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Spese rappresentanza: deducibilità e limiti 1%

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Spese rappresentanza: deducibilità e limiti 1%
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 23 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 21 Maggio 2026

Spese di rappresentanza 2026: deducibilità, scaglioni 1,5%/0,6%/0,4% e regole

Cene con prospect, omaggi natalizi, eventi di lancio, viaggi promozionali: le spese di rappresentanza hanno una doppia barriera fiscale. Da un lato i requisiti qualitativi (gratuità, fini promozionali), dall’altro tetti quantitativi a scaglioni di ricavi. Vediamo le regole 2026, gli omaggi sotto 50 € e tre esempi numerici.

  • Definizione spesa rappresentanza: art. 108 c. 2 TUIR e DM 19/11/2008
  • Scaglioni: 1,5% fino 10 M€, 0,6% fino 50 M€, 0,4% oltre
  • Omaggi < 50 €/unitario: deducibili integralmente
  • IVA indetraibile sopra 50 €, detraibile sotto

1. Definizione e requisiti

Sono spese di rappresentanza ex art. 108 c. 2 TUIR (D.P.R. 917/86) e DM 19/11/2008 quelle erogate a titolo gratuito con finalità promozionali, di pubbliche relazioni o di rafforzamento dell’immagine aziendale, ragionevolmente sostenute. I requisiti cumulativi sono:

  • Gratuità verso il beneficiario (nessuna controprestazione contrattuale)
  • Finalità promozionale o di pubbliche relazioni
  • Ragionevolezza e coerenza con la prassi del settore
  • Inerenza generale all’attività

Esempi tipici: cene con prospect, omaggi natalizi a clienti acquisiti, evento di lancio prodotto, viaggi di rappresentanza per fornitori, partecipazione a fiere con stand promozionali (parte di catering e gadget), inaugurazioni. NON sono rappresentanza: cene con dipendenti (sono costi del personale), conferenze a pagamento (sono pubblicità), spese vitto in trasferta personale (75% ex art. 109 TUIR).

2. Scaglioni di deducibilità

L’art. 108 c. 2 TUIR fissa i limiti annui di deducibilità in percentuale dei ricavi e altri proventi della gestione caratteristica (voce A1+A5 conto economico):

Scaglione ricavi% massima deducibile
Fino a 10 milioni €1,5%
Da 10 a 50 milioni €0,6%
Oltre 50 milioni €0,4%

Gli scaglioni sono cumulativi: una società con 30 milioni di ricavi ha plafond = (10.000.000 × 1,5%) + (20.000.000 × 0,6%) = 150.000 + 120.000 = 270.000 €. L’eccedenza sul plafond è interamente indeducibile (non si riporta a esercizi futuri).

Attenzione. Le start-up costituite da meno di 5 anni hanno un regime di favore: plafond aumentato a 1,5% del totale ricavi senza scaglioni, fino al periodo d’imposta della prima cessione di partecipazione (art. 108 c. 2 TUIR).

3. Omaggi: la soglia 50 €

Regime speciale per gli omaggi (beni gratuiti distribuiti a clienti, fornitori, prospect): l’art. 108 c. 2 TUIR consente la deducibilità integrale degli omaggi di valore unitario non superiore a 50 €, fuori dal plafond rappresentanza. Sopra 50 € rientrano nei limiti percentuali generali.

Sul fronte IVA, l’art. 19-bis1 c. 1 lett. h) D.P.R. 633/72 ammette la detrazione integrale per omaggi di valore unitario fino a 50 €, e la considera indetraibile sopra. La cessione gratuita oltre 50 € è inoltre operazione imponibile IVA (art. 2 c. 2 n. 4 DPR 633/72), salvo provare l’indetraibilità a monte.

Esempio — Bottiglia di vino regalo cliente

Cantina premium 35 € + IVA 22% = 42,70 € totale. Trattandosi di omaggio sotto soglia: costo deducibile al 100% (35 € + 7,70 IVA detratta a monte = costo netto 35 €), IVA totalmente detraibile. Su 50 confezioni distribuite: 1.750 € deducibili + 385 € IVA detratta = vantaggio fiscale complessivo ~840 € (su IRPEF 43%).

Se la stessa azienda regalasse cesti gastronomici da 80 € + IVA: costo dentro plafond rappresentanza (limite 1,5%), IVA totalmente indetraibile (80 × 22% = 17,60 € persi).

4. Esempi numerici su 3 fatturati

Esempio 1 — Studio professionale 200.000 € ricavi

Plafond annuo = 200.000 × 1,5% = 3.000 €. Spese rappresentanza sostenute: 4.500 €. Deducibili 3.000 €, indeducibili 1.500 € (perdita fiscale = 1.500 × 43% IRPEF + 4% addizionali = 705 €).

Esempio 2 — PMI 5 milioni € ricavi

Plafond annuo = 5.000.000 × 1,5% = 75.000 €. Spese sostenute: 60.000 € (cene 40k + eventi 20k). Deducibili 60.000 € integralmente. Risparmio IRES 24% = 14.400 €. Se gli omaggi sotto 50 € sono separati (es. 8.000 € di omaggi natalizi sotto soglia), questi NON consumano plafond e si deducono ulteriormente per altri 8.000 €.

Esempio 3 — Multinazionale 80 milioni € ricavi

Plafond = (10M × 1,5%) + (40M × 0,6%) + (30M × 0,4%) = 150.000 + 240.000 + 120.000 = 510.000 €. Spese: 800.000 €. Deducibili 510.000, indeducibili 290.000. Perdita fiscale 290.000 × 24% IRES = 69.600 €.

5. Differenza con pubblicità

La distinzione tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità è cruciale perché la pubblicità è interamente deducibile nell’esercizio (art. 108 c. 2 TUIR primo periodo). La differenza, codificata dal DM 19/11/2008 e affinata da Cass. 24007/2017, sta nella controprestazione:

  • Pubblicità: c’è un contratto, una clausola di promozione del marchio/prodotto, un compenso. Esempio: sponsorizzazione squadra sportiva con esposizione logo (deducibile 100%).
  • Rappresentanza: gratuità unilaterale, finalità di immagine generica. Esempio: cena con prospect senza specifico contratto (limite plafond).

Le sponsorizzazioni ad ASD ed enti del Terzo Settore fino a 200.000 € sono integralmente deducibili come pubblicità per presunzione legale (L. 289/2002 art. 90 c. 8), eccezione molto utilizzata. Per importi superiori serve dimostrare la controprestazione effettiva.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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