ErreDue (RDUE): generatori di gas e idrogeno, dividendi e tasse
ErreDue è una piccola industria toscana che costruisce generatori di gas tecnici — idrogeno prodotto per elettrolisi dell’acqua, azoto, ossigeno — per laboratori, industria e transizione energetica. È quotata sull’Euronext Growth Milan, il mercato delle PMI. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, com’è il dividendo, come viene tassato e quali rischi corri con una micro-cap.
- Settore: generatori di gas tecnici · idrogeno · azoto · ossigeno
- Dividendo esercizio 2025: 0,20 €/azione (utile netto 3,3 mln)
- ISIN IT0005521247 · Euronext Growth Milan (EGM)
- Sede a Livorno → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile
Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: ErreDue Investor Relations (risultati 2025 e dividendo) e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.
ErreDue è un esempio interessante di «piccola industria tecnologica» quotata: un’azienda di nicchia, con un prodotto fisico molto specifico — le macchine che generano gas tecnici come l’idrogeno — e una storia recente in Borsa, essendo approdata sull’Euronext Growth Milan, il listino dedicato alle imprese di dimensioni contenute. È un titolo molto diverso da una grande blue chip: qui la liquidità è ridotta e il rischio più alto.
La usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi micro-cap industriale: come si legge un dividendo appena avviato, perché il mercato EGM ha caratteristiche particolari, come si tassa la cedola e la plusvalenza e quando un PIR può aiutare. Niente giudizi di valore o target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare.
Carta d’identità: ErreDue in breve
| Denominazione | ErreDue S.p.A. |
|---|---|
| Ticker | RDUE (Euronext Growth Milan) |
| ISIN | IT0005521247 |
| Mercato | Euronext Growth Milan (EGM) – mercato delle PMI |
| Settore | Generatori di gas tecnici · idrogeno · azoto · ossigeno |
| Sede e domicilio fiscale | Livorno, Italia |
| Dividendo esercizio 2025 | 0,20 € per azione |
ErreDue è un’azienda industriale italiana con sede a Livorno, specializzata nella progettazione e produzione di generatori di gas tecnici: impianti che producono «in casa» gas come l’idrogeno (per elettrolisi dell’acqua), l’azoto e l’ossigeno, destinati a laboratori, processi industriali, applicazioni mediche e progetti legati alla transizione energetica. È quotata sull’Euronext Growth Milan, il segmento di Borsa Italiana riservato alle piccole e medie imprese.
Il codice ISIN (IT0005521247) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice e di possibile accesso al PIR. La quotazione su EGM, invece, ti dice che stai guardando una micro-cap, con liquidità e regole diverse rispetto alle grandi del FTSE MIB.
Che cosa fa ErreDue: i mestieri dietro l’azione
Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. ErreDue vende essenzialmente due cose, spesso combinate nello stesso cliente:
- Generatori di gas — le macchine vere e proprie, che permettono a un laboratorio o a uno stabilimento di produrre sul posto l’idrogeno, l’azoto o l’ossigeno di cui ha bisogno, senza dipendere dalle bombole o dalle forniture esterne. È la parte «hardware» del business.
- Noleggio, assistenza e manutenzione — il flusso ricorrente che accompagna le macchine installate: contratti di servizio, ricambi, manutenzione. È la componente più stabile e prevedibile dei ricavi.
Il punto di forza del modello è che produrre il gas «on-site» — direttamente dove serve — può essere più economico e più sicuro che acquistarlo in bombole, soprattutto per chi ne consuma molto. Il punto delicato è che si tratta di un mercato di nicchia, fatto di clienti industriali e di laboratori: i volumi dipendono dagli investimenti delle aziende clienti e dalla capacità di ErreDue di vincere nuove commesse, spesso all’estero.
Per l’esercizio 2025 l’azienda ha riportato ricavi in crescita (circa 19,4 milioni di euro, contro i 15,9 del 2024) e un utile netto positivo (circa 3,3 milioni). Sono numeri piccoli in termini assoluti, ma significativi per una società di queste dimensioni, e accompagnati da un portafoglio ordini che dà una certa visibilità sui ricavi futuri. Attenzione però: su una micro-cap, i numeri di un singolo anno possono variare molto da un esercizio all’altro, e una commessa in più o in meno sposta sensibilmente i conti.
L’angolo idrogeno e gas tecnici
L’angolo che rende ErreDue un titolo «di tema» è l’idrogeno. L’azienda produce generatori che ricavano idrogeno dall’acqua tramite elettrolisi, una tecnologia al centro di molti piani sulla transizione energetica. L’idea di fondo è che, in un futuro a basse emissioni, l’idrogeno «verde» possa avere un ruolo in alcuni usi industriali e nei trasporti difficili da elettrificare. ErreDue, con la sua esperienza nel settore, si candida a essere uno dei fornitori di queste macchine.
Il rovescio della medaglia è la prudenza necessaria su qualsiasi «scommessa idrogeno». È un mercato giovane, i cui volumi reali dipendono da incentivi pubblici, prezzi dell’energia e decisioni industriali che possono slittare di anni. Per questo un titolo legato al tema può muoversi non solo con i propri conti, ma anche con l’umore generale del mercato verso l’idrogeno: nelle fasi di entusiasmo sale, in quelle di disillusione scende, a volte indipendentemente dai risultati dell’azienda.
La lezione pratica è distinguere il business reale e già redditizio (i generatori di gas tecnici venduti oggi a clienti industriali) dalla scommessa sul futuro (un eventuale boom dell’idrogeno). Per ErreDue, la prima è la base solida; la seconda è il potenziale di crescita, ma anche la fonte di maggiore volatilità del titolo. Tenere separate le due cose è il modo serio di avvicinarsi a un’azione «a tema».
Vale anche la pena ricordare che ErreDue non è una «start-up dell’idrogeno» senza ricavi: produce e vende generatori di gas da molti anni, con una clientela industriale già consolidata. Questo la distingue da molte società quotate sul tema, che promettono tecnologie ancora da industrializzare. Per l’investitore è una differenza importante: significa che dietro al titolo c’è un’attività reale che fattura e genera utili oggi, non solo una promessa per il domani. Resta il fatto che la parte «idrogeno verde» su larga scala è ancora tutta da costruire, e che il contributo di quel filone ai conti futuri è, oggi, in buona parte una scommessa.
Il dividendo e come si tassa
Sul piano del dividendo, ErreDue ha deliberato per l’esercizio 2025 una cedola di 0,20 € per azione, a fronte di un utile netto di circa 3,3 milioni. Per una micro-cap industriale, distribuire un dividendo è un segnale di una certa solidità: significa che l’azienda genera utili e ha deciso di restituirne una parte ai soci. Attenzione, però, a non darlo per scontato negli anni futuri: su una società piccola e in crescita, il consiglio può decidere di trattenere gli utili per finanziare nuovi investimenti, e il dividendo non è un obbligo contrattuale come la cedola di un’obbligazione.
Sul piano fiscale ErreDue è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.
Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Trattandosi di una società italiana, non c’è alcuna complicazione da doppia imposizione estera. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi e il rendimento da dividendi.
Un’avvertenza utile su un titolo così giovane in Borsa: la storia dei dividendi è ancora breve, e un solo anno di distribuzione non fa una «politica di dividendo» consolidata come quella di una grande utility. Per valutare un titolo da reddito serve una serie di esercizi: anno dopo anno si capisce se l’azienda riesce a rendere la cedola stabile o crescente. Su ErreDue, oggi, abbiamo un primo dato verificato; gli anni a venire diranno se quella distribuzione diventerà un’abitudine o resterà un episodio legato a un esercizio particolarmente favorevole. Per chi cerca rendita, è un titolo da seguire nel tempo, non da dare per fatto.
Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno
Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Su una micro-cap volatile come ErreDue questo aspetto è particolarmente rilevante.
In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Ricorda che, se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico è importante per sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita. Dettagli ed esempi in capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze.
C’è un’asimmetria utile da conoscere: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. Se hai accumulato perdite in passato, le abbatti solo vendendo altri titoli in guadagno, non incassando cedole.
ErreDue dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%
Il vantaggio del PIR è notevole sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo che paga una cedola e potrebbe rivalutarsi, l’esenzione del 26% — ripetuta per anni — può incidere parecchio. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente dal punto di vista fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che su una micro-cap è elevato.
Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui ErreDue può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.
Il mercato EGM: cosa cambia
ErreDue è quotata sull’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. È importante capirne le caratteristiche, perché cambiano il profilo di rischio rispetto a un titolo del FTSE MIB.
- Liquidità ridotta — gli scambi quotidiani sono pochi: comprare o vendere quantità significative può muovere il prezzo, e lo «spread» tra denaro e lettera è spesso ampio.
- Flottante contenuto — la quota di azioni davvero in circolazione è piccola; spesso i fondatori e i soci storici controllano la maggioranza del capitale.
- Obblighi informativi più leggeri — l’EGM ha requisiti meno stringenti del mercato principale: meno informazioni pubbliche e una vigilanza più snella.
Tradotto per l’investitore: un titolo EGM può offrire opportunità di crescita, ma comporta una volatilità e un rischio di liquidità superiori. Su questi mercati l’ordine «con limite» (che fissa il prezzo massimo che sei disposto a pagare) è quasi sempre più prudente dell’ordine «a mercato».
Come si compra ErreDue dall’Italia
Come si compra dall’Italia
Per comprare azioni ErreDue dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma è bene verificarlo). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005521247 o il ticker RDUE e invii un ordine. Su una micro-cap poco liquida, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente, per non rischiare di eseguire a un prezzo molto diverso da quello atteso.
Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo — qui, per giunta, una micro-cap poco liquida: ne parliamo qui sotto. Prima di operare, verifica sempre l’ISIN aggiornato sul sito di Borsa Italiana.
Azione singola o ETF: come decidere il peso
È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come ErreDue: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.
Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, una micro-cap industriale legata all’idrogeno — e incassi il suo dividendo specifico, senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo molto piccolo: se ErreDue attraversa una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sull’energia pulita, sull’idrogeno o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.
Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota ad alto rischio, di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una micro-cap come ErreDue questa logica è quasi obbligata: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.
I rischi di una micro-cap industriale
I rischi specifici di ErreDue sono marcati. Il primo è il rischio dimensionale e di liquidità: è una piccolissima società su un mercato poco scambiato, dove il prezzo può muoversi bruscamente e dove vendere in fretta può essere difficile. Il secondo è il rischio di concentrazione del business: i ricavi dipendono da un numero limitato di clienti e commesse, e la perdita di un grande ordine può pesare molto sui conti di un singolo anno.
Il terzo è il rischio di tema: parte dell’interesse per il titolo è legata all’idrogeno, un mercato ancora giovane e dipendente da incentivi e scelte politiche; se l’entusiasmo per il settore si raffredda, il titolo può soffrirne a prescindere dai risultati. Il quarto è il rischio di esecuzione: una piccola azienda in crescita deve investire, assumere e gestire la complessità crescente, e non sempre tutto va come previsto.
Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una micro-cap non è uno scenario teorico, ma una possibilità reale da mettere in conto prima di comprare. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su ErreDue solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente.
Domande frequenti
Che cosa fa ErreDue?
È un’industria italiana di Livorno che produce generatori di gas tecnici: macchine che generano idrogeno (per elettrolisi dell’acqua), azoto e ossigeno per laboratori, industria e applicazioni legate alla transizione energetica. È quotata sull’Euronext Growth Milan.
ErreDue paga dividendi?
Sì. Per l’esercizio 2025 ha deliberato un dividendo di 0,20 € per azione, a fronte di un utile netto di circa 3,3 milioni. Su una micro-cap, però, il dividendo non è garantito negli anni futuri: dipende dagli utili e dalle scelte del consiglio.
Quante tasse si pagano sul dividendo ErreDue?
Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,20 € lordi ti restano circa 0,148 € netti per azione. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.
Le azioni ErreDue si possono mettere in un PIR?
Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su plusvalenze e dividendi. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.
Perché ErreDue è considerata rischiosa?
Perché è una micro-cap quotata sull’Euronext Growth Milan: ha liquidità ridotta, flottante contenuto, ricavi concentrati su poche commesse ed è esposta al tema volatile dell’idrogeno. Va dimensionata come una piccola posizione ad alto rischio.
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