Questa pagina resta utile come approfondimento. Per il percorso principale, con requisiti, calcolo, INPS, fatturazione, cause ostative e uscita dal regime, parti dalla guida completa sul regime forfettario 2026.
Che cos’è il regime forfettario
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni in forma individuale. È stato introdotto dalla Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) e ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, fino alla configurazione attuale che lo rende — per chi ne ha i requisiti — il regime fiscale più vantaggioso disponibile in Italia per le piccole partite IVA.
Il meccanismo di funzionamento è semplice: invece di determinare il reddito imponibile in modo analitico (ricavi meno costi effettivi), il contribuente applica ai propri ricavi o compensi un coefficiente di redditività predeterminato per categoria di attività (allegato alla L. 190/2014). Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP e — per le imprese — l’imposta sul reddito d’impresa.
Requisiti di accesso 2026
Per accedere al regime forfettario nel 2026 è necessario rispettare i seguenti requisiti (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014, come modificati nel tempo):
- Limite di ricavi/compensi: non aver superato 85.000 euro nell’anno precedente.
- Spese per lavoro dipendente: non aver sostenuto spese per personale dipendente o collaboratori superiori a 20.000 euro lordi nell’anno precedente.
- Redditi da lavoro dipendente: i redditi da lavoro dipendente (o assimilati) percepiti nell’anno precedente non devono superare 30.000 euro, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.
- Partecipazione in società: non detenere partecipazioni di controllo diretto o indiretto in SRL/SRLS che esercitano attività riconducibile a quella della partita IVA forfettaria (per evitare lo sdoppiamento artificioso dell’attività).
- Attività prevalente verso ex datori di lavoro: non svolgere l’attività prevalentemente nei confronti di ex datori di lavoro degli ultimi due anni.
Le aliquote: 15% ordinaria e 5% per le nuove attività
L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15% sul reddito imponibile forfettariamente determinato. Per chi inizia una nuova attività e rispetta i seguenti requisiti aggiuntivi, l’aliquota ridotta è del 5% per i primi cinque anni:
- Non aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare.
- L’attività da esercitare non deve essere una mera prosecuzione di una precedente attività svolta come lavoratore dipendente o autonomo (salvo il tirocinio obbligatorio).
- Qualora si rilevi una precedente attività d’impresa, i relativi ricavi non devono superare il limite di 85.000 euro.
| Tipologia contribuente | Aliquota imposta sostitutiva | Durata |
|---|---|---|
| Nuova attività (startup) | 5% | Primi 5 anni di attività |
| Regime ordinario forfettario | 15% | Dal 6° anno in poi (o sempre se non è nuova attività) |
| Superamento soglia 85.000 € | Regime ordinario IRPEF | Dal 1° gennaio dell’anno successivo |
| Superamento di 100.000 € in corso d’anno | Fuoriuscita immediata IVA in corso d’anno | Dall’operazione che supera 100.000 € |
I coefficienti di redditività per categoria ATECO
Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi o i compensi per il coefficiente di redditività associato alla propria categoria di attività. I principali coefficienti sono:
| Categoria attività | Coefficiente redditività | Esempio ATECO |
|---|---|---|
| Industrie alimentari e bevande | 40% | 10, 11 |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 40% | 45, 46, 47 |
| Commercio ambulante di alimentari | 40% | 47.81 |
| Commercio ambulante non alimentare | 54% | 47.82, 47.89 |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% | 41, 42, 43, 68 |
| Intermediari del commercio | 62% | 46.1 |
| Attività dei servizi di alloggio e ristorazione | 40% | 55, 56 |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche | 78% | 69-75 |
| Altre attività economiche | 67% | Tutti gli altri codici ATECO |
Contributi INPS nel regime forfettario
I contributi previdenziali INPS non fanno parte dell’imposta sostitutiva e vanno versati separatamente. Il regime varia in funzione della categoria previdenziale:
- Artigiani e commercianti (gestione INPS artigiani/commercianti): contributi calcolati sul reddito effettivo con minimale fisso. Possibilità di riduzione del 35% dei contributi richiedendo l’agevolazione (la riduzione si chiede con apposita comunicazione all’INPS all’apertura o in sede di variazione). Approfondimento nell’articolo Contributi INPS forfettario 2026.
- Professionisti senza Cassa (gestione separata INPS): aliquota 26,07% sul reddito imponibile netto (reddito forfettario al netto dei contributi previdenziali stessi). Nessuna possibilità di riduzione del 35%.
- Professionisti con Cassa di previdenza (avvocati, medici, ingegneri ecc.): versano i contributi alla propria Cassa professionale; non sono iscritti alla gestione separata INPS.
Calcolo pratico: dalla partita IVA al netto in tasca
Domande frequenti
Chi ha già una partita IVA ordinaria può passare al forfettario nel 2026?
Sì, purché nell’anno precedente i ricavi non abbiano superato 85.000 euro e siano rispettati tutti gli altri requisiti di accesso. Il passaggio al forfettario decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui si verificano le condizioni. Non è necessaria alcuna comunicazione preventiva: è sufficiente adottare il regime in sede di dichiarazione dei redditi. È però necessario comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9/12.
Nel forfettario si può detrarre il mutuo per la prima casa?
No. L’imposta sostitutiva sostituisce integralmente l’IRPEF, pertanto nel regime forfettario non è possibile beneficiare delle detrazioni IRPEF ordinarie: interessi passivi sul mutuo prima casa, spese mediche, spese per figli a carico, bonus ristrutturazioni. Le detrazioni rimangono fruibili solo se il contribuente ha altri redditi soggetti a IRPEF (es. redditi da lavoro dipendente o da locazione in regime ordinario).
Cosa succede se supero 85.000 euro nel corso del 2026?
Se i ricavi superano 85.000 euro ma non 100.000 euro, il forfettario decade dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se invece si supera la soglia di 100.000 euro in corso d’anno, la fuoriuscita dal regime è immediata dall’operazione che determina il superamento: il contribuente deve assoggettare immediatamente a IVA le operazioni successive e adottare il regime ordinario per la parte rimanente dell’anno.
Il forfettario è compatibile con la pensione di vecchiaia?
Sì. Un pensionato che apre una partita IVA può accedere al regime forfettario se rispetta i requisiti di reddito. I pensionati iscritti alla gestione separata INPS versano i contributi previdenziali con un’aliquota ridotta (generalmente il 24% anziché il 26,07%) poiché la pensione è già liquidata. Non vi sono incompatibilità legali tra la percezione della pensione e l’esercizio di attività autonoma in regime forfettario.
Nel forfettario si emette fattura con IVA?
No. Il contribuente forfettario non è soggetto passivo IVA: le fatture emesse non riportano IVA e riportano invece la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 — Regime forfettario. Imposta non dovuta”. Non si versano liquidazioni IVA periodiche e non si presenta la dichiarazione IVA annuale (salvo particolari situazioni). Si applica però l’obbligo di fatturazione elettronica tramite SDI, in vigore per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024.
Hai bisogno di assistenza specifica?
Trova commercialista sul marketplace di Fiscoinvest per ricevere un parere su misura.
Per collegare questo tema a una decisione concreta, parti da questi approfondimenti collegati.
Guida SRL 2026 SRL o forfettario IRPEF vs IRES 2026 Come scegliere il commercialista Guide pilastro
Approfondisci
Guide e analisi correlate per inquadrare meglio il tema.
- Forfettario fatture estere: reverse charge IVA pratico
- Regime Forfettario 2026: Guida Completa – Requisiti e Tasse
- Contributi INPS forfettario 2026: riduzione 35% gestione artigiani
- Regime Forfettario 2026: Novità Legge di Bilancio e Impatti
- Passaggio al Regime Forfettario 2026: Guida alla Transizione
- Forfettario con dipendenti 2026: limite 20.000 euro
