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Buono fruttifero postale ordinario: come funziona

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Buono fruttifero postale ordinario: come funziona
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

Come aggiorniamo i contenuti
📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Il Buono fruttifero postale ordinario è la versione «base» e più longeva della famiglia: ha una durata fino a 20 anni, un rendimento fisso e crescente nel tempo ed è rimborsabile a vista in qualsiasi momento, con la garanzia dello Stato sul capitale.

Vediamo come funziona, come matura il rendimento, quando conviene e come si inquadra fiscalmente — descrivendo il meccanismo, perché i tassi cambiano a ogni emissione.

In sintesi

  • Durata fino a 20 anni, con rendimento fisso che cresce con gli anni di possesso.
  • Rimborsabile a vista: recuperi sempre il capitale, ma senza interessi se rimborsi entro il 1° anno.
  • Capitale garantito dallo Stato, nessun costo, sottoscrivibile da importi piccoli (da 50 €).
  • Interessi tassati al 12,5%, esenti da imposta di successione (bollo solo oltre 5.000 €).

Cos'è e come funziona

Il Buono ordinario è un prodotto nominativo emesso da Cassa Depositi e Prestiti e collocato da Poste Italiane. Riconosce un rendimento fisso crescente in funzione del tempo trascorso dalla sottoscrizione: più a lungo lo tieni, più alto è il tasso effettivo riconosciuto, fino alla durata massima di 20 anni. Gli interessi sono corrisposti in un’unica soluzione al rimborso, non staccati periodicamente. Si sottoscrive in ufficio postale (cartaceo o dematerializzato) oppure online (solo dematerializzato), da importi di 50 € e multipli.

Rimborso a vista e rendimento crescente

La caratteristica più comoda è la liquidità: puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento e ottieni sempre il capitale versato (garantito), più gli interessi maturati fino a quel momento. Attenzione però: se rimborsi entro il primo anno non ti spetta alcun interesse. Da lì in poi il rendimento aumenta a scaglioni con gli anni. È quindi uno strumento adatto a chi vuole sicurezza assoluta del capitale e flessibilità, accettando rendimenti contenuti.

Un dettaglio da non dimenticare

I diritti al rimborso si prescrivono trascorsi 10 anni dalla data di scadenza del buono: un buono ordinario va incassato entro i termini, altrimenti il capitale è perso. Tieni traccia delle scadenze, soprattutto per i buoni cartacei più vecchi.

Quando conviene (e i limiti)

Il Buono ordinario ha senso per la parte di risparmio che vuoi protetta e sempre disponibile, senza rischio di oscillazioni. Il prezzo della sicurezza è un rendimento in genere inferiore a quello di un BTP di durata simile o di altri buoni a step più «aggressivi» (come il 3×4). Chi è sicuro di poter immobilizzare il denaro per più anni può ottenere di più con buoni a durata definita o con i titoli di Stato. Per un confronto diretto vedi la guida ai buoni postali rispetto a BTP e conto deposito.

La fiscalità e le garanzie

I vantaggi comuni a tutti i buoni postali

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.

Errori da evitare

  • Rimborsare entro il primo anno: non viene riconosciuto alcun interesse.
  • Dimenticare la prescrizione decennale dalla scadenza, perdendo il capitale dei buoni più vecchi.
  • Considerarlo equivalente a un BTP: a parità di durata il buono ordinario rende in genere meno.
  • Sottoscriverlo per somme che servono a brevissimo, quando un conto o un buono breve sarebbero più adatti.

Quando conviene farsi seguire

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Domande frequenti

Quanto dura il Buono fruttifero postale ordinario?

Fino a 20 anni, con un rendimento fisso che cresce in funzione del tempo di possesso. Gli interessi sono pagati in un’unica soluzione al momento del rimborso.

Posso ritirare i soldi quando voglio?

Sì, il Buono ordinario è rimborsabile a vista e il capitale è garantito dallo Stato. Però se rimborsi entro il primo anno non ti spetta alcun interesse; poi il rendimento cresce a scaglioni con gli anni.

Come sono tassati i Buoni ordinari?

Gli interessi sono tassati al 12,5%, come i titoli di Stato. I buoni sono inoltre esenti dall’imposta di bollo e dall’imposta di successione, ed esclusi dall’ISEE fino a 50.000 € insieme ai titoli di Stato.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Buoni fruttiferi e prodotti postali

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.