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Donazione denaro tra parenti 2026: limiti, tracciabilità

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 6 Maggio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Donazione denaro tra parenti 2026: limiti, tracciabilità

Trasferire denaro a figli, nipoti o altri parenti è un’operazione comune ma con implicazioni giuridiche e fiscali spesso sottovalutate. La donazione di denaro di valore superiore alla modica entità richiede l’atto notarile, anche se non lo richiede la prassi bancaria. Bonifici non documentati possono generare accertamenti fiscali o contestazioni ereditarie.

  • Donazioni di modica entità: quando non serve il notaio
  • Soglia dei 5.000 euro e giurisprudenza della Cassazione
  • Tracciabilità bancaria e rischi da accertamento fiscale
  • Imputazione alla successione futura

1. La donazione di denaro: quando serve il notaio

La donazione è definita dall’art. 769 c.c. come il contratto con cui una parte arricchisce l’altra per spirito di liberalità. In linea generale, anche la donazione di denaro richiederebbe l’atto pubblico notarile ai sensi dell’art. 782 c.c. Tuttavia, l’art. 783 c.c. introduce l’eccezione della donazione di modica entità: le donazioni di modico valore, tenuto conto delle condizioni economiche del donante, sono valide anche senza atto formale.

Il concetto di modica entità è relativo e non esiste una soglia legale fissa. La giurisprudenza ha elaborato criteri di riferimento. La Corte di Cassazione (Cass. Civ. n. 18725/2017) ha chiarito che la modicidadà va valutata in relazione alle condizioni economiche del donante al momento della donazione: una donazione di 5.000 euro può essere modica per un soggetto con reddito elevato, ma non per uno con reddito modesto.

Soglia di riferimento pratico. Nella prassi professionale e bancaria, si tende a considerare modiche le donazioni fino a 5.000-7.000 euro, con bonifico documentato e causale chiara. Per importi superiori, pur in assenza di un obbligo legale assoluto, è raccomandabile l’atto notarile per tutelare il donatario in caso di contestazioni.

Donazioni frequenti e frazionate

Un aspetto spesso trascurato è il frazionamento delle donazioni. Più bonifici di importo modico effettuati con cadenza regolare potrebbero essere requalificati dall’Agenzia delle Entrate come un’unica donazione di importo superiore. Se le operazioni sono continuative e il totale supera soglie significative, è prudente documentare la natura delle singole erogazioni (per es. mantenimento di un figlio agli studi, rimborso spese) per distinguerle da una donazione formale.

2. Aliquote, franchigie e tracciabilità fiscale 2026

Le donazioni di denaro sono soggette alle stesse aliquote e franchigie previste per le successioni:

Beneficiario Aliquota Franchigia Note
Coniuge / unito civile 4% 1.000.000 € Unica e cumulativa con successione
Figli e discendenti 4% 1.000.000 € Per ciascun figlio
Fratelli e sorelle 6% 100.000 € Per ciascun fratello/sorella
Altri parenti entro il 4° grado 6% nessuna Aliquota sull’intero importo
Estranei 8% nessuna Aliquota sull’intero importo

Tracciabilità e accertamenti bancari

Le movimentazioni bancarie sono accessibili all’Agenzia delle Entrate tramite l’archivio dei rapporti finanziari. Bonifici di importo rilevante ricevuti da parenti senza causale chiara possono essere oggetto di accertamento come reddito non dichiarato del beneficiario (art. 32 DPR 600/1973, che presume tassabili i versamenti non giustificati). Il modo corretto per documentare una donazione è inserire nella causale del bonifico la dicitura “donazione da [nome donante] a [nome donatario]” e conservare la documentazione.

3. Esempi pratici di trasferimenti di denaro

Esempio 1 — Genitore dona 60.000 euro al figlio per acquisto prima casa

Situazione: il genitore effettua un bonifico di 60.000 euro al figlio come contributo all’acquisto della prima casa.
Imposta di donazione: 0 euro (60.000 euro ben al di sotto della franchigia di 1.000.000 euro).
Obbligo notarile: la somma supera la modica entità; sarebbe consigliabile un atto notarile (o almeno una scrittura privata autenticata) per documentare formalmente la liberalità.
Effetto successorio: la donazione sarà soggetta a collazione al momento della successione del genitore (art. 737 c.c.), riducendo la quota ereditaria del figlio beneficiario a meno che il genitore non lo dispensi espressamente.
Accortezza pratica: il notaio che rogita il rogito d’acquisto della casa chiederà la provenienza delle somme. Un bonifico documentato come donazione dal genitore è la risposta più trasparente.

Esempio 2 — Nonno dona 200.000 euro al nipote

Situazione: un nonno (75 anni, buone condizioni economiche) trasferisce 200.000 euro al nipote per spirito di liberalità.
Grado di parentela: il nipote è parente in linea retta (figlio del figlio).
Franchigia: 1.000.000 euro (parente in linea retta).
Imposta di donazione: 0 euro (200.000 euro sotto franchigia).
Atto notarile: raccomandato per importo non modico. Costo stimato onorario notarile: 800-1.200 euro.
Collazione: il nipote che riceve per donazione diretta dal nonno, e che poi eredita dal nonno per rappresentazione (se il padre è premorto), deve conferire la donazione alla massa ereditaria.

4. Imputazione e collazione nella successione

Le donazioni di denaro effettuate in vita dal futuro de cuius a favore dei propri eredi sono soggette alle stesse regole di imputazione e collazione che si applicano a tutte le donazioni. Questo significa che al momento della successione, il figlio che ha ricevuto 200.000 euro di donazione sarà tenuto a conferire quella somma alla massa ereditaria fittizia, per il calcolo delle quote spettanti a ciascun erede.

Dispensa dalla collazione

Il donante può dispensare il donatario dalla collazione, indicandolo espressamente nell’atto di donazione o nel testamento. La dispensa dalla collazione non pregiudica però i diritti dei legittimari alla quota di legittima: se la donazione ha leso la legittima degli altri eredi, questi possono comunque agire con l’azione di riduzione. La dispensa dalla collazione opera solo nella quota disponibile.

Registrazione delle donazioni di denaro

Le donazioni di importo superiore alla modica entità andrebbero registrate all’Agenzia delle Entrate se formalmente documentate con atto notarile. In assenza di atto notarile (per importi che si ritengono di modica entità), non vi è obbligo di registrazione. Tuttavia, in sede di dichiarazione di successione, le donazioni rilevanti ricevute in vita dai coeredi devono essere indicate per il calcolo delle quote e dell’eventuale imputazione.

Consiglio. Per donazioni di denaro superiori a 10.000 euro è prudente ricorrere a un atto notarile di liberalità, indicare chiaramente nella causale del bonifico la natura donativa, e conservare documentazione scritta dell’operazione. Questo protegge sia il donante (da contestazioni post mortem) sia il donatario (da accertamenti fiscali come reddito non dichiarato). Per il quadro fiscale completo si rinvia alla guida Donazione immobili in famiglia: imposte e rischi 2026.

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Domande frequenti

Posso fare un bonifico ai figli senza pagare imposte?

Sì, se l’importo complessivo delle donazioni a ciascun figlio rimane sotto la franchigia di 1.000.000 euro, l’imposta di donazione è zero. Tuttavia, per importi superiori alla modica entità (indicativamente oltre 5.000-7.000 euro), è consigliabile documentare formalmente la donazione con atto notarile o almeno con causale chiara nel bonifico, per evitare contestazioni fiscali e successorie.

Un bonifico senza causale può essere tassato come reddito?

Sì. L’art. 32 DPR 600/1973 consente all’Agenzia delle Entrate di presumere come reddito imponibile i versamenti bancari non giustificati. Se un contribuente riceve un bonifico di importo significativo senza causale e non riesce a dimostrare che si tratta di una donazione (o rimborso, prestito), rischia un accertamento. La causale “donazione” nel bonifico è la prima e più semplice protezione.

Le donazioni di denaro rientrano nella successione ai fini della franchigia?

Sì. La franchigia di 1.000.000 euro per coniuge e figli è unica e comprende sia le donazioni effettuate in vita sia i beni ricevuti per successione. Una donazione di 600.000 euro effettuata in vita lascia solo 400.000 euro di franchigia residua per la successione futura. Le donazioni si sommano ai valori ereditari per determinare la base imponibile complessiva.

Cosa si intende per donazione di modica entità?

L’art. 783 c.c. esenta dall’obbligo dell’atto notarile le donazioni di modico valore, tenuto conto delle condizioni economiche del donante. Non esiste una soglia legale fissa. La Cassazione (n. 18725/2017) ha chiarito che la modicidadà va valutata in relazione al patrimonio e al reddito del donante al momento della donazione, non in valore assoluto. Nella prassi si considerano modici importi fino a 5.000-7.000 euro per donanti di reddito medio.

Posso prestare denaro a un figlio senza che venga considerato donazione?

Sì, purché il prestito sia documentato con scrittura privata datata e firmata, indichi l’importo, le modalità di restituzione e (preferibilmente) un interesse anche minimo. Un prestito infruttifero tra parenti non è proibito, ma l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare gli interessi non applicati come reddito figurativo. La documentazione scritta è essenziale per distinguere il prestito dalla donazione.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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