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Bonus verde 2026: detrazione 36% per giardini e terrazzi

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Marzo 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Bonus verde 2026: detrazione 36% per giardini e terrazzi

Il bonus verde permette di detrarre il 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree private pertinenziali ad edifici esistenti. L’agevolazione si applica anche a terrazzi, balconi e coperture verdi, nonché all’installazione di impianti di irrigazione e alla realizzazione di pozzi. Il limite di spesa è di 5.000 euro per unità immobiliare, con una detrazione massima di 1.800 euro ripartita in dieci anni.

  • Detrazione 36% su massimo 5.000 euro di spesa
  • Giardini, terrazzi, balconi, coperture verdi e impianti irrigazione
  • Detrazione massima: 1.800 euro in dieci anni
  • Non ammessa la manutenzione ordinaria del verde

1. Cos’è il bonus verde e base normativa

Il bonus verde è disciplinato dall’art. 1, commi 12-15, della L. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), che ha introdotto una detrazione IRPEF del 36% delle spese sostenute per interventi di sistemazione a verde. La Legge di Bilancio 2026 ne ha confermato la proroga per il periodo d’imposta 2026, mantenendo le stesse condizioni e lo stesso massimale di spesa detraibile pari a 5.000 euro per unità immobiliare.

La ratio dell’agevolazione è incentivare il verde urbano privato, contribuendo alla riduzione dell’impatto termico degli edifici, alla gestione delle acque meteoriche e al miglioramento della qualità dell’aria. Non si tratta di un bonus edilizio in senso stretto: non è necessario un titolo abilitativo per accedervi, ma le spese devono essere documentate da fattura e pagate con modalità tracciata.

In sintesi. Il bonus verde vale il 36% su massimo 5.000 euro di spesa, con un risparmio IRPEF massimo di 1.800 euro ripartito in dieci anni (180 euro/anno). È tra le agevolazioni fiscali meno conosciute, ma facilmente accessibile anche per piccoli interventi su balconi e terrazzi.

Possono fruire del bonus i contribuenti IRPEF (persone fisiche) che possiedono o detengono l’immobile a qualsiasi titolo (proprietà, usufrutto, locazione, comodato), a condizione che le spese siano effettivamente sostenute e documentate. Il bonus non è accessibile a soggetti IRES (società di capitali, enti) per immobili strumentali o patrimonio immobiliare societario.

2. Interventi ammissibili, limiti e condizioni

L’Agenzia delle Entrate ha precisato, con la circolare n. 17/E del 2018, quali interventi rientrano nel perimetro del bonus verde:

Intervento ammissibile Limite spesa Detrazione max
Sistemazione a verde di aree scoperte private (giardini) 5.000 € 1.800 €
Realizzazione di giardini pensili e coperture a verde 5.000 € 1.800 €
Sistemazione di terrazzi e balconi a verde 5.000 € 1.800 €
Impianti di irrigazione (inclusa realizzazione di pozzi) 5.000 € 1.800 €
Fornitura e messa a dimora di piante o arbusti 5.000 € 1.800 €

Non rientrano nel bonus verde le spese di manutenzione ordinaria del giardino esistente (taglio dell’erba, potatura annuale, trattamenti fitosanitari ricorrenti, concimazione). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’agevolazione riguarda interventi di “sistemazione”, non la manutenzione corrente. Allo stesso modo, non sono agevolabili: la semplice messa a dimora di piante in vasi mobili (che non costituiscono pertinenza stabile), i pergolati senza elementi vegetali, i movimenti di terra non finalizzati alla sistemazione a verde.

La detrazione va ripartita obbligatoriamente in dieci quote annuali di pari importo. Non è possibile recuperarla in un’unica soluzione né cederla a terzi. Il massimale di 5.000 euro riguarda il singolo contribuente per ciascuna unità immobiliare: in caso di coniugi comproprietari, ciascuno può detrarre le spese da lui sostenute, ma il totale non può superare 5.000 euro per immobile.

3. Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 — Rifacimento giardino con impianto di irrigazione

Stefano possiede una villetta con giardino di 200 mq a Monza. Nel 2026 decide di riqualificare completamente l’area verde: abbattimento di alberi pericolosi, modellazione del terreno, posa di nuovo prato a rotoli, messa a dimora di 8 arbusti da siepe, installazione di impianto di irrigazione automatica. Costo totale: 4.800 euro (fatturato da giardiniere abilitato). Spesa entro massimale; detrazione: 4.800 × 36% = 1.728 euro in dieci anni (172,80 euro/anno).

Esempio 2 — Terrazzo al quinto piano, verde e irrigazione

Paola abita in un appartamento con terrazzo di 40 mq a Milano. Nel 2026 affida a un’impresa la progettazione e realizzazione di un giardino pensile: fioriere in muratura, substrato drenante, piante tappezzanti e sistema di irrigazione a goccia. Costo: 5.500 euro. Il massimale è 5.000 euro, quindi la spesa agevolabile è 5.000 euro; detrazione: 5.000 × 36% = 1.800 euro in dieci anni (180 euro/anno). I 500 euro eccedenti non sono detraibili.

Rispetto ad altri bonus edilizi, il vantaggio fiscale del bonus verde è più contenuto (1.800 euro massimi contro i 48.000 del sismabonus). Tuttavia, la sua accessibilità è molto alta: non richiede titoli abilitativi, non impone il bonifico “parlante” e si applica anche a interventi modesti su terrazzi e balconi. Per chi vuole valorizzare il proprio immobile con il verde, è un’agevolazione da considerare nella pianificazione fiscale annuale.

4. Documentazione e adempimenti

Per fruire del bonus verde è necessario conservare e presentare in caso di controllo: le fatture dei fornitori (giardinieri, vivai, imprese di paesaggistica) con la descrizione delle prestazioni eseguite e dei materiali forniti; le ricevute dei pagamenti effettuati con strumenti tracciati (bonifico, carta di debito o credito). A differenza di altri bonus edilizi, per il bonus verde non è obbligatorio il bonifico “parlante” con ritenuta: è sufficiente un pagamento bancario tracciato ordinario.

La detrazione si inserisce nel quadro E del modello 730 o nel quadro RP del modello Redditi PF, alla voce “Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per misure antisismiche”. Occorre conservare la documentazione per almeno cinque anni dalla data di presentazione della dichiarazione in cui si inserisce la detrazione, poiché l’Agenzia delle Entrate può richiedere i giustificativi in caso di controllo documentale.

Condomini. Anche le parti comuni condominiali a verde (giardini condominiali, aree verdi dei cortili) rientrano nel bonus. In questo caso, il limite di 5.000 euro si applica per ciascun condomino in proporzione alla sua quota millesimale di partecipazione alla spesa condominiale. L’amministratore deve attestare la spesa sostenuta dal condominio e la quota attribuita a ciascun condomino.

Il bonus verde non è cumulabile con il Superbonus o con altre agevolazioni per le medesime spese. Può invece coesistere con altri bonus edilizi se riferito a spese distinte: ad esempio, il bonus verde per il giardino e la detrazione per ristrutturazione edilizia per i lavori interni alla stessa unità immobiliare. Per una pianificazione complessiva degli interventi edilizi, si rimanda alla guida sul Superbonus 2026.

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Anche agevolazioni apparentemente semplici come il bonus verde nascondono dettagli che possono invalidare la detrazione. Un commercialista verifica l’ammissibilità degli interventi e ottimizza l’inserimento in dichiarazione.

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Domande frequenti

La potatura annuale degli alberi rientra nel bonus verde?

No. La manutenzione ordinaria del verde — incluse la potatura ricorrente, il taglio del prato e i trattamenti fitosanitari — non è agevolabile. Il bonus verde riguarda interventi di sistemazione, trasformazione e installazione di nuovi elementi a verde, non la gestione corrente del giardino già esistente.

I vasi in terrazzo rientrano nel bonus verde?

Solo in parte. I vasi mobili (che non costituiscono pertinenza stabile dell’immobile) non rientrano nell’agevolazione. Possono invece rientrare le fioriere in muratura o in materiale fisso installate stabilmente sul terrazzo, inclusi il substrato, le piante e il sistema di irrigazione.

Il bonus verde si applica anche ai giardini condominiali?

Sì. Le spese per la sistemazione a verde di aree comuni condominiali rientrano nel bonus. Ogni condomino può detrarre la propria quota millesimale di spesa, nel rispetto del massimale individuale di 5.000 euro. L’amministratore condominiale deve certificare la spesa e la quota attribuita a ciascun condomino.

Serve un professionista per accedere al bonus verde?

No, non è richiesto un progettista o un titolo edilizio. È però necessario che i lavori siano eseguiti da un’impresa o da un professionista del settore (giardiniere, paesaggista), che emetta regolare fattura. La prestazione deve essere documentata e il pagamento effettuato con strumento tracciato.

Il bonus verde è cumulabile con il Superbonus?

Non per le stesse spese. Se un intervento è già coperto dal Superbonus (es. riqualificazione energetica dell’edificio che include coperture a verde), non si può applicare anche il bonus verde sulle stesse voci di costo. Tuttavia, se le spese a verde riguardano aree o interventi distinti rispetto a quelli coperti dal Superbonus, le due agevolazioni possono coesistere su spese diverse.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.