Acconto IRPEF 2026: calcolo, scadenze e ravvedimento
L’acconto IRPEF 2026 è pari al 100% dell’imposta dovuta per il 2025 (rigo “differenza” del 730 o Redditi PF), versato in due rate: 40% entro il 30 giugno 2026 e 60% entro il 1° dicembre 2026. La prima rata può essere rateizzata; la soglia di esonero è 51,65 €. Vediamo metodo storico e previsionale, e come sanare i ritardi.
- Misura acconto 100% imposta 2025
- Prima rata 40% al 30/06, seconda 60% al 01/12
- Soglia esonero 51,65 €
- Ravvedimento operoso sanzione 0,1% al giorno
1. Chi paga l’acconto e quanto
L’acconto IRPEF è disciplinato dalla L. 97/1977 e da successive integrazioni (da ultimo art. 1 c. 4 D.L. 145/2023 conv. L. 191/2023 che ha rideterminato le rate per i forfettari e gli ISA). È dovuto da tutti i contribuenti che dichiarano un’imposta a debito superiore a 51,65 € (rigo RN34 del modello Redditi PF, oppure rigo “differenza” del 730).
La misura standard è il 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (anno d’imposta 2025), suddivisa in due rate:
- 1ª rata: 40% dell’acconto, scadenza con il saldo (30 giugno 2026);
- 2ª rata: 60% dell’acconto, scadenza 30 novembre (slittata al 1° dicembre 2026 perché il 30 cade di lunedì… in realtà 30/11 lunedì = pagamento al 30/11; verificare calendario definitivo agenzia entrate).
Se l’acconto totale è ≤ 257,52 €, si versa in un’unica soluzione a novembre.
2. Metodo storico vs previsionale
Il contribuente può scegliere tra due metodi di calcolo:
- Metodo storico: 100% dell’imposta IRPEF risultante dalla dichiarazione 2025 (anno d’imposta 2025, dichiarato nel 2026). È il metodo “sicuro” perché non comporta mai sanzioni: anche se nel 2026 l’imposta effettiva fosse maggiore, si versa solo il saldo a giugno 2027 senza interessi.
- Metodo previsionale: si stima l’imposta del 2026 e si versa il 100% di quella stima. Conviene se si prevede un calo significativo del reddito (es. perdita cliente, riduzione fatturato). Attenzione: se la stima è troppo bassa, e l’imposta effettiva risulta maggiore di quella versata, scatta la sanzione del 25% (oggi ridotta al 12,5% dalla riforma D.Lgs. 87/2024) sulla differenza.
3. Scadenze 2026 e rateizzazione
| Adempimento | Data |
|---|---|
| Saldo IRPEF 2025 + 1ª rata acconto 2026 (40%) | 30 giugno 2026 |
| Saldo + 1ª rata con maggiorazione 0,40% | 31 luglio 2026 |
| 2ª rata acconto 2026 (60%) | 30 novembre 2026 |
La 1ª rata (e il saldo) possono essere rateizzati fino a 6 rate mensili, da giugno a novembre, con interessi del 4% annuo (art. 20 D.Lgs. 241/1997). La 2ª rata di novembre non è rateizzabile.
Codici tributo F24: 4034 (1ª rata acconto IRPEF) e 4035 (2ª rata acconto IRPEF). Anno di riferimento sempre 2026.
4. Esempi di calcolo
Esempio 1 — Lavoratore autonomo, IRPEF 2025 = 8.000 €
Acconto 2026 totale = 100% × 8.000 = 8.000 €.
1ª rata 40%: 3.200 € entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo).
2ª rata 60%: 4.800 € entro il 30 novembre 2026.
Codici F24: 4034 e 4035.
Esempio 2 — Acconto sotto 257,52 €
IRPEF 2025 = 200 €. Acconto totale = 200 €. Essendo sotto la soglia di 257,52 €, si versa in un’unica rata a novembre 2026 (codice 4035). Sotto 51,65 € l’acconto non è dovuto.
5. Ritardo e ravvedimento operoso
Il mancato o tardivo pagamento dell’acconto comporta sanzioni amministrative (art. 13 D.Lgs. 471/1997), oggi ricalibrate dal D.Lgs. 87/2024 (riforma sanzioni in vigore dal 1° settembre 2024):
| Ravvedimento | Sanzione ridotta |
|---|---|
| Sprint: entro 14 giorni | 0,0833% per giorno |
| Breve: 15-30 giorni | 1,25% (1/10 di 12,5%) |
| Intermedio: 31-90 giorni | 1,39% (1/9 di 12,5%) |
| Annuale: entro termine dich. anno successivo | 3,125% (1/8 di 25%) |
| Oltre l’anno | 3,57% (1/7 di 25%) |
A questa si aggiungono gli interessi legali (2,5% annuo per il 2025-2026, rideterminati ogni anno con decreto MEF). Il ravvedimento si perfeziona versando con F24 imposta + sanzione (codice 8901) + interessi (codice 1989) prima della contestazione formale del Fisco.
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