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Pensione superstiti 2026: chi ne ha diritto

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 4 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Pensione superstiti 2026: chi ne ha diritto

La pensione ai superstiti spetta al coniuge, ai figli e ad altri familiari del pensionato o del lavoratore deceduto. Esistono due forme distinte — la reversibilità e la pensione indiretta — con aliquote e requisiti differenti. Questa guida illustra chi ha diritto nel 2026, gli importi, le riduzioni per reddito e la procedura di domanda.

  • Differenza tra pensione di reversibilità e pensione indiretta
  • Aliquote per coniuge, figli e altri familiari
  • Riduzione dell’assegno in base al reddito del superstite
  • Come presentare domanda all’INPS nel 2026

1. Reversibilità e pensione indiretta: differenze

La normativa di riferimento è l’art. 21 della L. 335/1995 e il regime previgente del R.D.L. 636/1939. In Italia la pensione ai superstiti assume due forme a seconda dello stato del de cuius al momento del decesso.

Pensione di reversibilità — spetta quando il defunto era già titolare di un trattamento pensionistico (pensione di vecchiaia, anticipata, di invalidità). La prestazione si chiama reversibilità perché “si rovescia” sul superstite avente diritto, mantenendo come base di calcolo la pensione già liquidata al pensionato.

Pensione indiretta — spetta quando il defunto non era ancora in pensione ma aveva maturato il requisito contributivo minimo: almeno 15 anni di contributi nel corso della vita lavorativa, oppure almeno 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 nel quinquennio precedente il decesso. In questo caso la pensione viene calcolata ex novo come se il lavoratore avesse cessato l’attività al momento della morte.

Dal punto di vista economico le due prestazioni sono identiche nella struttura: si tratta di una percentuale della pensione del dante causa, erogata mensilmente ai beneficiari. La differenza pratica è che nella pensione indiretta l’INPS deve prima determinare l’importo teorico spettante al lavoratore, operazione che può allungare i tempi di liquidazione.

In sintesi. Se il defunto era già pensionato si parla di reversibilità; se era ancora in attività (con almeno 15 anni di contributi, o 5 di cui 3 nel quinquennio) si parla di pensione indiretta. I beneficiari e le aliquote sono identici.

Chi sono i beneficiari

La legge stabilisce una gerarchia precisa. Il coniuge superstite (o il partner unito civilmente) ha diritto alla pensione in via principale. I figli a carico — minorenni, studenti fino a 26 anni, oppure inabili a qualsiasi età — concorrono con il coniuge o, in sua assenza, subentrando. I genitori ultrasessantacinquenni a carico e i fratelli e sorelle inabili e a carico vengono dopo i figli, e solo se non vi sono coniuge né figli.

Il coniuge divorziato ha diritto a una quota della pensione se era titolare di assegno divorzile al momento del decesso, in proporzione alla durata del matrimonio rispetto all’eventuale successivo matrimonio del pensionato (art. 9 L. 898/1970).

2. Aliquote e beneficiari 2026

Le aliquote della pensione ai superstiti sono fissate per legge e non sono state modificate dalla Legge di Bilancio 2026. Esse si applicano all’importo lordo della pensione del de cuius.

Beneficiario Aliquota Condizioni
Coniuge senza figli 60% Riduzione se reddito superstite elevato
Coniuge + 1 figlio 80% 60% coniuge + 20% figlio
Coniuge + 2 figli 100% 60% + 20% + 20%
Solo 1 figlio (senza coniuge) 70% Figlio a carico
2 figli (senza coniuge) 80% 40% ciascuno
3 o più figli (senza coniuge) 100% Ripartiti tra i figli
Solo genitori o fratelli/sorelle 15% ciascuno, max 45% In assenza di coniuge e figli

Il limite del 100% è assoluto: anche se la somma delle aliquote teoriche supera tale soglia, la pensione erogata viene proporzionalmente ridotta tra i beneficiari.

Attenzione al limite del 100%. Quando concorrono più beneficiari e la somma delle aliquote eccede il 100% della pensione originaria, ogni quota viene ridotta in proporzione. Questo accade, per esempio, con coniuge e tre o più figli.

Riduzione per reddito del coniuge

Dal 1995 (L. 335/1995) la pensione di reversibilità percepita dal coniuge superstite è soggetta a riduzione se questi dispone di redditi propri superiori a determinate soglie, calcolate come multiplo del trattamento minimo INPS. Per il 2026 il trattamento minimo mensile è pari a circa 598,61 euro (importo rivalutato).

Reddito annuo lordo del superstite Riduzione sulla quota del coniuge
Fino a 3 volte il minimo annuo (circa 23.346 €) Nessuna riduzione
Da 3 a 4 volte il minimo (23.346 – 31.128 €) -25%
Da 4 a 5 volte il minimo (31.128 – 38.910 €) -40%
Oltre 5 volte il minimo (oltre 38.910 €) -50%

La riduzione si applica solo alla quota del coniuge, non a quella dei figli. La presenza di figli a carico sospende la riduzione per reddito.

3. Riduzioni per reddito: esempi pratici

Esempio 1 — Coniuge con reddito medio

Maria, 62 anni, ha perso il marito pensionato. La pensione del marito era di 1.600 euro lordi mensili. Maria ha un reddito da lavoro part-time di 18.000 euro lordi annui, inferiore alle 3 volte il minimo (23.346 euro). Nessuna riduzione si applica. La quota del coniuge (60%) vale 960 euro lordi mensili. Maria non ha figli a carico, quindi percepisce 960 euro mensili di reversibilità.

Esempio 2 — Coniuge con reddito elevato e riduzione del 40%

Carlo, 58 anni, perde la moglie che percepiva una pensione di 2.000 euro lordi mensili. Carlo ha un reddito da lavoro dipendente di 34.000 euro annui lordi, compreso tra 4 e 5 volte il minimo. La quota del coniuge (60%) vale teoricamente 1.200 euro mensili, ma subisce una riduzione del 40%: 1.200 × 0,60 = 720 euro effettivi mensili. Qualora avesse un figlio minorenne a carico, la riduzione sarebbe sospesa e Carlo percepirebbe l’importo pieno.

Esempio 3 — Pensione indiretta, lavoratore non ancora pensionato

Luca, 55 anni, decede con 22 anni di contributi senza essere ancora in pensione. La moglie Gianna e il figlio di 14 anni hanno diritto alla pensione indiretta. L’INPS calcola la pensione teorica che Luca avrebbe percepito con quei contributi: supponiamo 1.100 euro mensili. Gianna percepisce il 60% (660 euro) e il figlio il 20% (220 euro), per un totale di 880 euro mensili al nucleo. Il figlio mantiene il diritto fino alla maggiore età; se fosse in corso di studi, fino a 26 anni.

4. Domanda INPS e decorrenza

La domanda di pensione ai superstiti si presenta esclusivamente in via telematica tramite il portale INPS (MyINPS), oppure tramite un patronato. Non esiste più la domanda cartacea allo sportello. Il termine per presentarla non è perentorio, ma la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso solo se la domanda è presentata entro tre mesi; diversamente, decorre dal mese successivo alla domanda, con perdita definitiva degli arretrati.

I documenti da allegare includono: certificato di morte, stato di famiglia, documentazione reddituale del superstite, certificazione di invalidità (se rilevante), e — in caso di pensione indiretta — documentazione della carriera lavorativa del defunto se non già presente negli archivi INPS.

I tempi di liquidazione variano: per la reversibilità l’INPS dispone di tutti i dati del pensionato e la prestazione è in genere liquidata in 30-60 giorni. Per la pensione indiretta i tempi si allungano a 90-180 giorni, specie se la carriera del defunto comprende periodi in gestioni diverse (gestione separata, artigiani, commercianti).

Tre mesi dalla data del decesso. Presentare la domanda entro questo termine è essenziale per non perdere le mensilità arretrate. In caso di ritardo, la pensione decorre solo dalla data di presentazione della domanda.

Per approfondire come il montante contributivo si accumula nel corso della carriera, si veda la guida al calcolo della pensione contributiva 2026. Per il quadro completo della tassazione sui redditi da pensione, si rimanda alla guida IRPEF 2026: aliquote e scaglioni.

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Domande frequenti

Il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità?

Il coniuge legalmente separato ha diritto alla reversibilità anche senza assegno di mantenimento, purché il vincolo matrimoniale non fosse sciolto. Il diritto si conserva integralmente salvo che sia intervenuto divorzio: in quel caso il coniuge divorziato ha diritto solo se percepiva l’assegno divorzile, in misura proporzionale alla durata del matrimonio.

La pensione di reversibilità è imponibile ai fini IRPEF?

Sì. La pensione di reversibilità e la pensione indiretta sono redditi assimilati a pensione e concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF, con le medesime aliquote progressive applicabili agli altri trattamenti pensionistici. Spettano le detrazioni per redditi da pensione previste dall’art. 13 del TUIR.

I figli maggiorenni inabili hanno diritto alla pensione superstiti?

Sì, senza limiti di età. I figli inabili al lavoro e fiscalmente a carico del genitore defunto hanno diritto alla quota del 20% della pensione indipendentemente dall’età, a condizione che l’invalidità sia riconosciuta e che non dispongano di redditi propri superiori alla soglia di esclusione dalla dipendenza fiscale.

Come si calcola la riduzione se il superstite ha più fonti di reddito?

La riduzione si basa sul reddito complessivo lordo del superstite ai fini IRPEF, esclusa la stessa pensione di reversibilità. Si sommano tutti i redditi (lavoro dipendente, autonomo, fondiari, capitali) e si verifica in quale fascia di multipli del trattamento minimo INPS ricade il totale. La riduzione si applica poi sulla sola quota spettante al coniuge.

Cosa succede se il superstite si risposa?

Il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità dal mese successivo alle nuove nozze. In compenso, la legge prevede la corresponsione di un assegno una tantum pari a due annualità della pensione di reversibilità. I figli non perdono la propria quota per il nuovo matrimonio del genitore superstite.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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