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Regime gestito 2026: tassazione fondi e patrimoni

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Regime gestito 2026: tassazione fondi e patrimoni
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 29 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 21 Maggio 2026

Regime gestito 2026: la tassazione delle gestioni patrimoniali individuali

Il regime gestito ex art. 7 D.Lgs. 461/1997 è quello che la maggior parte degli investitori conosce poco e usa poco, ma che gestisce in Italia centinaia di miliardi di euro nelle GPM bancarie. La sua logica fiscale è opposta a quella dei dossier titoli classici.

  • Tassazione del risultato maturato, non realizzato
  • Compensazione interna automatica delle minusvalenze
  • Aliquota 26% (con quote agevolate 12,5%)
  • Quando conviene e quando no

1. Cosa è il regime gestito

Il regime gestito si applica alle gestioni patrimoniali individuali (GPM o GPF) deliberate da banche, SGR e SIM iscritte all’albo. Il cliente conferisce un mandato di gestione e il gestore opera in autonomia entro un benchmark e un profilo di rischio. Strumenti tipici: GPM bancarie, fondi multi-asset, mandati fiduciari su patrimoni rilevanti.

La differenza chiave con il regime amministrato è che il prelievo fiscale non avviene quando si chiude una posizione, ma sul risultato di gestione maturato a fine anno solare, indipendentemente dal fatto che gli utili siano stati realizzati.

2. La tassazione sul risultato maturato

Ogni 31 dicembre si calcola la differenza tra il patrimonio finale e quello iniziale, al netto di conferimenti, prelievi, commissioni di gestione e oneri figurativi. Su questo risultato si applica l’aliquota del 26% (con la quota agevolata 12,5% per i titoli di Stato e equiparati).

Risultato di gestione = (Patrimonio 31/12 + prelievi) − (Patrimonio 01/01 + conferimenti) − commissioni

Se il risultato è negativo, la «perdita» non viene rimborsata, ma genera un credito d’imposta riportabile sui successivi 4 anni (art. 7 c. 9 D.Lgs. 461/1997), analogamente al meccanismo dello zainetto minusvalenze ma applicato a livello di gestione e non di singolo strumento.

3. Aliquote effettive e quota titoli di Stato

L’aliquota nominale è 26%, ma per evitare di tassare al 26% anche la quota di titoli pubblici (che fuori dalla GPM sarebbe al 12,5%) il regime gestito applica un meccanismo di equalizzazione: la base imponibile viene ridotta proporzionalmente alla quota di proventi imputabili a titoli di Stato e equiparati.

Composizione GPMAliquota effettiva
100% azioni e bond corporate26%
50% azioni / 50% BTPcirca 19,3%
30% azioni / 70% BTPcirca 16,55%
100% BTP e titoli white list12,5%
Attenzione. L’equalizzazione non è automatica per tutti i fondi: dipende dal regolamento della GPM e dalla certificazione che il gestore rilascia. Verifica sempre nel prospetto informativo come viene determinata la quota agevolata.

4. Vantaggi e svantaggi rispetto al dossier titoli

Vantaggi del regime gestito

  • Compensazione interna automatica: le minusvalenze sono compensate ogni anno con qualsiasi altro reddito interno alla GPM (anche redditi di capitale come dividendi e cedole), superando l’asimmetria che colpisce i dossier titoli;
  • nessun problema di zainetto minusvalenze tra strumenti diversi;
  • tassazione spalmata e prevedibile, utile per la pianificazione patrimoniale;
  • completo outsourcing degli adempimenti.

Svantaggi

  • Paghi su utili non incassati: se il patrimonio cresce in maturato ma a inizio anno successivo crolla, hai già pagato imposte su valori spariti;
  • commissioni di gestione spesso elevate (in media 1,2–2,2% annuo) che erodono il rendimento netto;
  • la perdita non è rimborsabile, solo riportabile su 4 anni;
  • poco trasparenza sui costi e sulle scelte di portafoglio.

5. Esempio numerico annuo

Esempio — GPM con 200.000 euro investiti

Pietro affida 200.000 euro a una GPM con composizione 40% BTP / 60% azioni internazionali. Risultato lordo di gestione 2026: +14.000 euro (7%). Commissioni di gestione 1,8% sul patrimonio medio: 3.600 euro. Risultato netto pre-tasse: 10.400 euro.

Quota imponibile equalizzata: la parte BTP (40%) gode dell’agevolazione 12,5%, la parte azionaria (60%) sconta il 26%. Aliquota effettiva ponderata: (0,40 × 12,5%) + (0,60 × 26%) = 20,6%.

Imposta dovuta: 10.400 × 20,6% = 2.142 euro. Risultato netto in capo a Pietro: 14.000 − 3.600 − 2.142 = 8.258 euro, pari a un rendimento netto del 4,13%.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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