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Lavoratori domestici 2026: contributi INPS e contratto

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 21 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Lavoratori domestici 2026: contributi INPS e contratto

Colf, badanti e collaboratori domestici sono lavoratori subordinati soggetti al CCNL del lavoro domestico 2020-2023 e alle aliquote contributive INPS specifiche per la categoria. Nel 2026 i contributi trimestrali vanno versati entro date precise e gli importi dipendono dall’orario settimanale. Il costo reale per il datore-persona fisica include contributi e TFR, ma ammette detrazioni fiscali parziali.

  • CCNL 2020-2023: livelli, mansioni e minimi retributivi
  • Contributi INPS 2026: aliquote, scadenze trimestrali
  • Costo reale per il datore e detrazioni IRPEF
  • Esempi numerici: colf part-time e badante convivente

1. Il CCNL del lavoro domestico: livelli e minimi 2026

Il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, rinnovato per il periodo 2020-2023 (con disposizioni transitorie ancora in vigore nel 2026 nelle more del rinnovo), classifica i lavoratori domestici in livelli in base alle mansioni svolte e all’esperienza maturata.

Livello Profilo Paga oraria minima (circa)
A Lavoratore senza esperienza, mansioni generiche 5,60 euro
B Lavoratore con esperienza generica, lavori domestici standard 6,00 euro
BS Colf con almeno 1 anno di esperienza documentata 6,50 euro
C Badante non specializzata, assistenza di base 7,00 euro
CS Badante specializzata (es. esperienza con non autosufficienti) 7,50 euro
D Lavoratore con mansioni di alta specializzazione o responsabilità 8,30 euro

I valori indicati sono orientativi e soggetti ad aggiornamento annuale per adeguamento ISTAT. Per il 2026 occorre verificare le tabelle INPS aggiornate al momento dell’assunzione. Sono previste maggiorazioni per lavoro notturno (tra le 22 e le 6), per il lavoro festivo e per le ore straordinarie. La retribuzione può includere il vitto e/o l’alloggio per i lavoratori conviventi, con un valore convenzionale fissato dal CCNL da detrarre dalla paga in denaro.

Attenzione al minimo contrattuale. Pagare un lavoratore domestico al di sotto dei minimi del CCNL espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e al recupero delle differenze retributive, che il lavoratore può rivendicare fino a 5 anni dopo la cessazione del rapporto.

2. Contributi INPS 2026: aliquote e scadenze

I contributi INPS per i lavoratori domestici sono calcolati con un sistema forfettario orario, a differenza degli altri rapporti di lavoro dipendente. Le aliquote sono ripartite tra datore e lavoratore in modo diverso rispetto al regime ordinario.

Orario settimanale Contributo orario totale (circa) Quota datore Quota lavoratore
Fino a 24 ore/settimana 1,65 euro/ora 1,24 euro/ora 0,41 euro/ora
Oltre 24 ore/settimana 1,42 euro/ora 1,07 euro/ora 0,35 euro/ora
Maggiorazione lavoratori non italiani UE +0,03 euro/ora Datore

I valori esatti per il 2026 sono pubblicati dall’INPS nella circolare annuale sui contributi per i lavoratori domestici (solitamente a febbraio di ogni anno). I dati sopra sono indicativi sul 2025-2026 e vanno sempre verificati sul portale INPS.

Scadenze trimestrali 2026

Il versamento dei contributi avviene con cadenza trimestrale tramite F24 o tramite il portale INPS (sezione “Lavoratori domestici”). Le scadenze trimestrali nel 2026 sono:

  • 1° trimestre (gennaio-marzo): entro il 10 aprile 2026
  • 2° trimestre (aprile-giugno): entro il 10 luglio 2026
  • 3° trimestre (luglio-settembre): entro il 10 ottobre 2026
  • 4° trimestre (ottobre-dicembre): entro il 10 gennaio 2027

Il mancato versamento entro le scadenze comporta sanzioni per ritardato pagamento e interessi di mora. L’INPS può anche escludere il periodo non coperto da contribuzione dal calcolo della pensione del lavoratore.

3. Esempi numerici: costo reale per il datore

Esempio 1 — Colf part-time 20 ore settimanali, livello BS

Una colf di livello BS (esperienza documentata) lavora 20 ore settimanali. Paga oraria contrattuale minima: circa 6,50 euro. Retribuzione lorda mensile (20 ore x 52 settimane / 12 mesi): circa 563 euro. Contributi INPS a carico del datore: 1,24 euro/ora x 80 ore mensili (20 ore x 4 settimane) = circa 99 euro/mese. TFR accantonato: circa 563/13,5 = circa 42 euro/mese. Costo totale mensile per il datore: 563 + 99 + 42 = circa 704 euro. Netto in busta per la colf: 563 – contributi dipendente (0,41 x 80 = 33 euro) = circa 530 euro.

Esempio 2 — Badante convivente full-time, livello CS

Una badante specializzata (livello CS) convivente lavora 54 ore settimanali (ore ordinarie più le ore di disponibilita notturna previste dal CCNL). Per le ore ordinarie si considera una paga oraria di circa 7,50 euro. Il CCNL prevede per i lavoratori conviventi una detrazione per vitto e alloggio pari a circa 400-450 euro mensili dal totale dovuto. Ipotizzando una retribuzione mensile lorda (ore ordinarie) di circa 1.400 euro, meno 420 euro di vitto/alloggio convenzionale = 980 euro in denaro. Contributi INPS datore per oltre 24 ore/sett.: 1,07 x ~235 ore mensili = circa 251 euro/mese. TFR: 1.400/13,5 = circa 104 euro/mese. Costo totale mensile per il datore: 1.400 + 251 + 104 = circa 1.755 euro. Per questo profilo le famiglie spendono tra 1.600 e 2.000 euro al mese tutto compreso.

4. Detrazioni IRPEF e adempimenti fiscali

Detrazione per contributi previdenziali

Il datore di lavoro persona fisica che assume un lavoratore domestico può portare in detrazione IRPEF, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. f) del TUIR, i contributi previdenziali versati all’INPS per la parte a proprio carico. La detrazione è del 19% ed è calcolata sull’importo dei contributi versati, nel limite di 1.549,37 euro annui di base imponibile. Non è prevista una detrazione sulla retribuzione corrisposta al lavoratore.

Cedolare secca: non applicabile

Il regime della cedolare secca non è applicabile ai lavoratori domestici. La retribuzione corrisposta è deducibile solo nella misura della detrazione sopra indicata per i contributi. Il datore non può dedurre la retribuzione lorda come costo, trattandosi di spesa personale non inerente ad attività produttive di reddito.

Adempimenti all’assunzione

Oltre al contratto scritto (fortemente consigliato, obbligatorio se convivente), il datore deve: comunicare all’INPS l’assunzione entro il giorno precedente l’inizio del rapporto tramite il portale online; stipulare il contratto individuale indicando livello, orario, retribuzione e luogo di lavoro; consegnare al lavoratore la lettera di assunzione. Non è prevista la comunicazione obbligatoria al Centro per l’Impiego per i lavoratori domestici, che invece vale per tutti gli altri rapporti di lavoro. Per la gestione del rapporto con i permessi per l’assistenza di familiari disabili, si rinvia alla guida dedicata.

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Domande frequenti

Quali contributi INPS paga il datore per una colf nel 2026?

Il datore di lavoro domestico versa contributi INPS a tariffa oraria forfettaria, che nel 2026 variano tra circa 1,07 e 1,24 euro all’ora a carico del datore, a seconda che il lavoratore superi o meno le 24 ore settimanali. I contributi si versano trimestralmente tramite F24 o portale INPS, entro il 10 del mese successivo a ciascun trimestre.

Il contratto di lavoro domestico deve essere scritto?

Non esiste un obbligo legale di forma scritta per il contratto di lavoro domestico, ma il CCNL raccomanda fortemente la forma scritta. Per i lavoratori conviventi, il contratto scritto è praticamente indispensabile per definire il compenso in denaro, il valore del vitto e alloggio e le condizioni di convivenza. In caso di controversia, la prova del rapporto di lavoro e delle sue condizioni grava sul lavoratore in assenza di documento scritto.

Posso detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese per la colf?

Si possono detrarre i contributi previdenziali versati all’INPS (quota a carico del datore), nella misura del 19% su un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Non è invece detraibile la retribuzione corrisposta alla colf. La detrazione spetta all’effettivo datore di lavoro e va indicata nella dichiarazione dei redditi nella sezione oneri detraibili.

Come si comunica l’assunzione di una badante all’INPS?

La comunicazione di assunzione va effettuata tramite il portale INPS (sezione dedicata ai lavoratori domestici) entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro. In alternativa, si può utilizzare il Contact Center INPS (numero verde) o rivolgersi a un patronato o consulente del lavoro per la comunicazione. Il mancato rispetto del termine espone il datore a sanzioni amministrative.

Una badante in nero: quali rischi per il datore?

Il datore che impiega una badante senza regolare contratto e senza versare i contributi INPS rischia: sanzioni amministrative per lavoro nero (da 1.800 a 10.800 euro per ogni lavoratore irregolare), recupero di tutti i contributi evasi con interessi e sanzioni aggiuntive, responsabilita solidale in caso di infortuni sul lavoro. La regolarizzazione spontanea, prima di ispezioni, riduce significativamente le sanzioni.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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