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Rating obbligazionario: investment grade, high yield e cosa rischi davvero

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Rating obbligazionario: investment grade, high yield e cosa rischi davvero
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 10 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Dietro ogni obbligazione c’è una domanda semplice: chi me l’ha emessa restituirà il capitale? Il rating è il voto che le agenzie specializzate assegnano alla capacità di un emittente di onorare i propri debiti. Capirlo aiuta a non confondere un rendimento alto con un buon affare.

Vediamo come si leggono le scale, dove passa la linea tra «investment grade» e «high yield» e cosa comporta per il tuo portafoglio.

In sintesi

  • Il rating misura il rischio di credito: più è basso, più alto è il rendimento richiesto dal mercato.
  • La soglia chiave separa l’investment grade (qualità medio-alta) dall’high yield (speculativo).
  • Le scale di S&P, Moody’s e Fitch sono simili ma con sigle diverse (es. BBB- / Baa3 è il gradino minimo IG).
  • Un rendimento molto alto è quasi sempre il segnale di un rischio molto alto, non di un’occasione.

Come si legge una scala di rating

Le tre principali agenzie usano scale gerarchiche. In sintesi, dall’alto verso il basso: tripla A (massima qualità), poi doppia A, singola A, tripla B, e così via fino alle categorie speculative. La linea di demarcazione più importante è quella tra l’ultimo gradino «investment grade» e il primo gradino «high yield».

Categoria S&P / Fitch Moody's Significato
Massima qualità AAA Aaa Rischio minimo
Alta qualità AA / A Aa / A Solido, basso rischio
Investment grade minimo BBB Baa Adeguato, sensibile al ciclo
High yield (speculativo) BB e inferiori Ba e inferiori Rischio credito elevato
Default D C Insolvenza

L’Italia, come molti Stati, si colloca nell’area investment grade medio-bassa (intorno alla tripla B): un giudizio «adeguato» che spiega perché i BTP rendono più dei Bund tedeschi, valutati al vertice della scala.

Investment grade vs high yield

La distinzione non è solo nominale. Molti investitori istituzionali possono detenere solo titoli investment grade: quando un emittente scivola sotto la soglia (il cosiddetto «fallen angel»), subisce vendite forzate e il rendimento richiesto sale bruscamente. Per il risparmiatore questo significa che gli high yield offrono cedole più ricche, ma con una probabilità di insolvenza storicamente molto più alta e prezzi più volatili.

Il rendimento alto è un prezzo del rischio

Se un’obbligazione rende molto più delle altre di pari scadenza, il mercato non ti sta regalando nulla: ti sta chiedendo un premio perché il rischio di non essere rimborsato è maggiore. Diffida sempre dei rendimenti «troppo belli».

Il rating non è tutto (e non è eterno)

Il rating è una fotografia, non una garanzia: viene rivisto nel tempo e può sbagliare, come la storia delle crisi finanziarie ha mostrato. Va usato come uno dei criteri, non come l’unico. Contano anche la diversificazione (non concentrare su un singolo emittente), la scadenza e la comprensione del settore.

Per chi vuole esposizione al credito senza scommettere sul singolo nome, gli ETF obbligazionari permettono di diversificare su centinaia di emittenti: trovi le schede nell’hub Obbligazioni.

Il riflesso fiscale

Attenzione anche al fisco: le obbligazioni dei titoli di Stato italiani e dei Paesi white list (oltre ai sovranazionali) godono dell’aliquota agevolata del 12,5%, mentre le obbligazioni societarie — investment grade o high yield che siano — sono tassate al 26%. A parità di rendimento lordo, quindi, un titolo di Stato può risultare più conveniente sul netto rispetto a un corporate dal rating analogo.

Errori da evitare

  • Scegliere un’obbligazione solo per la cedola alta, ignorando che riflette un rischio di credito elevato.
  • Pensare che «investment grade» significhi «senza rischio»: anche la tripla B è sensibile al ciclo economico.
  • Concentrare il portafoglio su un singolo emittente ad alto rendimento.
  • Dimenticare che i corporate sono tassati al 26%, mentre i titoli di Stato al 12,5%.

Quando conviene farsi seguire

Dosare investment grade e high yield in modo coerente con la propria tolleranza al rischio è una scelta di portafoglio, non un dettaglio tecnico.

Un professionista può aiutarti a leggere il merito di credito oltre la sola cedola.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Cosa significa investment grade?

È la fascia di rating di qualità medio-alta, fino al gradino BBB-/Baa3. Sotto questa soglia si entra nell’high yield, cioè nei titoli speculativi con rischio di credito più elevato.

Perché un'obbligazione rende molto di più delle altre?

Quasi sempre perché è più rischiosa: il rendimento extra è il premio che il mercato chiede per il maggior rischio di insolvenza. Non è un’occasione gratuita.

Il rating dell'Italia è buono?

L’Italia si colloca nell’area investment grade medio-bassa, intorno alla tripla B. È un giudizio adeguato, che spiega perché i BTP rendono più dei titoli tedeschi.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Obbligazioni e titoli di Stato

Rischio tasso, rating e tipologie di BTP:

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.