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Azioni Haiki+ (HIK): cosa fa, dividendi e fiscalità

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Azioni Haiki+ (HIK): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Haiki+ (HIK): economia circolare, fisco e rischi, spiegati

Haiki+ è una società italiana dell’economia circolare: gestione, recupero e riciclo dei rifiuti, trasformati in materia ed energia. Nata dalla scissione del gruppo Innovatec, è approdata sull’Euronext Growth Milan all’inizio del 2025. È una scommessa sul tema del riciclo — e un titolo che, in questa fase, non distribuisce dividendi. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, perché non paga cedole e come si tassa l’eventuale guadagno.

  • Settore: economia circolare · gestione, recupero e riciclo dei rifiuti
  • Origine: scissione dal gruppo Innovatec, quotazione sull’EGM nel 2025
  • ISIN IT0005628778 · ticker HIK · Euronext Growth Milan
  • Sede in Italia → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Haiki+ Investor Relations e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan. Contenuto informativo: non è una raccomandazione di acquisto o vendita.

Haiki+ è un caso interessante per imparare a leggere due cose insieme: un titolo «tematico» legato all’economia circolare e un titolo nato da uno spin-off, cioè dallo scorporo di un ramo di un gruppo più grande (Innovatec). È una small cap quotata sull’Euronext Growth Milan, giovane come società indipendente, e in questa fase non distribuisce dividendi. È un profilo molto diverso da una blue chip da cassettista: qui non c’è una rendita, ma una scommessa sulla crescita di un’azienda del riciclo.

Useremo Haiki+ come «caso di scuola» per spiegare concetti validi per qualsiasi società quotata di questo tipo: che cosa significa che un titolo nasce da una scissione, perché un’azienda che reinveste e non fa utili distribuibili non paga cedole, come si tassa la sola plusvalenza, perché su una small cap dell’EGM la liquidità ridotta cambia il modo di operare e quando un PIR può aiutare. Niente giudizi di valore o target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.

Carta d’identità: Haiki+ in breve

DenominazioneHaiki+ S.p.A.
TickerHIK (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005628778
MercatoEuronext Growth Milan (EGM, mercato delle PMI)
SettoreEconomia circolare · gestione, recupero e riciclo dei rifiuti
OrigineScissione dal gruppo Innovatec
Sede e domicilio fiscaleItalia
In Borsa dalgennaio 2025 (quotazione sull’EGM)
SituazioneNon distribuisce dividendi (utili reinvestiti)

Haiki+ è una società italiana attiva nell’economia circolare: raccoglie, tratta, recupera e ricicla i rifiuti, con l’obiettivo di trasformarli in nuova materia prima o in energia anziché mandarli in discarica. Opera attraverso più divisioni e impianti dedicati alle diverse categorie di rifiuto. È nata dalla scissione del gruppo Innovatec e si è quotata sull’Euronext Growth Milan, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese, all’inizio del 2025.

Il codice ISIN (IT0005628778) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento che usi nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del semplice nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: Haiki+ è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice e di possibile accesso al PIR. Trattandosi di un titolo nato di recente da uno scorporo, verificare ISIN e ticker su Borsa Italiana prima di operare è una buona abitudine.

Che cosa fa Haiki+

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di Haiki+ nascono dalle attività della filiera del riciclo, organizzate per tipo di rifiuto e di trattamento:

  • Raccolta e gestione dei rifiuti — il presidio delle diverse fasi del ciclo, dalla presa in carico al trattamento, applicando i principi dell’economia circolare.
  • Recupero e riciclo — la trasformazione dei rifiuti in materie prime seconde o in energia, attraverso impianti dedicati a categorie diverse di scarto. È il cuore del modello «circolare»: dare nuovo valore a ciò che sarebbe altrimenti rifiuto.
  • Impianti e progetti dedicati — lo sviluppo di nuove capacità di trattamento e riciclo, anche con il sostegno di programmi pubblici per la transizione (per esempio fondi del PNRR su singole iniziative).

La chiave per leggere Haiki+ è capire che si tratta di un titolo «tematico»: una scommessa sul fatto che la gestione virtuosa dei rifiuti e l’economia circolare diventino sempre più centrali, spinte da normative ambientali, obiettivi di sostenibilità e incentivi pubblici. È un posizionamento affascinante, ma significa che il titolo si muove non solo con i propri conti, ma anche con l’umore del mercato verso il tema ambientale e con le scelte di politica industriale.

Sul piano industriale, i conti di un’azienda del riciclo possono essere influenzati dai prezzi delle materie prime seconde (il valore di ciò che si ricava dal riciclo), dai costi degli impianti e dagli investimenti necessari per crescere. È un settore a forte intensità di capitale: per espandere la capacità servono impianti, autorizzazioni e tempo, e questo incide sulla cassa e sul fabbisogno finanziario. Per l’azionista significa che il valore del titolo dipende dalla capacità di costruire e far funzionare in modo redditizio queste infrastrutture.

Sul piano dimensionale, Haiki+ è una small cap ancora giovane come società indipendente. Questo non è un difetto in sé, ma cambia il profilo del titolo: pochi analisti la seguono, gli scambi sono sottili e il prezzo può muoversi molto su singole notizie. Per capire perché la dimensione di un’azienda conta tanto per chi investe, vedi large, mid e small cap.

Lo spin-off da Innovatec: che cosa significa

Un elemento che distingue Haiki+ è la sua origine: non è nata da una quotazione tradizionale, ma da uno spin-off, cioè dalla scissione di un ramo del gruppo Innovatec, già quotato. In pratica, le attività dell’economia circolare sono state separate e fatte confluire in una società autonoma, Haiki+, poi approdata sull’EGM all’inizio del 2025.

Perché un’azienda fa una cosa del genere? L’idea, comune a molte operazioni di questo tipo, è far emergere il valore di un’attività che dentro un gruppo più grande rischiava di restare poco visibile al mercato. Separandola, si dà agli investitori la possibilità di valutarla per quello che è, con i suoi conti e la sua storia. Per l’azionista questo ha due implicazioni: da un lato un profilo più «puro» e leggibile (una società dedicata al riciclo); dall’altro una storia di mercato molto breve come entità indipendente, che rende più difficile valutare la sua traiettoria sulla base del passato.

La lezione pratica è che un titolo da spin-off va guardato con attenzione ai suoi numeri da società autonoma, non a quelli del gruppo di origine. I primi bilanci sono spesso influenzati dall’operazione stessa di scissione e da costi straordinari, e vanno letti con cautela: servono più esercizi per capire la reale capacità dell’azienda di generare cassa e profitti da sola.

Che cos’è l’Euronext Growth Milan (e perché conta)

Haiki+ è quotata sull’Euronext Growth Milan (EGM), il listino di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Capire che cos’è questo mercato è fondamentale per leggere correttamente il titolo, perché molte delle sue caratteristiche derivano proprio da qui.

L’EGM è un mercato pensato per far accedere alla Borsa aziende più piccole, con requisiti di ammissione e obblighi informativi più leggeri rispetto al listino principale. Per l’investitore questo si traduce in tre fatti concreti: la liquidità è in genere ridotta (si scambiano poche azioni al giorno, e lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio); la copertura da parte di analisti e stampa è minore; e la volatilità tende a essere più alta, perché bastano pochi ordini per muovere il prezzo. Su un titolo tematico e giovane come Haiki+ questi fattori si amplificano.

C’è però un risvolto positivo, soprattutto fiscale: molte società dell’EGM sono small cap italiane fuori dal FTSE MIB, e questo le rende candidate ideali a riempire il sotto-vincolo dei PIR riservato alle aziende più piccole. Su questo torniamo più avanti. Il punto da fissare ora è che comprare una società EGM come Haiki+ significa accettare meno liquidità e più volatilità in cambio dell’esposizione a un’impresa di nicchia in fase di sviluppo.

Perché Haiki+ non paga dividendi

Ecco un punto importante per chi guarda il titolo: Haiki+ non distribuisce dividendi. È una scelta tipica di un’azienda giovane e a forte intensità di capitale come questa: gli eventuali utili vengono trattenuti e reinvestiti per far crescere gli impianti e la capacità di trattamento, e in fase di avvio la priorità è rafforzare la struttura, non distribuire cassa. In un esercizio recente la capogruppo ha addirittura proposto di riportare a nuovo la perdita d’esercizio, segno che la fase è ancora quella dello sviluppo, non della rendita.

Questo è un punto che molti investitori alle prime armi fraintendono: su un titolo di crescita non c’è una cedola da incassare, e cercarla è fuori luogo. Qui il motore di un eventuale guadagno è interamente la plusvalenza, cioè la speranza che il titolo si rivaluti se l’azienda riuscirà a crescere e a diventare stabilmente profittevole. È una scommessa, non una rendita garantita.

Per chi cerca una rendita periodica, quindi, Haiki+ è il titolo sbagliato: non offre flussi di cassa regolari e probabilmente non ne offrirà finché non avrà raggiunto una redditività solida e ricorrente. Per capire la differenza tra titoli da dividendo e titoli di crescita è utile la guida dividendi o accumulazione: Haiki+, oggi, appartiene chiaramente alla seconda famiglia.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se non c’è dividendo, l’unico modo per guadagnare con Haiki+ è venderla a un prezzo più alto di quello d’acquisto: la differenza è una plusvalenza, tassata al 26%. Su questo titolo, in pratica, tutta la fiscalità rilevante per l’investitore passa di qui.

La buona notizia è che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate. Su un titolo rischioso come Haiki+, se dovessi venderlo in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Ricorda infine che, se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico è essenziale per sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita.

Quando (e se) arriverà un dividendo: come si tasserebbe

Immaginiamo che, raggiunta una redditività stabile, Haiki+ decida un giorno di distribuire un dividendo. Come si tasserebbe? Esattamente come per qualsiasi azione italiana: con una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dall’intermediario italiano. Non dovresti dichiarare nulla e riceveresti l’importo già netto.

Esempio ipotetico. Se un giorno Haiki+ pagasse un dividendo di 0,05 € su 2.000 azioni, il lordo sarebbe 100 €. La ritenuta del 26% varrebbe 26 €, quindi resterebbero 74 € netti. Oggi, però, questo scenario è puramente teorico: l’azienda reinveste e non distribuisce nulla.

Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Trattandosi di una società italiana, non ci sarebbe alcuna complicazione da doppia imposizione estera. Per il quadro generale vedi la tassazione dei dividendi. Ma, ripetiamolo, oggi su Haiki+ questa sezione è solo una nozione utile per il futuro.

Haiki+ dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

Haiki+ può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di small cap italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una piccola società dell’EGM come Haiki+ è proprio il tipo di titolo che riempie quel sotto-vincolo del 30% riservato alle aziende più piccole.

Il vantaggio del PIR è particolarmente calzante per un titolo come questo: poiché qui il risultato atteso è tutto nella plusvalenza (non nel dividendo, assente), l’esenzione dal 26% sul capital gain dopo 5 anni è il beneficio più rilevante. Se la scommessa sulla crescita pagasse, l’esenzione fiscale sulla rivalutazione potrebbe valere molto. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente dal punto di vista fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici — un vincolo che su un titolo volatile va valutato con attenzione) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Haiki+ può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Haiki+ dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Haiki+ dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggioranza lo offre, ma è bene verificarlo). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005628778 o il ticker HIK e invii un ordine.

Su una small cap poco liquida e volatile come questa, l’ordine con limite (in cui fissi il prezzo massimo che sei disposto a pagare) è quasi sempre più prudente dell’ordine «a mercato»: con scambi sottili, un ordine al meglio rischia di essere eseguito a un prezzo molto diverso da quello che vedevi. Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo — qui, per giunta, una small cap tematica e giovane: ne parliamo qui sotto.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Haiki+: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, la crescita di un’azienda dell’economia circolare — senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una small cap tematica e giovane: se la scommessa non riesce, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sull’economia circolare, sull’ambiente o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota «ad alto rischio», di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su un titolo tematico e giovane come Haiki+ questa logica è quasi obbligata: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente, accanto a un nucleo stabile. Per ragionare sul peso di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi di una small cap tematica

Haiki+ è una small cap tematica e giovane, ad alto rischio. È una piccola società quotata sull’EGM da inizio 2025, nata da uno spin-off, poco liquida e volatile, che reinveste e non distribuisce dividendi. È tra le azioni più rischiose tra quelle trattate in queste schede: il valore dipende dalla capacità futura di crescere e diventare profittevole, un esito tutt’altro che scontato.

I rischi specifici di Haiki+ sono marcati. Il primo è il rischio finanziario e di esecuzione: il riciclo è un settore a forte intensità di capitale, che richiede impianti, autorizzazioni e investimenti; un’azienda in crescita può aver bisogno di nuovi capitali, ed eventuali aumenti di capitale potrebbero diluire chi possiede già le azioni. Il secondo è il rischio di settore: i conti dipendono dai prezzi delle materie prime seconde, dai costi energetici e dal quadro regolatorio e di incentivi, fattori che possono cambiare.

Il terzo è la breve storia come società indipendente: nata da poco da uno spin-off, Haiki+ ha un track record limitato su cui basare un giudizio, e i primi bilanci risentono dell’operazione di scissione. Il quarto è la scarsa liquidità e l’alta volatilità tipiche di una small cap dell’EGM: gli scambi sono ridotti, lo spread può essere ampio e il prezzo reagisce in modo violento alle notizie, comprese quelle che riguardano il tema ambientale nel suo complesso.

Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su un titolo di crescita non è uno scenario teorico ma una possibilità reale, da mettere in conto prima di comprare. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su Haiki+ solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere dimezzata — o peggio.

Domande frequenti

Che cosa fa Haiki+?

È una società italiana dell’economia circolare: raccoglie, tratta, recupera e ricicla i rifiuti, trasformandoli in materia o energia. È nata dalla scissione del gruppo Innovatec e si è quotata sull’Euronext Growth Milan all’inizio del 2025.

Haiki+ paga dividendi?

No. È un’azienda giovane e a forte intensità di capitale che reinveste gli utili per crescere; in un esercizio recente la capogruppo ha proposto di riportare a nuovo la perdita. Non è un titolo da rendita, ma una scommessa di crescita sulla rivalutazione del titolo.

Che cos'è lo spin-off da Innovatec?

È lo scorporo delle attività dell’economia circolare dal gruppo Innovatec in una società autonoma, Haiki+, poi quotata sull’EGM. Serve a far emergere il valore di quel ramo, ma lascia all’azienda una storia di mercato molto breve come entità indipendente.

Come si tassa il guadagno su Haiki+?

Tramite la plusvalenza: la differenza tra prezzo di vendita e di acquisto è tassata al 26% e può essere compensata con eventuali minusvalenze su altri titoli. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.

Le azioni Haiki+ si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale, qui rilevante soprattutto sulle plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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