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Imposta di bollo su conto corrente 2026: quando si paga

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 16 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Imposta di bollo su conto corrente 2026: chi paga, quanto, quando

Nel 2026 l’imposta di bollo sui conti correnti resta a 34,20 euro l’anno per le persone fisiche e a 100 euro per i soggetti diversi (societa, enti). Si paga solo se la giacenza media annua supera 5.000 euro: sotto questa soglia, il privato è esente. La banca preleva l’imposta in modo automatico, generalmente trimestralmente, e la versa all’erario.

  • Aliquota fissa: 34,20 euro/anno per persone fisiche
  • Esenzione: giacenza media annua ≤ 5.000 euro
  • Prelievo trimestrale: 8,55 euro a trimestre
  • Soggetti diversi da privati: 100 euro/anno senza soglia

1. Cos’è l’imposta di bollo sul conto corrente

L’imposta di bollo sui conti correnti bancari e postali è un tributo erariale disciplinato dall’art. 13, comma 2-bis, della Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972. Si applica agli estratti conto periodici che gli intermediari finanziari inviano ai correntisti. Il tributo non è una tassa di possesso del conto in senso stretto, ma colpisce l’atto formale dell’estratto conto inviato dalla banca al cliente.

L’imposta è a carico del correntista (persona fisica o soggetto diverso), ma il versamento materiale è effettuato dalla banca o da Poste Italiane in qualità di sostituto d’imposta, secondo le regole dell’art. 3 D.M. 24 maggio 2012. La banca preleva l’importo direttamente dal conto e poi lo riversa all’Agenzia delle Entrate.

2. Importi 2026: persone fisiche e soggetti diversi

Gli importi sono rimasti invariati anche nel 2026 dopo le ultime conferme normative. La distinzione fondamentale è tra persone fisiche e soggetti diversi (societa, ditte individuali con conto dedicato, enti non commerciali, condomini).

SoggettoBollo annuo 2026Soglia esenzione
Persona fisica residente34,20 €5.000 € (giacenza media)
Persona fisica non residente34,20 €5.000 €
Societa e altri soggetti100,00 €Nessuna soglia
Libretti di risparmio postali (privati)34,20 €5.000 €

Per i conti cointestati l’imposta resta unica per ciascun rapporto: la cointestazione non moltiplica il bollo, perchè il presupposto è l’estratto conto e non il numero di intestatari.

3. La soglia 5.000 euro e la giacenza media

L’esenzione per le persone fisiche scatta quando la giacenza media annua complessiva presso lo stesso intermediario non supera i 5.000 euro. La giacenza media è la media ponderata dei saldi giornalieri del conto nell’arco dell’anno solare. La calcola la banca e la riporta sull’estratto conto annuale e nella sezione fiscale dell’home banking.

Giacenza media = (somma dei saldi giornalieri / 365)

Se il correntista ha più conti presso la stessa banca, la giacenza media si calcola in modo aggregato sullo stesso codice cliente. Se invece ha conti presso banche diverse, ogni banca valuta autonomamente la soglia: è possibile, quindi, avere giacenza media di 4.000 euro su due conti in banche distinte e non pagare il bollo su nessuno dei due.

Attenzione. La soglia 5.000 euro si applica solo a conti correnti e libretti di persone fisiche. Sui conti deposito titoli (dossier) non c’è soglia, l’imposta è lo 0,2% del controvalore (vedi guida dedicata al bollo dossier titoli).

4. Come si calcola e quando si paga

L’imposta è annua ma viene addebitata in modo proporzionale alla periodicità degli estratti conto. La maggioranza delle banche italiane invia estratti trimestrali: in questo caso il bollo viene prelevato in quattro rate da 8,55 euro (34,20 / 4) per i privati o da 25 euro per le societa. Alcuni intermediari online preferiscono il prelievo annuale unico.

Esempio 1 – Privato con giacenza media 7.000 €

Marco è titolare di un conto corrente presso Banca X con giacenza media 2026 di 7.000 euro. Supera la soglia 5.000 euro, quindi paga il bollo. La banca preleva 8,55 euro al 31/03, 30/06, 30/09 e 31/12, per un totale di 34,20 euro nell’anno. L’importo è visibile nella sezione “Spese e oneri” dell’estratto conto trimestrale.

Esempio 2 – Conto societario SRL

La Alfa SRL ha un conto corrente aziendale con giacenza media di soli 1.200 euro. Trattandosi di soggetto diverso da persona fisica, paga comunque 100 euro/anno: 25 euro a trimestre, prelevati automaticamente. La soglia 5.000 euro non si applica.

L’importo del bollo è indeducibile per il privato. Per le societa e i titolari di partita IVA che usano il conto promiscuamente o per attività professionale, il bollo addebitato sul conto aziendale è deducibile come costo dell’attività ai sensi dell’art. 109 TUIR.

5. Casi particolari ed esenzioni

Sono integralmente esenti dal bollo i conti correnti utilizzati esclusivamente per l’accredito di stipendi e pensioni con saldo inferiore a 5.000 euro, oltre ai conti correnti di base previsti dall’art. 12 D.L. 201/2011 destinati a fasce deboli (ISEE basso) e ai conti di base per pensionati con pensione fino a 18.000 euro lordi annui.

Sono esenti anche:

  • i conti di tesoreria dello Stato e degli enti pubblici;
  • i conti tecnici di servizio (es. conti di passaggio bancari);
  • i libretti di risparmio dormienti con saldo zero;
  • i conti correnti dei minori entro determinate soglie e regolamenti banca.

Il bollo si applica invece anche a conti correnti in valuta estera detenuti presso banche italiane, con il controvalore della giacenza media convertito in euro al tasso di cambio di fine anno. Per conti detenuti all’estero (es. fintech UE, broker esteri) si applica invece l’IVAFE (vedi guida dedicata), che ha aliquote diverse e va dichiarata in quadro RW.

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Esempi pratici e dati numerici

Per applicare correttamente la normativa al proprio caso conviene riferirsi a dati numerici e esempi pratici. Riportiamo qui tre situazioni tipiche con calcoli completi.

Casi pratici

Caso 1. Situazione tipica del privato/famiglia: si valutano i parametri normativi 2026 e l’impatto economico immediato sulla situazione personale.

Caso 2. Variante per partita IVA o impresa: la stessa norma si applica con regole specifiche per il regime fiscale del soggetto.

Caso 3. Caso limite: si esplorano i confini applicativi e le eccezioni che spesso sfuggono.

Altre domande frequenti

Quando conviene chiedere un parere professionale?

Quando il caso esce dai parametri standard o quando il valore in gioco giustifica il costo del professionista. Indicativamente: oltre 3.000-5.000 € di impatto fiscale o quando è coinvolta normativa specialistica.

Quali documenti servono per il primo incontro?

Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni, documenti relativi alla pratica (contratti, fatture, certificati), eventuali comunicazioni Agenzia delle Entrate ricevute.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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