Degiro e fisco italiano 2026: cosa dichiarare e come
Degiro è uno dei broker più usati in Italia per il basso costo commissionale, ma non è sostituto d’imposta italiano. Significa che l’investitore deve compilare in autonomia il quadro RW, calcolare l’IVAFE 0,2%, dichiarare cedole e plusvalenze nei quadri RT/RM. Vediamo come gestire correttamente la dichiarazione 2026 senza errori.
- Degiro = broker olandese, dossier estero ai fini fiscali
- Obbligo quadro RW per monitoraggio fiscale (D.L. 167/1990)
- IVAFE 0,2% al posto del bollo italiano
- Sanzioni RW: dal 3% al 15% del valore non dichiarato
1. Perché Degiro non è sostituto d’imposta italiano
Degiro è un broker olandese (flatexDEGIRO Bank AG, con sede legale in Germania dopo la fusione con flatex nel 2020) operante in Italia in regime di libera prestazione di servizi (LPS) ai sensi della Direttiva MiFID II. Pur essendo pienamente legale e regolamentato dalla BaFin (autorità tedesca), non è autorizzato come sostituto d’imposta italiano: significa che non trattiene il 26% (o 12,5%) su cedole, dividendi e plusvalenze, e non addebita il bollo dello 0,2%.
Conseguenza pratica per l’investitore italiano: tutto il carico dichiarativo e di liquidazione delle imposte ricade sul contribuente, che deve compilare diversi quadri del modello Redditi PF. La semplicità operativa del regime amministrato — tipica di Fineco, Directa, Banca Sella — viene meno. In cambio, le commissioni di compravendita sono nettamente più basse (1 € a ordine + 1 €/anno connection fee per mercato).
2. Quadro RW e monitoraggio fiscale
Il quadro RW del modello Redditi PF serve al monitoraggio fiscale delle disponibilità detenute all’estero da residenti italiani (art. 4 D.L. 167/1990, conv. L. 227/1990). L’obbligo scatta anche se durante l’anno non sono stati realizzati redditi: la sola detenzione del dossier estero è sufficiente. La dichiarazione va presentata se il valore detenuto supera 15.000 € in qualunque momento dell’anno (per i conti correnti) o sempre per i dossier titoli.
Nel caso di Degiro, l’investitore deve indicare in RW: il codice del Paese (Germania o Olanda), il valore iniziale e finale del dossier nell’anno, eventuali movimentazioni rilevanti. Va compilato un rigo per ciascuna tipologia di strumento finanziario, oppure un rigo cumulativo se si dispone del valore puntuale del dossier al 31/12.
3. IVAFE 0,2% e calcolo
L’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero (IVAFE) è il corrispettivo del bollo 0,2% applicato dai dossier italiani. È stata introdotta dall’art. 19 c. 18-23 D.L. 201/2011 (decreto “salva Italia”) per riequilibrare il prelievo tra dossier italiani e dossier esteri. L’aliquota è dello 0,2% annuo sul valore di mercato dei prodotti finanziari detenuti all’estero alla fine dell’anno, oppure all’estinzione del rapporto se anteriore.
L’IVAFE va calcolata e versata in autoliquidazione tramite F24 con codice tributo 4043 (saldo) e 4047/4048 (acconti). Si dichiara nel quadro RW, sezione II, riga RW1. Non esistono soglie di franchigia: anche un dossier Degiro da 1.000 € sconta IVAFE 2 €/anno. Il calcolo è proporzionato ai giorni di detenzione nell’anno.
| Valore dossier | IVAFE annua (€) |
|---|---|
| 10.000 € | 20,00 |
| 50.000 € | 100,00 |
| 100.000 € | 200,00 |
| 500.000 € | 1.000,00 |
4. Cedole, dividendi, plusvalenze: quadri RT e RM
I redditi finanziari prodotti dal dossier Degiro vanno dichiarati per categoria nel modello Redditi PF. Cedole obbligazionarie e dividendi: redditi di capitale, quadro RM (sezione V per i bond non Stato), con aliquota sostitutiva 26% (o 12,5% per titoli di Stato e white list). I dividendi esteri sono dichiarati al netto frontiera (ossia dopo la ritenuta estera applicata dal Paese di residenza dell’emittente).
Plusvalenze da vendita: redditi diversi, quadro RT (sezione II per azioni/ETF/obbligazioni non qualificate), con aliquota 26% (o 12,5%). Si calcolano come differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto medio, considerando le commissioni di compravendita. Minusvalenze: si registrano sempre in RT e sono riportabili nei 4 anni successivi per compensare future plusvalenze.
Esempio 1 — Dossier Degiro 50.000 € misto
Dossier composto da ETF azionari globali (40.000 €) e BTP italiani (10.000 €). Dividendi ETF lordi annui: 720 €. Cedole BTP annue: 350 €. Plusvalenza realizzata su un ETF: 800 €. Liquidazione fiscale autonoma — RM: 720 × 26% = 187,20 € + 350 × 12,5% = 43,75 €. RT: 800 × 26% = 208 €. IVAFE: 100 €. Totale da versare: 538,95 €.
5. Errori frequenti e sanzioni
Tre errori sono particolarmente comuni tra utenti Degiro che fanno la dichiarazione in autonomia. Primo: omettere il quadro RW perché il dossier è “piccolo”. L’obbligo scatta sempre per i dossier titoli, senza soglia di esenzione (la soglia 15.000 € vale solo per i conti correnti). Sanzione 3-15% del valore.
Secondo: dichiarare i dividendi al lordo della ritenuta estera. Va dichiarato il netto frontiera, ossia l’importo effettivamente accreditato sul conto Degiro dopo la ritenuta del Paese di residenza dell’emittente (es. 15% per USA in base alla Convenzione Italia-USA). Sull’estero applicata la doppia imposizione si può recuperare credito d’imposta entro il limite della Convenzione (art. 165 TUIR), ma solo in regime dichiarativo, mai automatico.
Terzo: non calcolare correttamente il prezzo medio di carico (PMC) per i titoli acquistati in più tranches. Degiro non fornisce un report fiscale italiano standard: l’investitore deve ricostruire i PMC da estratti conto e considerare le commissioni come costo accessorio. Errori sul PMC generano plusvalenze fittizie o minusvalenze non riconosciute. Conviene mantenere un Excel di tracking aggiornato fin dall’apertura del rapporto.
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