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Dimissioni per giusta causa 2026: quando spetta la NASpI

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 6 Maggio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Dimissioni per giusta causa 2026: quando spetta la NASpI

Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa: quando il datore di lavoro commette comportamenti gravi che rendono impossibile la prosecuzione del rapporto, il lavoratore che si dimette puo accedere all’indennita di disoccupazione. La prova della giusta causa e a carico del lavoratore e richiede documentazione precisa.

  • Quando le dimissioni configurano giusta causa ex art. 2119 c.c.
  • Casi tipici ammessi dall’INPS (circ. 163/2003)
  • Come presentare le dimissioni e richiedere la NASpI
  • Importo e durata della NASpI 2026

1. Giusta causa nelle dimissioni: fondamento normativo

L’art. 2119 del codice civile disciplina il recesso per giusta causa in costanza di rapporto di lavoro a tempo indeterminato o durante il termine minimo di un contratto a tempo determinato. La norma si applica a entrambe le parti: puo essere il datore a licenziare per giusta causa, o il lavoratore a dimettersi per giusta causa quando ricorra “una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”.

Il recesso per giusta causa e immediato: non richiede il preavviso, ne la parte che recede e tenuta a corrisponderlo (o a riceverlo, nel caso del licenziamento). Tuttavia, quando e il lavoratore a rassegnare le dimissioni per giusta causa, la sua posizione ha un ulteriore effetto rilevante: ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. 22/2015 e della circolare INPS n. 163/2003, le dimissioni per giusta causa consentono l’accesso alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), che di norma e riservata ai lavoratori involontariamente disoccupati.

Principio chiave. La giusta causa nelle dimissioni sospende l’obbligo di preavviso e apre il diritto alla NASpI. La prova della giusta causa grava sul lavoratore: occorre documentare le condotte datoriali prima di dimettersi.

2. Casi riconosciuti: comportamenti datoriali che giustificano il recesso

La giurisprudenza e l’INPS (circolare n. 163/2003 e successive) hanno individuato le fattispecie di comportamento datoriale che possono integrare la giusta causa nelle dimissioni. Non si tratta di un elenco tassativo, ma dei casi piu frequentemente riconosciuti:

Fattispecie Requisiti per il riconoscimento
Mancato pagamento dello stipendio Inadempimento reiterato o grave (almeno 2-3 mensilita); non necessariamente totale
Mobbing e demansionamento Condotte sistematiche di mortificazione professionale documentate (testimoni, e-mail, comunicazioni scritte)
Molestie sessuali o violenza psicologica Qualsiasi episodio documentato; non richiesta reiterazione
Modifiche unilaterali peggiorative delle condizioni Cambio sede oltre 50 km senza giustificato motivo trasferimento (art. 2103 c.c.); riduzione unilaterale della retribuzione
Violazioni gravi in materia di sicurezza Mancata adozione dei dispositivi di protezione in ambienti a rischio specifico documentato
Inadempimento contrattuale grave Mancata concessione di ferie, permessi ex L. 104, congedi obbligatori per un periodo rilevante

La mera insoddisfazione, i contrasti caratteriali con colleghi o superiori, lo stress lavorativo generico o il desiderio di cambiare lavoro non integrano giusta causa. La valutazione e sempre caso per caso e richiede una condotta datoriale oggettivamente grave e documentata.

3. Esempi pratici e calcolo NASpI 2026

Esempio 1 — Mancato pagamento stipendio per 3 mesi, RAL 28.000 euro

Un dipendente con RAL 28.000 euro e 4 anni di anzianita non riceve lo stipendio da gennaio, febbraio e marzo 2026. A fine marzo si dimette per giusta causa tramite portale telematico, indicando nel campo motivo il mancato pagamento e conservando i cedolini emessi ma non pagati, le e-mail di sollecito e gli estratti conto bancari che dimostrano la mancata accredito. Presenta domanda NASpI entro 68 giorni dalla cessazione. Calcolo NASpI 2026: retribuzione media imponibile mensile degli ultimi 4 anni = 28.000/12 = 2.333 euro. NASpI = 75% di 2.333 se la retribuzione e inferiore a circa 1.424 euro (soglia mensile 2026); per importi superiori, si aggiunge il 25% della differenza, fino al massimale mensile INPS 2026 (circa 1.550 euro). Durata: meta dei mesi di contribuzione negli ultimi 4 anni, massimo 24 mesi. Con 4 anni di contribuzione, la NASpI dura 24 mesi.

Esempio 2 — Trasferimento unilaterale oltre 50 km, impugnazione

Maria lavora nella sede di Roma da 6 anni. A gennaio 2026 il datore le comunica unilateralmente il trasferimento alla sede di Napoli, senza alcuna motivazione legata a esigenze tecniche o organizzative documentate. Maria rifiuta il trasferimento e si dimette per giusta causa, contestualmente inviando una raccomandata A/R al datore con cui contesta il trasferimento come illegittimo ex art. 2103 c.c. Presenta le dimissioni telematicamente specificando il motivo. L’INPS, in sede di domanda NASpI, puo richiedere documentazione a supporto. Maria conserva: la comunicazione del trasferimento, la propria lettera di contestazione, le risposte del datore. Se il datore non dimostra la sussistenza di esigenze tecniche, produttive o organizzative documentate, il trasferimento e illegittimo e le dimissioni sono giustificate dalla causa ex art. 2119 c.c.

4. Procedura: dimissioni telematiche, prova e accesso NASpI

Presentazione delle dimissioni

Le dimissioni per giusta causa seguono la medesima procedura telematica delle dimissioni ordinarie: portale del Ministero del Lavoro con SPID o CIE. Nel campo “motivo” (facoltativo ma caldamente consigliato) si indica la causale della giusta causa. E importante non limitarsi a indicare genericamente “giusta causa” ma specificare il comportamento datoriale (es. “mancato pagamento stipendi gennaio-marzo 2026”).

Documentazione da raccogliere prima di dimettersi

La documentazione va raccolta prima di presentare le dimissioni, perche dopo la cessazione e spesso piu difficile ottenerla:

  • Cedolini paga non corrisposti (per inadempimento retributivo)
  • Estratti conto bancari che dimostrano la mancata accredito
  • Comunicazioni scritte (e-mail, messaggi WhatsApp, lettere) che documentano le condotte datoriali
  • Testimonianze di colleghi (anche in forma scritta preventiva)
  • Verbali di riunioni o comunicazioni sindacali

Accesso alla NASpI

La domanda NASpI va presentata telematicamente sul portale INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per le dimissioni per giusta causa, l’INPS puo richiedere la documentazione a supporto delle condotte datoriali contestate. Se l’INPS rigetta la domanda ritenendo insufficiente la prova della giusta causa, e possibile ricorrere amministrativamente e, in caso di esito negativo, in sede giudiziale.

Per la procedura telematica delle dimissioni si rimanda alla guida sulle dimissioni online 2026. Per il patto di non concorrenza che puo essere correlato alla cessazione, si rimanda a patto di non concorrenza 2026.

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Domande frequenti

Se mi dimetto per giusta causa, ho diritto alla NASpI?

Si, a condizione che la giusta causa sia reale e documentabile. Le dimissioni per giusta causa ex art. 2119 c.c. sono equiparate dalla normativa INPS (circolare n. 163/2003 e D.Lgs. 22/2015) alla perdita involontaria del posto di lavoro, con conseguente diritto alla NASpI. L’INPS puo richiedere documentazione a supporto e rigettare la domanda se le prove sono insufficienti.

Quante mensilita di stipendio non pagate giustificano le dimissioni?

Non esiste una soglia fissa legale. La giurisprudenza ritiene generalmente che il mancato pagamento reiterato di almeno 2-3 mensilita integri la giusta causa. Anche il mancato pagamento di una sola mensilita puo essere sufficiente se l’inadempimento e grave (es. ritardo superiore a 60 giorni dalla scadenza) o se si inserisce in un contesto di instabilita del rapporto. E sempre consigliabile documentare i solleciti inviati prima di dimettersi.

Le dimissioni per giusta causa eliminano l’obbligo di preavviso?

Si. L’art. 2119 c.c. prevede espressamente che in caso di giusta causa il lavoratore possa recedere senza preavviso. Di conseguenza, il lavoratore non e tenuto a corrispondere l’indennita sostitutiva del preavviso e puo cessare immediatamente il rapporto. Se il datore contesta la giusta causa, potra agire in giudizio per recuperare l’indennita di preavviso.

Cosa succede se l’INPS rigetta la domanda di NASpI per dimissioni per giusta causa?

E possibile presentare ricorso amministrativo all’INPS entro 90 giorni dalla notifica del rigetto, allegando documentazione aggiuntiva. In caso di esito negativo del ricorso, e possibile agire in giudizio davanti al Tribunale (sezione lavoro) per ottenere il riconoscimento del diritto. La consulenza di un professionista specializzato e fortemente raccomandata gia nella fase di raccolta prove, prima di presentare le dimissioni.

Il mobbing puo giustificare le dimissioni per giusta causa con accesso alla NASpI?

Si, a condizione che il mobbing sia documentato con prove concrete: comunicazioni scritte, testimonianze di colleghi, eventuale documentazione medica (certificati di malattia riconducibili alle condotte datoriali), verbali di riunioni o segnalazioni. Il semplice disagio lavorativo o conflitti caratteriali non sono sufficienti: le condotte devono essere sistematiche, intenzionali e oggettivamente lesive della dignita e della salute del lavoratore.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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