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Buono fruttifero postale dedicato ai minori: come funziona

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Buono fruttifero postale dedicato ai minori: come funziona
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


Il Buono fruttifero postale dedicato ai minori è lo strumento postale pensato per mettere da parte denaro per un figlio o un nipote: matura fino al suo 18° compleanno, con la garanzia dello Stato sul capitale. È uno dei modi più semplici e prudenti per costruire un piccolo capitale per la maggiore età.

Vediamo come funziona, chi può intestarlo, quali vincoli ha il rimborso anticipato e come si inquadra fiscalmente.

In sintesi

  • Si intesta a un minore tra 0 e 16 anni e 6 mesi; la durata arriva fino al 18° compleanno.
  • Non è rimborsabile prima dei 18 anni, salvo autorizzazione del giudice tutelare.
  • Dopo 18 mesi dalla sottoscrizione vengono comunque riconosciuti gli interessi maturati.
  • Interessi tassati al 12,5%, esenti da imposta di successione (bollo solo oltre 5.000 €).

Cos'è e chi può intestarlo

È un buono nominativo emesso da CDP e collocato da Poste, intestabile a bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni e 6 mesi (non oltre). La durata è variabile: è data dal tempo che manca al compimento dei 18 anni del minore. Alla scadenza naturale — il 18° compleanno — il buono rimborsa il valore nominale moltiplicato per un coefficiente di rendimento che cresce con gli anni di possesso. Lo sottoscrive in genere un genitore o un parente, come regalo «che lavora nel tempo».

I vincoli al rimborso

La logica è quella di un salvadanaio vincolato: il buono dedicato ai minori non è rimborsabile prima del 18° compleanno, se non con un provvedimento del giudice tutelare. È una tutela che impedisce di intaccare il risparmio destinato al ragazzo. Una clausola importante: dopo 18 mesi dalla sottoscrizione, in caso di rimborso autorizzato, vengono comunque riconosciuti gli interessi maturati. Attenzione infine al «dopo»: una volta compiuti i 18 anni il buono diventa infruttifero, quindi conviene incassarlo o reinvestirlo alla maggiore età.

Quando ha senso

È adatto a chi vuole accantonare con costanza per un figlio o nipote con la massima sicurezza e senza la tentazione di prelevare. Il rovescio della medaglia è la rigidità (capitale bloccato fino ai 18 anni) e rendimenti contenuti, tipici dei prodotti garantiti. Chi cerca un potenziale di crescita maggiore su un orizzonte così lungo può valutare, con la dovuta consapevolezza del rischio, soluzioni diverse: ne parliamo nell’articolo dedicato a investire per i figli minori.

La fiscalità e le garanzie

I vantaggi comuni a tutti i buoni postali

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.

Errori da evitare

  • Sottoscriverlo per un minore prossimo ai 16 anni e mezzo: oltre quella soglia non è ammesso.
  • Contare di poter ritirare il denaro prima dei 18 anni: serve l’autorizzazione del giudice tutelare.
  • Dimenticare di incassarlo o reinvestirlo alla maggiore età: dopo i 18 anni diventa infruttifero.
  • Pensare che renda come un investimento azionario di lungo periodo: privilegia la sicurezza.

Quando conviene farsi seguire

Scegliere come accantonare per un figlio (buono dedicato, titoli di Stato, strumenti di mercato) dipende da orizzonte e propensione al rischio.

Un professionista può aiutarti a impostare un piano per i minori coerente con i tuoi obiettivi.

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La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

A chi si può intestare il Buono dedicato ai minori?

A bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni e 6 mesi. La durata è variabile e arriva fino al compimento dei 18 anni dell’intestatario, quando il buono rimborsa il nominale rivalutato.

Si può rimborsare prima dei 18 anni?

No, non è rimborsabile prima del 18° compleanno, salvo autorizzazione del giudice tutelare. Dopo 18 mesi dalla sottoscrizione, in caso di rimborso autorizzato, vengono comunque riconosciuti gli interessi maturati.

Come è tassato il Buono dedicato ai minori?

Gli interessi sono tassati al 12,5%, come tutti i buoni postali. È esente dall’imposta di successione (il bollo dello 0,20% si applica solo oltre 5.000 €), ed escluso dall’ISEE fino a 50.000 € insieme ai titoli di Stato. Ricorda che dopo i 18 anni diventa infruttifero.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.