Il Buono fruttifero postale ordinario è la versione «base» e più longeva della famiglia: ha una durata fino a 20 anni, un rendimento fisso e crescente nel tempo ed è rimborsabile a vista in qualsiasi momento, con la garanzia dello Stato sul capitale.
Vediamo come funziona, come matura il rendimento, quando conviene e come si inquadra fiscalmente — descrivendo il meccanismo, perché i tassi cambiano a ogni emissione.
- Durata fino a 20 anni, con rendimento fisso che cresce con gli anni di possesso.
- Rimborsabile a vista: recuperi sempre il capitale, ma senza interessi se rimborsi entro il 1° anno.
- Capitale garantito dallo Stato, nessun costo, sottoscrivibile da importi piccoli (da 50 €).
- Interessi tassati al 12,5%, esenti da imposta di successione (bollo solo oltre 5.000 €).
Cos'è e come funziona
Il Buono ordinario è un prodotto nominativo emesso da Cassa Depositi e Prestiti e collocato da Poste Italiane. Riconosce un rendimento fisso crescente in funzione del tempo trascorso dalla sottoscrizione: più a lungo lo tieni, più alto è il tasso effettivo riconosciuto, fino alla durata massima di 20 anni. Gli interessi sono corrisposti in un’unica soluzione al rimborso, non staccati periodicamente. Si sottoscrive in ufficio postale (cartaceo o dematerializzato) oppure online (solo dematerializzato), da importi di 50 € e multipli.
Rimborso a vista e rendimento crescente
La caratteristica più comoda è la liquidità: puoi chiedere il rimborso in qualsiasi momento e ottieni sempre il capitale versato (garantito), più gli interessi maturati fino a quel momento. Attenzione però: se rimborsi entro il primo anno non ti spetta alcun interesse. Da lì in poi il rendimento aumenta a scaglioni con gli anni. È quindi uno strumento adatto a chi vuole sicurezza assoluta del capitale e flessibilità, accettando rendimenti contenuti.
I diritti al rimborso si prescrivono trascorsi 10 anni dalla data di scadenza del buono: un buono ordinario va incassato entro i termini, altrimenti il capitale è perso. Tieni traccia delle scadenze, soprattutto per i buoni cartacei più vecchi.
Quando conviene (e i limiti)
Il Buono ordinario ha senso per la parte di risparmio che vuoi protetta e sempre disponibile, senza rischio di oscillazioni. Il prezzo della sicurezza è un rendimento in genere inferiore a quello di un BTP di durata simile o di altri buoni a step più «aggressivi» (come il 3×4). Chi è sicuro di poter immobilizzare il denaro per più anni può ottenere di più con buoni a durata definita o con i titoli di Stato. Per un confronto diretto vedi la guida ai buoni postali rispetto a BTP e conto deposito.
La fiscalità e le garanzie
I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane, con garanzia dello Stato sul rimborso del capitale: il valore nominale non può scendere. Non hanno costi di sottoscrizione o rimborso (salvo gli oneri fiscali) e si sottoscrivono da importi piccoli. Sul fronte fiscale: gli interessi sono tassati al 12,5% (contro il 26% di conti e obbligazioni private), sono esenti dall’imposta di successione e, insieme ai titoli di Stato, esclusi dall’ISEE fino a 50.000 €. L’imposta di bollo dello 0,20% si applica solo se il valore complessivo dei buoni supera i 5.000 €. Lo svantaggio è il rovescio della sicurezza: rendimenti contenuti e interessi che, nella maggior parte dei buoni, maturano a step e premiano chi resta a lungo.
Errori da evitare
- Rimborsare entro il primo anno: non viene riconosciuto alcun interesse.
- Dimenticare la prescrizione decennale dalla scadenza, perdendo il capitale dei buoni più vecchi.
- Considerarlo equivalente a un BTP: a parità di durata il buono ordinario rende in genere meno.
- Sottoscriverlo per somme che servono a brevissimo, quando un conto o un buono breve sarebbero più adatti.
Quando conviene farsi seguire
Capire quanta liquidità tenere in strumenti garantiti e quanta investire dipende dai tuoi obiettivi.
Un professionista può aiutarti a bilanciare buoni postali, titoli di Stato e altri strumenti.
La fiscalità degli investimenti si gioca sui dettagli: aliquote, compensazioni, adempimenti esteri e scadenze si sommano in modo poco visibile. Un professionista può leggere la tua situazione e dirti cosa ottimizzare.
Domande frequenti
Quanto dura il Buono fruttifero postale ordinario?
Fino a 20 anni, con un rendimento fisso che cresce in funzione del tempo di possesso. Gli interessi sono pagati in un’unica soluzione al momento del rimborso.
Posso ritirare i soldi quando voglio?
Sì, il Buono ordinario è rimborsabile a vista e il capitale è garantito dallo Stato. Però se rimborsi entro il primo anno non ti spetta alcun interesse; poi il rendimento cresce a scaglioni con gli anni.
Come sono tassati i Buoni ordinari?
Gli interessi sono tassati al 12,5%, come i titoli di Stato. I buoni sono inoltre esenti dall’imposta di bollo e dall’imposta di successione, ed esclusi dall’ISEE fino a 50.000 € insieme ai titoli di Stato.
Fonti ufficiali
Le regole fiscali cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la norma vigente nell’anno d’imposta che ti interessa sulle fonti ufficiali.
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato sul tuo caso concreto.
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