Il Buono fruttifero postale 4×4 è la versione a orizzonte più lungo della famiglia a step: dura 16 anni e riconosce un rendimento fisso che cresce ogni quattro anni. È pensato per chi guarda davvero al lungo periodo e vuole la garanzia dello Stato sul capitale.
Vediamo come funziona, in cosa si distingue dal 3×4, quando conviene e come si inquadra fiscalmente.
- Durata 16 anni, con rendimento fisso che sale ogni quattro anni.
- Gli interessi maturano al termine di ciascun quadriennio e sono pagati al rimborso.
- Rimborsabile a vista e capitale garantito dallo Stato.
- Interessi tassati al 12,5%, esenti da imposta di successione (bollo solo oltre 5.000 €).
Cos'è e come funziona
Il «4×4» segue la stessa logica del 3×4 ma su periodi più ampi: quattro periodi da quattro anni, per una durata complessiva di 16 anni. Il rendimento è fisso e crescente a scaglioni, con un tasso più alto al superamento di ogni quadriennio; gli interessi maturano al termine di ciascun periodo e vengono pagati al rimborso. Si sottoscrive da 50 € in ufficio postale o online (dematerializzato), senza costi e con la garanzia dello Stato sul capitale.
3×4 o 4×4: quale scegliere
La differenza è l’orizzonte: il 3×4 completa il suo percorso in 12 anni con step ogni 3, il 4×4 in 16 anni con step ogni 4. Il 4×4 premia un impegno più lungo e tende a riconoscere il rendimento pieno solo a chi resta molti anni. La scelta dipende da quanto a lungo puoi immobilizzare il denaro: se 12 anni sono già il tuo limite, il 3×4 è più adatto; se guardi a un risparmio davvero di lunghissimo periodo (per esempio per i figli o per integrare la pensione), il 4×4 può avere senso. Entrambi restano rimborsabili a vista, ma uscire presto penalizza.
La fiscalità e le garanzie
I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.
Errori da evitare
- Sottoscrivere un 4×4 (16 anni) quando il proprio orizzonte reale è più breve.
- Rimborsarlo nei primi anni, perdendo la parte più ricca del rendimento a step.
- Confonderlo con un titolo a cedola: gli interessi si incassano al rimborso, non periodicamente.
- Aspettarsi rendimenti da mercato azionario: è uno strumento di sicurezza, non di crescita.
Quando conviene farsi seguire
Decidere se immobilizzare il risparmio per 16 anni richiede di guardare obiettivi e liquidità futura.
Un professionista può aiutarti a scegliere tra le varie durate dei buoni e le alternative.
La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.
Domande frequenti
Cosa significa Buono 4×4?
Indica quattro periodi da quattro anni, per una durata totale di 16 anni. Il rendimento è fisso e cresce a ogni quadriennio; gli interessi maturano al termine di ciascun periodo.
Conviene il 4×4 o il 3×4?
Dipende dall’orizzonte: il 3×4 dura 12 anni con step ogni 3, il 4×4 dura 16 anni con step ogni 4. Il 4×4 premia un impegno più lungo; il 3×4 è più adatto se 12 anni sono il tuo limite. Entrambi sono rimborsabili a vista, ma uscire presto penalizza il rendimento.
Come è tassato il Buono 4×4?
Gli interessi sono tassati al 12,5%, come tutti i buoni postali e i titoli di Stato. È esente dall’imposta di successione (il bollo dello 0,20% si applica solo oltre 5.000 €), ed escluso dall’ISEE fino a 50.000 € con i titoli di Stato.
Fonti ufficiali
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.
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