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Fineco vs Directa: confronto fiscale e commissioni

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Fineco vs Directa: confronto fiscale e commissioni
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 9 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 21 Maggio 2026

Fineco vs Directa 2026: quale broker conviene per fisco e costi

Fineco e Directa restano nel 2026 i due broker italiani più scelti dagli investitori retail. Entrambi sono sostituti d’imposta italiani, ma differiscono profondamente su canone, commissioni, piattaforma e qualità del reportistico fiscale. Vediamo il confronto operativo con esempi numerici su tre profili tipo.

  • Commissioni azioni Italia: Directa 5 €, Fineco 2,95-19 €
  • Sostituto d’imposta italiano: entrambi sì
  • Canone: Directa 0 €, Fineco da 0 a 3,95 €/mese
  • Esempio costo annuo su 24 operazioni/anno

1. Profilo di Fineco

FinecoBank S.p.A. è una banca italiana quotata, ex-controllata di Unicredit, oggi indipendente. Offre conto corrente, dossier titoli, mutui, carte di credito e una piattaforma di trading evoluta. Il modello è quello della banca-broker integrata: l’investitore ha un unico conto su cui ricevere stipendio, pagare bollette, fare investimenti e operare a leva su CFD, futures, opzioni.

Le condizioni economiche 2026 sui titoli prevedono commissioni a scaglioni per le azioni italiane: 2,95 € per ordini fino a 5.000 €, fino a 19 € per ordini sopra i 25.000 €. Sui titoli esteri (Stati Uniti, Europa, mercati emergenti) si applicano commissioni dello 0,19% con minimi tra 12,95 € e 25 € per area. Le obbligazioni quotate hanno commissioni dello 0,19% sul controvalore.

Sul piano fiscale Fineco è sostituto d’imposta italiano completo: applica il 26% (o 12,5%) sulle cedole, sui dividendi e sulle plusvalenze, gestisce le compensazioni di minusvalenze in regime amministrato, addebita automaticamente il bollo 0,2% sul controvalore in dossier. Il prospetto fiscale annuale è dettagliato e include lo zainetto fiscale residuo per i successivi 4 anni.

2. Profilo di Directa

Directa SIM S.p.A. è una Società di Intermediazione Mobiliare italiana fondata nel 1995, specializzata nell’online trading. Non è una banca: non offre conto corrente con carta-debito tradizionale, mutui o prestiti. Il modello è quello del broker puro per investitori e trader, con un’unica controparte per la custodia titoli.

Le condizioni 2026 prevedono commissione fissa di 5 € per ordine fino a 6.000 € sulle azioni italiane, con percentuali decrescenti per importi superiori. Sui mercati esteri principali (USA, UK, Eurex) le commissioni partono da 7-15 € per eseguito, in alcuni casi con minimi più bassi rispetto a Fineco. Le obbligazioni hanno commissioni dello 0,18% sul controvalore con minimi contenuti.

Anche Directa è sostituto d’imposta italiano: gestisce in autonomia il regime amministrato, le compensazioni delle minusvalenze nel quadriennio e l’addebito del bollo 0,2%. Il prospetto fiscale annuale è considerato chiaro dagli operatori esperti, con dettagliata indicazione di scarti di emissione, plusvalenze e minusvalenze realizzate per ciascun ISIN.

3. Confronto fiscale: sostituto d’imposta, bollo, RW

Sotto il profilo fiscale, Fineco e Directa sono sostanzialmente equivalenti: entrambi sono sostituti d’imposta italiani, entrambi applicano correttamente le aliquote 26% e 12,5%, entrambi gestiscono compensazioni minusvalenze in regime amministrato, entrambi addebitano il bollo 0,2% trimestralmente o annualmente. Per l’investitore retail italiano, nessuno dei due richiede compilazione del quadro RW (riservato ai dossier esteri non amministrati).

Attenzione. La compensazione di minusvalenze non è trasferibile automaticamente tra Fineco e Directa: lo zainetto fiscale resta legato al dossier che lo ha generato. Se si trasferiscono titoli da Fineco a Directa (o viceversa), bisogna comunicare formalmente al broker di arrivo le minusvalenze pregresse e i prezzi medi di carico, altrimenti il PMC viene azzerato.

La differenza più rilevante è sul livello di dettaglio dei report fiscali ai fini dichiarativi (utile per chi opera anche su broker esteri e necessita di un quadro completo). Fineco ha una reportistica più “consumer”, Directa più “operator-friendly” — entrambe però adeguate ai bisogni standard del cassettista o dell’investitore non professionale.

4. Costi a confronto: esempio numerico annuo

Ipotizziamo tre profili tipo. Profilo A — buy&hold con 6 operazioni/anno medie da 3.000 € su azioni italiane. Profilo B — investitore attivo con 24 operazioni/anno medie da 5.000 €. Profilo C — trader medio con 100 operazioni/anno medie da 5.000 €.

VoceProfilo AProfilo BProfilo C
Operazioni/anno624100
Commiss. Fineco (€)17,7070,80295,00
Canone Fineco anno (€)0*0*0*
Commiss. Directa (€)30,00120,00500,00
Canone Directa anno (€)000

*Canone Fineco azzerato con saldi/operatività medie. Sui profili A, B e C, Fineco appare strutturalmente meno cara grazie alla soglia inferiore (2,95 €) per ordini contenuti. Directa diventa competitiva su ordini più grandi (es. 15-20.000 €) o per chi privilegia un broker puro senza pacchetti bancari accessori.

Esempio 1 — Profilo buy&hold con dividendi

Investitore con 50.000 € in azioni Eni, Enel, Ferrari. 4 acquisti l’anno da 5.000 € = 4 × 5,90 € su Fineco = 23,60 €. Dividendi annui lordi ~1.500 €, imposta 26% = 390 €. Bollo 0,2% su 50.000 = 100 €. Costo totale annuo Fineco: 513,60 € (di cui solo 23,60 commissioni). Su Directa stesse condizioni: 20 € commissioni + 490 € fisco/bollo = 510 €. Differenza praticamente nulla.

5. Quale scegliere in base al profilo

La scelta tra Fineco e Directa dipende meno dal carico fiscale (sostanzialmente identico) e più da tre fattori operativi. Operatività multi-prodotto: se serve un conto unico con stipendio, mutuo, carte e investimenti, Fineco vince per default — Directa è solo broker. Stile operativo: per buy&hold e cassettisti tradizionali Fineco è ottimo grazie alle commissioni a scaglione minimo basse; per trader attivi italiani Directa offre piattaforma più “professional” con strumenti specifici. Patrimonio: oltre i 500.000 € entrambi diventano scelte equivalenti, le commissioni di compravendita pesano molto meno della scelta strategica del portafoglio.

Per chi opera anche con broker esteri (Degiro, IBKR), spesso si usa Fineco come “hub italiano” per la parte dichiarativa più semplice (titoli di Stato, ETF UCITS, fondi) e il broker estero per l’operatività azionaria internazionale a basso costo. In questo schema, Directa rimane una scelta secondaria — utile soprattutto a chi cerca un secondo dossier puro per separare le strategie.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.