Mare Group (MARE): digital engineering, dividendi e tasse
Mare Engineering Group è una PMI campana di «digital engineering»: progettazione avanzata, digitalizzazione e piattaforme tecnologiche per settori come difesa, aerospazio, automotive e trasporti. È quotata sull’Euronext Growth Milan, il mercato delle PMI, ed è una società in forte crescita ma con un profilo finanziario da leggere con attenzione. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, com’è il dividendo, come viene tassato e quali rischi corri.
- Settore: digital engineering · difesa · aerospazio · automotive · trasporti
- Dividendo: 0,02 € (es. 2024) → 0,030089 € (es. 2025)
- ISIN IT0005588626 · Euronext Growth Milan (EGM)
- Sede in Italia → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile
Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Mare Group Investor Relations (risultati e dividendi per esercizio) e Borsa Italiana – Euronext Growth Milan. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.
Mare Group è un esempio interessante di PMI tecnologica «in piena corsa»: un’azienda di ingegneria digitale che cresce molto in fretta — anche per acquisizioni — e si posiziona su temi di grande attualità come la difesa e l’aerospazio. È quotata sull’Euronext Growth Milan, il listino delle imprese di dimensioni contenute. Ma una crescita così rapida ha un costo: il profilo finanziario e contabile va letto con attenzione e senza ingenuità.
La usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi small cap in forte espansione: perché un’azienda che cresce per acquisizioni può avere conti complessi, come si legge un dividendo modesto, come si tassano cedola e plusvalenza e quando un PIR può aiutare. Niente giudizi di valore o target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.
Carta d’identità: Mare Group in breve
| Denominazione | Mare Engineering Group S.p.A. |
|---|---|
| Ticker | MARE (Euronext Growth Milan) |
| ISIN | IT0005588626 |
| Mercato | Euronext Growth Milan (EGM) – mercato delle PMI |
| Settore | Digital engineering · difesa · aerospazio · automotive · trasporti |
| Sede e domicilio fiscale | Pomigliano d’Arco (Napoli), Italia |
| Dividendo esercizio 2025 | 0,030089 € per azione |
Mare Engineering Group è una PMI italiana con sede in Campania, attiva nella cosiddetta ingegneria digitale (digital engineering). In pratica fornisce alle imprese servizi e tecnologie per progettare prodotti, digitalizzare processi e costruire piattaforme software, con applicazioni in settori molto diversi: difesa, aerospazio, automotive, trasporti e manifattura. È quotata sull’Euronext Growth Milan, il segmento di Borsa Italiana riservato alle piccole e medie imprese.
Il codice ISIN (IT0005588626) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice e di possibile accesso al PIR. La quotazione su EGM ti dice invece che stai guardando una small cap, con liquidità e regole diverse rispetto alle grandi del FTSE MIB.
Che cosa fa Mare Group: i mestieri dietro l’azione
Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. Mare Group organizza la propria attività in alcune grandi linee di business, tutte ruotanti attorno alla digitalizzazione dell’industria:
- Applied Engineering — progettazione e ottimizzazione avanzata di prodotti, processi e infrastrutture con tecnologie «Industria 4.0/5.0», per settori come manifattura, trasporti, aerospazio, automotive e difesa.
- Digital Services — percorsi di digitalizzazione su misura, sviluppo prodotto e servizi cloud per grandi imprese, con soluzioni più accessibili anche per le PMI.
- Technology Platforms — piattaforme tecnologiche pensate come base scalabile per la crescita dei clienti e dell’azienda stessa.
La chiave per leggere Mare Group è capire che è un fornitore di servizi e tecnologie a forte intensità di competenze, esposto a settori «caldi» come la difesa e l’aerospazio. È un posizionamento attraente, perché aggancia il titolo a temi di crescita strutturale (la spinta agli investimenti nella difesa, la digitalizzazione dell’industria), ma anche dipendente dalla capacità di vincere commesse e integrare le tante attività raccolte negli anni.
Va sottolineato che gran parte della crescita di Mare Group è avvenuta per acquisizioni: il gruppo ha incorporato diverse società per allargare competenze e ricavi. È una strategia che fa crescere rapidamente il fatturato, ma che rende i conti più complessi da leggere e introduce rischi specifici, su cui torniamo nella sezione dedicata. Per l’investitore è una distinzione cruciale: una cosa è crescere vendendo di più, un’altra è crescere comprando altre aziende.
L’angolo difesa e digital engineering
L’angolo che rende Mare Group un titolo «di tema» è l’esposizione alla difesa e all’aerospazio, due settori al centro dell’attenzione per via dell’aumento degli investimenti pubblici e della domanda di tecnologie avanzate. Mare Group si propone come fornitore tecnologico in grado di portare innovazione alle grandi imprese del settore e, in prospettiva, di renderla accessibile anche alle realtà più piccole della filiera.
Il rovescio della medaglia è doppio. Da un lato, i settori della difesa e dell’aerospazio sono legati a decisioni politiche e cicli di spesa pubblica che possono cambiare. Dall’altro, un’azienda «di tema» rischia di vedere il proprio titolo muoversi più con l’entusiasmo del mercato verso il settore che con i propri risultati effettivi: nelle fasi di euforia sale, in quelle di disillusione scende, a volte a prescindere dai conti.
La lezione pratica è distinguere il valore della narrazione (un’azienda esposta a temi di moda come difesa e digitalizzazione) dal valore dell’esecuzione (la capacità reale di generare cassa e profitti sostenibili). Su una società che cresce in fretta e per acquisizioni, questa distinzione è particolarmente importante, perché il racconto può correre più veloce dei risultati.
Crescita, debito e conti da leggere
Qui sta il punto più delicato del titolo, e va detto con franchezza. La crescita di Mare Group è impressionante sul fronte dei ricavi — passati da circa 40,7 milioni di euro nel 2024 a circa 59 milioni nel 2025 — ma il quadro finanziario richiede attenzione. Il risultato netto «contabile» dell’esercizio 2025 è stato negativo (una perdita di circa 8,7 milioni di euro, in larga parte spiegata da componenti non ricorrenti e da poste straordinarie), mentre il risultato «adjusted», cioè depurato da quelle voci, è stato presentato come positivo (circa 3,9 milioni). La distanza tra i due numeri è esattamente ciò che un investitore deve imparare a leggere.
Allo stesso tempo, l’indebitamento finanziario netto è cresciuto in modo marcato (da circa 3 milioni a inizio anno a circa 24 milioni a fine 2025), tipico di un’azienda che cresce e acquisisce. Più debito significa più rischio: la società deve generare abbastanza cassa per ripagarlo, e in fasi difficili questo può diventare un vincolo. Non è un giudizio sul futuro dell’azienda, ma un dato di fatto da mettere sul tavolo prima di qualsiasi valutazione.
La lezione, valida per tutte le small cap in forte espansione, è diffidare dei numeri «aggiustati» presi da soli: l’utile adjusted può essere utile per capire la redditività operativa, ma il risultato contabile e il debito raccontano l’altra metà della storia. Leggere entrambi — e capire perché differiscono — è il modo serio di avvicinarsi a un titolo così. Per imparare a leggere i conti di un’azienda vedi l’analisi fondamentale.
Il dividendo e come si tassa
Nonostante il profilo finanziario in evoluzione, Mare Group ha distribuito un dividendo: 0,02 € per azione sull’esercizio 2024 e 0,030089 € per azione sull’esercizio 2025. Sono importi modesti, coerenti con un’azienda che reinveste gran parte delle risorse nella crescita. Un dividendo piccolo, in un contesto di forte espansione e di debito in aumento, va letto più come un segnale verso il mercato che come una vera rendita: su un titolo simile, il «motore» di un eventuale guadagno è in larga parte la rivalutazione del prezzo, non la cedola.
Sul piano fiscale Mare Group è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dall’intermediario. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.
Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Trattandosi di una società italiana, non c’è doppia imposizione estera. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi.
Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno
Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Su un titolo come Mare Group, dove la cedola è piccola, è proprio la plusvalenza il punto chiave della fiscalità. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate.
In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. Ricorda che, se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico è importante per sapere quanta plusvalenza (o minusvalenza) emergerà alla vendita. Dettagli ed esempi in capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze.
Su un titolo volatile come questo, l’aspetto delle minusvalenze non è secondario: se dovessi vendere in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli. È una delle ragioni per cui conviene conoscere la meccanica fiscale prima di operare, non dopo.
Mare Group dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%
Il vantaggio del PIR è soprattutto sulla plusvalenza: poiché qui la cedola è modesta e il risultato atteso è in larga parte nella rivalutazione del titolo, l’esenzione dal 26% sul capital gain dopo 5 anni è il beneficio più rilevante. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente dal punto di vista fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che qui è elevato.
Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici — un vincolo che su un titolo volatile va valutato con attenzione) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Mare Group può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.
Il mercato EGM: cosa cambia
Mare Group è quotata sull’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Capirne le caratteristiche è importante, perché cambiano il profilo di rischio rispetto a un titolo del FTSE MIB.
- Liquidità ridotta — gli scambi quotidiani sono pochi: comprare o vendere quantità significative può muovere il prezzo, e lo «spread» tra denaro e lettera è spesso ampio.
- Flottante contenuto — la quota di azioni davvero in circolazione è piccola; spesso i fondatori e i soci storici controllano la maggioranza del capitale.
- Obblighi informativi più leggeri — l’EGM ha requisiti meno stringenti del mercato principale: meno informazioni pubbliche e una vigilanza più snella.
Tradotto per l’investitore: un titolo EGM può offrire opportunità di crescita, ma comporta una volatilità e un rischio di liquidità superiori. Su questi mercati l’ordine «con limite» è quasi sempre più prudente dell’ordine «a mercato».
Come si compra Mare Group dall’Italia
Come si compra dall’Italia
Per comprare azioni Mare Group dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma è bene verificarlo). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005588626 o il ticker MARE e invii un ordine. Su una small cap poco liquida e volatile, l’ordine con limite è quasi sempre la scelta più prudente.
Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). Comprare una singola azione non comporta i costi di gestione di un fondo, ma ti espone al rischio di un solo titolo — qui una small cap in forte crescita e indebitata: ne parliamo qui sotto. Verifica sempre l’ISIN aggiornato su Borsa Italiana prima di operare.
Azione singola o ETF: come decidere il peso
È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Mare Group: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.
Con la singola azione scegli esattamente la scommessa su cui puntare — qui, una small cap dell’ingegneria digitale esposta alla difesa — senza pagare commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più in forte crescita e indebitato: se la scommessa non riesce, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sulla difesa, sulla tecnologia o sull’intero mercato — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.
Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, anzi una piccola quota ad alto rischio, di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una small cap come Mare Group questa logica è quasi obbligata: una posizione contenuta, che puoi permetterti di vedere oscillare bruscamente. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti, l’analisi fondamentale.
I rischi di una small cap in forte crescita
I rischi specifici di Mare Group sono marcati. Il primo è il rischio finanziario: l’indebitamento è cresciuto sensibilmente e il risultato contabile dell’ultimo esercizio è stato in perdita; l’azienda deve dimostrare di saper trasformare la crescita dei ricavi in cassa e profitti sostenibili. Il secondo è il rischio di integrazione: crescere per acquisizioni significa dover fondere società, culture e sistemi diversi, un processo che non sempre riesce e che può generare costi imprevisti.
Il terzo è il rischio di tema: parte dell’interesse per il titolo è legata a difesa e aerospazio, settori dipendenti da scelte politiche e di spesa pubblica; un raffreddamento dell’entusiasmo potrebbe pesare a prescindere dai conti. Il quarto è il rischio dimensionale e di liquidità tipico delle micro-cap su EGM: scambi ridotti, prezzo che reagisce in modo violento alle notizie.
Tutti questi fattori si traducono nel rischio più concreto: la possibilità di perdere una quota rilevante del capitale investito. Su una small cap in forte espansione e indebitata non è uno scenario teorico, ma una possibilità reale da mettere in conto. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su Mare Group solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente — o perdere in buona parte.
Domande frequenti
Che cosa fa Mare Group?
È una PMI campana di ingegneria digitale (digital engineering): fornisce progettazione avanzata, digitalizzazione di processi e piattaforme tecnologiche a settori come difesa, aerospazio, automotive e trasporti. È quotata sull’Euronext Growth Milan ed è cresciuta molto anche per acquisizioni.
Mare Group paga dividendi?
Sì, ma modesti: 0,02 € per azione sull’esercizio 2024 e 0,030089 € sull’esercizio 2025. Sono importi piccoli, coerenti con un’azienda che reinveste nella crescita: il «motore» di un eventuale guadagno è in larga parte la rivalutazione del titolo, non la cedola.
Perché il risultato 2025 di Mare Group è in perdita ma c'è comunque un dividendo?
Il risultato netto contabile 2025 è stato negativo (circa -8,7 milioni), in larga parte per componenti non ricorrenti; il risultato «adjusted», depurato da quelle voci, è stato presentato come positivo. L’indebitamento è inoltre cresciuto. Sono conti complessi, tipici di un’azienda in forte espansione, da leggere con attenzione.
Quante tasse si pagano sul dividendo Mare Group?
Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,030089 € lordi restano circa 0,0223 € netti per azione. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.
Le azioni Mare Group si possono mettere in un PIR?
Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale, qui rilevante soprattutto sulle plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio, alto, del titolo.
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