C’è un’imposta che paghi ogni anno quasi senza accorgertene, perché viene addebitata in automatico: l’imposta di bollo su conti, depositi e prodotti finanziari. Conoscerla aiuta a capire perché il rendimento netto è sempre un po’ più basso di quello atteso — e perché conto corrente e conto deposito sono trattati diversamente.
Vediamo quanto si paga e su cosa.
- Sul conto corrente il bollo è fisso: 34,20 € l’anno per le persone fisiche, se la giacenza media supera 5.000 €.
- Sul conto deposito e sui prodotti finanziari il bollo è dello 0,20% annuo sul valore.
- Sul dossier titoli vale lo stesso 0,20% sul valore degli strumenti.
- Il bollo si calcola e si addebita in automatico dall’intermediario.
Conto corrente: un'imposta fissa
Per i conti correnti intestati a persone fisiche, l’imposta di bollo è un importo fisso di 34,20 euro l’anno, dovuto solo se la giacenza media annua supera i 5.000 euro. Sotto quella soglia non si paga. È un’imposta «di possesso» del rapporto, indipendente dal rendimento: il conto corrente, infatti, è pensato per i pagamenti, non per far fruttare il denaro.
Conto deposito e prodotti finanziari: lo 0,20%
Il conto deposito è trattato diversamente: essendo uno strumento di investimento della liquidità, sconta l’imposta di bollo come i prodotti finanziari, cioè lo 0,20% annuo sul valore delle somme depositate, senza soglia di esenzione. La stessa aliquota dello 0,20% si applica al valore degli strumenti detenuti in un dossier titoli (azioni, obbligazioni, ETF).
| Rapporto | Bollo | Soglia |
|---|---|---|
| Conto corrente (persone fisiche) | 34,20 € fissi/anno | Solo se giacenza media > 5.000 € |
| Conto deposito | 0,20% annuo sul valore | Nessuna |
| Dossier titoli | 0,20% annuo sul valore | Nessuna |
Quanto incide in pratica
- 10.000 € su conto deposito: bollo = 20 € l’anno (0,20%).
- 50.000 € su dossier titoli: bollo = 100 € l’anno.
- Su un conto corrente con 10.000 € di giacenza media: bollo fisso 34,20 €.
Per il conto deposito il bollo dello 0,20% va sommato all’imposta del 26% sugli interessi quando si calcola il rendimento netto reale. Su importi elevati incide in misura non trascurabile: è uno dei motivi per cui, a parità di tasso lordo, un titolo di Stato (tassato al 12,5%, anch’esso soggetto al bollo dello 0,20%) può risultare più conveniente.
Vale la pena cogliere il senso «logico» della differenza di trattamento, che a prima vista sembra arbitraria. Il conto corrente è uno strumento di pagamento: serve a gestire entrate e uscite, non a investire, e per questo è tassato con un piccolo importo fisso. Il conto deposito, al contrario, ha l’unico scopo di far fruttare il denaro: è a tutti gli effetti un impiego della liquidità, e come tale viene trattato fiscalmente al pari degli altri prodotti finanziari, con il bollo proporzionale dello 0,20%. Capita la logica, la regola diventa facile da ricordare: chi paga, importo fisso; chi investe, percentuale sul valore.
Cosa puoi fare
Il bollo non si può evitare, ma va considerato nei confronti. Quando valuti dove tenere la liquidità, includi sempre lo 0,20% nel calcolo del netto. Per il conto corrente, mantenere più conti con giacenze elevate significa moltiplicare il bollo fisso: spesso conviene razionalizzare i rapporti. Per il dettaglio del calcolo del rendimento netto effettivo, vedi l’articolo dedicato nell’hub Conti deposito.
Una nota su chi paga e quando. L’imposta di bollo viene calcolata e addebitata direttamente dall’intermediario, di norma con cadenza periodica (trimestrale, semestrale o annuale) e in proporzione ai giorni di possesso: non devi fare nulla in dichiarazione, è già tutto gestito. Questo automatismo è comodo, ma ha un effetto collaterale: rende il bollo «invisibile», ed è proprio per questo che molti dimenticano di includerlo quando confrontano i rendimenti. Tienilo presente: lo 0,20% c’è anche se non lo vedi.
Errori da evitare
- Dimenticare il bollo dello 0,20% quando si calcola il rendimento netto di un conto deposito.
- Confondere il bollo fisso del conto corrente (34,20 €) con lo 0,20% proporzionale del conto deposito.
- Mantenere molti conti correnti con alte giacenze, moltiplicando il bollo fisso.
- Pensare che sotto i 5.000 € si paghi comunque il bollo sul conto corrente: sotto soglia non è dovuto.
Quando conviene farsi seguire
Includere correttamente il bollo nei confronti tra strumenti evita di sopravvalutare i rendimenti.
Un professionista può aiutarti a razionalizzare conti e dossier per ridurre i costi fissi.
La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.
Il bollo è diverso da quello del conto corrente: vedi il confronto su conto deposito o conto corrente: differenze e costi.
Domande frequenti
Quanto è il bollo sul conto corrente?
Per le persone fisiche è un importo fisso di 34,20 euro l’anno, dovuto solo se la giacenza media supera 5.000 euro.
Quanto è il bollo sul conto deposito?
È lo 0,20% annuo sul valore depositato, senza soglia di esenzione, perché il conto deposito è trattato come un prodotto finanziario.
Si paga il bollo anche sul dossier titoli?
Sì, lo 0,20% annuo sul valore degli strumenti finanziari detenuti (azioni, obbligazioni, ETF).
Fonti ufficiali
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.
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