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Tirocinio extracurricolare 2026: regole, indennità

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Maggio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Tirocinio extracurricolare 2026: regole, indennità

Il tirocinio extracurricolare — comunemente chiamato stage — è regolato dalle Linee guida dell’Accordo Stato-Regioni recepite con D.Lgs. 142/2018 e dalle normative regionali. Nel 2026 l’indennità minima obbligatoria è di 300 euro mensili, ma diverse regioni applicano soglie più elevate. Questa guida illustra durata, soggetti ammessi, obblighi dell’ospitante e aspetti contributivi.

  • Differenze tra tirocinio curriculare e extracurricolare
  • Indennità minima 2026 e variazioni regionali
  • Obblighi del soggetto ospitante: progetto formativo e tutor
  • Aspetti contributivi e fiscali per tirocinante e azienda

1. Tirocinio curriculare vs extracurricolare

La distinzione è fondamentale perché i due istituti hanno regimi giuridici, contributivi e fiscali completamente diversi.

Il tirocinio curriculare è parte integrante di un percorso formativo (università, ITS, scuola superiore) e si svolge mentre il tirocinante è ancora iscritto all’istituzione formativa. Non è soggetto all’obbligo di indennità minima a livello statale (alcune regioni lo prevedono comunque) e non comporta obblighi contributivi né assicurativi a carico del soggetto ospitante, salvo INAIL per i rischi specifici dell’attività svolta.

Il tirocinio extracurricolare (o non curriculare) riguarda soggetti che non sono più inseriti in un percorso formativo: disoccupati, inoccupati, persone in cerca di prima occupazione, lavoratori in mobilità o cassa integrazione. Qui scattano gli obblighi di legge: indennità minima, progetto formativo individualizzato, tutor aziendale e formativo, comunicazione obbligatoria al centro per l’impiego.

Il tirocinio non è un contratto di lavoro. L’art. 1, L. 196/1997 chiarisce che il tirocinio è un periodo di orientamento e formazione, non un rapporto di lavoro subordinato. Il tirocinante non matura diritti contrattuali (ferie, TFR, mensilità aggiuntive) ma ha diritto all’indennità prevista dalla normativa applicabile.

2. Requisiti, durata e indennità 2026

Le regole per i tirocini extracurricolari sono fissate dall’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 22 gennaio 2015, recepito e aggiornato dal D.Lgs. 142/2018. La materia è di competenza regionale concorrente, quindi esistono variazioni significative tra una regione e l’altra.

Parametro Regola nazionale / minimo Note
Durata massima (disoccupati/inoccupati) 12 mesi Proroghe incluse nello stesso soggetto ospitante
Durata massima (disabili e sogg. svantaggiati) 24 mesi Categorie ex art. 4 L. 381/1991
Indennità minima mensile 300 euro Alcune regioni: 500–600 euro (es. Lombardia, Toscana)
Numero massimo tirocinanti per azienda 1–10% 1 per aziende fino a 5 dip.; proporzionale oltre
Periodo di attesa tra tirocini stesso ospitante Vietato reiterare con stesso tirocinante stesso ospitante

Per attivare un tirocinio extracurricolare il soggetto promotore (centro per l’impiego, agenzia per il lavoro, università, ente bilaterale) deve convenzionarsi con il soggetto ospitante. Senza convenzione il tirocinio non è attivabile e il rapporto potrebbe essere riqualificato come lavoro subordinato.

3. Obblighi e adempimenti del soggetto ospitante

Il datore di lavoro che ospita un tirocinante deve rispettare una serie di adempimenti formali e sostanziali, pena la sanzione amministrativa e il rischio di riqualificazione del rapporto.

Progetto formativo individuale

Ogni tirocinio deve essere accompagnato da un progetto formativo individuale che indica: obiettivi didattici e formativi, attività previste, competenze da acquisire, tutor aziendale e formativo, orario settimanale (non superiore all’orario del CCNL applicato), sede e periodo di svolgimento.

Tutor aziendale

Il soggetto ospitante deve designare un tutor aziendale che affianchi il tirocinante, garantisca l’esecuzione del progetto formativo e rediga la relazione finale. Il tutor non può seguire contemporaneamente più di un tirocinante in molte regioni.

Comunicazione obbligatoria

L’attivazione del tirocinio deve essere comunicata al centro per l’impiego competente prima dell’inizio, tramite i sistemi telematici delle comunicazioni obbligatorie (CO). La mancata comunicazione è sanzionata.

Esempio 1 — Studio professionale con 3 dipendenti

Uno studio con 3 dipendenti può ospitare al massimo 1 tirocinante. L’indennità mensile è di 300 euro (minimo nazionale) ma lo studio ha sede in Lombardia, dove il minimo regionale è 500 euro. Il tirocinio dura 6 mesi. Costo indennità totale: 500 × 6 = 3.000 euro. Il soggetto promotore è un’università locale convenzionata. Il tutor è un socio dello studio.

Esempio 2 — Azienda con 30 dipendenti, tirocinante percettore di NASpI

Un’azienda con 30 dipendenti può ospitare fino a 3 tirocinanti (10%). Il tirocinante percepisce la NASpI: la compatibilità con il tirocinio è ammessa purché l’INPS ne sia informata. In Toscana l’indennità minima è 600 euro/mese; il tirocinio dura 12 mesi. L’indennità totale è 7.200 euro, erogata mensilmente dal soggetto ospitante.

4. Aspetti fiscali e contributivi

L’indennità di tirocinio extracurricolare è imponibile IRPEF in capo al tirocinante, che dovrà dichiararla come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. c), TUIR). Se il tirocinante non supera la soglia di 8.500 euro annui (soglia no-tax area 2026 per redditi assimilati), non sarà dovuta IRPEF.

Non sono invece dovuti contributi previdenziali INPS sull’indennità di tirocinio: il tirocinante non matura contribuzione IVS. Questo è uno dei punti critici dell’istituto, che non alimenta la posizione previdenziale dell’individuo.

Il soggetto ospitante deve assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi. Il premio INAIL viene versato dal soggetto promotore, che può poi rivalersi sull’ospitante secondo gli accordi di convenzione.

Per approfondire le tutele previdenziali post-tirocinio e l’accesso alla disoccupazione, si rimanda alla guida NASpI 2026: importi, durata, requisiti.

5. Riforma dei tirocini extracurricolari: stato attuale e prospettive

La disciplina dei tirocini extracurricolari è da anni oggetto di dibattito normativo. Dopo l’Accordo Stato-Regioni del 2015 e le Linee guida del 2017, il disegno di legge delega al Governo per una riforma organica (discusso in Parlamento nel 2023-2024) non ha ancora portato a una legge definitiva. Nel 2026 si applica quindi ancora il regime vigente, con le specificità regionali che continuano a differenziare significativamente le condizioni in tutta Italia.

Divario Nord-Sud nelle indennità

Il minimo nazionale di 300 euro mensili è effettivo solo in alcune regioni del Sud (Campania, Sicilia, Calabria e altre con normativa meno aggiornata). Al contrario, regioni come Lombardia (600 euro), Toscana (600 euro), Emilia-Romagna (500 euro) e Veneto (500 euro) hanno stabilito minimi più elevati che avvicinano l’indennità a un compenso più dignitoso, sebbene sempre inferiore al salario minimo che si discute a livello nazionale.

Proposta di salario minimo e tirocini

Il dibattito sul salario minimo legale (che nel 2026 è ancora in discussione in Italia, a differenza di gran parte degli altri Paesi UE) si intreccia con la questione dei tirocini. Se venisse introdotto un salario minimo legale, sorgerebbe la questione se applicarlo anche alle indennità di tirocinio o mantenere una disciplina separata. Alcuni esperti ritengono che un’indennità di tirocinio inferiore al salario minimo sarebbe incompatibile con la Direttiva europea, che impone che i tirocini non mascherino rapporti di lavoro regolari.

Tirocini transnazionali ed Erasmus+

I tirocini svolti all’estero nell’ambito del programma Erasmus+ (tirocini curriculari) non rientrano nella disciplina italiana ma in quella del Paese ospitante. Il tirocinante italiano che va all’estero riceve una borsa Erasmus+ (non imponibile IRPEF in Italia) e deve verificare le regole previdenziali e assicurative del Paese di destinazione. I tirocini extracurricolari all’estero al di fuori di Erasmus+ sono soggetti alle norme del Paese in cui si svolgono e richiedono una verifica specifica della disciplina locale applicabile.

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Un consulente del lavoro verifica la conformità del progetto formativo, gli adempimenti obbligatori e la corretta qualificazione del rapporto per evitare contestazioni ispettive.

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Domande frequenti

Il tirocinante extracurricolare ha diritto alle ferie?

No. Il tirocinio non è un rapporto di lavoro subordinato, quindi non maturano ferie, permessi, TFR né tredicesima. Il tirocinante ha diritto esclusivamente all’indennità prevista dalla normativa regionale applicabile (minimo 300 euro mensili a livello nazionale, più elevato in alcune regioni) e alla copertura assicurativa INAIL contro gli infortuni.

Quanti tirocinanti può ospitare un’azienda contemporaneamente?

Il numero massimo dipende dall’organico: 1 tirocinante per aziende fino a 5 dipendenti; 2 per aziende da 6 a 20 dipendenti; fino al 10% del personale in forza per aziende con più di 20 dipendenti. Alcuni CCNL prevedono limiti più restrittivi. Il superamento del numero massimo espone al rischio di riqualificazione dei rapporti e sanzioni amministrative.

Il tirocinio extracurricolare è compatibile con la NASpI?

Sì, con alcune condizioni. Il percettore di NASpI può svolgere un tirocinio extracurricolare senza perdere il sussidio, a condizione che informi l’INPS entro 30 giorni dall’inizio del tirocinio. L’indennità di tirocinio si cumula con la NASpI se non supera determinati importi; in caso contrario la NASpI viene sospesa o ridotta proporzionalmente.

L’indennità di tirocinio è soggetta a IRPEF?

Sì. L’indennità di tirocinio extracurricolare è assimilata al reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. c), TUIR, ed è quindi imponibile IRPEF. Se l’importo annuo non supera la soglia no-tax area (8.500 euro nel 2026), non è dovuta imposta. Non sono invece dovuti contributi previdenziali INPS, quindi il tirocinio non alimenta la posizione contributiva del tirocinante.

Cosa succede se il tirocinio viene riqualificato come lavoro subordinato?

Se l’Ispettorato del Lavoro accerta che il tirocinio nasconde un rapporto di lavoro subordinato (assenza di progetto formativo reale, svolgimento di mansioni ordinarie senza affiancamento, reiterazione), il rapporto viene riqualificato con decorrenza dall’inizio. Il datore dovrà versare i contributi arretrati, le differenze retributive previste dal CCNL applicabile e le sanzioni amministrative connesse all’evasione contributiva.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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