Il welfare aziendale viene quasi sempre raccontato dal punto di vista del dipendente. Ma per chi gestisce un’impresa la domanda e’ un’altra: conviene anche a me che pago?. La risposta, nella maggior parte dei casi, e’ si – e il motivo sta nel cuneo fiscale e contributivo.
Capire la convenienza dal lato del datore aiuta a decidere con i numeri, non per moda: quanto costa davvero far arrivare 100 euro netti a un dipendente con un aumento lordo, e quanto con il welfare.
- Tra lordo aziendale e netto in tasca si apre il cuneo: imposte e contributi assorbono una quota rilevante.
- Il welfare entro le categorie esenti non sconta imposte ne contributi: arriva quasi integralmente al dipendente.
- Molte spese di welfare sono deducibili per l’azienda (integralmente se da contratto, accordo o regolamento vincolante).
- A parita di costo aziendale, il welfare consegna piu valore netto rispetto a un aumento lordo.
Il cuneo: perche 100 euro lordi non sono 100 netti
Quando l’azienda aumenta lo stipendio lordo, su quell’aumento gravano i contributi (a carico azienda e dipendente) e l’IRPEF con le addizionali. Il risultato e’ che una parte significativa di cio che l’azienda spende non arriva mai nelle tasche del lavoratore: e’ il cuneo fiscale e contributivo.
Il welfare aggira proprio questo meccanismo: i benefit esenti dell’art. 51 c. 2 TUIR non concorrono al reddito e, di regola, non generano contribuzione. Cio che l’azienda destina a welfare arriva quindi quasi per intero al dipendente, in beni e servizi.
Il confronto: aumento lordo contro welfare
Il modo piu chiaro per vedere la convenienza e’ confrontare, a parita di obiettivo, le due strade. I valori che seguono sono illustrativi (le aliquote reali dipendono da fascia di reddito, contratto e situazione), ma il principio e robusto.
| Aspetto | Aumento di stipendio lordo | Welfare esente |
|---|---|---|
| Contributi | Dovuti (azienda + dipendente) | Di regola non dovuti |
| IRPEF e addizionali | Dovute sull’aumento | Non dovute (entro le categorie esenti) |
| Valore netto per il dipendente | Ridotto dal cuneo | Quasi pari all’importo destinato |
| Deducibilita per l’azienda | Si (costo del personale) | Si, integrale se da fonte obbligante |
Per far arrivare lo stesso valore netto al dipendente, un aumento lordo costa all’azienda sensibilmente di piu di un’erogazione di welfare, perche su di esso gravano contributi e imposte. A parita di budget aziendale, il welfare consegna piu valore percepito. I numeri esatti vanno calcolati sul caso concreto.
La deducibilita per l'azienda
Il welfare non e’ solo esente per il dipendente: per l’azienda e’ anche, in larga parte, un costo deducibile. La misura della deduzione dipende dalla fonte:
- welfare da contratto, accordo o regolamento aziendale vincolante: deducibile integralmente come spesa per prestazioni di lavoro;
- welfare come pura liberalita non strutturata: deducibile in misura limitata (entro il 5 per mille delle spese per lavoro dipendente, art. 100 TUIR).
E’ la ragione per cui la fonte del welfare non e un dettaglio: determina se il vantaggio fiscale e pieno anche per l’impresa, oltre che per il lavoratore.
Oltre i numeri: retention e clima
La convenienza non e’ solo fiscale. In un mercato del lavoro competitivo, il welfare e’ una leva di attrazione e fidelizzazione: trattenere una persona chiave vale molto piu del risparmio contributivo su un singolo benefit. I servizi alla persona e alla famiglia (sanita, previdenza, istruzione dei figli) incidono sulla qualita della vita percepita e sul clima aziendale.
Letta cosi, la scelta tra aumento lordo e welfare non e’ solo un calcolo fiscale, ma una decisione di politica retributiva. Il welfare consente di spendere meglio lo stesso budget, restituendo piu valore al dipendente e migliorando il legame con l’azienda. Per partire in modo corretto, il riferimento e il piano di flexible benefit.
Errori da evitare
- Valutare solo il lordo erogato senza considerare quanto arriva netto al dipendente.
- Usare la liberalita una tantum aspettandosi la deducibilita integrale.
- Ignorare il valore di retention del welfare, riducendo tutto al solo calcolo fiscale.
- Costruire benefit ad personam o fuori dalle categorie esenti, perdendo i vantaggi su entrambi i lati.
Quando rivolgersi a un professionista
Quantificare la convenienza reale del welfare rispetto a un aumento lordo richiede di calcolare cuneo e deducibilita sul caso concreto: un commercialista mette numeri precisi sulla scelta.
Impostare la fonte del welfare in modo da garantire la deduzione integrale e massimizzare il vantaggio e un lavoro tecnico da affidare a un professionista.
Le soglie e le agevolazioni sono solo il punto di partenza. La struttura giusta dipende dai contratti applicati, dalla platea di dipendenti e dagli obiettivi aziendali. Un professionista trasforma le regole in un piano concreto e a norma.
Domande frequenti
Perche il welfare conviene al datore di lavoro?
Perche abbatte il cuneo fiscale e contributivo: i benefit esenti non scontano imposte ne contributi, quindi a parita di costo aziendale arriva piu valore netto al dipendente. In piu molte spese sono deducibili.
Il welfare e deducibile per l'azienda?
Si. E deducibile integralmente se deriva da contratto, accordo o regolamento aziendale vincolante; e deducibile in misura limitata (5 per mille, art. 100 TUIR) se e una pura liberalita.
Conviene piu un aumento di stipendio o il welfare?
A parita di costo aziendale, il welfare consegna piu valore netto al dipendente, perche l’aumento lordo e eroso da contributi e IRPEF. La scelta va comunque calcolata sul caso concreto.
Il welfare aiuta a trattenere i dipendenti?
Si: oltre al risparmio fiscale, e una leva di attrazione e fidelizzazione, soprattutto per i servizi alla persona e alla famiglia. Spesso il valore di retention supera il solo vantaggio contributivo.
Fonti ufficiali
Soglie, aliquote e regole del welfare aziendale cambiano spesso con le leggi di bilancio. Verifica sempre gli importi vigenti per l’anno d’imposta sulle fonti ufficiali e sui contratti applicabili.
- Agenzia delle Entrate – reddito di lavoro dipendente e welfare aziendale
- INPS – premi di risultato, fringe benefit e welfare
- Normattiva – art. 51 TUIR (DPR 917/1986), determinazione del reddito di lavoro dipendente
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un commercialista o consulente del lavoro sul caso concreto dell’azienda o del lavoratore.