Le holding in Borsa: comprare un portafoglio
Comprare un’azione di una holding non è come comprare un’azienda che «fa» un prodotto: è acquistare una fetta di un intero portafoglio di partecipazioni. Ecco come si leggono questi titoli — sconto sul NAV, look-through, dividendo modesto — e come si tassano.
- Possiedono altre aziende: contano le partecipazioni
- Lo «sconto sul NAV» è la chiave di lettura
- Exor è estera (NL); le altre italiane → 26% + PIR
Finanza › Azioni › Holding e investimenti
Una holding di partecipazioni vale quanto valgono le aziende che possiede. Per questo si legge con strumenti diversi: il più importante è lo sconto sul NAV (Net Asset Value), il fatto che in Borsa la holding quoti quasi sempre meno della somma delle sue partecipazioni. La remunerazione passa spesso più dal riacquisto di azioni (buyback) che dal dividendo. Exor (famiglia Agnelli) controlla Ferrari, Stellantis e CNH; Tamburi investe in PMI di qualità; Italmobiliare e CIR e Caltagirone sono holding diversificate di grandi famiglie industriali italiane.
Sul piano fiscale c’è una differenza chiave: Exor ha residenza fiscale nei Paesi Bassi → il suo dividendo sconta una doppia imposizione (15% + 26%) e non è PIR-eligibile. Le altre quattro sono italiane: ritenuta del 26% e ammissibilità al PIR (da mid cap fuori dal FTSE MIB contribuiscono al sotto-vincolo del 30%).
Le schede delle holding
Prima di scegliere un titolo
Queste schede sono didattiche, non consigli. Per capire la cornice fiscale e di rischio vedi: tassazione dei dividendi, capital gain al 26%, PIR e quanto pesare un singolo titolo. Torna all’indice generale: Azioni e dividendi.