Approfondimento

Azioni IGD (IGD): la SIIQ dei centri commerciali, dividendi e fiscalità

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Azioni IGD (IGD): la SIIQ dei centri commerciali, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

IGD (IGD): la prima SIIQ italiana spiegata a chi investe

IGD – Immobiliare Grande Distribuzione e’ una small cap immobiliare specializzata in centri commerciali e gallerie, ed e’ stata la prima societa’ italiana ad adottare il regime SIIQ. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega cosa fa davvero, come funziona il particolare regime fiscale delle SIIQ, perche’ il suo dividendo e’ stato a singhiozzo e come viene tassato.

  • Settore: Immobiliare retail (centri commerciali) – regime SIIQ
  • ISIN IT0005322612 – ticker IGD – FTSE Italia Small Cap
  • Dividendo esercizio 2025: 0,15 €/azione (pagato mag. 2026)
  • Sede a Bologna → residenza fiscale italiana, ritenuta 26%

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: IGD SIIQ Investor Relations (storico dividendi e assemblea del 16 aprile 2026) e Borsa Italiana – Euronext Milan (ISIN, indice). Contenuto informativo e didattico: non e’ una raccomandazione di acquisto o vendita.

Quando si parla di IGD si entra in un mondo diverso da quello delle solite blue chip: quello dell’immobiliare quotato. IGD non vende un prodotto, ma possiede e affitta centri commerciali, ipermercati e gallerie, incassando canoni di locazione. E lo fa con una «veste» fiscale speciale, quella della SIIQ, che e’ il vero tratto distintivo del titolo e il filo conduttore di questa scheda.

Usiamo IGD come caso di scuola per capire due cose che valgono per tutto l’immobiliare quotato italiano: come funziona il regime SIIQ (e perche’ obbliga a distribuire gran parte degli utili da affitti) e perche’ il dividendo di una societa’ immobiliare puo’ essere generoso negli anni buoni ma sparire del tutto nei momenti difficili. Tutto in chiave didattica e fiscale, senza giudizi di valore ne’ target di prezzo.

Carta d’identita’: IGD in breve

DenominazioneImmobiliare Grande Distribuzione SIIQ S.p.A.
TickerIGD (Euronext Milan)
ISINIT0005322612
MercatoEuronext Milan (ex Borsa Italiana)
IndiceFTSE Italia Small Cap
SettoreImmobiliare – retail (centri commerciali e gallerie)
Regime fiscale societarioSIIQ (Societa’ di Investimento Immobiliare Quotata), dal 2008
Sede e domicilio fiscaleBologna, Italia (societa’ nata a Ravenna nel 1977)
Azionariato di riferimentoMondo coop (storicamente legata a Coop Alleanza 3.0)

IGD e’ una societa’ immobiliare specializzata in un segmento preciso: i centri commerciali. Possiede e gestisce ipermercati, gallerie e immobili a destinazione retail, in Italia e in Romania, e ricava i suoi soldi soprattutto dai canoni di locazione che gli operatori commerciali le pagano per avere i negozi. E’ una small cap del listino milanese: capitalizza molto meno delle blue chip del FTSE MIB e appartiene all’indice FTSE Italia Small Cap, un dettaglio che, come vedremo, conta per la fiscalita’ del PIR.

Il dato piu’ importante della sua «carta d’identita’» e’ la sigla SIIQ accanto al nome. Significa che IGD ha aderito a un regime fiscale speciale, riservato alle societa’ immobiliari quotate, che cambia il modo in cui vengono tassati i suoi utili e la obbliga a distribuire ai soci gran parte dei profitti da affitti. E’ la chiave per capire sia il titolo sia il suo dividendo, e ci torniamo tra poco. Il codice ISIN (IT0005322612) e’ la «targa» con cui cerchi il titolo nell’home banking: piu’ affidabile del nome, ti dice esattamente quale strumento stai comprando.

Che cosa fa IGD: affittare centri commerciali

Per capire un’azione immobiliare bisogna capire da dove arriva la cassa. I ricavi di IGD nascono essenzialmente da una cosa: affittare spazi commerciali. La societa’ possiede un portafoglio di immobili – ipermercati, gallerie con decine di negozi, retail park – e li da’ in locazione a catene e operatori che vi aprono i propri punti vendita. In cambio incassa canoni periodici, in larga parte ricorrenti e prevedibili.

  • Gallerie commerciali – il cuore del portafoglio: spazi affittati a tanti negozi diversi, dove la diversificazione degli inquilini riduce il rischio del singolo affittuario.
  • Ipermercati e supermercati – immobili «ancora», storicamente legati al mondo Coop, che danno stabilita’ ai flussi di affitto.
  • Presenza in Romania – una parte del portafoglio e’ all’estero, il che aggiunge diversificazione geografica ma anche rischio di cambio e di mercato locale.
  • Servizi e gestione – IGD non si limita a possedere: promuove, ristruttura e gestisce i centri, occupandosi della rotazione degli inquilini e dei servizi (sicurezza, pulizie, manutenzione).

Il «mestiere» di IGD, quindi, e’ molto diverso da quello di un’azienda industriale: non produce, ma trasforma mattoni in flussi di affitto. Per l’azionista questo ha una conseguenza diretta: il valore del titolo dipende da due cose – quanto rendono gli affitti (il reddito) e quanto valgono gli immobili (il patrimonio). Quando i centri commerciali sono pieni e i canoni salgono, IGD genera cassa; quando il retail soffre – per una crisi dei consumi, per la concorrenza dell’e-commerce o per una pandemia – soffrono sia gli affitti sia il valore degli immobili.

Proprio questa doppia natura – reddito da affitti piu’ patrimonio immobiliare – rende le societa’ come IGD interessanti da studiare. Si avvicinano al concetto internazionale di REIT (Real Estate Investment Trust): veicoli che permettono al piccolo risparmiatore di esporsi al mattone «in Borsa», senza comprare direttamente un immobile. Comprare un’azione IGD e’ un modo per possedere una minuscola fetta di un portafoglio di centri commerciali, con la liquidita’ di un titolo quotato e la fiscalita’ che vedremo.

Va detto subito che il retail immobiliare e’ un settore in trasformazione: l’ascesa dell’e-commerce ha cambiato il modo in cui le persone fanno shopping, e i centri commerciali hanno dovuto reinventarsi come luoghi di esperienza e servizi, non solo di acquisto. IGD si muove dentro questo cambiamento, e l’azionista che guarda al titolo deve tenerne conto: non e’ un settore «addormentato» da rendita sicura, ma un comparto che richiede investimenti continui per restare attrattivo.

Che cos’e’ una SIIQ e perche’ conta

Eccoci all’angolo distintivo di questa scheda. SIIQ sta per Societa’ di Investimento Immobiliare Quotata: e’ un regime fiscale speciale, introdotto in Italia nel 2007 e ispirato ai REIT internazionali, a cui le societa’ immobiliari quotate possono aderire rispettando una serie di requisiti. IGD vi ha aderito nel 2008, prima societa’ italiana in assoluto, e da allora porta la sigla SIIQ nel nome.

Il cuore del regime e’ uno scambio: in cambio del rispetto di regole stringenti, la SIIQ ottiene un vantaggio fiscale importante a livello societario. Il reddito derivante dall’attivita’ di locazione degli immobili (la cosiddetta «gestione esente») e’ infatti esente da IRES e IRAP: la societa’ non paga le imposte sui profitti degli affitti finche’ li tiene «dentro» e li distribuisce poi ai soci. E’ un meccanismo che evita la doppia tassazione tipica (prima la societa’ paga le imposte sull’utile, poi il socio paga sul dividendo) e fa arrivare piu’ utili agli azionisti.

In cambio di questo regime di favore, la SIIQ deve rispettare alcuni vincoli. I principali sono: la prevalenza dell’attivita’ di locazione immobiliare; limiti alla concentrazione (nessun inquilino o immobile puo’ pesare troppo); e – il vincolo piu’ rilevante per l’azionista – l’obbligo di distribuire ai soci almeno il 70% dell’utile netto derivante dalla locazione. In altre parole, una SIIQ e’ «obbligata» per legge a essere generosa con i dividendi negli anni in cui guadagna.

Questo spiega molto del titolo IGD. Un investitore che compra una SIIQ lo fa, tipicamente, per il flusso di dividendi: il regime e’ costruito apposta per trasferire ai soci la rendita degli affitti. Ma attenzione: l’obbligo riguarda l’utile da locazione, non un importo fisso. Se l’utile crolla – o se la societa’ chiude in perdita – non c’e’ nulla da distribuire, e il 70% di zero e’ zero. E’ la ragione per cui, come vedremo nella prossima sezione, il dividendo di IGD non e’ affatto stato regolare.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo IGD per azione, per anno di pagamento (€)20180.50 €20190.50 €20200.00 €20210.00 €20220.35 €20230.30 €20240.00 €20250.10 €20260.15 €
Dividendo per azione, per anno di pagamento. Fonte: IGD SIIQ Investor Relations e comunicati societari. Le barre a zero sono anni reali senza distribuzione.

La storia dei dividendi di IGD e’ la dimostrazione plastica di cio’ che abbiamo appena detto sulle SIIQ: generose quando guadagnano, a secco quando le cose vanno male. Per anni IGD ha distribuito una cedola robusta, intorno a 0,50 € per azione. Poi e’ arrivata una sequenza di interruzioni che e’ importante conoscere prima di considerare IGD «un titolo da rendita sicura».

La prima frenata e’ stata la pandemia: nel 2020, con i centri commerciali chiusi durante i lockdown, IGD ha sospeso il dividendo, definendolo una scelta «straordinaria e contingente». Negli anni successivi la cedola e’ tornata (intorno a 0,30-0,35 €), ma poi e’ arrivata una seconda interruzione: in un esercizio chiuso in perdita dalla capogruppo, e con i vincoli legati ai propri prestiti obbligazionari, IGD non ha distribuito alcun dividendo. Solo dopo aver rimesso in ordine i conti la societa’ e’ tornata a pagare, ripartendo da importi piu’ contenuti: 0,10 € sull’esercizio 2024 e 0,15 € sull’esercizio 2025, approvato dall’assemblea del 16 aprile 2026.

La lezione, valida per qualsiasi azione e ancora di piu’ per una SIIQ, e’ che il dividendo non e’ un obbligo contrattuale come la cedola di un’obbligazione: dipende dagli utili e dalle decisioni dell’assemblea. Anzi, un rendimento da dividendo molto alto su un titolo immobiliare in difficolta’ puo’ essere un campanello d’allarme piu’ che un’occasione: e’ il fenomeno della «dividend trap». Se ti interessa la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale, la mettiamo a confronto in dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta possedere l’azione: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola – quello di IGD come quello di qualsiasi titolo – ruota intorno a tre date:

  • Data di stacco (ex-date) – il giorno da cui l’azione quota «senza» il dividendo. Per la cedola sull’esercizio 2025, IGD ha indicato lo stacco al 4 maggio 2026. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: per questo non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
  • Record date – il giorno in cui si fotografa chi ha diritto al dividendo, di norma il giorno lavorativo dopo lo stacco.
  • Data di pagamento – il giorno in cui il denaro arriva sul conto, gia’ al netto della ritenuta. Per la cedola 2025, il pagamento e’ partito dal 6 maggio 2026.

Il punto da ricordare e’ concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perche’ il prezzo si aggiusta da solo. Su una small cap come IGD c’e’ anche un effetto pratico: la minore liquidita’ del titolo puo’ rendere piu’ rumorosi questi aggiustamenti di prezzo rispetto a una blue chip molto scambiata.

Fiscalita’ del dividendo di una SIIQ

Veniamo alla fiscalita’, dove le SIIQ hanno una loro particolarita’ che vale la pena spiegare bene, perche’ e’ una fonte frequente di confusione. Bisogna distinguere due livelli: la tassazione della societa’ e la tassazione dell’azionista.

A livello della societa’, come abbiamo visto, c’e’ il grande vantaggio: il reddito da affitti (la «gestione esente») non sconta IRES e IRAP. E’ questo che rende il regime SIIQ appetibile e che permette di trasferire piu’ utili agli azionisti, evitando la doppia imposizione.

A livello dell’azionista persona fisica, pero’, il dividendo di una SIIQ residente in Italia incassato tramite un intermediario italiano sconta – per la parte derivante dalla gestione esente – la stessa ritenuta a titolo d’imposta del 26% di una qualsiasi azione italiana. In altre parole: il regime SIIQ avvantaggia la societa’, non cambia l’aliquota che paghi tu sul dividendo. Non c’e’ un’aliquota «scontata» per il piccolo risparmiatore: il 26% e’ secco e l’intermediario lo trattiene direttamente, senza che tu debba dichiarare nulla.

Esempio. Possiedi 1.000 azioni IGD e incassi il dividendo da 0,15 € ad azione: il lordo e’ 150 €. La ritenuta del 26% vale 39 €, quindi ti restano 111 € netti. Il vantaggio del regime SIIQ – l’esenzione IRES/IRAP – agisce «a monte», sulla societa’, e ti raggiunge indirettamente sotto forma di un utile da affitti piu’ alto disponibile per la distribuzione.

Poiche’ IGD ha sede a Bologna ed e’ una societa’ fiscalmente italiana, non ci sono complicazioni da doppia imposizione estera: nessuna ritenuta straniera alla fonte, nessun credito d’imposta da recuperare. E’ un titolo «fiscalmente semplice» dal lato dividendo, al contrario delle italiane domiciliate all’estero. Per il quadro generale vedi la tassazione dei dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni IGD a un prezzo piu’ alto di quello d’acquisto, la differenza e’ una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. La buona notizia e’ che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze realizzate su altri titoli entro il quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

C’e’ un’asimmetria importante proprio per chi compra una SIIQ per il dividendo: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze si’. Se hai accumulato perdite in passato, le abbatti solo vendendo altri titoli in guadagno, non incassando cedole. E’ una delle differenze tecniche che rendono la gestione di un portafoglio di azioni piu’ «manuale» rispetto a un ETF.

Su un titolo immobiliare come IGD la plusvalenza ha anche una lettura particolare: una parte del valore dell’azione dipende dal valore degli immobili in portafoglio. Se i centri commerciali si rivalutano, il titolo tende a salire; se si svalutano, scende. Tieni traccia dei prezzi di carico (si usa il costo medio ponderato quando compri in piu’ momenti): determinano quanta plusvalenza – e quanta tassa – emergera’ alla vendita. In regime amministrato ci pensa la banca.

IGD dentro un PIR: il caso delle small cap

IGD e il PIR: un punto a suo favore. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% deve andare a societa’ non incluse nei principali indici (FTSE MIB e FTSE Mid Cap). IGD, essendo una small cap fuori da quegli indici, e’ proprio il tipo di titolo che puo’ riempire questo sotto-vincolo del 30%: e’ un «mattoncino» utile alla composizione di un PIR.

Il vantaggio del PIR e’ notevole proprio sul piano fiscale: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo da dividendo come una SIIQ, l’esenzione del 26% sulla cedola – ripetuta negli anni in cui IGD distribuisce – puo’ incidere parecchio. E’ uno dei pochi casi in cui il profilo di un titolo (small cap immobiliare da rendita) e la cornice fiscale del PIR sembrano fatti l’uno per l’altra.

Restano le regole stringenti del PIR: un tetto annuo e complessivo agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici), e la necessita’ di aprire il «contenitore» presso un intermediario abilitato. Non e’ un modo per detenere una sola azione, ma una cornice dentro cui IGD puo’ convivere con altri titoli italiani, contribuendo proprio alla quota delle societa’ piu’ piccole. Vantaggi e limiti sono spiegati nella guida ai PIR.

Come si compra IGD dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni IGD dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker che dia accesso a Euronext Milan (praticamente tutti). Cerchi il titolo con il codice ISIN IT0005322612 o il ticker IGD e invii un ordine: «a mercato» per eseguire subito al prezzo corrente, oppure «con limite» per fissare il prezzo massimo che sei disposto a pagare. Su una small cap il limite e’ particolarmente utile: la minore liquidita’ puo’ allargare la forbice tra prezzo di acquisto e di vendita (lo spread denaro-lettera).

Sui costi fai attenzione a due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo, per giunta poco liquido: ne parliamo qui sotto.

Azione singola o ETF immobiliare: come decidere il peso

Su un titolo come IGD la domanda «meglio la singola azione o un ETF?» ha una variante specifica: esistono ETF immobiliari (sui REIT europei o globali) che contengono decine di societa’ come IGD insieme. Non c’e’ una risposta «giusta» universale, e soprattutto non e’ una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dall’orizzonte temporale e da quanta concentrazione sei disposto a sopportare. Possiamo pero’ mettere in fila le differenze.

Con la singola azione IGD scegli esattamente l’esposizione ai centri commerciali italiani e al regime SIIQ, incassi il suo dividendo specifico e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo immobiliare, piccolo e ciclico: se il retail italiano soffre, non c’e’ nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF immobiliare possiedi una fetta di tanti REIT diversi – per geografia (uffici, logistica, residenziale, retail) e per Paese – pagando un piccolo costo annuo (il TER), ma ottenendo diversificazione automatica. IGD, da sola, dentro un indice immobiliare europeo pesa pochissimo.

Una via di mezzo molto usata e’ considerare la singola azione come una quota satellite di un portafoglio che ha al centro strumenti diversificati: una posizione contenuta, di cui conosci bene rischi e fiscalita’, accanto a un nucleo piu’ stabile. Per ragionare sul peso di un titolo small cap vedi large, mid e small cap; per imparare a leggere i conti di un’azienda immobiliare (dove contano patrimonio netto, valore degli immobili e indebitamento) vedi l’analisi fondamentale.

I rischi specifici di una singola azione IGD

Comprare una sola azione non e’ diversificare, e una small cap lo e’ ancora meno. IGD e’ un titolo piccolo, relativamente poco liquido e legato a un singolo settore (il retail immobiliare): se va male, non c’e’ nient’altro a compensare. Un ETF immobiliare contiene decine di societa’ e attutisce il colpo del singolo emittente.

Oltre al rischio di concentrazione, IGD porta con se’ rischi specifici. Il primo e’ il rischio del settore retail: i centri commerciali devono fronteggiare la concorrenza dell’e-commerce e la sensibilita’ dei consumi al ciclo economico. Affitti in calo o sfitti in aumento colpiscono direttamente la cassa e, di riflesso, il dividendo – come ha mostrato proprio lo storico a singhiozzo della cedola.

Il secondo e’ il rischio finanziario: l’immobiliare e’ un settore a forte leva, cioe’ finanziato in buona parte con debito. Quando i tassi d’interesse salgono, aumentano gli oneri finanziari e tende a scendere il valore degli immobili (perche’ gli investitori chiedono rendimenti piu’ alti). Per una societa’ come IGD, il livello di indebitamento e il costo del debito sono variabili da seguire con attenzione: sono tra i motivi per cui in passato il dividendo e’ stato sospeso. Il terzo e’ il rischio di liquidita’ del titolo: essendo una small cap, IGD viene scambiata con volumi ridotti, il che puo’ rendere piu’ difficile comprare o vendere grandi quantita’ senza muovere il prezzo.

A tutto questo si somma il rischio piu’ banale ma piu’ importante: quello di prezzo. Il valore di un’azione oscilla ogni giorno e puo’ restare sotto il prezzo d’acquisto per anni, soprattutto su un titolo ciclico come questo. Per capire la differenza con le azioni difensive vedi azioni difensive e cicliche, e per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo large, mid e small cap. La regola di fondo resta una: una posizione su IGD va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore – e se il dividendo, come gia’ accaduto, sparisse per qualche anno.

Domande frequenti

Che cosa significa che IGD e' una SIIQ?

SIIQ sta per Societa’ di Investimento Immobiliare Quotata: un regime fiscale speciale per le immobiliari quotate. Il reddito da affitti e’ esente da IRES e IRAP a livello della societa’, che in cambio deve distribuire ai soci almeno il 70% dell’utile da locazione. IGD e’ stata la prima SIIQ italiana, dal 2008.

Quante tasse si pagano sul dividendo IGD?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta, esattamente come per una qualsiasi azione italiana. Il vantaggio del regime SIIQ (esenzione IRES/IRAP) agisce sulla societa’, non sull’aliquota che paga il piccolo azionista.

IGD ha sempre pagato il dividendo?

No. La cedola e’ stata a singhiozzo: robusta (intorno a 0,50 euro) fino al 2019, sospesa durante la pandemia (2020-2021), tornata, poi sospesa di nuovo in un esercizio in perdita, e infine ripresa da importi piu’ bassi (0,10 euro sull’esercizio 2024 e 0,15 euro sul 2025). Il dividendo di una SIIQ dipende dagli utili da affitti e non e’ garantito.

Le azioni IGD si possono mettere in un PIR?

Si’, e sono particolarmente adatte: essendo una small cap fuori dai principali indici, IGD puo’ riempire il sotto-vincolo del 30% riservato alle societa’ piu’ piccole. Detenute almeno 5 anni in un PIR, plusvalenze e dividendi sono esenti da imposta.

Conviene di piu' IGD o un ETF immobiliare?

Non e’ una scelta che possiamo consigliarti: dipende dai tuoi obiettivi. Sul piano del rischio, IGD concentra tutto su un’unica small cap del retail immobiliare italiano, mentre un ETF immobiliare distribuisce l’investimento su decine di societa’ per settore e Paese.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.