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Zero-coupon e obbligazioni white: fisco e calcolo

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 9 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Obbligazioni zero coupon 2026: come funzionano e come si tassano

Le zero coupon non pagano cedole intermedie: il rendimento è dato interamente dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. Nel 2026 vediamo come calcolare lo scarto d’emissione, quando si applica il 12,5% e quando il 26%, e perché le ZC restano interessanti per orizzonti temporali precisi.

  • Scarto d’emissione = unica forma di rendimento (no cedole)
  • BOT/CTZ tassati 12,5% — Zero coupon corporate al 26%
  • Esempio: CTZ 24 mesi acquistato a 96,40
  • Quando preferirle a BTP cedolari

1. Cosa sono le obbligazioni zero coupon

Le obbligazioni zero coupon (ZC, in italiano “a cedola zero”) sono titoli di debito che non distribuiscono cedole periodiche durante la loro vita. Il rendimento per l’investitore è dato esclusivamente dalla differenza tra il prezzo di acquisto (inferiore al nominale) e il valore di rimborso a scadenza (pari al nominale 100). Si parla in questo caso di scarto d’emissione o scarto di negoziazione.

Le zero coupon più note nel mercato italiano sono i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro, scadenze 3-6-12 mesi) e i CTZ (Certificati del Tesoro Zero coupon, scadenza 24 mesi), entrambi titoli di Stato. Esistono anche zero coupon corporate emesse da banche e società, oltre alle obbligazioni “white” emesse da Paesi inclusi nella white list del decreto MEF 4 settembre 1996.

2. Calcolo dello scarto d’emissione

Il rendimento lordo annualizzato di una zero coupon si calcola con la formula del rendimento effettivo a scadenza:

Rendimento = [(100 / Prezzo Acquisto) ^ (365 / Giorni alla scadenza)] − 1

Esempio rapido: BOT a 12 mesi acquistato a 97,80. Rendimento lordo annualizzato = (100/97,80) − 1 = 2,25%. Per scadenze diverse da 12 mesi si applica la radice ennesima dei giorni mancanti. Il rendimento netto si ottiene poi sottraendo l’imposta sostitutiva sullo scarto realizzato a scadenza (o in caso di vendita anticipata, sullo scarto di negoziazione).

Lo scarto d’emissione si materializza solo a scadenza o alla vendita: durante la vita del titolo non c’è imposta a carico dell’investitore (a differenza delle cedole, tassate man mano che vengono incassate). Questo crea un effetto di “differimento” fiscale che può essere utile per ottimizzazioni di gettito infrannuale.

3. Tassazione: quando 12,5% e quando 26%

L’aliquota dipende dalla natura dell’emittente, non dalla forma tecnica del titolo. I BOT, i CTZ, le obbligazioni emesse da enti pubblici italiani (Comuni, Regioni), gli organismi sovranazionali (BEI, World Bank) e le obbligazioni emesse da Stati o emittenti dei Paesi white list sono tassati al 12,5% in forza dell’art. 31 D.P.R. 601/1973.

Le zero coupon emesse da società private italiane o estere non white list sono tassate al 26% ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 600/1973. La tassazione si applica al momento della percezione del rendimento, cioè a scadenza sullo scarto d’emissione, o alla vendita sullo scarto di negoziazione (differenza tra prezzo di vendita e di acquisto).

Attenzione. Per le zero coupon emesse da Paesi white list (Argentina pre-default, Sudafrica, Indonesia ecc.) verificare sempre il prospetto: l’aliquota 12,5% si applica solo agli emittenti pubblici/sovrani, NON alle corporate residenti in quei Paesi. Una zero coupon di una società sudafricana paga il 26%, anche se il Sudafrica è in white list.

4. Esempio numerico: CTZ 24 mesi

Vediamo il calcolo completo del rendimento netto di un CTZ a 24 mesi comprato sotto la pari a 96,40, per un nominale di 10.000 €. Il CTZ è un titolo di Stato italiano, quindi sconta l’aliquota 12,5%.

Esempio 1 — CTZ 24 mesi acquistato a 96,40

Nominale: 10.000 €. Prezzo acquisto: 96,40 = 9.640 €. Rimborso a scadenza: 10.000 €. Scarto d’emissione lordo: 360 €. Imposta 12,5% sullo scarto: 45 €. Scarto netto: 315 €. Rendimento netto annualizzato: ≈ 1,62%. Rendimento lordo equivalente: 1,85% annuo.

VoceImporto (€)
Nominale10.000,00
Prezzo acquisto (96,40)9.640,00
Rimborso a scadenza10.000,00
Scarto d’emissione lordo360,00
Imposta 12,5%45,00
Scarto netto incassato315,00
Bollo 0,2% ann. (2 anni)40,00
Guadagno netto effettivo275,00

Considerando anche l’imposta di bollo 0,2% annua applicata al controvalore di mercato in dossier, il guadagno netto effettivo scende a circa 275 € su 9.640 € investiti in 24 mesi, pari a un rendimento netto reale dell’1,42% annuo. Lo stesso calcolo su una zero coupon corporate al 26% darebbe imposta 93,60 € e guadagno netto 226,40 €.

5. Quando convengono in portafoglio

Le zero coupon sono particolarmente utili in tre situazioni concrete. Pianificazione finanziaria con orizzonte definito: se serve una somma X tra N anni (es. acconto casa, retta universitaria figlio), una ZC con scadenza coincidente garantisce il valore nominale rimborsato senza rischio di reinvestimento delle cedole. Massimizzazione del rendimento composto: assenza di cedole significa nessun reinvestimento sub-ottimale a tassi inferiori; l’intero rendimento si materializza a scadenza, cristallizzato dal prezzo di acquisto.

Ottimizzazione fiscale infrannuale: il differimento dell’imposta a scadenza può essere utile per spostare il prelievo su anni con minor reddito. Per contro, le ZC hanno duration più alta delle obbligazioni cedolari pari scadenza, quindi maggior sensibilità ai tassi: in caso di rialzo, il prezzo di mercato cade più rapidamente di un BTP cedolare equivalente. Sconsigliate per chi potrebbe dover vendere prima della scadenza in fase di tassi crescenti.

I BOT (3, 6, 12 mesi) restano lo strumento principale di gestione della liquidità di breve termine in portafoglio italiano, alternativa al conto deposito vincolato. Il loro rendimento netto, beneficiando del 12,5%, è spesso competitivo o superiore a un conto deposito tassato al 26%. Esempio: BOT 12 mesi al 2,4% lordo = 2,1% netto; conto deposito al 2,5% lordo (26%) = 1,85% netto. Il BOT vince, pur essendo nominalmente meno generoso. Per i CTZ a 24 mesi, il discorso è simile ma con duration leggermente più estesa: l’investitore beneficia di una piccola compressione temporale del prezzo in caso di calo dei tassi, ma è esposto a volatilità di mark-to-market intermedia se costretto a vendere anticipatamente.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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