Cedolare secca 2026: aliquote 10-21% e convenienza
La cedolare secca e il regime fiscale opzionale per i proprietari che affittano immobili a uso abitativo a persone fisiche. Nel 2026 l’aliquota ordinaria e del 21% per i contratti a canone libero (4+4) e del 10% per i contratti a canone concordato (3+2). In entrambi i casi sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo sul contratto. La convenienza dipende dall’aliquota marginale IRPEF del locatore.
- Aliquote 2026: 21% canone libero, 10% canone concordato
- Calcolo del risparmio fiscale rispetto all’IRPEF ordinaria
- Chi puo optare e come si esercita l’opzione
- Cosa sostituisce e cosa non copre la cedolare secca
1. Cos’e la cedolare secca e base normativa 2026
La cedolare secca e un regime fiscale sostitutivo introdotto dall’art. 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (federalismo municipale). Si applica alle persone fisiche che concedono in locazione immobili a uso abitativo, purche lo facciano al di fuori dell’esercizio di attivita d’impresa. Non puo quindi essere scelta da chi affitta in regime di impresa (es. societa immobiliare, imprenditore individuale che affitta nell’ambito dell’attivita commerciale).
Il regime e opzionale: ogni anno il locatore sceglie se applicare la cedolare secca o la tassazione ordinaria IRPEF. La scelta puo variare da un anno all’altro e da un immobile all’altro (se si possiedono piu immobili locati). Una volta esercitata l’opzione per un contratto, vale per l’intera durata del contratto salvo revoca.
L’opzione si esercita in sede di registrazione del contratto (modello RLI, presentato telematicamente all’Agenzia delle Entrate) o, per i contratti gia registrati, entro il termine di pagamento dell’imposta di registro annuale. Nel 2026 non vi sono novita legislative sostanziali sull’istituto: le aliquote sono rimaste invariate rispetto al 2025.
2. Aliquote, base imponibile e confronto con IRPEF
La base imponibile della cedolare secca e il canone annuo pattuito nel contratto. Non si applica la riduzione del 5% prevista per il reddito fondiario in regime IRPEF ordinario. L’aliquota si applica sul canone pieno.
| Tipologia contratto | Aliquota cedolare 2026 | Riferimento normativo | Condizione |
|---|---|---|---|
| Canone libero (4+4) | 21% | Art. 3 c.2 D.Lgs. 23/2011 | Locazione uso abitativo privati |
| Canone concordato (3+2) | 10% | Art. 3 c.2 D.Lgs. 23/2011 | Comuni alta tensione abitativa |
| Locazioni brevi (fino a 4 imm.) | 21% | Art. 4 DL 50/2017 | Durata max 30 giorni |
| Locazioni brevi (dal 5° imm.) | 26% | Art. 4 c.5-bis DL 50/2017 | Dal 2024, attivita d’impresa |
Rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria, il confronto va fatto sull’aliquota marginale effettiva del locatore. Nel regime ordinario, il canone di locazione ridotto del 5% (quota IMU forfettaria) si somma agli altri redditi e viene tassato agli scaglioni IRPEF. Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono:
- Fino a 28.000 euro: 23%
- Da 28.001 a 50.000 euro: 35%
- Oltre 50.000 euro: 43%
Se il locatore ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro, l’aliquota marginale IRPEF e almeno il 35%, a cui si aggiungono le addizionali regionali (da 1,23% a 3,33% a seconda della Regione) e comunali (fino a 0,9%). La cedolare al 21% e sempre conveniente per chi supera il primo scaglione IRPEF.
3. Come si esercita l’opzione e obblighi del locatore
L’opzione per la cedolare secca si esercita in sede di registrazione del contratto di locazione, compilando il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) e selezionando la cedolare secca. Il modello si presenta telematicamente attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o intermediario abilitato) entro trenta giorni dalla stipula del contratto.
Se il contratto e gia registrato con tassazione ordinaria e si vuole passare alla cedolare secca dall’annualita successiva, la comunicazione va inviata con il modello RLI entro il termine di versamento dell’imposta di registro annuale (normalmente entro il mese di scadenza dell’annualita).
Obblighi del locatore in cedolare secca
Chi opta per la cedolare secca deve rispettare alcune condizioni durante tutto il periodo di validita dell’opzione:
- Rinuncia agli aggiornamenti ISTAT: il locatore non puo aggiornare il canone in base all’indice FOI (Famiglie di Operai e Impiegati) o a qualsiasi altro indice per tutta la durata del contratto in cedolare. E una rinuncia contrattuale obbligatoria, da rendere nota al conduttore.
- Comunicazione preventiva al conduttore: il locatore deve informare per iscritto il conduttore della scelta della cedolare secca e della rinuncia agli aggiornamenti ISTAT, tramite lettera raccomandata o PEC.
- Dichiarazione dei redditi: il canone percepito va dichiarato nel quadro RB del modello 730 o Redditi PF, indicando la scelta della cedolare secca. L’imposta si versa tramite F24 (acconto e saldo, con le stesse scadenze delle imposte sui redditi).
Esenzione da imposta di registro e bollo
Optando per la cedolare secca, il locatore e esonerato dal pagamento dell’imposta di registro sul contratto (normalmente 2% del canone annuo) e dell’imposta di bollo (16 euro ogni 100 righe, normalmente a meta tra locatore e conduttore). Questo produce un risparmio aggiuntivo rispetto al solo confronto delle aliquote IRPEF.
4. Esempi numerici: risparmio con canone 800 euro/mese
Esempio 1 — Lavoratore dipendente, reddito 35.000 euro, canone libero 800 euro/mese
Giulia, impiegata con reddito da lavoro di 35.000 euro, affitta il suo appartamento a canone libero per 800 euro/mese = 9.600 euro/anno.
Regime IRPEF ordinario:
Base imponibile locazione: 9.600 x 95% = 9.120 euro (riduzione del 5%). Reddito complessivo: 35.000 + 9.120 = 44.120 euro. Aliquota marginale IRPEF: 35% (scaglione 28.001-50.000). IRPEF sul reddito da locazione: 9.120 x 35% = 3.192 euro. Addizionale regionale media (es. Lombardia 1,23% + comunale 0,5%): circa 156 euro. Imposta di registro: 9.600 x 2% = 192 euro/anno. Totale imposte locazione: circa 3.540 euro.
Cedolare secca al 21%:
Base imponibile: 9.600 euro (canone pieno, senza riduzione del 5%). Cedolare: 9.600 x 21% = 2.016 euro. Imposta di registro: zero. Bollo: zero. Totale imposte: 2.016 euro.
Risparmio annuo: 3.540 – 2.016 = 1.524 euro. Su un contratto quadriennale: 6.096 euro di risparmio cumulato.
Esempio 2 — Pensionato, reddito 22.000 euro, canone concordato 700 euro/mese
Mario, pensionato con reddito di 22.000 euro, affitta a canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa per 700 euro/mese = 8.400 euro/anno.
Regime IRPEF ordinario:
Base imponibile locazione: 8.400 x 95% = 7.980 euro. Reddito complessivo: 22.000 + 7.980 = 29.980 euro. Mario supera il primo scaglione: aliquota marginale 35% sulla quota eccedente 28.000. Imposta sulla parte in 35%: (29.980 – 28.000) x 35% = 693 euro; parte in 23%: (28.000 – 22.000) x 23% nota: il reddito da lavoro/pensione usa gia le detrazioni, il calcolo marginale e semplificato. Stima IRPEF sul reddito da locazione: circa 1.900-2.100 euro. Totale con registro: circa 2.260 euro.
Cedolare secca al 10%:
Cedolare: 8.400 x 10% = 840 euro. Registro zero. Totale: 840 euro.
Risparmio: oltre 1.400 euro/anno. Il canone concordato con cedolare al 10% e lo scenario piu vantaggioso in assoluto per il locatore, anche a fronte di un canone inferiore a quello di mercato.
Per approfondire le differenze tra contratto 4+4 e contratto 3+2, si veda la guida alla cedolare secca contratto 4+4 2026 e quella al contratto 3+2 con aliquota 10%.
5. Casi in cui la cedolare secca non conviene
La cedolare secca non e sempre la scelta ottimale. Esistono situazioni specifiche in cui il regime ordinario IRPEF puo essere preferibile o in cui la cedolare secca non e applicabile.
Redditi molto bassi o assenza di reddito
Se il locatore e un soggetto con reddito complessivo molto basso (es. reddito zero o pochi migliaia di euro), l’aliquota IRPEF effettiva sul canone puo essere inferiore al 21%. In tal caso, il regime ordinario con detrazione da lavoro o da pensione puo risultare piu conveniente. E raro nella pratica, ma possibile per anziani con sole pensioni minime.
Canone concordato con deduzione IRPEF parziale
In alcune situazioni, la detrazione del 30% del canone annuo prevista per i contratti concordati a favore del conduttore (art. 11 L. 431/1998) puo influenzare la valutazione complessiva. Non e pero una detrazione del locatore, ma del conduttore: non influisce sul confronto cedolare/IRPEF del proprietario.
Immobile locato a imprese o professionisti
La cedolare secca non si applica alle locazioni a uso commerciale, professionale o a enti, anche se l’immobile e catastalmente abitativo. Un appartamento affittato a una societa per uso ufficio o foresteria aziendale non puo optare per la cedolare secca: il canone va tassato in regime IRPEF ordinario.
Piu immobili e limite all’aggiornamento ISTAT
Per un locatore con piu immobili affittati, la rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone (obbligatoria con la cedolare) puo rappresentare un costo opportunita significativo in periodi di inflazione elevata. Con inflazione al 3-4% annuo e canoni di mercato in crescita, il blocco del canone puo erodere parte del vantaggio fiscale nel medio termine.
Parla con un commercialista esperto
La scelta tra cedolare secca e IRPEF ordinaria dipende dall’aliquota marginale, dal tipo di contratto e dal quadro patrimoniale complessivo. Un commercialista esperto in fiscalita immobiliare calcola la soluzione piu vantaggiosa per la tua situazione specifica.
Domande frequenti
La cedolare secca si puo scegliere anche a contratto gia registrato?
Si. Per i contratti gia registrati con tassazione ordinaria, l’opzione per la cedolare secca si esercita tramite il modello RLI entro il termine di versamento dell’imposta di registro per l’annualita successiva. La scelta vale dall’annualita in cui viene comunicata e per le successive, salvo revoca. La revoca segue le stesse modalita dell’opzione.
La cedolare secca vale anche per i box auto affittati insieme all’abitazione?
Si, ma solo se il box e pertinenza dell’abitazione locata e il contratto di locazione del box e stipulato contestualmente a quello dell’abitazione con lo stesso conduttore. Se il box e locato separatamente o a persona diversa, non beneficia della cedolare secca e il canone va tassato ordinariamente o con imposta di registro del 2%.
Posso applicare la cedolare secca a un immobile in comunione con un altro soggetto?
Si, ciascun comproprietario decide autonomamente se optare per la cedolare secca o per il regime ordinario sulla propria quota. Non e necessario che tutti i comproprietari scelgano lo stesso regime. Ciascuno dichiara il canone di propria spettanza (proporzionale alla quota di proprieta) con il regime prescelto.
La cedolare secca influisce sull’ISEE o sull’accesso alle prestazioni sociali?
Il reddito soggetto a cedolare secca non concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF, ma deve essere indicato nell’ISEE come reddito diverso. Di conseguenza, il canone di locazione incide sull’ISEE anche in presenza di cedolare secca. Riduce pero potenzialmente l’aliquota marginale IRPEF su altri redditi, con effetti indiretti sulle detrazioni da lavoro o pensione.
E possibile passare dalla cedolare secca al regime ordinario durante il contratto?
Si, la revoca dell’opzione e possibile, ma deve essere comunicata entro il termine di versamento dell’imposta di registro per l’annualita successiva. Una volta revocata, si torna al regime IRPEF ordinario con pagamento dell’imposta di registro per le annualita residue. E possibile tornare alla cedolare secca nelle annualita ancora aperte, comunicandolo di nuovo.
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