Stock option, restricted stock e piani di azionariato sono strumenti sempre piu usati per legare i dipendenti – soprattutto figure chiave – ai risultati dell’impresa. Ma il loro trattamento fiscale e’ diverso da quello del welfare classico: di regola il vantaggio e’ tassato come reddito di lavoro dipendente.
Capire quando e su cosa si paga e’ essenziale per non avere sorprese al momento dell’esercizio o della vendita. Esistono pero regimi agevolati importanti, in particolare per startup e PMI innovative.
- Il vantaggio da stock option e’ di regola un fringe benefit tassato come reddito di lavoro dipendente.
- L’imponibile e’ la differenza tra il valore normale delle azioni e il prezzo di esercizio (strike price).
- Per startup e PMI innovative esiste un regime di esenzione (art. 27 DL 179/2012) con tassazione rinviata alla cessione.
- Alla vendita, l’eventuale plusvalenza segue la tassazione dei redditi finanziari (imposta sostitutiva 26%).
Come funziona una stock option
Una stock option attribuisce al dipendente il diritto di acquistare azioni della societa a un prezzo prefissato (strike price), entro un certo periodo e spesso dopo un periodo di maturazione (vesting). Se nel frattempo il valore delle azioni sale, il dipendente puo esercitare l’opzione e acquistare ‘a sconto’.
Il momento fiscalmente rilevante e’ di norma l’esercizio: e’ li che emerge il vantaggio, misurato dalla differenza tra il valore di mercato delle azioni e il prezzo pagato.
La tassazione ordinaria: reddito di lavoro
Nel regime ordinario, al momento dell’esercizio la differenza tra valore normale delle azioni e strike price costituisce un fringe benefit, assoggettato a IRPEF come reddito di lavoro dipendente.
Per espressa previsione, i redditi derivanti dall’esercizio di stock option non concorrono alla base imponibile previdenziale: si tratta di una deroga al principio di armonizzazione tra base fiscale e contributiva. In sostanza si pagano le imposte ma non i contributi su quel vantaggio.
Quando poi le azioni vengono vendute, l’eventuale ulteriore guadagno rispetto al valore gia tassato e’ una plusvalenza di natura finanziaria, soggetta all’imposta sostitutiva del 26%.
Il regime agevolato per startup e PMI innovative
Per attrarre talenti, la legge prevede un regime di favore per le startup innovative e le PMI innovative (art. 27 DL 179/2012). In sintesi, gli strumenti finanziari assegnati a dipendenti e collaboratori possono beneficiare dell’esenzione dal reddito di lavoro dipendente: il vantaggio non viene tassato all’assegnazione/esercizio.
- la tassazione e’ rinviata alla cessione delle azioni, come plusvalenza finanziaria (imposta sostitutiva 26%);
- l’agevolazione spetta a chi ha un rapporto direttamente con la startup/PMI innovativa (sono esclusi, ad esempio, i dipendenti di societa controllate);
- vanno rispettate le condizioni e i vincoli previsti dalla norma (tra cui, di regola, il mantenimento delle azioni e i requisiti dell’emittente).
E’ un regime potente, ma con requisiti stringenti: la verifica della spettanza va fatta caso per caso, perche un errore puo far scattare la tassazione ordinaria.
Stock option e dimensione internazionale
Molti piani azionari sono emessi da gruppi esteri o riguardano lavoratori che, durante il periodo di maturazione, hanno prestato attivita in piu Paesi. In questi casi si pongono problemi di territorialita (quale quota del benefit e tassabile in Italia) e di possibile doppia imposizione, da gestire alla luce delle convenzioni internazionali e della prassi dell’Agenzia.
Sono situazioni in cui il fai-da-te e’ particolarmente rischioso: la corretta qualificazione del reddito, il momento impositivo e l’eventuale credito per imposte estere richiedono un’analisi tecnica dedicata.
Errori da evitare
- Pensare che le stock option siano welfare esente: di regola sono reddito di lavoro tassato all’esercizio.
- Dimenticare la tassazione all’esercizio e farsi sorprendere dall’imponibile in busta paga o in dichiarazione.
- Dare per scontata l’esenzione startup/PMI innovativa senza verificarne i requisiti.
- Trascurare i profili internazionali (territorialita, doppia imposizione) nei piani di gruppi esteri.
Quando rivolgersi a un professionista
La qualificazione del reddito, il momento impositivo e i regimi agevolati delle stock option sono materia tecnica: un commercialista evita errori costosi all’esercizio e alla vendita.
Per startup e PMI innovative, verificare la spettanza dell’esenzione e impostare il piano nel rispetto dei requisiti e decisivo per non perdere il beneficio.
Le soglie e le agevolazioni sono solo il punto di partenza. La struttura giusta dipende dai contratti applicati, dalla platea di dipendenti e dagli obiettivi aziendali. Un professionista trasforma le regole in un piano concreto e a norma.
Domande frequenti
Come sono tassate le stock option dei dipendenti?
Di regola come reddito di lavoro dipendente: al momento dell’esercizio si tassa la differenza tra il valore normale delle azioni e il prezzo di esercizio (strike price). I contributi previdenziali, su quel vantaggio, non si applicano.
Quando si paga: all'assegnazione o all'esercizio?
Nel regime ordinario il momento rilevante e l’esercizio dell’opzione. Alla successiva vendita, l’eventuale ulteriore guadagno e una plusvalenza finanziaria soggetta al 26%.
Le startup innovative hanno un regime di favore?
Si. Per startup e PMI innovative (art. 27 DL 179/2012) gli strumenti assegnati a dipendenti possono essere esenti dal reddito di lavoro, con tassazione rinviata alla cessione, nel rispetto dei requisiti previsti.
Le azioni di un piano estero si tassano in Italia?
Dipende da dove e stata svolta l’attivita durante la maturazione e dalle convenzioni contro la doppia imposizione. Sono casi da valutare con un professionista per evitare errori e doppia tassazione.
Fonti ufficiali
Soglie, aliquote e regole del welfare aziendale cambiano spesso con le leggi di bilancio. Verifica sempre gli importi vigenti per l’anno d’imposta sulle fonti ufficiali e sui contratti applicabili.
- Agenzia delle Entrate – reddito di lavoro dipendente e welfare aziendale
- INPS – premi di risultato, fringe benefit e welfare
- Normattiva – art. 51 TUIR (DPR 917/1986), determinazione del reddito di lavoro dipendente
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un commercialista o consulente del lavoro sul caso concreto dell’azienda o del lavoratore.