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Decreto ingiuntivo 2026: requisiti, procedura e costi

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Fisco Investimenti - legale
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 17 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Decreto ingiuntivo 2026: requisiti, procedura e costi aggiornati

Il decreto ingiuntivo (art. 633 c.p.c.) e lo strumento piu rapido ed economico per ottenere un titolo esecutivo su un credito certo e documentato. Nel 2026 la procedura telematica obbligatoria davanti al tribunale ha accelerato i tempi, con decreti emessi in media entro 15-30 giorni dal deposito del ricorso. Questa guida illustra requisiti, procedura passo per passo e costi aggiornati.

  • Requisiti del credito: certo, liquido, esigibile (art. 633 c.p.c.)
  • Prove scritte ammesse (art. 634 c.p.c.) e documenti necessari
  • Provvisoria esecutorieta e procedura d’urgenza
  • Tabella contributi unificati 2026 per fascia di valore

1. Presupposti e ambito applicativo (art. 633 c.p.c.)

L’art. 633 c.p.c. stabilisce che il tribunale (o, per le cause di sua competenza, il giudice di pace) puo emettere un decreto ingiuntivo quando il creditore ha il diritto di conseguire il pagamento di una somma liquida di denaro, ovvero la consegna di una determinata quantita di cose fungibili, ovvero la consegna di una cosa mobile determinata, e il credito si fonda su una prova scritta.

Il credito deve presentare tre caratteri cumulativi. La certezza implica che il credito sia documentato e non contestabile nell’an (esistenza), anche se il debitore potrebbe sollevare eccezioni in sede di opposizione. La liquidita richiede che il credito sia determinato o facilmente determinabile nell’ammontare (una somma esatta o calcolabile meccanicamente). L’esigibilita implica che il termine di pagamento sia scaduto al momento del deposito del ricorso.

Prova scritta essenziale. Il decreto ingiuntivo non puo essere emesso sulla base di prove orali o testimonianze. E necessario disporre di documentazione scritta che dimostri l’esistenza e l’entita del credito.

Le prove scritte ammesse dall’art. 634 c.p.c. includono: atti pubblici, scritture private (anche non autenticate), polizze e promesse unilaterali per scrittura privata, telegrammi, estratti autentici delle scritture contabili delle imprese, fatture commerciali, cambiali, assegni, estratti conto bancari certificati dalla banca. Dal 2016 le fatture elettroniche emesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) sono considerate prove scritte idonee per il decreto ingiuntivo.

La competenza per il decreto ingiuntivo appartiene al giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede (art. 637 c.p.c.). Per i crediti derivanti da contratti bancari e per quelli nei confronti di societa con sede all’estero, esistono regole speciali. Per le cause di valore fino a 5.000 euro (elevato dal D.Lgs. 149/2022) la competenza appartiene al giudice di pace.

2. Procedura: dal ricorso all’emissione del decreto

Dal 1° gennaio 2023 il deposito del ricorso per decreto ingiuntivo davanti al tribunale e obbligatoriamente telematico (art. 196-bis disp. att. c.p.c. introdotto dalla riforma Cartabia). Il ricorso, i documenti allegati e il pagamento del contributo unificato avvengono tramite il portale del processo civile telematico (PCT). Davanti al giudice di pace il deposito cartaceo e ancora ammesso, ma la tendenza e verso la completa digitalizzazione.

Contenuto del ricorso

Il ricorso deve contenere: indicazione del tribunale (o giudice di pace) competente, nome e dati del ricorrente e del resistente, esposizione del fatto da cui deriva il credito, entita del credito con specificazione degli interessi, indicazione della prova scritta, conclusioni (richiesta di emissione del decreto per l’importo indicato, con condanna alle spese). Il ricorso e sottoscritto dall’avvocato con firma digitale e depositato telematicamente.

Tempi di emissione del decreto

Il giudice esamina il ricorso e, se accoglie la domanda, emette il decreto senza sentire il debitore (procedura inaudita altera parte). Il decreto deve essere emesso entro 30 giorni dal deposito del ricorso, ma nella pratica i tempi variano da 10 a 45 giorni a seconda del carico del tribunale. I tribunali minori sono generalmente piu rapidi.

Provvisoria esecutorieta

Il giudice puo dichiarare il decreto provvisoriamente esecutivo (art. 642 c.p.c.) in tre ipotesi: quando il ricorrente produce cambiali, assegni bancari o circolari o altri titoli di credito (automaticamente); quando vi e pericolo di grave pregiudizio nel ritardo; quando il credito e fondato su atti pubblici o scritture private autenticate. Con la provvisoria esecutivita, il creditore puo procedere all’esecuzione forzata immediatamente dopo la notifica, senza attendere il termine di 40 giorni per l’opposizione.

3. Costi e tempi: tabella aggiornata 2026

I costi del decreto ingiuntivo comprendono il contributo unificato (proporzionale al valore del credito), le spese di notifica e gli onorari dell’avvocato. La tabella seguente riepiloga il contributo unificato per fascia di valore, ai sensi del DPR 115/2002 come aggiornato.

Valore del credito Contributo unificato 2026 Spese notifica (stima) Onorario avvocato (stima)
Fino a 1.100 euro 43 euro 20-30 euro 300-500 euro + IVA
1.101 – 5.200 euro 98 euro 20-30 euro 500-900 euro + IVA
5.201 – 26.000 euro 237 euro 25-40 euro 800-1.500 euro + IVA
26.001 – 52.000 euro 518 euro 25-40 euro 1.200-2.500 euro + IVA
52.001 – 260.000 euro 759 euro 25-40 euro 2.000-4.000 euro + IVA
260.001 – 520.000 euro 1.214 euro 30-50 euro 3.000-6.000 euro + IVA
Recupero delle spese. In caso di mancata opposizione, le spese del decreto ingiuntivo (contributo unificato + onorari) vengono poste a carico del debitore e recuperate unitamente al credito principale.

Esempio 1 — Credito da fornitura non pagata (18.000 euro)

Una societa di forniture alimentari vanta un credito di 18.000 euro verso un ristorante, documentato da 6 fatture elettroniche emesse tra gennaio e aprile 2026. Presenta ricorso per decreto ingiuntivo. Contributo unificato: 237 euro (fascia 5.201-26.000 euro). Spese di notifica: 30 euro. Onorario avvocato: 1.100 euro + IVA (242 euro). Totale spese: 1.609 euro, da portare in detrazione al momento del recupero del credito. Il decreto viene emesso in 18 giorni. Il ristorante, ricevuta la notifica, non si oppone nei 40 giorni e paga il credito con gli interessi e le spese dopo 55 giorni dal deposito del ricorso.

Esempio 2 — Credito professionale con opposizione (4.500 euro)

Un ingegnere vanta 4.500 euro per una perizia non pagata. Il debitore propone opposizione nei 40 giorni contestando la misura del compenso. La causa passa al rito ordinario davanti al giudice di pace (competente per valore). L’avvocato deposita la comparsa di risposta all’opposizione. Dopo 8 mesi di causa, il giudice di pace condanna il debitore al pagamento di 4.200 euro (riduzione marginale del compenso) piu le spese legali. Costo complessivo per il creditore (dalla presentazione del ricorso alla sentenza): circa 2.100 euro tra contributo unificato, spese di causa e onorari; tutti recuperati con la condanna alle spese.

4. Dopo il decreto: notifica, opposizione e definitiva esecutivita

Una volta emesso, il decreto ingiuntivo deve essere notificato al debitore entro 60 giorni dalla sua emissione (art. 644 c.p.c.), pena la perdita di efficacia. La notifica viene di regola effettuata dall’ufficiale giudiziario o, se il debitore e un soggetto dotato di PEC obbligatoria (imprese iscritte al registro delle imprese, professionisti iscritti ad albi), via PEC.

Dalla notifica del decreto decorre il termine di 40 giorni per proporre opposizione (art. 641 c.p.c.). Se il debitore propone opposizione, il giudizio si trasforma in ordinario contraddittorio; se non si oppone, il decreto diventa definitivamente esecutivo (si appone la formula esecutiva) e il creditore puo procedere all’esecuzione forzata con tutti gli strumenti disponibili: pignoramento del conto corrente, dello stipendio, di beni mobili o immobili.

Per approfondire le difese del debitore ingiunto si rinvia alla guida sull’opposizione al decreto ingiuntivo 2026. Per la procedura di recupero crediti in fase esecutiva si rinvia alla guida sul recupero crediti 2026.

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Presentare un ricorso per decreto ingiuntivo richiede la scelta corretta del giudice competente, la predisposizione della documentazione adeguata e la valutazione dell’opportunita della provvisoria esecutivita. Un avvocato specializzato massimizza le probabilita di successo e i tempi di recupero.

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Domande frequenti

Il decreto ingiuntivo puo essere emesso anche per somme in valuta straniera?

Si, il decreto ingiuntivo puo essere richiesto per somme espresse in valuta straniera, con conversione in euro al momento del pagamento o sulla base di un tasso contrattualmente stabilito. La prova scritta del credito in valuta straniera deve rispettare gli stessi requisiti previsti per i crediti in euro.

Quanto tempo ha il creditore per notificare il decreto ingiuntivo emesso?

Il creditore ha 60 giorni dalla data di emissione del decreto per notificarlo al debitore (art. 644 c.p.c.). Se il termine non viene rispettato, il decreto perde efficacia e il creditore deve presentare un nuovo ricorso. In caso di difficolta nella notifica (debitore irreperibile), e possibile richiedere la proroga del termine o ricorrere alla notifica per pubblici proclami.

Il decreto ingiuntivo puo essere revocato dopo che e diventato definitivo?

Un decreto ingiuntivo diventato definitivo (per mancata opposizione nel termine) non puo essere revocato tramite opposizione tardiva, salvo in casi eccezionali (impossibilita assoluta di conoscere il decreto per cause non imputabili al debitore, nullita della notifica). Il debitore puo eventualmente contestare i singoli atti esecutivi attraverso l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), ma non il titolo esecutivo nel suo complesso.

E possibile richiedere il decreto ingiuntivo anche per prestazioni non ancora eseguite?

No. Il credito deve essere esigibile al momento del deposito del ricorso: se il termine di pagamento non e ancora scaduto, il decreto non puo essere emesso. Per i crediti condizionati a una prestazione del creditore non ancora effettuata, occorre prima eseguire la propria prestazione, poi procedere con la messa in mora e il ricorso per decreto ingiuntivo.

Il decreto ingiuntivo ha un termine di prescrizione dopo che diventa esecutivo?

Si. Una volta diventato definitivamente esecutivo, il decreto ingiuntivo costituisce un titolo esecutivo con una prescrizione decennale. Il creditore ha 10 anni dal momento in cui il decreto e diventato definitivo per procedere all’esecuzione forzata. Questo termine si interrompe con ogni atto esecutivo (pignoramento) o con riconoscimento del debito da parte del debitore.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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