Azioni con i dividendi meno tassati: dove la ritenuta alla fonte è zero

Sul dividendo di un’azione estera paghi sempre il 26% italiano, ma su molti mercati ci si aggiunge anche la ritenuta alla fonte del Paese della società. Su alcune borse, però, quella trattenuta è zero: lì il dividendo è il più efficiente possibile per chi investe dall’Italia. Ecco dove.

Perché la sede della società conta

Due aziende possono distribuire lo stesso dividendo lordo e farti arrivare in tasca importi diversi, solo per il Paese in cui hanno sede. Il motivo è la ritenuta alla fonte: una trattenuta che lo Stato estero applica prima ancora che il dividendo raggiunga l’Italia, dove poi si aggiunge il 26%. Dove la ritenuta è alta (e non riducibile in automatico) l’eccedenza va chiesta a rimborso, una procedura lunga. Dove invece è 0%, il conto finisce semplicemente al 26% italiano.

Le borse a ritenuta 0% (paghi solo il 26%)

In questi Paesi la società non subisce alcuna trattenuta alla fonte sui dividendi destinati all’investitore. Clicca per vedere tutte le società quotate e la scheda di ciascuna.

Regno Unito →
grandi gruppi di energia, farmaceutica, beni di consumo e finanza quotati a Londra
Hong Kong →
banche, immobiliare e i grandi conglomerati asiatici
Singapore →
banche solide e numerosi REIT (immobiliare quotato)
Malesia →
banche, utility e piantagioni, con sistema fiscale single-tier
Emirati Arabi Uniti →
banche, immobiliare e utility delle borse di Dubai e Abu Dhabi
Qatar →
banche, energia e telecomunicazioni della borsa di Doha

Subito dopo: ritenuta bassa (5–10%)

Non a zero, ma ancora molto efficienti rispetto alla media.

Arabia Saudita →
solo 5% alla fonte: tra i più bassi al mondo, sul Tadawul big di petrolio, banche e telecom
Messico →
circa 10%, conglomerati di consumi, telecom e materiali
Thailandia →
circa 10%, energia, banche e grande distribuzione

Un avvertimento importante

La fiscalità non deve guidare da sola la scelta di un’azione. Un dividendo poco tassato ma su un’azienda fragile, sopravvalutata o con una cedola insostenibile resta un cattivo investimento. L’efficienza fiscale è un vantaggio a parità di tutto il resto: prima vengono qualità del business, solidità del dividendo, valutazione e, soprattutto, diversificazione. Concentrare il portafoglio su pochi titoli di un solo Paese per inseguire la ritenuta più bassa è esattamente il tipo di errore che la diversificazione serve a evitare.

L’alternativa semplice: un ETF

Se l’obiettivo è un flusso di dividendi diversificato senza ragionare Paese per Paese, un ETF (globale o a distribuzione) racchiude migliaia di società in un solo strumento, con la ritenuta gestita a monte dal fondo.

Domande frequenti

Quali azioni hanno i dividendi meno tassati per un italiano?
Quelle delle società con sede in Paesi che non applicano ritenuta alla fonte: Regno Unito, Hong Kong, Singapore, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Su quei dividendi paghi solo il 26% italiano, senza trattenute estere da recuperare. Subito dopo viene l’Arabia Saudita, con appena il 5%.
La ritenuta 0% significa che non pago tasse sul dividendo?
No. In Italia si applica sempre l’imposta sostitutiva del 26%. La ritenuta 0% riguarda solo il prelievo del Paese estero: il vantaggio è non subire una seconda trattenuta che altrove andrebbe poi chiesta a rimborso.
Conviene scegliere un’azione solo perché il dividendo è tassato poco?
No, è un errore comune. La fiscalità è un fattore, non il fattore: contano molto di più la qualità dell’azienda, la sostenibilità del dividendo, la valutazione e la diversificazione. L’efficienza fiscale è un vantaggio a parità di tutto il resto, non un motivo sufficiente per comprare.
Come faccio a comprare azioni di queste borse dall’Italia?
Dipende dal broker. Londra è accessibile in modo diretto con quasi tutti gli intermediari; per Hong Kong, Singapore, Golfo e mercati simili spesso si passa da ADR/GDR oppure si ottiene esposizione con un ETF. Verifica sempre cosa è effettivamente negoziabile con il tuo intermediario.

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Avvertenza. Contenuto informativo ed educativo, non è consulenza finanziaria. Non contiene quotazioni né previsioni. La composizione degli indici cambia nel tempo; le regole fiscali descritte sono quelle generali per il residente in Italia e possono variare.

Riferimenti normativi e fonti ufficiali

Il trattamento fiscale descritto in questa scheda discende dalle norme qui sotto. Le aliquote di ritenuta del Paese della fonte sono quelle indicate nella sezione sui dividendi; per il quadro d’insieme vedi la guida tassazione dei dividendi italiani ed esteri.

  • TUIR — D.P.R. 917/1986 — redditi di capitale e redditi diversi di fonte estera
  • D.L. 167/1990 — monitoraggio fiscale: quadro RW e IVAFE
  • MEF — testi delle convenzioni contro le doppie imposizioni
  • Agenzia delle Entrate — istruzioni ai modelli dichiarativi