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Buono fruttifero postale 4 anni (Plus e Premium): come funziona

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Buono fruttifero postale 4 anni (Plus e Premium): come funziona
A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 11 Giugno 2026🔄 Aggiornato il 12 Giugno 2026


I Buoni fruttiferi postali a 4 anni — nelle versioni 4 Anni Plus e Premium 4 anni — sono i buoni a durata fissa breve della gamma: immobilizzi una somma per quattro anni e incassi gli interessi alla scadenza, con la garanzia dello Stato sul capitale.

Vediamo come funzionano, in cosa si distingue la versione Premium (che richiede «nuova liquidità»), quando convengono e come si inquadrano fiscalmente.

In sintesi

  • Durata fissa di 4 anni: il rendimento, fisso, è riconosciuto solo alla scadenza.
  • La versione Premium richiede nuova liquidità (somme accreditate di recente) e in genere offre un tasso più alto.
  • Rimborsabile prima dei 4 anni, ma senza interessi se esci in anticipo.
  • Interessi al 12,5%, garanzia dello Stato; bollo solo oltre 5.000 € complessivi.

Cos'è e come funziona

Il Buono 4 Anni Plus è un BFP emesso da CDP e collocato da Poste con durata fissa di quattro anni: il rendimento è fisso e viene corrisposto in un’unica soluzione alla scadenza. È pensato per chi ha un orizzonte breve e vuole la massima sicurezza, accettando di immobilizzare il denaro per il periodo. Il capitale è garantito dallo Stato e non ci sono costi di sottoscrizione.

La versione Premium 4 anni è una variante promozionale che in genere riconosce un tasso più alto, ma a una condizione: va sottoscritta con «nuova liquidità», cioè somme affluite di recente sul libretto o conto (bonifici, accrediti di stipendio/pensione, versamento di assegni) dopo una certa data. Serve a premiare chi porta nuove risorse, non a spostare denaro già presente.

Rimborso e quando conviene

Il rimborso si può chiedere anche prima dei quattro anni, ma in tal caso non viene riconosciuto alcun interesse: si recupera solo il capitale. Per questo il 4 anni ha senso solo se sei ragionevolmente certo di poter aspettare la scadenza. È un’alternativa «postale» al conto deposito vincolato a 4 anni o a un BTP di durata simile: rispetto al conto deposito ha il vantaggio della garanzia dello Stato e della tassazione al 12,5% (contro il 26% del conto), ma va confrontato sui rendimenti effettivi.

La fiscalità e le garanzie

I vantaggi comuni a tutti i buoni postali

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.

Errori da evitare

  • Sottoscrivere un Premium spostando liquidità già presente: serve nuova liquidità, altrimenti non spetta il tasso promozionale.
  • Rimborsare prima dei 4 anni: si perdono tutti gli interessi.
  • Confrontarlo con un conto deposito solo sul tasso lordo, ignorando la differenza di tassazione (12,5% vs 26%).
  • Immobilizzare somme che potrebbero servire prima della scadenza.

Quando conviene farsi seguire

Capire se conviene un buono a 4 anni, un conto vincolato o un BTP dipende dai tuoi obiettivi di liquidità.

Un professionista può aiutarti a confrontare le alternative a parità di orizzonte e rischio.

Vuoi una verifica sul tuo caso concreto?

La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra Buono 4 Anni Plus e Premium 4 anni?

Entrambi durano 4 anni con interessi a scadenza. Il Premium offre in genere un tasso più alto ma richiede «nuova liquidità», cioè somme accreditate di recente (bonifici, stipendio, pensione, assegni); il 4 Anni Plus non ha questo vincolo.

Posso rimborsare il Buono 4 anni prima della scadenza?

Sì, ma senza alcun interesse: recuperi solo il capitale, che è garantito dallo Stato. Gli interessi spettano soltanto se mantieni il buono fino ai quattro anni.

Come sono tassati i Buoni a 4 anni?

Gli interessi sono tassati al 12,5%, come tutti i buoni postali e i titoli di Stato. Sono esenti dall’imposta di successione; l’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €.

Fonti ufficiali

Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.

Buoni fruttiferi e prodotti postali

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.