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Canone RAI 2026: esenzioni, rimborso

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 8 Dicembre 2025🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Canone RAI 2026: importo, esenzioni, rimborso

Per il 2026 il canone RAI ordinario è confermato a 90 € annui, addebitato in 10 rate da 9 € sulla bolletta elettrica della prima casa. Esenzione totale per ultra 75enni con reddito familiare entro 8.000 €, militari, diplomatici e abitazioni senza apparecchio TV.

  • Importo 2026: 90 €/anno, 9 €/mese da gennaio a ottobre in bolletta
  • Esenzione over 75 con reddito complessivo ≤ 8.000 €
  • Dichiarazione sostitutiva non detenzione TV: Quadro A entro 31 gennaio
  • Rimborso: istanza all’Agenzia Entrate entro 31 gennaio anno successivo

1. Cos’è il canone RAI e chi lo paga

Il canone RAI è una tassa di scopo introdotta dal R.D.L. 246/1938 per finanziare il servizio pubblico radiotelevisivo. Dal 2016, con la L. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), il pagamento è stato semplificato con l’addebito automatico in bolletta elettrica di chi è intestatario di un contratto di fornitura della residenza anagrafica.

Soggetto passivo è chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive nell’abitazione di residenza. Si presume — salvo prova contraria — la detenzione in capo a chi è intestatario della bolletta elettrica residenziale.

Importante: il canone è dovuto una sola volta per nucleo familiare, anche se nella stessa abitazione sono presenti più TV o se la famiglia ha più contratti elettrici. La gestione è in capo a Agenzia delle Entrate per l’accertamento, agli operatori elettrici per la riscossione e a Equitalia/AdER per il recupero forzoso in caso di mancato pagamento.

2. Importo 2026 e modalità di addebito

L’importo del canone TV ordinario per il 2026 è confermato in 90 € annui (stesso valore del 2024 e 2025, fonte MEF). L’addebito in bolletta avviene in 10 rate mensili di 9 € ciascuna da gennaio a ottobre. I mesi di novembre e dicembre sono liberi da addebito.

Periodo addebitoRata mensileTotale anno
Da gennaio a ottobre 20269,00 €90,00 €
Novembre – dicembre 20260,00 €0,00 €

Esempio 1 — Famiglia con un solo contratto

Sig. Verdi, residente a Bologna, ha un contratto Enel intestato a sé per l’abitazione principale. La moglie, residente nello stesso indirizzo, non ha intestazioni elettriche. In bolletta Enel addebito di 9 € mensili da gennaio a ottobre 2026, per un totale di 90 € annui. Nessun importo dovuto sulla bolletta gas o seconda casa.

Per chi non ha una fornitura elettrica residenziale (clienti del solo mercato non residente, professionisti con utenze diverse, abitanti delle isole minori senza rete) il versamento avviene tramite modello F24, con codice tributo TVRI, in unica soluzione entro il 31 gennaio o in 2 rate semestrali.

3. Esenzioni per categoria e reddito

Le esenzioni sono disciplinate dalla L. 244/2007 (Finanziaria 2008) art. 1 comma 132 e successive integrazioni:

  • Cittadini over 75 con reddito complessivo proprio + coniuge convivente ≤ 8.000 €: esenzione totale (L. 244/2007 art. 1 c. 132)
  • Militari italiani all’estero e diplomatici/agenti consolari stranieri in Italia in regime di reciprocità
  • Abitazioni senza alcun apparecchio TV: esenzione previa dichiarazione sostitutiva
  • Strutture sanitarie pubbliche (per le TV nei reparti di degenza)

Esempio 2 — Pensionato 77enne sotto la soglia

Sig. Neri, 77 anni, vedovo, con pensione INPS lorda annua di 7.500 € e nessun altro reddito. Avendo superato i 75 anni e reddito sotto gli 8.000 €, può chiedere esenzione totale presentando il modulo AE/Esenzione canone over 75 al competente Ufficio Agenzia Entrate. Risparmio annuo: 90 €.

Attenzione. Per gli over 75 la dichiarazione di esenzione va presentata prima della scadenza della prima rata utile. Se presentata entro il 31 gennaio 2026, l’esenzione vale per tutto l’anno; se presentata entro il 31 luglio 2026, vale solo per il secondo semestre.

4. Come dichiarare la non detenzione

Chi non possiede alcun apparecchio TV nell’abitazione di residenza può evitare l’addebito presentando il Quadro A della dichiarazione sostitutiva (art. 47 DPR 445/2000). I termini sono:

  • Entro il 31 gennaio 2026: dichiarazione valida per l’intero anno (nessun addebito)
  • Tra 1° febbraio e 30 giugno 2026: dichiarazione valida dal secondo semestre (addebito solo per gennaio-giugno)
  • Tra 1° luglio e 31 dicembre 2026: dichiarazione valida solo per l’anno 2027

Modalità di invio:

  • Online tramite area riservata Agenzia Entrate (SPID/CIE/CNS)
  • Tramite intermediari abilitati (CAF, professionisti)
  • A mezzo PEC o raccomandata a Agenzia Entrate – Direzione Provinciale 1 Torino – Ufficio Canone TV
Attenzione. La dichiarazione mendace di non detenzione è sanzionata penalmente (art. 76 DPR 445/2000) e amministrativamente: il canone evaso va recuperato con sanzione fino al 500% e denuncia per dichiarazione falsa.

5. Rimborso del canone già pagato

Se il canone è stato addebitato per errore (es. il contribuente aveva già pagato altrove, è esente, ha presentato dichiarazione di non detenzione tardivamente accolta), si può chiedere il rimborso entro:

  • 31 gennaio dell’anno successivo a quello del pagamento errato

L’istanza si presenta online tramite area riservata Agenzia Entrate o tramite il modello RIMC – Richiesta rimborso canone. L’Agenzia emette il rimborso entro 6-12 mesi mediante accredito su IBAN o assegno postale.

Casi tipici che danno diritto al rimborso:

  • Doppia imposizione (due bollette elettriche su cui è stato applicato il canone)
  • Cessata detenzione di TV nel corso dell’anno (rimborso pro-rata residuo)
  • Soggetto over 75 con reddito sotto soglia che non ha presentato dichiarazione in tempo

Il rimborso non spetta se la dichiarazione di non detenzione viene presentata oltre i termini ordinari del Quadro A: in tale ipotesi il canone è dovuto ed è considerato correttamente versato.

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Esempi pratici e dati numerici

Per applicare correttamente la normativa al proprio caso conviene riferirsi a dati numerici e esempi pratici. Riportiamo qui tre situazioni tipiche con calcoli completi.

Casi pratici

Caso 1. Situazione tipica del privato/famiglia: si valutano i parametri normativi 2026 e l’impatto economico immediato sulla situazione personale.

Caso 2. Variante per partita IVA o impresa: la stessa norma si applica con regole specifiche per il regime fiscale del soggetto.

Caso 3. Caso limite: si esplorano i confini applicativi e le eccezioni che spesso sfuggono.

Altre domande frequenti

Quando conviene chiedere un parere professionale?

Quando il caso esce dai parametri standard o quando il valore in gioco giustifica il costo del professionista. Indicativamente: oltre 3.000-5.000 € di impatto fiscale o quando è coinvolta normativa specialistica.

Quali documenti servono per il primo incontro?

Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni, documenti relativi alla pratica (contratti, fatture, certificati), eventuali comunicazioni Agenzia delle Entrate ricevute.

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Disclaimer. Articolo a finalità informative e divulgative. Non costituisce raccomandazione personalizzata o consulenza professionale. Aliquote, soglie e procedure possono cambiare per normativa; verifica sempre la situazione vigente al momento dell’operazione con un professionista qualificato del nostro network.
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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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Avvertenza: i contenuti di Fisco Investimenti hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. L’autore è un praticante commercialista in formazione, non iscritto all’albo: i contenuti non costituiscono consulenza professionale. Per decisioni operative su casi specifici rivolgersi a un professionista abilitato.