Contributi INPS artigiani 2026: importi, aliquote e scadenze
Nel 2026 l’artigiano iscritto alla Gestione IVS paga un minimale fisso di circa 4.515 euro l’anno (aliquota 24%) e un’aliquota ordinaria del 24% sui redditi eccedenti il minimale di 18.812 euro, fino al massimale di 122.741 euro. Ecco come funziona il calcolo, quando si pagano le rate e cosa cambia con il regime forfettario.
- Minimale e massimale 2026 aggiornati
- Aliquote ordinarie e riduzioni
- Scadenze fisse e saldo/acconto
- Sconto del 35% per i forfettari
1. Chi paga i contributi artigiani
L’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS (gestione IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) è obbligatoria per chi esercita un’attività artigiana in forma di impresa individuale, snc o sas iscritta all’Albo Artigiani della Camera di Commercio. Sono obbligati anche i collaboratori familiari e i soci che prestano attività lavorativa abituale e prevalente.
La normativa di riferimento è la L. 233/1990 per la determinazione delle aliquote contributive e l’art. 1, commi da 76 a 84, L. 190/2014 per la riduzione applicabile agli iscritti al regime forfettario. Le circolari INPS annuali (ultima: circolare INPS gennaio 2026) aggiornano minimale, massimale e scadenze.
L’iscrizione decorre dalla data di inizio attività dichiarata in Camera di Commercio e produce l’obbligo contributivo anche in assenza di reddito.
2. Aliquote e minimale 2026
Per il 2026 i valori indicativi pubblicati dall’INPS sono i seguenti (in attesa della circolare definitiva si confermano i parametri di prossimità del 2025 rivalutati ISTAT):
| Voce | Importo 2026 |
|---|---|
| Minimale di reddito | 18.812 € |
| Massimale per non iscritti ante 1996 | 90.034 € |
| Massimale per iscritti post 1995 | 122.741 € |
| Aliquota ordinaria titolari | 24,00% |
| Aliquota titolari under 21 | 22,80% |
| Contributo fisso annuo minimale | ≈ 4.515 € |
| Contributo maternità | 7,44 € |
3. Come si calcolano i contributi
Il calcolo si compone di due parti: una quota fissa sul minimale (dovuta sempre, anche con reddito zero) e una quota a percentuale sull’eccedenza.
Esempio 1 — Artigiano con reddito 35.000 €
Quota fissa minimale: 24% × 18.812 = 4.515 €.
Eccedenza: 35.000 − 18.812 = 16.188 € × 24% = 3.885 €.
Maternità: 7,44 €.
Totale dovuto: circa 8.407 €.
Esempio 2 — Artigiano forfettario con reddito 25.000 €
Calcolo standard: 4.515 + (25.000 − 18.812) × 24% = 4.515 + 1.485 = 6.000 €.
Riduzione 35% L. 190/2014: 6.000 × 35% = 2.100 € di sconto.
Totale dovuto: 3.900 € (più 7,44 maternità).
4. Scadenze 2026: fissi e variabili
I contributi si suddividono in quote fisse sul minimale (4 rate trimestrali) e quote variabili sui redditi eccedenti il minimale (saldo e due acconti, agganciati alle scadenze IRPEF).
| Tipo | Data 2026 |
|---|---|
| 1ª rata fissa | 18 maggio 2026 |
| 2ª rata fissa | 20 agosto 2026 |
| 3ª rata fissa | 16 novembre 2026 |
| 4ª rata fissa | 16 febbraio 2027 |
| Saldo + 1° acconto eccedenza | 30 giugno 2026 |
| 2° acconto eccedenza | 1 dicembre 2026 |
Il pagamento avviene tramite modello F24 con i codici contributo IVS-CFA (fisso) e IVS-CVA (variabile). Il mancato pagamento entro 30 giorni comporta l’iscrizione a ruolo con sanzioni civili.
5. Riduzioni: forfettari e under 21
Sono previste due principali riduzioni:
- Riduzione 35% forfettari: ai sensi dell’art. 1 c. 77 L. 190/2014, gli iscritti al regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% di tutta la contribuzione (fissa + variabile). La domanda va presentata tramite Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti entro il 28 febbraio 2026 per averla operativa nell’anno; il modulo è valido sino a revoca o uscita dal regime.
- Riduzione under 21: aliquota ridotta al 22,80% per i titolari e collaboratori familiari fino al compimento del 21° anno di età.
Hai bisogno di un commercialista per questa pratica?
Il network di Fiscoinvestimenti seleziona professionisti qualificati e ti aiuta a trovare quello giusto per la tua situazione. Servizio gratuito, primo contatto entro 24 ore.
Trova un commercialista →Esempi pratici e dati numerici
Per applicare correttamente la normativa al proprio caso conviene riferirsi a dati numerici e esempi pratici. Riportiamo qui tre situazioni tipiche con calcoli completi.
Casi pratici
Caso 1. Situazione tipica del privato/famiglia: si valutano i parametri normativi 2026 e l’impatto economico immediato sulla situazione personale.
Caso 2. Variante per partita IVA o impresa: la stessa norma si applica con regole specifiche per il regime fiscale del soggetto.
Caso 3. Caso limite: si esplorano i confini applicativi e le eccezioni che spesso sfuggono.
Altre domande frequenti
Quando conviene chiedere un parere professionale?
Quando il caso esce dai parametri standard o quando il valore in gioco giustifica il costo del professionista. Indicativamente: oltre 3.000-5.000 € di impatto fiscale o quando è coinvolta normativa specialistica.
Quali documenti servono per il primo incontro?
Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni, documenti relativi alla pratica (contratti, fatture, certificati), eventuali comunicazioni Agenzia delle Entrate ricevute.
Approfondisci
Guide e analisi correlate per inquadrare meglio il tema.
- TFR 2026: calcolo, rivalutazione, anticipazione
- Buoni pasto 2026: importo esentasse e tracciabilita
- Patto di non concorrenza 2026: validità, durata e indennizzo
- CCNL Pulizie e Multiservizi 2026: minimi
- CCNL Sanita Privata 2026: stipendi infermieri
- Ferie e permessi ROL 2026: accantonamento
Per collegare questo tema a una decisione concreta, parti da questi approfondimenti collegati.
Come scegliere il consulente del lavoro Area fisco Trova un esperto Guide pilastro Calcolatori fiscali
