Approfondimento

Azioni Saccheria Franceschetti (SAC): cosa fa, dividendi e fiscalità

in
Azioni Saccheria Franceschetti (SAC): cosa fa, dividendi e fiscalità
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 14 Giugno 2026

Saccheria Franceschetti (SAC): imballaggi, dividendi e tasse, spiegati

Saccheria F.lli Franceschetti è una piccola società bresciana quotata su Euronext Growth Milan, leader italiano nel packaging industriale in rafia di polipropilene: i grandi sacconi «big bag» e i teli che trasportano e proteggono merci alla rinfusa. Questa scheda non ti dice se comprarla: ti spiega che cosa fa, come paga il dividendo, come viene tassato e quali rischi corri con una micro-cap del segmento EGM.

  • Settore: packaging industriale · rafia di polipropilene (big bag, sacchi, teli)
  • Dividendo ordinario distribuito ogni anno dall’IPO
  • ISIN IT0005521551 · ticker SAC · Euronext Growth Milan
  • Sede a Provaglio d’Iseo (BS) → ritenuta italiana del 26% + PIR possibile

Dati aggiornati al 14 giugno 2026. Fonti: Borsa Italiana – Euronext Growth Milan (elenco dividendi per ISIN) e comunicati societari/Investor Relations. Contenuto informativo: non è una raccomandazione.

Saccheria Franceschetti è un caso di scuola perfetto per imparare a leggere una micro-cap industriale del segmento Euronext Growth Milan: un’azienda di nicchia, con un mestiere concreto e poco glamour, che però distribuisce con regolarità una cedola. È molto diversa da una blue chip: piccola, poco liquida, ma con conti solidi e una politica di dividendo che cresce nel tempo.

Qui la usiamo per spiegare concetti validi per qualsiasi azione italiana di piccola taglia: come si legge la storia di un dividendo, come funziona lo stacco della cedola, come si tassa un dividendo e una plusvalenza, e perché una small/micro-cap come questa è uno dei bersagli naturali dei PIR. Niente giudizi di valore né target di prezzo: solo gli strumenti per ragionare con la tua testa.

Carta d’identità: Saccheria Franceschetti in breve

DenominazioneSaccheria F.lli Franceschetti S.p.A.
TickerSAC (Euronext Growth Milan)
ISINIT0005521551
MercatoEuronext Growth Milan (EGM, il mercato delle PMI)
SettorePackaging industriale · rafia di polipropilene
Sede e domicilio fiscaleProvaglio d’Iseo (Brescia), Italia
In Borsa daldicembre 2022 (quotazione su EGM)

Saccheria F.lli Franceschetti è un’azienda familiare bresciana, con sede a Provaglio d’Iseo, attiva nel packaging industriale in tessuto di rafia di polipropilene. In parole semplici produce i grandi sacconi «big bag» (i contenitori flessibili che trasportano sabbia, cemento, granaglie, materie plastiche alla rinfusa), i sacchi pesanti e i teli tecnici usati nell’industria, nell’edilizia e nell’agricoltura. È considerata leader del mercato italiano del settore e figura tra i principali operatori europei dei big bag.

Il codice ISIN (IT0005521551) è la «targa» internazionale del titolo: il riferimento da usare nel tuo home banking o nella piattaforma del broker, più affidabile del solo nome. Il prefisso «IT» segnala una cosa che pesa sulla fiscalità: è una società italiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di tassazione semplice (niente doppia imposizione estera) e di possibile accesso al PIR. Il fatto che sia quotata su Euronext Growth Milan, e non sul mercato principale, è invece l’elemento che ne definisce il profilo di rischio, come vediamo più avanti.

Che cosa fa Saccheria Franceschetti: i mestieri dietro l’azione

Per capire un’azione bisogna capire da dove arrivano i suoi soldi. Saccheria Franceschetti vive di un mestiere semplice e concreto: trasformare la rafia di polipropilene in imballaggi robusti per uso industriale. I suoi ricavi nascono soprattutto da:

  • Big bag — i grandi contenitori flessibili (FIBC) che movimentano materiali sfusi: cemento, inerti, prodotti chimici, granaglie, materie plastiche. È il cuore del business e la nicchia in cui l’azienda è più forte sul mercato italiano ed europeo.
  • Sacchi e teli tecnici — sacchi pesanti, teli di copertura e altri manufatti in rafia per edilizia, agricoltura e logistica.
  • Prodotti complementari e commercializzati — articoli di packaging acquistati e rivenduti, che completano l’offerta verso i clienti industriali.

È un business «da economia reale»: dipende dai volumi dell’industria e dell’edilizia, dal prezzo del polipropilene (la materia prima derivata dal petrolio) e dalla concorrenza dei produttori esteri, spesso a basso costo. Per l’azionista significa che i margini possono oscillare con il costo della plastica e con il ciclo industriale: quando le fabbriche e i cantieri vanno, servono più imballaggi; quando rallentano, la domanda cala.

La forza dell’azienda sta nella specializzazione: in una nicchia poco affollata, una piccola società italiana può difendere quote di mercato grazie alla qualità, alla rapidità e al servizio, là dove i grandi gruppi generalisti non arrivano. Il rovescio della medaglia è la dimensione ridotta: con ricavi nell’ordine di poche decine di milioni, è un’impresa che non ha la scala di una multinazionale e resta più esposta agli shock di mercato. Su questi aspetti torniamo nella sezione sui rischi.

Perché è una micro-cap EGM

Saccheria Franceschetti è quotata su Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese in crescita. Non è un dettaglio tecnico: è l’elemento che più definisce il profilo del titolo per chi investe.

EGM è un mercato con regole semplificate rispetto al listino principale (Euronext Milan): permette anche a società molto piccole di quotarsi, ma in cambio offre meno liquidità, meno copertura da parte degli analisti e una minore quantità di informazioni obbligatorie. Per l’azionista questo significa due cose. La prima è che comprare e vendere può essere più difficile: gli scambi giornalieri sono ridotti e lo «spread» tra prezzo di acquisto e di vendita può essere ampio. La seconda è che il titolo può muoversi molto su pochi scambi, con una volatilità più alta della media. Saccheria Franceschetti, con una capitalizzazione nell’ordine di poche decine di milioni di euro, è una vera micro-cap: il rovescio della medaglia della sua specializzazione è proprio questa fragilità di mercato.

Storia e politica dei dividendi

Dividendo ordinario Saccheria Franceschetti per azione (€)20230.041 €20240.042 €20250.061 €20260.030 €
Dividendo ordinario per azione, anno di stacco. Nel gennaio 2024 fu distribuito anche un dividendo straordinario di 0,043 €. Fonte: Borsa Italiana – elenco dividendi per ISIN.

Fin dalla quotazione, Saccheria Franceschetti ha distribuito ogni anno un dividendo ordinario, segno di un’azienda che genera cassa e sceglie di remunerare i soci. In più, a inizio 2024, ha pagato anche un dividendo straordinario di 0,043 € per azione: una distribuzione una tantum, decisa in aggiunta a quella ordinaria, che non va confusa con la politica di dividendo «di base». La differenza è importante: il dividendo ordinario riflette gli utili ricorrenti, quello straordinario è un evento eccezionale che può non ripetersi.

Attenzione a non leggere la cedola come una rendita garantita. Su una micro-cap industriale, l’importo del dividendo dipende dagli utili dell’anno e dalle decisioni del consiglio, e può variare sensibilmente da un esercizio all’altro: anno con utili più alti, cedola più ricca; anno difficile, cedola più magra o assente. A differenza della cedola di un titolo di Stato, il dividendo di un’azione non è un obbligo contrattuale. Un rendimento da dividendo molto elevato, anzi, va guardato con prudenza: a volte è il segnale di un prezzo sceso troppo, non di un affare. È il fenomeno della «dividend trap». Per la logica di chi punta sulle cedole rispetto a chi preferisce far crescere il capitale, vedi dividendi o accumulazione.

Stacco, record date e pagamento: come funziona

Per incassare un dividendo non basta «possedere l’azione»: conta possederla nei giorni giusti. Il calendario di ogni cedola ruota intorno a tre date che valgono per qualsiasi azione, non solo per Saccheria Franceschetti:

  • Data di stacco (ex-date) — il giorno in cui l’azione comincia a quotare «senza» il dividendo. Da quel momento il prezzo si abbassa, in teoria, di un importo pari alla cedola: non esiste un «trucco» per incassare il dividendo e rivendere subito guadagnandoci.
  • Record date — il giorno in cui si fotografa chi sono gli azionisti aventi diritto, di norma il giorno lavorativo successivo allo stacco.
  • Data di pagamento — il giorno in cui il denaro arriva sul conto, già al netto della ritenuta del 26%.

Le date precise vengono pubblicate ogni anno dalla società. Il punto da ricordare è concettuale: comprare un’azione il giorno prima dello stacco solo «per prendere il dividendo» non crea valore, perché il prezzo si aggiusta da solo. Su un titolo poco liquido come questo, anzi, inseguire la cedola può essere controproducente, perché entrare e uscire in fretta ha costi di spread più alti.

Quanto rende il dividendo e come si tassa

Il rendimento da dividendo (dividend yield) si calcola dividendo la cedola annua per il prezzo dell’azione. È un valore che cambia ogni giorno con il prezzo, quindi qui non ne diamo uno «ufficiale»: trovi la formula spiegata passo-passo nella guida al rendimento da dividendi.

Sul piano fiscale Saccheria Franceschetti è semplice, perché è una società italiana: il dividendo incassato tramite un intermediario italiano sconta una ritenuta a titolo d’imposta del 26%, applicata direttamente dalla banca o dal broker. Non devi dichiarare nulla e ricevi l’importo già netto.

Esempio. Possiedi 1.000 azioni e incassi un dividendo di 0,061 € ad azione: il lordo è 61 €. La ritenuta del 26% vale 15,86 €, quindi ti restano 45,14 € netti. Lo stesso meccanismo si applica a qualsiasi cedola, ordinaria o straordinaria.

Il meccanismo si chiama «sostituto d’imposta»: l’intermediario trattiene il 26% e lo versa allo Stato al posto tuo, così il dividendo non concorre al tuo reddito IRPEF e non va riportato in dichiarazione. È un vantaggio di semplicità, ma ha un risvolto: poiché la ritenuta è «a titolo d’imposta» e non «d’acconto», non puoi recuperarla nemmeno se hai un’aliquota IRPEF più bassa. Il 26% è secco, uguale per tutti. Per il quadro completo vedi la tassazione dei dividendi.

Plusvalenze: la tassa se vendi in guadagno

Se un giorno vendi le azioni a un prezzo più alto di quello d’acquisto, la differenza è una plusvalenza e viene tassata al 26%, come il dividendo. La buona notizia è che le plusvalenze su azioni rientrano tra i «redditi diversi» e quindi possono essere compensate con le minusvalenze (le perdite) realizzate su altri titoli, fino al quarto anno successivo a quello in cui le hai realizzate.

Questo aspetto è particolarmente importante su una micro-cap volatile come questa: se dovessi venderla in perdita, quella minusvalenza non andrebbe sprecata, ma potrebbe abbattere guadagni futuri su altri titoli. In «regime amministrato» è la banca a calcolare e versare l’imposta e a gestire le minusvalenze; in «regime dichiarativo» riporti tutto nel quadro RT (vedi capital gain al 26% e compensazione delle minusvalenze).

C’è un’asimmetria fiscale utile da conoscere: i dividendi non possono essere usati per recuperare le minusvalenze, mentre le plusvalenze sì. Se hai accumulato perdite in passato, le abbatti solo vendendo altri titoli in guadagno, non incassando cedole. Ricorda infine che, se compri in più momenti a prezzi diversi, il guadagno si calcola sul costo medio ponderato: su un titolo poco liquido che si è tentati di accumulare a piccole dosi, tenere traccia dei prezzi di carico è ancora più importante.

Saccheria Franceschetti dentro un PIR: il sotto-vincolo del 30%

Saccheria Franceschetti può stare in un PIR? Sì, ed è qui che la sua natura di micro-cap italiana diventa un possibile vantaggio fiscale. Un Piano Individuale di Risparmio «ordinario» deve investire almeno il 70% in strumenti di imprese italiane, e di quel 70% almeno il 30% in società non incluse nel FTSE MIB. Una piccola società quotata su EGM, lontanissima dal paniere delle big, è proprio il tipo di titolo che riempie quel sotto-vincolo del 30% riservato alle aziende più piccole. Esistono anche i PIR Alternativi, pensati proprio per le PMI non quotate sul mercato principale.

Il vantaggio del PIR è notevole: se mantieni l’investimento per almeno 5 anni, le plusvalenze e i dividendi sono esenti da imposta. Su un titolo che paga ogni anno una cedola, l’esenzione del 26% ripetuta per anni può incidere parecchio, e lo stesso vale per l’eventuale rivalutazione del titolo. Attenzione però: il PIR rende l’investimento più efficiente sul piano fiscale, ma non riduce di un centesimo il rischio di una micro-cap, che qui è elevato.

Lo strumento ha regole stringenti: tetti annui e complessivi agli importi, il vincolo dei 5 anni (vendere prima fa decadere i benefici) e va aperto presso un intermediario che offra il «contenitore» PIR. Non è un modo per detenere una sola azione, ma una cornice fiscale entro cui Saccheria Franceschetti può convivere con altri titoli italiani. Vantaggi e limiti nella guida ai PIR.

Come si compra Saccheria Franceschetti dall’Italia

Come si compra dall’Italia

Per comprare azioni Saccheria Franceschetti dall’Italia ti serve un conto titoli presso una banca o un broker con accesso a Euronext Growth Milan (la maggior parte lo offre, ma è bene verificarlo: non tutti danno accesso a tutte le micro-cap EGM). Cerchi il titolo con l’ISIN IT0005521551 o il ticker SAC e invii un ordine. Su un titolo poco liquido come questo, l’ordine «con limite» (in cui fissi il prezzo massimo che sei disposto a pagare) è quasi sempre più prudente di quello «a mercato», perché ti protegge dalle escursioni di prezzo su pochi scambi.

Sui costi guarda due voci: le commissioni di negoziazione del broker e l’imposta di bollo sul deposito titoli (0,2% annuo sul controvalore). E tieni a mente lo spread tra denaro e lettera: su una micro-cap può essere ampio, e rappresenta un costo implicito di ogni operazione.

Azione singola o ETF: come decidere il peso

È la domanda che si pone chiunque guardi un titolo come questo: meglio la singola azione o un ETF che la contiene insieme a tante altre? Non c’è una risposta universale, e non è una risposta che possiamo darti noi: dipende dai tuoi obiettivi, dal tuo orizzonte e da quanta concentrazione e rischio sei disposto a sopportare. Possiamo però mettere in fila le differenze che contano.

Con la singola azione scegli esattamente l’azienda su cui puntare, incassi il suo dividendo specifico e non paghi commissioni di gestione annue. In cambio concentri tutto su un solo titolo, per di più una micro-cap poco liquida: se Saccheria Franceschetti attraversa una fase difficile, non c’è nulla in portafoglio che compensi. Con un ETF — per esempio sull’intero mercato o sulle small cap italiane — possiedi una piccola fetta di molte società: rinunci alla scommessa mirata e paghi un piccolo costo annuo (il TER), ma diluisci il rischio del singolo emittente.

Una via di mezzo molto usata è considerare la singola azione come una quota satellite, una posizione piccola e ad alto rischio, di un portafoglio che ha al centro fondi diversificati. Su una micro-cap EGM questa logica è quasi obbligata. Per ragionare sul peso e sulla dimensione di un titolo vedi large, mid e small cap; per leggere i conti di un’azienda, l’analisi fondamentale.

I rischi di una micro-cap EGM

Saccheria Franceschetti è una micro-cap del segmento EGM. È un titolo piccolo e poco liquido: gli scambi sono ridotti, lo spread può essere ampio e il prezzo può muoversi bruscamente su poche operazioni. È un profilo di rischio molto diverso da quello di una blue chip.

Oltre al rischio di liquidità tipico dell’EGM, Saccheria Franceschetti ha rischi specifici del suo mestiere. Il primo è il costo della materia prima: il polipropilene deriva dal petrolio, e un suo rincaro comprime i margini se non si riesce a scaricarlo sui prezzi di vendita. Il secondo è la concorrenza internazionale, spesso a basso costo, in un settore dove l’imballaggio è un prodotto in parte standardizzato.

Il terzo è la ciclicità: la domanda di big bag e imballaggi segue l’andamento dell’industria, dell’edilizia e dell’agricoltura, e cala quando l’economia rallenta. Il quarto è quello legato alla dimensione: una piccola azienda ha meno cuscinetti di una grande di fronte a uno shock, e una perdita di pochi clienti rilevanti può pesare molto. A questi si aggiunge il fatto che il capitale è concentrato nella famiglia di riferimento, con i pro (continuità) e i contro (minore contendibilità) del caso.

Tutti questi fattori si sommano al rischio più concreto: il prezzo di un’azione oscilla ogni giorno e può restare sotto il valore d’acquisto per anni, e su una micro-cap le escursioni possono essere violente. Per ragionare sul peso da dare a un singolo titolo vedi large, mid e small cap. La regola di fondo, qui più che mai, è una sola: investi su Saccheria Franceschetti solo la parte di portafoglio che saresti sereno di vedere oscillare bruscamente, o perdere.

Domande frequenti

Che cosa fa Saccheria Franceschetti?

È una società bresciana quotata su Euronext Growth Milan, leader italiano nel packaging industriale in rafia di polipropilene: produce big bag (i grandi contenitori flessibili per merci alla rinfusa), sacchi pesanti e teli tecnici per industria, edilizia e agricoltura.

Saccheria Franceschetti paga dividendi?

Sì. Dalla quotazione del 2022 ha distribuito ogni anno un dividendo ordinario, in alcuni esercizi crescente, e nel gennaio 2024 anche un dividendo straordinario di 0,043 € per azione. L’importo dipende dagli utili dell’anno e non è garantito.

Quante tasse si pagano sul dividendo Saccheria Franceschetti?

Il 26%, trattenuto direttamente dall’intermediario italiano come ritenuta a titolo d’imposta. Su 0,061 € lordi per azione ti restano circa 0,045 € netti. Essendo una società italiana, non c’è doppia imposizione estera.

Le azioni Saccheria Franceschetti si possono mettere in un PIR?

Sì. Essendo una micro-cap italiana quotata su EGM e fuori dal FTSE MIB, riempie il sotto-vincolo del 30% di un PIR ordinario ed è adatta anche ai PIR Alternativi. Detenuta 5 anni beneficia dell’esenzione fiscale su dividendi e plusvalenze. Il PIR però non riduce il rischio del titolo.

Quali sono i rischi delle azioni Saccheria Franceschetti?

È una micro-cap del segmento EGM: poco liquida, volatile, con scambi ridotti e spread ampio. A questo si aggiungono il costo del polipropilene, la concorrenza internazionale, la ciclicità della domanda industriale e la dimensione contenuta dell’azienda.

Esplora il settore

Questa è una delle schede del settore Industria e meccanica: vedi tutte le aziende del comparto a confronto, con dividendi e fiscalità.

Azioni · Industria e meccanica · Indice «Azioni e dividendi»

Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e didattiche e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale, né una raccomandazione o un invito a comprare o vendere il titolo. Non contiene giudizi di valutazione, target di prezzo o segnali operativi. I dati societari e i dividendi sono tratti da fonti ufficiali alla data indicata e possono variare nel tempo: verifica sempre i documenti aggiornati dell’emittente e di Borsa Italiana prima di qualsiasi decisione. Investire in singole azioni comporta rischi elevati, inclusa la possibile perdita del capitale.
AM
Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

Scopri di più → · LinkedIn

Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.