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Spese funebri 2026: detrazione IRPEF

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A cura di Fisco Investimenti

Questa guida serve a orientare la lettura e preparare domande migliori. Non sostituisce la valutazione del caso concreto: norme, documenti e scadenze possono cambiare in base alla situazione personale o aziendale.

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📅 Pubblicato il 30 Gennaio 2026🔄 Aggiornato il 27 Maggio 2026

Spese funebri 2026: detrazione IRPEF, documenti e familiari ammessi

Affrontare la perdita di un familiare comporta, oltre al dolore, una serie di spese immediate e spesso consistenti: onoranze funebri, cassa da morto, trasporto, tumulazione, fiori, manifesti. Il legislatore ha previsto una detrazione IRPEF del 19% su queste spese, disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera d) del TUIR. In questa guida completa — aggiornata al 2026 e curata da Andrea Marton, Praticante commercialista — troverai tutto ciò che occorre sapere per applicare correttamente la detrazione: chi ha diritto a detrarre, quale familiare deve essere il defunto, cosa rientra nelle spese ammesse e cosa no, come si documenta il pagamento, e come compilare il 730 o il Modello Redditi. Alla fine troverai una tabella con esempi di calcolo concreti e sette casi pratici frequenti.

La normativa: art. 15 co. 1 lett. d) TUIR

Il fondamento normativo della detrazione è l’articolo 15, comma 1, lettera d) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi — D.P.R. 917/1986), che recita:

«Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento delle spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone indicate nell’articolo 433 del codice civile, per importo non superiore a euro 1.550 per ciascuna di esse.»

La norma contiene tre elementi essenziali da tenere distinti:

  1. Aliquota di detrazione: 19% — la stessa che si applica alle spese mediche, agli interessi sul mutuo prima casa e ad altre spese della Sezione E del 730.
  2. Massimale: 1.550 euro per evento luttuoso (non per anno solare). Il tetto si riferisce al singolo decesso, non al periodo d’imposta. Se nello stesso anno si verificano due decessi di persone ammesse, il massimale raddoppia: 2 × 1.550 = 3.100 euro di spese ammesse, con una detrazione massima di 2 × 294,50 = 589 euro.
  3. Relazione con il defunto: il defunto deve essere una delle persone indicate nell’art. 433 del codice civile — l’elenco degli obbligati agli alimenti — che comprende coniuge, figli (e discendenti), genitori (e ascendenti), generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle.

Un aspetto importante, spesso frainteso, riguarda la condizione del defunto rispetto al dichiarante: a differenza di molte altre detrazioni familiari (come quelle per figli a carico), la lettera d) dell’art. 15 TUIR non richiede che il defunto fosse fiscalmente a carico del contribuente che detrae. La detrazione spetta anche se il defunto era economicamente autonomo — come un genitore con reddito proprio, un fratello lavoratore, un coniuge con propri redditi.

Chi può detrarre: il requisito del familiare

Il primo requisito soggettivo riguarda la relazione tra chi detrae e il defunto. Per effetto del richiamo all’art. 433 c.c., hanno diritto alla detrazione le spese funebri sostenute per:

  • Il coniuge (e, per orientamento esteso della prassi amministrativa, il convivente more uxorio — sebbene su questo punto la normativa non sia esplicita)
  • I figli e i discendenti prossimi (nipoti, pronipoti)
  • I genitori e gli ascendenti prossimi (nonni, bisnonni)
  • I generi e le nuore
  • Il suocero e la suocera
  • I fratelli e le sorelle

Non rientrano invece — in assenza di ulteriori relazioni giuridiche — i cognati, gli zii, i nipoti ex fratre (figli del fratello/sorella), i conviventi non coniugati (salvo interpretazioni estensive non ancora consolidate in via ufficiale).

Il secondo requisito soggettivo riguarda chi sostiene materialmente la spesa: solo chi ha effettivamente pagato le spese funebri può portarle in detrazione. Non è sufficiente essere il familiare del defunto — occorre aver pagato di tasca propria, con mezzo di pagamento tracciabile, e avere la fattura intestata a proprio nome (o comunque dimostrabile la propria quota di pagamento).

È irrilevante — come già detto — che il defunto fosse o meno fiscalmente a carico del dichiarante nell’anno del decesso. Questa distinzione è fondamentale per non escludere erroneamente la detrazione in situazioni frequenti come:

  • Genitore con pensione propria (non a carico del figlio) → il figlio che paga le onoranze può detrarre
  • Coniuge con redditi elevati (non a carico) → l’altro coniuge che sostiene la spesa può detrarre
  • Fratello autonomo → il fratello che paga le spese funebri può detrarre

Cosa rientra nelle spese funebri detraibili

La norma parla di «spese funebri» senza un elenco tassativo, ma la prassi consolidata e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate consentono di individuare con ragionevole precisione le voci ammesse e quelle escluse.

Voci di spesa ammesse alla detrazione

  • Onoranze funebri: il servizio complessivo prestato dall’impresa funebre, comprensivo di preparazione della salma, vestizione, camera ardente
  • Cassa da morto (bara o urna funeraria in caso di cremazione)
  • Trasporto funebre: dal luogo del decesso al luogo di sepoltura o cremazione, compresi eventuali trasferimenti in altra città o all’estero
  • Tumulazione o inumazione: la collocazione della salma nel loculo, nella cappella di famiglia o nel campo inumazione
  • Cremazione della salma
  • Manifesti funebri (affissione e stampa)
  • Fiori e corone, ma solo se inclusi nella fattura dell’impresa di onoranze funebri come voce del servizio funebre. Fiori acquistati separatamente da un fioraio e non ricompresi nel contratto con le pompe funebri non sono detraibili.
  • Annunci funebri sul giornale (necrologio), se compresi nella fattura dell’agenzia funebre o documentati separatamente

Voci di spesa NON detraibili

  • Lapide, epigrafe, cippo o qualsiasi intervento permanente sul sepolcro: non rientrano nella definizione di spesa funebre ma di spesa cimiteriale
  • Perpetua (canone di manutenzione della tomba): si tratta di un costo di gestione ricorrente, non di una spesa funebre in senso stretto
  • Messa in suffragio o altre cerimonie religiose: le offerte per le funzioni religiose (messa funebre, rosario ecc.) non sono considerate spese funebri ai fini IRPEF
  • Abiti da lutto: abbigliamento acquistato in occasione del funerale non è detraibile
  • Rinfreschi o banchetti successivi al funerale
  • Fiori acquistati separatamente (non in fattura impresa funebre)
  • Spese di viaggio dei parenti per raggiungere il luogo del funerale

Il requisito del pagamento tracciabile

Dal 1° gennaio 2020, per poter beneficiare della detrazione IRPEF del 19%, tutte le spese — incluse quelle funebri — devono essere pagate con strumenti di pagamento tracciabili. La norma è contenuta nell’art. 1, comma 679 della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) e non ammette eccezioni per gli oneri di cui all’art. 15 TUIR (fatta eccezione per i farmaci, i medicinali e le prestazioni sanitarie rese dal SSN).

Sono mezzi di pagamento tracciabili ammessi:

  • Bonifico bancario o postale
  • Carta di credito, carta di debito (bancomat), carta prepagata
  • Assegno bancario o circolare
  • App di pagamento collegate a conto corrente o carta (es. Satispay, Google Pay, Apple Pay con addebito su carta/conto)

Il pagamento in contanti non è ammesso. Se le spese funebri — in tutto o in parte — vengono pagate in contanti, quella quota di spesa perde il diritto alla detrazione. Attenzione: questa regola vale anche se la fattura è intestata correttamente. Non è sufficiente avere il documento fiscale — occorre dimostrare il pagamento tracciabile.

In pratica, è buona norma effettuare il pagamento all’impresa funebre con bonifico o carta, e conservare la ricevuta di pagamento insieme alla fattura.

La detrazione quando la spesa è sostenuta da più persone

È frequente che le spese funebri siano sostenute da più familiari. In questo caso, la detrazione si ripartisce proporzionalmente tra chi ha effettivamente pagato. Il massimale di 1.550 euro si riferisce all’evento luttuoso nel suo complesso — non al singolo soggetto dichiarante — e va suddiviso tra i contribuenti in base alla quota di spesa da ciascuno sostenuta.

Esempio: tre fratelli (A, B, C) sostengono ciascuno 1.000 euro di spese funebri per la madre (totale 3.000 euro). Il massimale è 1.550 euro per l’evento. Ognuno dei tre dichiara la propria quota nella proporzione:

  • Quota di A sul massimale: 1.550 × (1.000 / 3.000) = 516,67 euro → detrazione per A: 516,67 × 19% = 98,17 euro
  • Stessa quota per B e per C
  • Totale detrazione complessiva: 1.550 × 19% = 294,50 euro, ripartiti tra i tre

In caso di pagamento congiunto documentato (es. un solo bonifico fatto da A per conto di tutti), la fattura può essere intestata a uno solo, ma è necessario che la ripartizione della spesa tra i contribuenti sia documentabile (accordi scritti, rimborsi tracciabili tra fratelli). In alternativa, l’impresa funebre può emettere fatture separate per ciascun soggetto.

Il massimale 1.550 euro per evento, non per anno

Uno degli aspetti più favorevoli — e meno noti — della detrazione per spese funebri è che il tetto di 1.550 euro si applica per singolo evento luttuoso, non per anno solare. Questo significa che se nello stesso anno si verificano due decessi di persone ammesse (ad esempio: il padre in marzo e la madre in settembre), il contribuente può detrarre fino a 1.550 euro per ciascun evento, per un totale di 3.100 euro di spese ammesse.

La detrazione massima complessiva in caso di due eventi nello stesso anno è dunque:

3.100 euro × 19% = 589 euro

Ogni evento va documentato separatamente: fattura distinta per ciascun decesso, con riferimento alla persona defunta. Nella dichiarazione dei redditi si inserirà il codice 14 due volte, per ciascun evento, con il relativo importo di spesa (nel limite di 1.550 euro per ciascuno).

Documentazione necessaria

Per fruire della detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, il contribuente deve conservare — ed esibire in caso di controllo — la seguente documentazione:

  1. Fattura dell’impresa di onoranze funebri, intestata al contribuente dichiarante (o a ciascuno dei contribuenti nella propria quota). La fattura deve riportare i dettagli del servizio prestato e il riferimento alla persona defunta.
  2. Ricevuta o prova del pagamento tracciabile: estratto conto bancario con evidenza del bonifico, ricevuta della transazione con carta, ricevuta dell’assegno. La prova del pagamento deve essere coerente con l’importo e la data della fattura.
  3. In caso di più soggetti che si dividono la spesa: documentazione della ripartizione (accordo scritto, ricevute di rimborso tracciabili tra i familiari).
  4. In caso di due decessi nello stesso anno: documentazione separata per ciascun evento.

Non è necessario allegare i documenti alla dichiarazione dei redditi (né al 730 né al Modello Redditi), ma è obbligatorio conservarli per almeno cinque anni dalla presentazione della dichiarazione, poiché l’Agenzia delle Entrate può richiederli in sede di controllo documentale (art. 36-ter D.P.R. 600/1973).

Come si compila la dichiarazione: 730 e Modello Redditi

Le spese funebri si inseriscono nella Sezione I del Quadro E del Modello 730 (o del corrispondente Quadro RP del Modello Redditi PF), tra gli oneri per i quali spetta la detrazione del 19%.

Documento Sezione Codice onere Importo da inserire
Modello 730 Quadro E, Sezione I 14 Spesa effettivamente sostenuta, max 1.550 € per evento
Modello Redditi PF Quadro RP, Sezione I 14 Spesa effettivamente sostenuta, max 1.550 € per evento

Se nello stesso anno si sono verificati due decessi, il codice 14 va inserito due volte, una per ciascun evento, ciascuno con il proprio importo nel limite di 1.550 euro. Il software di compilazione (CAF, professionista, o i precompilati dell’Agenzia) sommerà automaticamente gli importi e calcolerà la detrazione complessiva del 19%.

Attenzione: il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate non include automaticamente le spese funebri, poiché l’Agenzia non riceve comunicazioni dalle imprese funebri come invece avviene per le spese sanitarie. Il contribuente deve quindi inserire manualmente il dato, avendo cura di non dimenticarlo.

Tabella: esempi di calcolo della detrazione per scaglione IRPEF

La detrazione del 19% riduce direttamente l’IRPEF lorda — e il beneficio netto è uguale per tutti i contribuenti, indipendentemente dallo scaglione IRPEF. A differenza delle deduzioni (che abbattono il reddito imponibile e valgono di più ai redditi alti), le detrazioni valgono la stessa cifra in euro per tutti.

Spesa funebre sostenuta Importo detraibile (max 1.550 €) Detrazione IRPEF (19%) Note
800 € 800 € 152 € Spesa inferiore al massimale: si detrae l’intero importo
1.550 € 1.550 € 294,50 € Spesa pari al massimale: detrazione piena
3.000 € 1.550 € (cap) 294,50 € Spesa superiore al massimale: si detrae solo fino a 1.550 €
2 eventi × 1.550 € = 3.100 € 3.100 € (2 × 1.550 €) 589 € Due decessi nello stesso anno: massimale doppio
500 € (quota su 1.500 € totali, 3 fratelli) 516,67 € (quota pro-rata su 1.550 €) 98,17 € Spesa divisa tra 3 fratelli: ciascuno detrae la propria quota del massimale

Il risparmio fiscale è identico per tutti i contribuenti (23%, 35% o 43% di scaglione), perché la detrazione agisce direttamente sull’imposta lorda e non sul reddito imponibile.

Casi pratici

Caso 1 — Spese sostenute da tre fratelli per la madre

Tre fratelli (A, B, C) pagano ciascuno 900 euro all’impresa funebre per la madre deceduta (totale 2.700 euro). La madre aveva una pensione propria, quindi non era a carico di nessuno dei tre. Il massimale è 1.550 euro per l’evento. Quota di ciascun fratello sul massimale: 1.550 × (900/2.700) = 516,67 euro. Detrazione spettante a ciascuno: 516,67 × 19% = 98,17 euro. Ogni fratello inserisce nel proprio 730 il codice 14 con importo 516,67 euro.

Caso 2 — Spese per genitore non a carico

Mario paga 2.000 euro per le onoranze funebri del padre, pensionato con reddito autonomo (non a carico di Mario). Nonostante il padre non fosse fiscalmente a carico, la detrazione spetta: il padre era un soggetto ex art. 433 c.c. e la spesa è stata effettivamente sostenuta da Mario con pagamento tracciabile. Importo detraibile: 1.550 euro (massimale). Detrazione: 1.550 × 19% = 294,50 euro.

Caso 3 — Pagamento misto (parte tracciabile, parte contanti)

Lucia paga 1.800 euro per le onoranze funebri della sorella: 1.000 euro con bonifico bancario e 800 euro in contanti. Solo la quota tracciabile (1.000 euro) è detraibile. La quota contanti (800 euro) è esclusa per legge. Importo detraibile: 1.000 euro. Detrazione: 1.000 × 19% = 190 euro.

Caso 4 — Due decessi nello stesso anno

Giovanni perde il padre a febbraio e la madre a settembre dello stesso anno. Per ciascun genitore sostiene spese funebri pari a 2.500 euro (totale 5.000 euro). Poiché si tratta di due eventi distinti, Giovanni può detrarre 1.550 euro per ciascuno: totale 3.100 euro. Detrazione complessiva: 3.100 × 19% = 589 euro. Giovanni inserisce il codice 14 due volte nel 730.

Caso 5 — Fattura intestata a un solo fratello che ha pagato per tutti

Francesca paga 3.000 euro per le onoranze funebri della madre (la fattura è intestata solo a lei), ma le sorelle Rosa e Anna la rimborsano rispettivamente di 1.000 euro ciascuna tramite bonifico. Francesca può detrarre solo la quota da lei effettivamente sostenuta: 1.000 euro su 3.000 totali, pari a 1.550 × (1.000/3.000) = 516,67 euro → detrazione 98,17 euro. Le sorelle, avendo rimborsato con bonifico tracciabile, possono detrarre la propria quota, ma necessitano di documentazione della ripartizione.

Caso 6 — Fiori acquistati separatamente

Carlo acquista una corona di fiori da un fioraio per 200 euro (pagamento con carta) separatamente dalle onoranze funebri. Questi 200 euro non sono detraibili perché non rientrano nella fattura dell’impresa funebre. Avrebbe fatto meglio a richiedere all’impresa di includere i fiori nella fattura del servizio funebre.

Caso 7 — Lapide e perpetua: cosa non detrarre

Paola spende 800 euro per le onoranze funebri e altri 1.200 euro per la lapide e il canone annuo di manutenzione della tomba (perpetua). Solo gli 800 euro di onoranze funebri sono detraibili (detrazione: 800 × 19% = 152 euro). La lapide e la perpetua non rientrano nel concetto di spesa funebre ai fini dell’art. 15 co. 1 lett. d) TUIR.

Domande Frequenti

Le spese funebri per un convivente non coniugato sono detraibili?

La norma richiama l’art. 433 del codice civile, che elenca le persone obbligate agli alimenti: tra queste non figurano esplicitamente i conviventi di fatto. In assenza di chiarimenti ufficiali specifici dell’Agenzia delle Entrate che estendano la detrazione alle unioni di fatto non registrate, il rischio è che le spese funebri per il convivente non coniugato non siano detraibili. Diverso il caso delle unioni civili (L. 76/2016): la parte dell’unione civile è equiparata al coniuge ai fini fiscali, quindi la detrazione spetta.

Se il defunto era a carico di un altro familiare, chi può detrarre le spese funebri?

Il diritto alla detrazione appartiene a chi ha effettivamente sostenuto la spesa, indipendentemente da chi il defunto fosse a carico. Se un figlio era fiscalmente a carico del padre, e la spesa funebre è stata pagata dallo zio (fratello del defunto), è lo zio a poter detrarre — purché lo zio sia tra i soggetti dell’art. 433 c.c. (i fratelli vi rientrano) e abbia la fattura e il pagamento tracciabile a proprio nome.

Le spese funebri rientrano nel 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate?

No. A differenza delle spese sanitarie, le imprese di onoranze funebri non trasmettono dati al Sistema Tessera Sanitaria. Le spese funebri non compaiono quindi nel 730 precompilato e devono essere inserite manualmente dal contribuente (o dal CAF/professionista delegato). È fondamentale non dimenticarle, poiché la detrazione — pur modesta — è comunque un risparmio lecito e documentato.

Qual è il massimale di spesa detraibile se ci sono due decessi nello stesso anno?

Il massimale di 1.550 euro si riferisce al singolo evento luttuoso. In caso di due decessi nello stesso anno solare, il massimale raddoppia: 2 × 1.550 = 3.100 euro di spese ammesse, con una detrazione massima complessiva di 3.100 × 19% = 589 euro. Non esiste un tetto annuale: ogni evento ha il proprio massimale autonomo.

È possibile detrarre le spese funebri per un genitore che viveva all’estero?

Sì, il luogo di residenza o di decesso del familiare è irrilevante. Ciò che conta è la relazione di parentela (art. 433 c.c.) e che la spesa sia stata effettivamente sostenuta dal dichiarante con pagamento tracciabile. Le spese sostenute per onoranze funebri all’estero sono ammesse alla detrazione, purché documentate con fattura o documento equivalente e pagamento tracciabile.

La messa in suffragio o l’offerta alla chiesa sono detraibili?

No. Le offerte per le funzioni religiose (messa funebre, rosario, altre cerimonie) non rientrano nel concetto di spesa funebre ai fini dell’art. 15 co. 1 lett. d) TUIR. Potrebbero in teoria rientrare tra le erogazioni liberali a favore di enti religiosi (art. 15 lett. i-bis TUIR), ma con limiti e condizioni diverse. Le spese per la cerimonia religiosa in senso stretto non sono detraibili come spese funebri.

Se pago con Satispay o PayPal, il pagamento è considerato tracciabile?

Dipende dal collegamento dello strumento. Satispay è generalmente considerato tracciabile perché i fondi transitano da e verso il conto corrente bancario del titolare. PayPal è tracciabile se il pagamento avviene con addebito diretto su carta o conto bancario collegato al profilo PayPal. I pagamenti effettuati con saldo PayPal precaricato (senza collegamento bancario) potrebbero non avere lo stesso grado di tracciabilità. In ogni caso, è prudente conservare la ricevuta elettronica del pagamento, che deve riportare data, importo e beneficiario.

Pianifica la tua dichiarazione con un esperto

La detrazione per spese funebri è uno degli oneri detraibili che più frequentemente vengono omessi per mancanza di informazione o per la difficoltà emotiva del momento in cui si affronta il lutto. Verificare di non aver perso detrazioni legittime — e più in generale ottimizzare la propria dichiarazione dei redditi — richiede un’analisi complessiva della posizione fiscale personale e familiare.

Se vuoi una revisione completa della tua dichiarazione o una valutazione della tua situazione fiscale e patrimoniale, richiedi una consulenza fiscale personalizzato con Andrea Marton, Praticante commercialista, per individuare tutte le detrazioni e le deduzioni a cui hai diritto.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono la consulenza professionale personalizzata. La normativa fiscale è soggetta a modifiche: verifica sempre l’aggiornamento delle disposizioni con un professionista abilitato prima di applicarle alla tua situazione specifica.

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Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Milano · Autore e responsabile editoriale

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