Perché il costo del commercialista è variabile
Le tariffe professionali dei dottori commercialisti non sono più soggette a un tariffario vincolante dal 2006 (L. 248/2006, c.d. decreto Bersani), che ha liberalizzato le professioni intellettuali abolendo i minimi tariffari obbligatori. Il compenso del commercialista è oggi frutto di libera negoziazione tra il professionista e il cliente, con la sola indicazione parametrica del decreto ministeriale DM 140/2012 (e successive rielaborazioni del CNDCEC) che serve come riferimento per le controversie giudiziali e per gli incarichi in cui il compenso non è stato preventivamente concordato.
Nella prassi, i commercialisti strutturano i propri onorari in tre modi principali:
- Forfait annuo: un canone fisso che copre l’insieme dei servizi ricorrenti (contabilità, dichiarazioni, comunicazioni periodiche), il più diffuso per le PMI;
- A prestazione: ogni servizio è quotato separatamente, con un compenso orario variabile (da 80 a 200 euro/ora a seconda del professionista e della piazza);
- Ibrido: forfait per i servizi ordinari + aggiuntivi orari o a parcella per le consulenze straordinarie.
Fattori che determinano il costo
I principali fattori che incidono sul compenso del commercialista per una SRL sono:
- Fatturato e volume di operazioni: una SRL con 100 fatture mensili richiede molto più lavoro di una con 10 fatture mensili, a parità di fatturato;
- Numero di dipendenti: l’elaborazione delle buste paga, i versamenti INPS/INAIL, i contratti di assunzione e le pratiche di malattia/maternità generano un costo specifico per dipendente (in media 15-30 euro/mese per la gestione paghe);
- Regime IVA: la liquidazione IVA mensile è più onerosa di quella trimestrale; il regime del margine, le operazioni intracomunitarie o l’e-commerce aumentano la complessità;
- Operazioni straordinarie: acquisizioni, cessioni di azienda, aumenti di capitale, fusioni, scissioni, accertamenti fiscali e contenziosi tributari sono fatturati a parte rispetto al forfait ordinario;
- Area geografica: i commercialisti nelle grandi città del Nord (Milano, Roma, Torino) hanno tariffe mediamente più elevate rispetto a quelli delle città del Sud o dei piccoli centri.
| Servizio | Costo indicativo annuo | Note |
|---|---|---|
| Contabilità ordinaria (solo registrazioni) | 1.200 – 3.600 euro | Dipende dal numero di movimenti mensili |
| Redazione bilancio d’esercizio | 800 – 2.500 euro | Include stato patrimoniale, CE, nota integrativa |
| Dichiarazione Redditi SC + IRAP | 400 – 1.200 euro | Spesso inclusa nel forfait |
| Dichiarazione IVA annuale | 200 – 500 euro | Spesso inclusa nel forfait |
| Gestione paghe (per dipendente) | 180 – 360 euro/anno per dipendente | Circa 15-30 euro/mese per addetto |
| Consulenza ordinaria annua | 500 – 2.000 euro | Risposta a quesiti, aggiornamenti normativi |
| Pacchetto completo per SRL piccola | 2.500 – 5.000 euro/anno | Fatturato fino a 300.000 euro, nessun dipendente |
| Pacchetto completo per SRL media | 5.000 – 10.000 euro/anno | Fatturato 300.000 – 1.500.000 euro, 3-10 dipendenti |
Preventivo e lettera di incarico: cosa verificare
Prima di affidare l’incarico a un commercialista, è buona prassi richiedere un preventivo scritto dettagliato che specifichi:
- i servizi inclusi nel forfait annuo e quelli esclusi;
- le modalità di calcolo del compenso per le prestazioni fuori forfait;
- la frequenza delle comunicazioni (report mensile, trimestrale);
- i termini di pagamento e le modalità di fatturazione;
- le eventuali condizioni di recesso dall’incarico.
La lettera di incarico (o contratto professionale) formalizza il rapporto e tutela entrambe le parti in caso di controversie. Il DPR 137/2012 impone ai professionisti di informare il cliente sul compenso preventivato e di consegnare la parcella dettagliata a fine incarico.
Come scegliere il commercialista per la propria SRL
La scelta del commercialista non deve basarsi esclusivamente sul prezzo. I fattori da valutare sono: la specializzazione nel settore di attività della SRL (fiscalità d’impresa vs. fiscalità immobiliare vs. internazionale), la disponibilità e i tempi di risposta, la struttura dello studio (singolo professionista o studio associato con più specialisti), l’uso di software gestionali integrabili con la contabilità interna dell’azienda, e le referenze di altri clienti nel medesimo settore.
Per le SRL in fase di avvio, è inoltre utile verificare se il commercialista offre servizi di business planning, analisi di fattibilità e supporto per l’accesso al credito, che possono essere molto più utili della sola tenuta della contabilità. Per approfondire i costi complessivi di una SRL, si rimanda all’articolo Costo gestione SRL 2026.
Domande frequenti
Esiste un tariffario obbligatorio per i commercialisti nel 2026?
No. Dal 2006 (L. 248/2006) i minimi tariffari obbligatori per le professioni intellettuali sono stati aboliti. Le tariffe sono liberamente negoziate tra professionista e cliente. Esiste però il DM 140/2012 con i parametri di riferimento utilizzati dalla magistratura per la liquidazione giudiziale del compenso in assenza di accordo scritto. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti pubblica periodicamente aggiornamenti indicativi, non vincolanti.
Il forfait include sempre il bilancio?
Dipende dal contratto. In molti forfait annui il bilancio è incluso; in altri è quotato separatamente perché richiede un lavoro concentrato in pochi giorni e competenze specifiche di redazione. È indispensabile verificare nel preventivo cosa è incluso nel forfait e cosa viene fatturato a parte. Spesso sono escluse: operazioni straordinarie, assistenza ispettiva, scritture di assestamento complesse e relazioni estimative.
Il costo della gestione paghe è sempre incluso nel forfait?
Non necessariamente. Molti commercialisti gestiscono la contabilità fiscale della SRL separatamente dalla gestione delle risorse umane (elaborazione buste paga, assunzioni, cessazioni, INPS, INAIL, 770). Per quest’ultima attività è frequente un compenso aggiuntivo di 15-30 euro per dipendente al mese. Alcuni studi subappaltano la gestione paghe a consulenti del lavoro specializzati, con conseguente costo separato.
È possibile cambiare commercialista durante l’anno?
Sì, salvo diversa previsione contrattuale nella lettera di incarico. Il cambio durante l’anno è tecnicamente possibile ma può essere scomodo: il nuovo professionista dovrà ricevere tutta la documentazione contabile e i file elettronici dal precedente, il che richiede cooperazione (non sempre scontata) e un periodo di transizione. Spesso è più pratico cambiare all’inizio del nuovo esercizio contabile (gennaio) dopo aver concordato la consegna dell’archivio.
Come ottenere un preventivo affidabile?
Per ottenere un preventivo affidabile, fornire al commercialista le seguenti informazioni: fatturato annuo previsto, numero di fatture attive e passive mensili, numero di dipendenti, settore di attività e codice ATECO, eventuali operazioni straordinarie previste (es. acquisto di immobili, ingresso di nuovi soci). Con questi dati, il professionista potrà quantificare il carico di lavoro effettivo e proporre un forfait calibrato. Confrontare almeno 2-3 preventivi di studi diversi è sempre consigliabile.
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