Maternità 2026: importi, congedo, anticipazione
Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice madre, disciplinato dal D.Lgs. 151/2001. Nel 2026, grazie alla Legge di Bilancio 2024, le lavoratrici dipendenti con almeno due figli possono ricevere l’indennità al 100% per il periodo obbligatorio. Questa guida illustra durata, importi e procedura di domanda.
- Congedo obbligatorio: 5 mesi con indennità INPS all’80%
- Novità 2026: 100% per lavoratrici con 2+ figli (Legge Bilancio 2024)
- Flessibilità dell’astensione: opzione post-parto
- Anticipazione del congedo: casi e procedura
1. Congedo di maternità: struttura e durata
Il congedo di maternità obbligatorio (artt. 16–22 D.Lgs. 151/2001) dura complessivamente 5 mesi e può essere distribuito nel seguente modo:
Modalità ordinaria: 2 mesi prima del parto presunto + 3 mesi dopo il parto.
Modalità flessibile (opzione post-parto, art. 20 D.Lgs. 151/2001): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto. La flessibilità è ammessa previa certificazione medica che attesti la compatibilità dell’attività lavorativa con lo stato di gravidanza e l’assenza di pregiudizio per la salute della lavoratrice e del nascituro.
In caso di parto prematuro, i giorni di astensione prenatale non goduti si aggiungono al periodo post-parto. In caso di parto posticipato, l’astensione pre-parto si prolunga fino alla data effettiva del parto e il periodo post-parto decorre comunque da tale data.
Alle lavoratrici che adottano o prendono in affidamento un bambino spetta un congedo di 5 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia (art. 26 D.Lgs. 151/2001), con le stesse regole di indennità.
2. Importi 2026: 80% e 100%
L’indennità di maternità è corrisposta dall’INPS ed è pari a una percentuale della retribuzione media giornaliera degli ultimi 12 mesi.
| Situazione lavorativa | Aliquota indennità | Base di calcolo |
|---|---|---|
| Lavoratrice dipendente (regola generale) | 80% | Retribuzione media giornaliera |
| Lavoratrice dipendente con 2+ figli (Legge Bilancio 2024, dall’1/1/2025) | 100% | Retribuzione media giornaliera |
| Lavoratrice dipendente con 3+ figli (Legge Bilancio 2024) | 100% | Retribuzione media giornaliera |
| Lavoratrice iscrizione gestione separata INPS | 80% | Media imponibile ultimo anno |
| Lavoratrice autonoma artigiana/commerciante | 80% | Reddito medio ultimo anno |
L’indennità al 100% per le lavoratrici con almeno due figli è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), con decorrenza dall’1 gennaio 2025, e si applica pienamente anche nel 2026. Il requisito è avere almeno un figlio di età inferiore a 10 anni al momento dell’inizio del congedo.
3. Esempi di calcolo dell’indennità
Esempio 1 — Impiegata con 1 figlio, RAL 30.000 euro, congedo 5 mesi (regola ordinaria 80%)
Retribuzione media giornaliera: 30.000 ÷ 365 = 82,19 euro.
Indennità giornaliera INPS: 82,19 × 80% = 65,75 euro.
Indennità mensile INPS (ipotizzando 30 giorni): 65,75 × 30 = 1.972,50 euro.
Indennità totale per 5 mesi (150 giorni): 65,75 × 150 = 9.862,50 euro.
Se il CCNL non prevede integrazione, la lavoratrice percepisce 1.972,50 euro/mese invece di 2.307,69 euro. Delta mensile: −335 euro circa.
Esempio 2 — Lavoratrice con 2 figli (figlio minore 6 anni), RAL 24.000 euro, indennità al 100%
Retribuzione media giornaliera: 24.000 ÷ 365 = 65,75 euro.
Indennità giornaliera INPS al 100%: 65,75 euro.
Indennità mensile: 65,75 × 30 = 1.972,50 euro.
Confronto con retribuzione ordinaria netta (circa 1.486 euro netti/mese, da esempio precedente): l’indennità al 100% lordo può risultare superiore al netto ordinario per effetto delle detrazioni e dell’assenza di contributi INPS dipendente durante il congedo.
4. Anticipazione, adozione e tutele contro il licenziamento
Anticipazione del congedo obbligatorio
La Direzione Territoriale del Lavoro può autorizzare l’anticipo del congedo all’inizio del 7° mese di gravidanza (anziché dal 2° mese antecedente il parto) nei seguenti casi: gravidanza a rischio, svolgimento di lavori gravosi, mansioni incompatibili con la gravidanza, condizioni ambientali rischiose. L’anticipazione richiede domanda documentata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Congedo per adozione e affidamento
Alle lavoratrici che adottano spetta un congedo post-ingresso del minore di 5 mesi con indennità INPS alle stesse aliquote previste per la maternità biologica. Per le adozioni internazionali è prevista anche un’ulteriore possibilità di astensione per il periodo di permanenza all’estero.
Tutele contro il licenziamento e dimissioni
Come accennato, il divieto di licenziamento copre dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino. Il datore che licenzia in violazione del divieto risponde con la nullità del licenziamento e la reintegrazione. Le dimissioni rassegnate durante il periodo protetto devono essere convalidate dalla Direzione Territoriale del Lavoro (art. 55 D.Lgs. 151/2001); in caso contrario sono prive di effetto.
Per i dettagli sul congedo parentale obbligatorio del padre e sul congedo facoltativo, si rimanda alla guida congedo parentale 2026: durata e importi.
5. Maternità, carriera e impatto retributivo a lungo termine
Il congedo di maternità ha effetti che si estendono oltre il periodo di astensione. L’impatto sulla carriera professionale e sul reddito futuro è una questione concreta che riguarda milioni di lavoratrici in Italia.
Contributi figurativi e pensione
Durante il congedo di maternità obbligatorio e durante il congedo parentale indennizzato, l’INPS accredita contributi figurativi alla posizione previdenziale della lavoratrice. Questo significa che i periodi di congedo non costituiscono buchi contributivi e non penalizzano la futura pensione sotto il profilo del diritto (raggiungimento dei requisiti di anzianità contributiva).
L’effetto pensionistico si manifesta tuttavia sulla misura della pensione: poiché la pensione contributiva si calcola sui contributi effettivamente versati (proporzionali alla retribuzione percepita), i periodi di congedo con indennità all’80% o al 30% riducono la base contributiva rispetto a un periodo lavorato normalmente. Il divario è contenuto ma si accumula nel tempo, soprattutto in caso di più congedi successivi.
Il gender pension gap
Il gender pension gap — la differenza tra la pensione media degli uomini e quella delle donne — è strutturalmente legato anche alle interruzioni di carriera per maternità e cura familiare. In Italia il divario pensionistico di genere supera il 30%: le donne percepiscono in media una pensione significativamente inferiore agli uomini a parità di età. Parte di questo divario è attribuibile ai maggiori periodi di lavoro part-time, ai congedi parentali fruiti prevalentemente dalle madri e alle interruzioni di carriera per cura dei figli.
Strumenti per mitigare l’impatto
Alcune misure possono attenuare l’impatto pensionistico della maternità: il riscatto agevolato dei periodi di inattività non coperti da contribuzione (riscatto della laurea o dei periodi non lavorati); la contribuzione volontaria durante i periodi di congedo non indennizzato; la scelta del fondo pensione complementare per accumulare un capitale integrativo indipendente dalla carriera contributiva. Il consulente del lavoro può orientare la lavoratrice verso le opzioni più adatte, anche in coordinamento con un consulente previdenziale.
Il bonus assunzioni 2026 (per datori di lavoro che assumono donne svantaggiate) e le tutele contro la discriminazione retributiva (Direttiva UE 2023/970 in corso di recepimento) sono ulteriori strumenti che il legislatore ha introdotto per rafforzare la posizione lavorativa delle donne. Per i dettagli sugli incentivi per i datori che assumono, si veda la guida bonus assunzioni 2026: under 35, donne, mezzogiorno.
Stai pianificando il congedo di maternità?
Un consulente del lavoro verifica l’applicazione corretta del CCNL, calcola l’indennità effettiva INPS più eventuale integrazione aziendale e ti assiste nella gestione delle comunicazioni obbligatorie.
Domande frequenti
Quanto dura il congedo di maternità obbligatorio nel 2026?
Il congedo obbligatorio dura 5 mesi (artt. 16–22 D.Lgs. 151/2001): nella modalità ordinaria 2 mesi prima del parto e 3 dopo; con la flessibilità (art. 20) è possibile scegliere 1 mese prima e 4 dopo, previa certificazione medica che attesti la compatibilità con il proseguimento dell’attività lavorativa.
Quando spetta l’indennità di maternità al 100%?
Dal 1° gennaio 2025, grazie alla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), le lavoratrici dipendenti con almeno due figli — di cui il più giovane di età inferiore a 10 anni all’inizio del congedo — ricevono l’indennità INPS al 100% della retribuzione media giornaliera invece dell’80%. Le lavoratrici con un solo figlio restano all’80%, salvo integrazione prevista dal CCNL.
Il datore di lavoro può integrare l’indennità INPS durante la maternità?
Sì. Molti CCNL obbligano il datore a integrare l’indennità INPS fino al 100% della retribuzione per tutto il periodo del congedo obbligatorio, indipendentemente dal numero di figli. Occorre consultare il contratto collettivo applicato in azienda (tipicamente nella sezione dedicata agli istituti di tutela della genitorialità) per verificare se e in quale misura è prevista l’integrazione.
Si può essere licenziate durante la gravidanza?
No. Il divieto di licenziamento decorre dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di vita del bambino (art. 54 D.Lgs. 151/2001). Il licenziamento intimato in violazione del divieto è nullo. Fanno eccezione la colpa grave della lavoratrice accertata, la cessazione totale dell’attività aziendale e la scadenza del contratto a termine.
Le lavoratrici autonome hanno diritto alla maternità INPS?
Sì. Le lavoratrici autonome artigiane e commercianti iscritte alla gestione IVS, le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS e le professioniste con cassa autonoma hanno diritto a un’indennità di maternità, anche se calcolata diversamente rispetto alle dipendenti. L’aliquota è generalmente dell’80% del reddito medio imponibile dell’anno precedente, per un periodo di 5 mesi.
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