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Azioni Racing Force (RFG): cosa fa, dividendi e fiscalità

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Azioni Racing Force (RFG): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Racing Force (RFG): nicchia del motorsport, dividendi e tasse

Racing Force è il gruppo italiano dietro marchi globali della sicurezza nelle corse — OMP, Bell Racing, Zeronoise — quotato sull’Euronext Growth Milan, il mercato delle piccole e medie imprese. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, com’è la sua storia di dividendi (numeri reali da Borsa Italiana), come si tassano cedola e plusvalenza e quali rischi porta una small cap di nicchia.

  • Settore: equipaggiamenti di sicurezza per il motorsport (caschi, sedili, tute)
  • Marchi: OMP, Bell Racing, Zeronoise, Racing Spirit
  • ISIN IT0005466963 · ticker RFG · Euronext Growth Milan (EGM)
  • Sede a Ronco Scrivia (GE) → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – elenco dividendi per ISIN (storico cedole) e Racing Force Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.

Racing Force è un caso interessante per imparare a leggere una small cap di nicchia quotata sull’Euronext Growth Milan: un’azienda piccola in Borsa ma leader mondiale nel suo segmento, con marchi che molti appassionati di motori conoscono bene. È un profilo diverso da una blue chip: c’è un dividendo reale e in crescita, ma anche i limiti tipici del mercato delle PMI, a partire dalla liquidità ridotta.

Qui la usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi azione dell’EGM: come si legge una storia di dividendi ancora giovane, perché un titolo «di nicchia» può essere leader e fragile allo stesso tempo, come si tassano cedola e plusvalenza e quando un PIR può azzerarne le imposte. Niente giudizi di valore né target di prezzo.

Carta d’identità: Racing Force in breve

DenominazioneRacing Force S.p.A.
TickerRFG (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005466963
MercatoEuronext Growth Milan (EGM) – mercato delle PMI
SettoreEquipaggiamenti di sicurezza per il motorsport
Marchi principaliOMP, Bell Racing, Zeronoise, Racing Spirit
Sede e domicilio fiscaleRonco Scrivia (Genova), Italia
Quotata dal2021

Racing Force è un gruppo italiano con sede a Ronco Scrivia, in provincia di Genova, specializzato negli equipaggiamenti di sicurezza per il motorsport: caschi, sedili, tute, guanti, cinture, estintori, volanti e sistemi di comunicazione per chi gareggia su pista. Riunisce marchi storici e molto noti agli appassionati — su tutti OMP e Bell Racing — e si presenta come uno dei leader mondiali nel suo settore di nicchia.

Il codice ISIN (IT0005466963) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tassazione semplice e possibile accesso al PIR. Da notare anche il mercato di quotazione: non il listino principale, ma l’Euronext Growth Milan, il segmento dedicato alle piccole e medie imprese, con regole e rischi propri di cui parliamo più avanti.

Che cosa fa Racing Force: i mestieri dietro l’azione

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. I ricavi di Racing Force nascono dalla progettazione, produzione e vendita di dispositivi di sicurezza per le competizioni motoristiche, organizzati attorno ad alcuni marchi distinti:

  • OMP — abbigliamento tecnico (tute, guanti, scarpe), sedili, cinture, rollbar e componenti per l’auto da corsa: il cuore storico del gruppo.
  • Bell Racing — caschi da competizione di fascia alta, indossati da una quota molto elevata dei piloti dei massimi campionati: è il marchio che dà al gruppo grande visibilità.
  • Zeronoise — sistemi di comunicazione audio-video e intercom per i team in pista.
  • Racing Spirit — linea di abbigliamento ispirata al mondo delle corse, rivolta a un pubblico più ampio degli addetti ai lavori.

La forza del gruppo sta nella combinazione tra tecnologia di sicurezza e marchio: i prodotti devono superare omologazioni internazionali severe (per esempio quelle della FIA, la federazione dell’automobilismo), e la presenza nei massimi campionati funziona da vetrina che traina anche le vendite verso piloti amatoriali e appassionati. È un mercato di nicchia, ma con barriere all’ingresso alte: non basta saper produrre, bisogna essere certificati e riconosciuti dal mondo delle corse.

Il gruppo è inoltre fortemente internazionale: vende in molti Paesi e ha sedi all’estero, il che gli dà scala ma lo espone all’andamento dei mercati esteri e al cambio. Per l’azionista, la chiave è che Racing Force non è una scommessa su un singolo prodotto, ma su un portafoglio di marchi legati a un settore — il motorsport — con dinamiche proprie, in parte slegate dal ciclo economico generale.

L’angolo: leader globale di nicchia

L’angolo che rende Racing Force un titolo particolare è il suo essere un leader globale di nicchia: un’azienda piccola se misurata in Borsa, ma con una posizione di primo piano nel proprio segmento mondiale. È un profilo che ha pregi e difetti speculari.

Il pregio è la specializzazione: in un mercato dove contano omologazioni, reputazione e rapporto con i team, una posizione consolidata è difficile da scalzare e protegge i margini. Il difetto è la dimensione del mercato: la nicchia, per definizione, ha confini, e la crescita futura dipende dalla capacità di allargarsi (nuovi prodotti, nuovi sport, nuovi clienti amatoriali) senza perdere il vantaggio competitivo. Per l’azionista questo significa che il titolo va valutato non come una scommessa su grandi volumi, ma sulla solidità e sulla difendibilità di una leadership di settore.

C’è anche un elemento «emotivo» da non sottovalutare: i titoli legati al mondo dei motori attraggono investitori appassionati, e questo può rendere il prezzo più sensibile alle notizie sportive o di settore che ai puri fondamentali. È un fattore in più di cui un investitore consapevole tiene conto: l’umore del mercato non sempre coincide con l’andamento dei conti.

Cos’è l’Euronext Growth Milan

Racing Force non è quotata sul listino principale di Piazza Affari, ma sull’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato dedicato alle piccole e medie imprese in crescita. È un dettaglio che conta per chi investe, perché l’EGM ha regole e caratteristiche diverse dal mercato regolamentato.

Le imprese dell’EGM hanno obblighi informativi più leggeri e una struttura di mercato pensata per società più piccole. Per l’investitore i due aspetti pratici più rilevanti sono la liquidità tipicamente ridotta (gli scambi giornalieri sono limitati, lo spread tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio) e il flottante contenuto (la quota di azioni in mano al pubblico è spesso piccola, perché i fondatori mantengono il controllo). Sul piano fiscale, invece, nulla cambia: dividendi e plusvalenze si tassano come per qualsiasi azione italiana, e molte società EGM sono anzi bersaglio ideale dei PIR proprio perché piccole.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo Racing Force per azione, per esercizio (€)20210.070 €20220.090 €20230.090 €20240.090 €20250.095 €
Dividendo ordinario per azione, per esercizio di competenza (pagato l’anno successivo). Fonte: Borsa Italiana – elenco dividendi per ISIN.

A differenza di molte small cap in fase di sviluppo, Racing Force distribuisce un dividendo ordinario e lo ha fatto con regolarità da quando è quotata. Lo storico delle cedole, tratto dall’elenco dividendi di Borsa Italiana, mostra un importo per azione in lieve e progressiva crescita: 0,07 € per l’esercizio 2021, salito a 0,09 € negli anni successivi e a 0,095 € per l’esercizio 2025, pagato nel 2026.

Sono cifre piccole in valore assoluto, com’è normale per un titolo dal prezzo contenuto: quello che conta, in chiave didattica, è la continuità della distribuzione. Per una società dell’EGM, pagare un dividendo stabile è un segnale di generazione di cassa e di una certa maturità del business. Resta però una regola di fondo: il dividendo di un’azione, a differenza della cedola di un titolo di Stato, non è un obbligo contrattuale e dipende ogni anno dagli utili e dalle decisioni dell’assemblea. Se vuoi capire la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce la crescita del capitale, la mettiamo a confronto in dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che valgono per qualsiasi azione, non solo per Racing Force:

  • Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
  • Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto, tipicamente il giorno lavorativo successivo allo stacco.
  • Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.

Racing Force pubblica ogni anno il calendario con le date precise (storicamente lo stacco cade a maggio, con pagamento pochi giorni dopo). Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Su un titolo poco liquido come quelli dell’EGM, anzi, inseguire la cedola può costare caro in termini di spread.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione: cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale». Trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale Racing Force è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 1.000 azioni Racing Force e incassi il dividendo da 0,095 € ad azione relativo all’esercizio 2025: il lordo è 95 €. La ritenuta del 26% vale 24,70 €, quindi ti restano 70,30 € netti.

Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va in dichiarazione. La ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», quindi è secca e non recuperabile con un’aliquota IRPEF più bassa. Trattandosi di una società italiana non c’è alcuna complicazione da doppia imposizione estera: è uno dei motivi per cui è un titolo «fiscalmente semplice». Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. Le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate.

Su una small cap poco liquida questo aspetto è più importante che su una blue chip: la maggiore volatilità rende più probabile chiudere posizioni sia in guadagno sia in perdita, e saper sfruttare le minusvalenze evita di sprecarle. In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT. I dettagli sono in capital gain al 26% e in compensazione delle minusvalenze.

Ricorda l’asimmetria fiscale che vale per chi compra singole azioni: i dividendi non possono essere usati per recuperare minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. E se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: tenere traccia dei prezzi di carico è essenziale per sapere quanta tassa emergerà alla vendita.

Racing Force dentro un PIR

Racing Force può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di small cap italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una società dell’EGM come Racing Force è proprio il tipo di titolo che riempie quel sotto-vincolo del 30% riservato alle aziende più piccole; esistono inoltre i PIR Alternativi, pensati apposta per le PMI.

Il vantaggio del PIR è doppio su un titolo come questo: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, sia i dividendi sia le plusvalenze sono esenti da imposta. L’esenzione del 26% sulla cedola, anno dopo anno, e quella sull’eventuale rivalutazione possono incidere parecchio su orizzonti lunghi. Attenzione però: il PIR rende l’investimento fiscalmente più efficiente, ma non riduce di un centesimo il rischio del titolo, che su una small cap di nicchia resta elevato.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Racing Force può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Racing Force dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Racing Force dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso all’Euronext Growth Milan (la maggior parte dei broker lo offre, ma è bene verificarlo: alcuni intermediari limitano l’operatività sull’EGM). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005466963 o il ticker RFG e invii un ordine.

Su un titolo poco liquido come questo, l’ordine con limite (in cui fissi il prezzo massimo che sei disposto a pagare) è quasi sempre più prudente dell’ordine «a mercato»: con scambi ridotti, un ordine al meglio può eseguirsi a un prezzo peggiore del previsto. Sui costi guarda le commissioni di negoziazione e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore).

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come Racing Force: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dall’orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sopporti.

Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una small cap di nicchia: se il settore o l’azienda attraversano una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sull’intero mercato o sulle small cap europee — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio. Va detto che gli ETF ampi contengono raramente titoli dell’EGM, quindi su Racing Force la «via ETF» è soprattutto teorica.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite ad alto rischio di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati: una posizione contenuta, di cui conosci bene rischi e fiscalità, accanto a un nucleo più stabile. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi di una small cap di nicchia

Racing Force è una small cap di nicchia quotata sull’EGM. Alla concentrazione tipica di un singolo titolo si somma la bassa liquidità del mercato delle PMI: gli scambi sono ridotti, lo spread può essere ampio e vendere in fretta una posizione grande può essere difficile senza muovere il prezzo.

Oltre al rischio generale di concentrazione, Racing Force porta rischi specifici. Il primo è il rischio di mercato di nicchia: il motorsport è un settore relativamente piccolo, e la crescita dipende dalla capacità di allargare prodotti e clienti senza erodere i margini. Il secondo è la liquidità ridotta e il flottante contenuto dell’EGM: il prezzo può muoversi molto su pochi scambi e reagire in modo brusco alle notizie.

Il terzo è il rischio di cambio e internazionale: vendendo in molti Paesi, i conti risentono dell’andamento delle valute e dei mercati esteri. Il quarto è il rischio di concentrazione del controllo: nelle società dell’EGM i fondatori mantengono spesso una quota ampia, il che dà stabilità ma riduce il peso dei piccoli azionisti. A questi si aggiunge la dipendenza dalla reputazione dei marchi: in un settore dove conta la fiducia di team e piloti, un incidente di immagine può pesare più dei numeri.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più concreto: la possibilità che il valore dell’azione resti sotto il prezzo d’acquisto a lungo, o scenda in modo marcato. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo resta una sola: una posizione su Racing Force va dimensionata in base a quanto saresti sereno se quella parte di portafoglio perdesse valore.

Domande frequenti

Che cosa fa Racing Force?

È un gruppo italiano leader mondiale negli equipaggiamenti di sicurezza per il motorsport: caschi, sedili, tute, cinture e sistemi di comunicazione, con marchi come OMP, Bell Racing e Zeronoise. È quotata sull’Euronext Growth Milan.

Racing Force paga dividendi?

Sì. Distribuisce un dividendo ordinario in lieve crescita: secondo l’elenco di Borsa Italiana è passato da 0,07 € per azione (esercizio 2021) a 0,095 € (esercizio 2025). Il dividendo non è però garantito e dipende ogni anno dagli utili e dall’assemblea.

Quante tasse si pagano sul dividendo Racing Force?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,095 € lordi per azione restano circa 0,070 € netti. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.

Cosa significa che Racing Force è quotata sull'Euronext Growth Milan?

Significa che è scambiata sul mercato dedicato alle piccole e medie imprese, con obblighi informativi più leggeri, liquidità tipicamente ridotta e flottante contenuto. La fiscalità di dividendi e plusvalenze resta però identica a quella delle altre azioni italiane.

Le azioni Racing Force si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una small cap italiana fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario ed è adatta anche ai PIR Alternativi. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi e plusvalenze; il PIR però non riduce il rischio del titolo.

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Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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