Azioni Ratch Group (RATCH): dividendo, ritenuta 10% e netto in Italia
Guida per l’investitore italiano a Ratch Group, blue chip dell’indice SET50: di cosa si occupa, il vantaggio competitivo, i rischi, come acquistarla dall’Italia e come funzionano le tasse sui dividendi di un titolo Thailandia.
In sintesi
Le voci qui sopra riassumono quanto è spiegato per esteso nelle sezioni di questa scheda.
Chi è Ratch Group e cosa fa
Ratch Group è una società di generazione elettrica thailandese che sviluppa e gestisce centrali a gas, carbone e fonti rinnovabili in Thailandia e in altri Paesi asiatici, oltre a investimenti in infrastrutture. Vende energia principalmente attraverso contratti di lungo periodo.
Il settore: Utility
Le utility forniscono elettricità, gas e acqua: ricavi regolati e molto stabili, domanda anelastica, alti dividendi. È il settore difensivo per eccellenza, ma cresce poco ed è sensibile ai tassi (compete con le obbligazioni come fonte di reddito). I rischi: indebitamento elevato, rischio regolatorio e costi della transizione verso le rinnovabili.
Opportunità e rischi
Perché può interessare
È una delle maggiori società quotate Thailandia, parte dell’indice SET50: un titolo grande, liquido e seguito.
Rischio specifico
L’azienda è esposta a un elevato fabbisogno di capitale per nuovi progetti, al rischio regolatorio e alla transizione verso le rinnovabili, che potrebbe ridurre il valore degli asset a fonti fossili.
Tasse su Ratch Group per un investitore italiano
Dividendi
La Thailandia applica una ritenuta del 10% sui dividendi. In Italia si aggiunge il 26%, per un carico complessivo intorno al 33-34%.
Quanto resta di 1.000 € di dividendo
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Dividendo lordo | 1.000 € |
| Ritenuta Thailandia (10%) | −100 € |
| Netto frontiera | 900 € |
| Imposta sostitutiva italiana (26%) | −234 € |
| Netto in tasca | 666 € |
| Carico fiscale complessivo | 33,4% |
Il 26% italiano non si calcola sul dividendo lordo ma sul netto frontiera, cioè su quanto resta dopo la ritenuta estera: le due imposte si sommano a cascata. Per i dividendi esteri tassati con imposta sostitutiva non spetta il credito per le imposte pagate all’estero, quindi la doppia imposizione resta a carico dell’investitore. Se la ritenuta applicata è più alta di quella convenzionale, il netto scende di conseguenza: ogni punto di ritenuta in più vale 7,40 € ogni 1.000 € di dividendo.
Plusvalenze
Il guadagno tra acquisto e vendita è tassato in Italia al 26%; le minusvalenze vanno nello «zainetto fiscale» e si compensano con altre plusvalenze entro 4 anni. Le plusvalenze non sono tassate nel Paese di origine.
Monitoraggio e IVAFE
Le azioni estere su un broker estero vanno nel quadro RW e scontano l’IVAFE (0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta gli adempimenti si semplificano.
Valuta
Il titolo si scambia in baht thailandese: per un investitore in euro conta anche il rapporto di cambio con l’euro.
Come comprare le azioni Ratch Group dall’Italia
Serve un broker che dia accesso a Borsa di Bangkok (SET) (cerca il ticker RATCH). Verifica le commissioni, il cambio se operi in baht thailandese e — punto spesso trascurato — come l’intermediario gestisce la ritenuta estera sui dividendi. Molti broker permettono di comprare anche frazioni di azione.
Azioni Ratch Group o un ETF?
Il singolo titolo punta su una sola azienda; un ETF ne contiene centinaia, diluendo il rischio. Ratch Group è in genere già presente negli ETF azionari globali (MSCI World o ACWI) o nell’indice SET50.
Domande frequenti su Ratch Group
Quanto si pagano di tasse sui dividendi di Ratch Group?
Ritenuta thailandese 10%, più 26% in Italia: circa 33-34% complessivo. Le plusvalenze sono tassate solo in Italia al 26%.
Posso comprare Ratch Group dall’Italia?
Sì, con un broker che dia accesso a Borsa di Bangkok (SET) (ticker RATCH). Spesso si possono comprare anche frazioni di azione.
Devo dichiararla nel quadro RW?
Sì se la detieni su un broker estero (IVAFE 0,2%); con un intermediario italiano sostituto d’imposta in genere no.
Titoli e approfondimenti collegati
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Riferimenti normativi e fonti ufficiali
Il trattamento fiscale descritto in questa scheda discende dalle norme qui sotto. Le aliquote di ritenuta del Paese della fonte sono quelle indicate nella sezione sui dividendi; per il quadro d’insieme vedi la guida tassazione dei dividendi italiani ed esteri.
- TUIR — D.P.R. 917/1986 — redditi di capitale e redditi diversi di fonte estera
- D.L. 167/1990 — monitoraggio fiscale: quadro RW e IVAFE
- MEF — testi delle convenzioni contro le doppie imposizioni
- Agenzia delle Entrate — istruzioni ai modelli dichiarativi
