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Detrazione asilo nido 2026: limite 632 euro per figlio e modalità

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 14 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Detrazione asilo nido 2026: limite 632 euro per figlio e modalita

Le rette dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) versate per figli fino a tre anni danno diritto a una detrazione IRPEF del 19%, con un limite massimo di 632 euro per figlio. La norma di riferimento è l’art. 1, comma 335, della L. 266/2005, confermata dalla Legge di Bilancio 2026. Questa guida spiega chi può accedere, quale documentazione serve e come calcolare il risparmio.

  • Limite 632 euro per figlio: si applica per ogni figlio fino a 3 anni
  • Asili pubblici e privati autorizzati: entrambi ammessi
  • Distinta dalla detrazione per spese scolastiche (art. 15 TUIR)
  • Risparmio massimo: 120,08 euro per figlio

1. Base normativa e aggiornamenti 2026

La detrazione per le spese di frequenza degli asili nido è disciplinata dall’art. 1, comma 335, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006), come successivamente integrata. Non si tratta di una voce dell’art. 15 del TUIR ma di una disposizione speciale, che prevede la detrazione del 19% sulle rette versate per la frequenza di asili nido, pubblici o privati autorizzati, nel limite di 632 euro per ciascun figlio di età compresa tra 0 e 3 anni.

Il risparmio fiscale massimo ottenibile per figlio è di 632 × 19% = 120,08 euro. Se la famiglia ha due figli entrambi under 3 che frequentano l’asilo nido, il limite raddoppia: 1.264 euro complessivi, per un risparmio massimo di 240,16 euro.

Attenzione all’età del figlio. Il limite dei 3 anni si calcola riferendosi all’età del bambino durante l’anno di frequenza, non all’anno d’imposta. Un bambino che compie 3 anni a settembre può generare la detrazione per le rette pagate fino a quel momento nell’anno.

2. Condizioni di accesso e strutture ammesse

Tipo di struttura Ammessa Condizione
Asilo nido pubblico comunale Si Retta pagata al comune o all’ente gestore
Asilo nido privato autorizzato Si Struttura con autorizzazione regionale o comunale
Micro-nido o nido familiare autorizzato Si Necessaria autorizzazione dell’ente locale competente
Baby-sitter a domicilio No Non assimilabile alla frequenza di asilo nido
Asilo nido aziendale Si Se il costo della retta è a carico del dipendente (non rimborsato dal datore)
Sezione primavera (28-36 mesi) Si Se autorizzata come struttura per la prima infanzia

La detrazione compete al genitore che ha sostenuto la spesa, purché il figlio sia fiscalmente a carico. Se entrambi i genitori contribuiscono al pagamento della retta, ciascuno detrae la propria quota nel limite pro-quota di 632 euro totali per figlio.

3. Calcolo del risparmio ed esempi pratici

Detrazione = min(Rette annue versate per figlio; 632) × 19%

Esempio 1 — Mario, reddito 30.000 euro, un figlio di 2 anni

Mario paga la retta mensile dell’asilo nido privato autorizzato: 280 euro al mese per 10 mesi = 2.800 euro annui. Il limite applicabile è 632 euro.

Detrazione: 632 × 19% = 120,08 euro. Mario ottiene il massimo del beneficio, indipendentemente dall’importo effettivo della retta (ben superiore al tetto).

Esempio 2 — Giulia, reddito 26.000 euro, due figli sotto i 3 anni

Giulia ha due gemelli di 18 mesi che frequentano asili nido diversi. Retta mensile: 250 euro ciascuno × 10 mesi = 5.000 euro totali per entrambi. Il limite è 632 euro per ciascun figlio: 1.264 euro totali.

Detrazione: 1.264 × 19% = 240,16 euro. Il limite si applica per figlio, non per nucleo familiare.

4. Compilazione 730 e documentazione

Nel modello 730/2026, le spese per asilo nido vanno indicate nel Quadro E, Sezione I, codice 33. L’importo da inserire è la spesa effettivamente sostenuta, nel limite di 632 euro per figlio. Il software di compilazione applica automaticamente il calcolo del 19%.

La documentazione da conservare include:

  • Ricevute o bollettini di pagamento della retta con indicazione del periodo di riferimento
  • Documento attestante l’autorizzazione della struttura (basta la visura o l’iscrizione all’albo regionale)
  • Per le strutture aziendali, documentazione che attesti la quota rimasta a carico del dipendente

Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili (bonifico, carta, domiciliazione bancaria). Le rette pagate in contanti non danno diritto alla detrazione.

Chi ha figli in età scolastica può anche accedere alla detrazione per spese scolastiche: si veda la guida sulla detrazione spese scolastiche 2026. Per l’attività sportiva dei figli più grandi, la guida specifica è disponibile su detrazione sport figli 2026.

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Domande frequenti

Il limite di 632 euro è per famiglia o per figlio?

Il limite di 632 euro si applica per ogni singolo figlio che frequenta l’asilo nido, non per nucleo familiare. Una coppia con due figli entrambi under 3 può detrarre fino a 1.264 euro complessivi (632 per ciascun figlio), per un risparmio fiscale massimo di 240,16 euro.

La baby-sitter a domicilio è detraibile come asilo nido?

No. La detrazione per asilo nido riguarda esclusivamente la frequenza di strutture autorizzate per la prima infanzia (asili nido, micro-nidi, sezioni primavera). Le prestazioni di baby-sitter a domicilio non sono assimilabili alla frequenza di una struttura e non danno diritto a questa detrazione specifica.

Posso detrarre la retta se il figlio frequenta solo part-time?

Sì. La detrazione si applica all’importo della retta effettivamente pagato, indipendentemente dal tipo di frequenza (full-time o part-time). Il limite rimane 632 euro per figlio: se la retta part-time è inferiore, si detrae il 19% della retta effettiva (che sarà necessariamente minore del massimo teorico di 120,08 euro).

La detrazione asilo nido e il bonus nido dell’INPS sono cumulabili?

Il bonus nido INPS (voucher per il pagamento delle rette) e la detrazione fiscale nel 730 non sono cumulabili sulla stessa spesa. La detrazione compete solo sulla quota di retta rimasta a carico del genitore dopo la deduzione del voucher INPS. Se il bonus copre l’intera retta, non vi è importo residuo da detrarre.

Come si divide la detrazione tra i due genitori?

Se entrambi i genitori concorrono al pagamento della retta, ciascuno detrae la propria quota di spesa effettivamente sostenuta, nel rispetto del limite complessivo di 632 euro per figlio. Il totale tra i due genitori non può superare 632 euro per figlio. Se uno solo dei genitori paga l’intera retta, è lui a portare in detrazione fino a 632 euro.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.


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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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