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Assumere un dipendente costi 2026: tabella completa

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 16 Aprile 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Assumere un dipendente: costi 2026 con tabella completa

Assumere un dipendente con retribuzione lorda annua di 30.000 euro costa all’azienda circa 45.000-46.500 euro, considerando contributi INPS, INAIL, TFR, tredicesima e altri oneri. Questa guida disaggrega ogni voce di costo con i valori aggiornati al 2026 e due esempi numerici dettagliati per diverse fasce retributive.

  • Tabella completa di tutte le voci di costo 2026
  • Formula del costo totale azienda e moltiplicatore orientativo
  • Esempi numerici per 25.000 e 40.000 euro lordi annui
  • Differenze tra contratto a tempo indeterminato, determinato e apprendistato

1. Le voci di costo per il datore di lavoro

Il costo del lavoro per l’impresa non coincide con la retribuzione lorda percepita dal dipendente. Tra il netto in busta paga e il costo effettivo a carico dell’azienda si inseriscono diverse componenti obbligatorie, alcune di competenza mensile, altre di competenza annua o differita. Comprenderle consente di pianificare correttamente il budget del personale e di confrontare tipologie contrattuali diverse.

Componente contributiva (oneri previdenziali datoriali)

La quota contributiva a carico del datore di lavoro per un contratto a tempo indeterminato nel settore privato si attesta intorno al 23,81% della retribuzione imponibile previdenziale. Tale aliquota comprende le contribuzioni alla Gestione Separata INPS (IVS), la NASpI (contributo di finanziamento), il fondo di garanzia TFR (0,20%), il contributo INAIL (variabile per settore, mediamente 0,9-1,5% per attivita d’ufficio) e, ove previsto dal CCNL applicabile, i contributi ai fondi di previdenza complementare e ai fondi bilaterali (es. EBITER per il terziario, FONDESER per l’edilizia).

Trattamento di fine rapporto (TFR)

Il TFR matura nella misura del 7,40% sulla retribuzione utile (art. 2120 c.c.), comprensiva della retribuzione ordinaria e di tutte le voci continuative (premi, superminimi, tredicesima e quattordicesima). Per le imprese con almeno 50 dipendenti il TFR maturando deve essere versato al Fondo di Tesoreria INPS (art. 1, comma 755, L. 296/2006); nelle imprese piu piccole rimane in azienda o puo essere destinato a un fondo pensione su richiesta del lavoratore. In entrambi i casi il costo finanziario per l’impresa e equivalente: il 7,40% della retribuzione utile viene accantonato ogni anno.

Mensilita aggiuntive e istituti retributivi differiti

La tredicesima mensilita e obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato ed equivale a 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato. La quattordicesima e prevista dai CCNL di numerosi settori (commercio, turismo, alcune categorie del manifatturiero): il suo costo e pari a 1/12 della retribuzione mensile per ogni mese lavorato. I premi di produzione, le indennita specifiche (notturno, turnazione, reperibilita) e i fringe benefit concorrono al costo totale in misura variabile.

Regola orientativa. Il costo totale azienda e approssimativamente pari alla retribuzione lorda annua moltiplicata per un fattore compreso tra 1,45 e 1,55, a seconda del settore CCNL, del numero di mensilita aggiuntive e delle aliquote INAIL specifiche dell’attivita.

2. Tabella contributi e aliquote 2026

La tabella che segue riporta le principali voci di costo a carico del datore di lavoro, espresse come percentuale della retribuzione lorda, per un contratto a tempo indeterminato nel settore terziario/commercio (CCNL Confcommercio). Le aliquote INPS sono quelle vigenti secondo la circolare INPS piu recente applicabile all’anno 2026.

Voce di costo % sulla retrib. lorda Note
Contributi INPS IVS (datoriale) 23,81% Include NASpI, fondo garanzia TFR, CIGO/CIGS ove applicabile
Contributo INAIL ~1,00% Varia per settore: 0,40% uffici, fino a 8%+ settori rischiosi
TFR accantonamento 7,40% Art. 2120 c.c.; per imprese 50+ dip. versato a Fondo INPS
Tredicesima mensilita 8,33% Equivalente a 1/12 della retrib. mensile, obbligatoria
Quattordicesima (se prevista CCNL) 8,33% Presente in commercio, turismo, altri CCNL
Ferie non godute (accantonamento) ~3,85% Base 4 settimane obbligatorie; quota liquidabile alla cessazione
Contributi fondi bilaterali/previdenza compl. 0,50-1,50% Dipende da CCNL: es. FONCOM Commercio, FOPEN, Fon.Te
Totale oneri (stima settore comm.) ~53-55% Sul lordo; moltiplicatore ~1,48-1,52 sul lordo annuo
Costo totale azienda = Retribuzione lorda annua x (1 + aliquota contributiva datoriale + TFR + 13a/14a + altri istituti)

Per una lettura piu immediata: un dipendente con retribuzione lorda annua di 30.000 euro costa all’azienda circa 44.400-45.600 euro, di cui 6.150 euro (pari al 23,81% escluso INAIL) di contributi previdenziali datoriali, 2.220 euro di TFR, 2.500 euro di tredicesima e 2.500 euro di quattordicesima (se prevista dal CCNL).

3. Esempi numerici per due fasce retributive

Esempio 1 — Impiegato III livello CCNL Commercio (retrib. lorda annua 25.000 euro)

Scenario: azienda del settore terziario con 20 dipendenti, assunzione a tempo indeterminato, CCNL Confcommercio 2024-2027, livello III (minimo tabellare ~1.700 euro/mese). Retribuzione lorda annua pattuita: 25.000 euro (include superminimo individuale).

Calcolo voci di costo 2026:
— Contributi INPS datoriali (23,81%): 25.000 x 23,81% = 5.952,50 euro
— Contributo INAIL (ipotesi 1,00%): 25.000 x 1,00% = 250,00 euro
— TFR (7,40%): 25.000 x 7,40% = 1.850,00 euro
— Tredicesima (8,33%): 25.000 x 8,33% = 2.082,50 euro
— Quattordicesima (8,33%, prevista CCNL Commercio): 25.000 x 8,33% = 2.082,50 euro
— Fondi bilaterali (0,70%): 25.000 x 0,70% = 175,00 euro

Costo totale annuo: 25.000 + 5.952,50 + 250 + 1.850 + 2.082,50 + 2.082,50 + 175 = circa 37.392 euro
Moltiplicatore effettivo: 37.392 / 25.000 = 1,496 (circa 1,50).

Esempio 2 — Quadro CCNL Commercio (retrib. lorda annua 40.000 euro)

Scenario: stessa azienda, inquadramento “Quadro” (primo livello fuori scala CCNL Confcommercio). Retribuzione lorda annua pattuita: 40.000 euro. In questo caso la tredicesima e quattordicesima incidono proporzionalmente di piu in valore assoluto, ma le aliquote percentuali rimangono invariate.

Calcolo voci di costo 2026:
— Contributi INPS datoriali (23,81%): 40.000 x 23,81% = 9.524,00 euro
— Contributo INAIL (1,00%): 40.000 x 1,00% = 400,00 euro
— TFR (7,40%): 40.000 x 7,40% = 2.960,00 euro
— Tredicesima (8,33%): 40.000 x 8,33% = 3.332,00 euro
— Quattordicesima (8,33%): 40.000 x 8,33% = 3.332,00 euro
— Fondi bilaterali (0,70%): 40.000 x 0,70% = 280,00 euro

Costo totale annuo: 40.000 + 9.524 + 400 + 2.960 + 3.332 + 3.332 + 280 = circa 59.828 euro
Moltiplicatore effettivo: 59.828 / 40.000 = 1,496. La regola del moltiplicatore 1,50 e stabile su tutto l’arco retributivo per lo stesso CCNL e settore.

4. Variabili che modificano il costo

Il moltiplicatore 1,45-1,55 e una stima di riferimento. Diverse variabili possono farlo scendere significativamente o aumentarlo.

Fattori che riducono il costo

Contratto di apprendistato: come illustrato nella guida Apprendistato 2026: tipologie, contributi e durata, l’aliquota contributiva scende all’11,61% (o 10% per imprese fino a 9 dipendenti), riducendo il moltiplicatore a circa 1,30-1,35.

Incentivi normativi: la Legge Bilancio 2025 ha prorogato e in parte rafforzato alcune misure di incentivazione all’assunzione: esonero contributivo totale per 24 mesi per assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 nei settori in deroga, sgravio Zone Economiche Speciali per il Mezzogiorno (ZES unica), sgravio per assunzioni di percettori di reddito di cittadinanza/inclusione. Ogni misura ha requisiti e massimali propri; la cumulabilita e limitata.

Contratto a tempo determinato: le aliquote contributive sono le stesse del tempo indeterminato, ma si evita l’accantonamento del TFR pluriennale in casi di breve durata e non matura la quattordicesima se il rapporto cessa prima della data di maturazione. Il contributo addizionale NASpI dell’1,40% sulla retribuzione imponibile grava pero sul contratto a termine (art. 2, comma 29, L. 92/2012).

Fattori che aumentano il costo

Settori ad alta sinistrosita (INAIL): le aliquote INAIL per edilizia, manifatturiero pesante, logistica e trasporti possono superare il 5-8%, aumentando il moltiplicatore di 4-7 punti percentuali rispetto al settore terziario.

CCNL con indennita specifiche: lavoro notturno (maggiorazione 15-25% della paga oraria), turnazioni, reperibilita, indennita di rischio, lavoro festivo: tutte queste voci aumentano la retribuzione utile e di conseguenza gli oneri derivati (contributi, TFR, tredicesima).

Premi di produttivita: i premi aziendali tassati al 5% in capo al lavoratore (fino al limite legale 2026 di 3.000 euro) sono comunque soggetti a contribuzione ordinaria per il datore; non si ha risparmio contributivo sul premio, solo fiscale per il lavoratore.

Budget prudenziale. Per non sottostimare il costo del personale, e consigliabile pianificare con un moltiplicatore di 1,55 sul lordo pattuito, che copre scenari di straordinari, sostituzione ferie e accantonamento prudenziale per vertenze.

Confronta con un consulente del lavoro

Il costo effettivo di un’assunzione dipende dal CCNL applicabile, dal settore INAIL, dagli incentivi disponibili e dalla dimensione aziendale. Un consulente del lavoro quantifica il costo reale e individua le agevolazioni accessibili nel 2026.

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Domande frequenti

Quanto costa all’azienda un dipendente con 30.000 euro di stipendio lordo nel 2026?

Con 30.000 euro di retribuzione lorda annua, il costo totale per l’azienda nel settore commercio/terziario e di circa 44.800-45.500 euro. Le voci principali sono: contributi INPS datoriali 7.143 euro (23,81%), INAIL 300 euro, TFR 2.220 euro, tredicesima 2.500 euro, quattordicesima 2.500 euro (se prevista dal CCNL) e fondi bilaterali. Il moltiplicatore orientativo e 1,50.

Qual e l’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro nel 2026?

Per il settore privato a regime ordinario l’aliquota contributiva datoriale e del 23,81% sulla retribuzione imponibile previdenziale. Include IVS (invalidita, vecchiaia, superstiti), NASpI (1,61%), contributo fondo di garanzia TFR (0,20%), CIGS/CIGO ove applicabile. La quota a carico del lavoratore e del 9,19%.

Il TFR e un costo aggiuntivo rispetto allo stipendio?

Si. Il TFR matura nella misura del 7,40% sulla retribuzione utile (art. 2120 c.c.) e rappresenta un costo differito per l’azienda, liquidato alla cessazione del rapporto o, a richiesta del lavoratore, destinato a un fondo pensione. Per le imprese con almeno 50 dipendenti, il TFR maturando dal 2007 e versato mensilmente al Fondo di Tesoreria INPS; rimane comunque a carico dell’azienda.

Esistono incentivi per ridurre il costo dell’assunzione nel 2026?

Si. Tra le misure attive nel 2026: esonero contributivo per assunzioni di under 35 a tempo indeterminato in settori specifici, agevolazioni ZES unica per il Mezzogiorno, incentivo GOL per percettori di sussidi di disoccupazione. Il contratto di apprendistato riduce strutturalmente l’aliquota contributiva all’11,61%. Ogni misura ha requisiti propri; la cumulabilita e soggetta a limiti.

La quattordicesima e obbligatoria per tutti i dipendenti?

No. La quattordicesima mensilita non e un obbligo legale generalizzato, ma e prevista da specifici CCNL. Tra i contratti che la includono: CCNL Commercio (Confcommercio), CCNL Turismo (Federalberghi/Fipe), CCNL Cooperative. In altri settori — come manifatturiero, studi professionali, edilizia — la quattordicesima non e prevista dalla contrattazione nazionale, ma puo essere introdotta da accordi aziendali o integrativi.

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Disclaimer. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

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Autore

Andrea Marton

Praticante commercialista in formazione · Milano · Autore e responsabile editoriale

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