliente, perché significa riprogettare e ricertificare parti del mezzo.

L’ombra è la dipendenza dai clienti: i volumi e i prezzi sono in larga parte dettati dagli OEM, che hanno potere contrattuale e possono spostare la domanda. Una concentrazione su pochi grandi clienti o su pochi settori amplifica questo rischio: se un cliente importante riduce gli ordini, l’effetto sui conti di una PMI può essere significativo. È il rovescio della specializzazione nella componentistica.

C’è poi il fattore «mercato di quotazione». Cofle è su Euronext Growth Milan, il listino dedicato alle PMI in crescita: regole più snelle, ma anche minore liquidità e flottante più ridotto rispetto al mercato principale. Gli scambi giornalieri sono limitati, e questo va tenuto presente sia quando si compra sia quando si vende. È un tema che riprenderemo parlando dei rischi.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo Cofle per azione, per esercizio (€)20220.25 €20230.17 €
Dividendo per azione per esercizio. Cofle si è quotata nel 2021; lo storico disponibile è quindi breve. Fonte: Borsa Italiana / Cofle Investor Relations.

Cofle, quotata dal 2021, ha uno storico di dividendi ancora breve ma presente: ha distribuito 0,25 € per azione sull’esercizio 2022 e 0,17 € sull’esercizio 2023. La riduzione tra i due anni riflette l’andamento dei risultati: come per molte PMI, il dividendo è parametrato all’utile e quindi varia di anno in anno, non è un importo fisso garantito.

È un punto utile per capire come funziona la distribuzione degli utili in un’azienda industriale. Il dividendo non «scende dal cielo» uguale ogni anno: dipende dagli utili dell’esercizio e dalle decisioni dell’assemblea, che può anche scegliere di trattenere parte dei profitti per investire o rafforzare il patrimonio. Su un titolo ciclico questa variabilità è la norma: in un anno difficile la cedola può ridursi o, in casi estremi, mancare. A differenza della cedola di un titolo di Stato, il dividendo azionario non è un obbligo contrattuale.

Va aggiunto che uno storico di pochi esercizi non basta a definire una «politica» stabile dei dividendi: per un’azienda quotata da poco, la regolarità della cedola va ancora dimostrata negli anni. Un rendimento da dividendo molto alto, inoltre, a volte è un campanello d’allarme più che un’occasione: è il fenomeno della «dividend trap». Per la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale vedi dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che valgono per qualsiasi azione:

  • Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola.
  • Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto, tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
  • Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.

Cofle pubblica ogni anno il calendario con le date precise dello stacco. Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Su una small cap poco liquida, inseguire la cedola può anzi essere controproducente, perché lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita può mangiarsi il beneficio.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale Cofle è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 800 azioni Cofle e incassi il dividendo da 0,17 € ad azione (esercizio 2023): il lordo è 136 €. La ritenuta del 26% vale 35,36 €, quindi ti restano 100,64 € netti. Lo stesso meccanismo si applica a qualsiasi importo distribuito.

Il meccanismo tecnico si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi italiani ed esteri.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate.

Questo aspetto è particolarmente utile su una small cap ciclica come Cofle: se un giorno la vendessi in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli. In «regime amministrato» è la banca a fare i calcoli e i versamenti; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Dettagli in guida al capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.

Ricorda l’asimmetria fiscale che conta per chi compra singole azioni: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. E se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico ti aiuta a sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita.

Cofle dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

Cofle può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di PMI italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una piccola società su Euronext Growth Milan come Cofle riempie proprio quel sotto-vincolo del 30% riservato alle aziende più piccole.

Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo che paga cedole come Cofle, l’esenzione del 26% sul dividendo, ripetuta per anni, può incidere; e su una small cap dove parte del risultato atteso è nella rivalutazione, anche l’esenzione sulla plusvalenza pesa.

Lo strumento ha però regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici, con recupero delle imposte) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Attenzione: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Cofle dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Cofle dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso a Euronext Growth Milan. La maggior parte degli intermediari italiani lo consente, ma è bene verificarlo: alcuni broker limitano l’operatività sui mercati di crescita. Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005465619 o il ticker CFL e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo. Su una small cap poco liquida, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente.

Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). E tieni d’occhio lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita, che su un titolo a bassa liquidità può essere ampio e rappresentare un costo implicito non trascurabile.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Cofle: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare.

Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una small cap industriale ciclica e poco liquida: se Cofle attraversa una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sulle small cap o sull’industria — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota «ad alto rischio», di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una small cap questa logica è quasi obbligata. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi specifici di una small cap di componentistica

Cofle è una small cap di componentistica ciclica su Euronext Growth Milan. Dipende dai clienti OEM e dal ciclo industriale, ha uno storico di Borsa breve e una liquidità ridotta. Comprare una sola azione non è diversificare.

I rischi specifici di Cofle sono quelli tipici di una PMI di componentistica. Il primo è la dipendenza dai clienti OEM: i volumi e i prezzi sono in larga parte dettati dai grandi costruttori, e un’eventuale concentrazione su pochi clienti o settori amplifica il rischio se uno di essi riduce gli ordini. Il secondo è la ciclicità: la domanda segue gli investimenti in veicoli industriali, macchine agricole e mezzi da lavoro, che salgono e scendono con l’economia.

Il terzo è il rischio di cambio, per la quota di vendite fuori dall’area euro. Il quarto è lo storico di Borsa breve: quotata dal 2021, Cofle ha ancora pochi esercizi alle spalle come società quotata, e questo lascia meno dati su cui giudicare la regolarità dei conti e del dividendo. A questi si aggiunge la bassa liquidità tipica dell’EGM: flottante ridotto, scambi limitati e spread potenzialmente ampio.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più banale ma più importante: quello di prezzo. Il valore di un’azione oscilla ogni giorno e può restare sotto il prezzo d’acquisto per anni, e un titolo ciclico tende ad amplificare gli alti e bassi dell’economia. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap e, sulla differenza tra titoli ciclici e difensivi, azioni difensive e cicliche. La regola di fondo resta una sola: una posizione su Cofle va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore.

Domande frequenti

Che cosa fa Cofle?

Cofle è una PMI italiana che produce cavi di comando, attuatori e sistemi di controllo per veicoli industriali, macchine agricole e mezzi da movimento terra. È un fornitore di componentistica (B2B) per i grandi costruttori, gli OEM.

Quanto ha pagato di dividendo Cofle?

Per esercizio: 0,25 € per azione sull’esercizio 2022 e 0,17 € sull’esercizio 2023. L’importo è variabile perché parametrato all’utile; lo storico, essendo la società quotata dal 2021, è ancora breve.

Quante tasse si pagano sul dividendo Cofle?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su un dividendo di 0,17 € lordi restano circa 0,126 € netti per azione.

Le azioni Cofle si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una PMI italiana su Euronext Growth Milan, fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi e plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio del titolo.

Quali sono i rischi delle azioni Cofle?

È una small cap di componentistica ciclica su un mercato a liquidità ridotta: dipende dai clienti OEM e dal ciclo dei veicoli industriali e agricoli, ha uno storico di Borsa breve ed è esposta al cambio e alla bassa liquidità dell’EGM. Investire in una sola azione non è diversificare.

Esplora il settore

Questa è una delle schede del settore Industria e meccanica: vedi tutte le aziende del comparto a confronto, con dividendi e fiscalità.

Azioni · Industria e meccanica · Indice «Azioni e dividendi»

Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.