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Atto notarile trust 2026: costi, procedura

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 8 Maggio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Atto notarile trust 2026: costi, procedura

Il trust è uno strumento di pianificazione patrimoniale e successoria riconosciuto in Italia dalla L. 364/1989 (Convenzione dell’Aia). L’atto istitutivo non ha forma obbligatoria per legge, ma il notaio è fortemente raccomandato per la certezza giuridica, la trascrizione di beni immobili e la validità fiscale. Questa guida illustra tipologie, procedura notarile e costi nel 2026.

  • Struttura del trust: disponente, trustee, beneficiari, guardiano
  • Base normativa: L. 364/1989 e Convenzione dell’Aia 1985
  • Imposte: tassazione all’istituzione e in uscita
  • Esempi pratici: trust familiare e trust per disabile

1. Il trust in Italia: struttura e normativa

Il trust è un istituto di origine anglosassone (common law) mediante il quale un soggetto (il disponente o settlor) trasferisce la proprietà di uno o più beni a un altro soggetto (il trustee), che li amministra nell’interesse di uno o più beneficiari o per uno scopo determinato, secondo le istruzioni contenute nell’atto istitutivo.

L’Italia non ha una disciplina interna del trust, ma ne riconosce la validità attraverso la ratifica della Convenzione dell’Aia del 1° luglio 1985, avvenuta con la L. 364/1989. Il trust deve essere regolato da una legge straniera (es. legge di Jersey, di Malta, del Liechtenstein o inglese) che preveda l’istituto. La legge regolatrice disciplina la struttura del trust e i rapporti tra le parti.

Soggetti del trust

  • Disponente (settlor): colui che istituisce il trust e vi apporta i beni
  • Trustee: il gestore del patrimonio, che ne è proprietario formale ma vincolato alle istruzioni dell’atto istitutivo; risponde in proprio se viola le istruzioni
  • Beneficiari: i soggetti nel cui interesse il patrimonio è gestito (possono essere determinati o determinabili)
  • Guardiano (protector): figura facoltativa che vigila sull’operato del trustee e può avere poteri di veto su determinate decisioni
Separazione patrimoniale. Il patrimonio in trust è segregato: non fa parte del patrimonio personale del trustee, non è aggredibile dai creditori del disponente (salvo azione revocatoria entro i termini), e non entra nell’asse ereditario del disponente alla sua morte.

2. Le tipologie di trust più diffuse in Italia

La prassi notarile italiana ha sviluppato modelli ricorrenti di trust adattati alle esigenze della pianificazione patrimoniale familiare:

Trust familiare autodichiarato

Il disponente è anche trustee. Il patrimonio è segregato nella sfera del disponente, che lo gestisce come trustee nell’interesse dei beneficiari (tipicamente i figli). Semplice da gestire, ma con profili di rischio fiscale: l’Agenzia delle Entrate tende a non riconoscere la segregazione patrimoniale quando disponente e trustee coincidono (Cass. civ. n. 1216/2022).

Trust per soggetto disabile (trust "dopo di noi")

Istituito a tutela di figli o familiari con disabilità grave (L. 112/2016 "Dopo di noi"). Il patrimonio garantisce l’assistenza al disabile anche dopo la morte del disponente. Gode di agevolazioni fiscali specifiche: esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni e aliquote ridotte per le imposte ipotecaria e catastale (art. 6 L. 112/2016).

Trust di garanzia (liquidatorio)

Utilizzato in contesti aziendali per garantire creditori o per gestire la liquidazione ordinata di un patrimonio. Il trustee gestisce i beni nell’interesse dei creditori beneficiari fino all’estinzione dei debiti.

Trust testamentario

Istituito con testamento pubblico notarile: ha effetto dalla morte del disponente. I beni ereditari vengono trasferiti al trustee che li gestisce per i beneficiari (es. figli minori fino al raggiungimento della maggiore età).

3. Imposte e tassazione del trust nel 2026

La fiscalità del trust ha subito importanti chiarimenti interpretativi negli ultimi anni. Il quadro attuale si basa sulla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e sui successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Momento Tassazione trust opaco Tassazione trust trasparente
Istituzione (apporti) Imposta donazione 4-8% (o in misura fissa se i beneficiari non sono individuati) Imposta donazione 4-8% al momento dell’attribuzione ai beneficiari
Redditi prodotti dal trust IRES 24% in capo al trust Imputazione ai beneficiari (IRPEF)
Attribuzioni ai beneficiari Reddito di capitale (26%) Già tassato in capo ai beneficiari
Immobili conferiti Ipotecaria 2% + Catastale 1% Ipotecaria 2% + Catastale 1%
Trust "dopo di noi" (L. 112/2016) Esenzione imposta successioni/donazioni; ipotecaria e catastale in misura fissa

Con la Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1, commi 84-86) è stato chiarito che l’imposta sulle successioni e donazioni si applica al momento dell’apporto al trust (e non solo all’attribuzione finale ai beneficiari), salvo per i trust con beneficiari non ancora individuati, per i quali l’imposta matura all’attribuzione finale.

4. Costi notarili ed esempi pratici

Esempio 1 — Trust familiare con apporto di immobile (valore 400.000 euro)

Un imprenditore istituisce un trust familiare con legge di Jersey, conferendo un appartamento di valore 400.000 euro a beneficio dei due figli. Trustee: un fiduciario professionale.

  • Onorario notaio per atto istitutivo (complesso): 2.500–4.000 euro + IVA
  • Imposta di donazione (disponente → figli in linea retta): base 400.000 euro, sotto la franchigia di 1.000.000 euro per ciascun figlio → 0 euro di imposta donazione (se ciascun figlio non ha già ricevuto donazioni per oltre 600.000 euro)
  • Imposta ipotecaria: 2% × 400.000 = 8.000 euro
  • Imposta catastale: 1% × 400.000 = 4.000 euro
  • Totale stimato costi di istituzione: circa 14.500–16.400 euro

Il costo delle imposte ipotecaria e catastale è la voce principale: il trust immobiliare ha un costo iniziale significativo, giustificato dalla protezione patrimoniale e dalla pianificazione successoria che garantisce.

Esempio 2 — Trust "dopo di noi" per figlio con disabilità grave

I genitori di un figlio con disabilità grave (certificata ai sensi della L. 104/1992) istituiscono un trust ai sensi della L. 112/2016, conferendo un appartamento (200.000 euro) e liquidità (100.000 euro).

  • Onorario notaio per atto istitutivo: 2.000–3.500 euro + IVA
  • Imposta di donazione: esente (art. 6, comma 5, L. 112/2016)
  • Imposta ipotecaria: 200 euro (misura fissa)
  • Imposta catastale: 200 euro (misura fissa)
  • Totale stimato costi di istituzione: circa 2.600–4.300 euro

Il risparmio fiscale rispetto al trust ordinario è considerevole: le imposte ipotecaria e catastale passano da 6.000 euro a 400 euro totali. Per un confronto con altri strumenti di protezione patrimoniale, si veda la guida Trust Italia 2026: quando è utile e costi.

Per approfondire il confronto con il patto di famiglia, si rimanda all’articolo Patto di famiglia notarile 2026: trasferire azienda.

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Il trust è uno strumento sofisticato che richiede la scelta della legge regolatrice, la strutturazione dell’atto istitutivo e la corretta gestione fiscale. Un notaio specializzato in diritto internazionale privato è indispensabile per un’istituzione corretta.

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Domande frequenti

Il trust protegge i beni dai creditori del disponente?

La segregazione patrimoniale del trust non è assoluta. I creditori del disponente possono agire con l’azione revocatoria (art. 2901 c.c.) entro 5 anni dall’atto dispositivo, se provano il consilium fraudis (consapevolezza del pregiudizio). Il trust costituito prima dell’insorgere del debito offre maggiore protezione rispetto a quello istituito in prossimità di una crisi finanziaria.

Il trust è opponibile ai legittimari?

I legittimari (coniuge, figli) che ritengono leso il proprio diritto di riserva possono proporre azione di riduzione contro il trust, considerandolo una donazione indiretta. La giurisprudenza più recente tende a riconoscere la riunione fittizia dei beni in trust nella massa ereditaria ai fini del calcolo della quota di legittima. La pianificazione deve quindi tenere conto dei diritti successori dei legittimari.

Quale legge straniera è più usata per i trust italiani?

Le leggi più frequentemente scelte per trust con beni in Italia sono quella di Jersey, di Guernsey, del Liechtenstein, di Malta e quella inglese del Trustee Act 1925. La scelta dipende dal tipo di trust, dalla complessità dei beni e dalla disponibilità di trustee professionali soggetti a quella legge. Il notaio italiano verifica la compatibilità della legge scelta con l’ordine pubblico italiano.

Il trustee deve essere necessariamente un professionista?

La legge italiana non impone che il trustee sia un professionista, ma è fortemente raccomandato per trust con patrimoni rilevanti. Un trustee professionale (società fiduciaria, avvocato o commercialista specializzato) garantisce gestione imparziale, continuità in caso di morte del disponente e responsabilità professionale. Un trustee privato (es. un familiare) può essere adeguato per trust semplici con patrimoni limitati.

Come si estingue un trust?

Il trust si estingue al verificarsi degli eventi previsti nell’atto istitutivo: scadenza del termine, realizzazione dello scopo, morte del beneficiario unico, consenso unanime di disponente e beneficiari. L’estinzione comporta la re-intestazione dei beni ai beneficiari finali o la loro distribuzione secondo le istruzioni dell’atto. L’atto di distribuzione finale è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni al momento dell’attribuzione.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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